martedì 9 marzo 2010

Fisichella in partenza?

E' quanto si mormora in questi giorni. Magister riferisce (ma, data la sua avversione nei confronti dell'arcivescovo, potrebbe essere un wishful thinking del giornalista dell'Espresso) che mons. Fisichella perderà il posto di presidente della Pont. Accademia per la Vita, con alcuni membri dela quale è in aperto dissidio dopo il famoso articolo sul caso della bambina di Recife (per il quale, ricorderete, lo abbiamo difeso in questo post). Magister aggiunge che sarà nominato arcivescovo di Siena, dopo che lo stesso interessato avrebbe rifiutato Modena; sfumata, invece, la speranza di essere nominato alla sede cardinalizia di Torino in sostituzione del pensionando card. Poletto. Se così fosse, sarebbe una deminutio, senza dubbio. Ora Andrea Bevilacqua, sull'articolo che riportiamo apparso su Italia Oggi, ipotizza anche che Enrico Dal Covolo possa sostituire mons. Fisichella come Rettore della Lateranense.


In questi giorni di scandali vaticani le attività oltre il Tevere procedono apparentemente tranquille. E anche i progetti per il futuro non sembrano aver subìto alcuno scossone. Così si sono conclusi col plauso del Papa gli esercizi spirituali di quaresima. Li ha predicati, per il Papa e per la curia romana, un fedelissimo del segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone, ovvero il salesiano Enrico Dal Covolo: professore ordinario di letteratura cristiana antica nell'Università Pontificia Salesiana di Roma, dal 2002 è consultore della Congregazione per la dottrina della fede, sarà lui la prossima pedina che Bertone inserirà all'interno dei posti che contano. Le voci sono insistenti: Dal Covolo sembra oramai destinato ad andare a sostituire il rettore della Lateranense monsignor Rino Fisichella. Certo, occorre trovare una diocesi importante in cui far accomodare Fisichella, ma il destino del salesiano Dal Colvolo sembra scritto. È con lui che la Lateranense dovrà fare i conti nei prossimi anni. È con lui, e con tanti altri salesiani, che la curia romana dovrà confrontarsi fino a che l'era Bertone continuerà.

Gli esercizi spirituali che Dal Covolo ha predicato al Pontefice sono stati un successo: ha incastonato le sue meditazioni attorno a figure significative per la chiesa, tra queste il curato di campagna di George Bernanos, San Giovanni Maria Vianney e anche Giovanni Paolo II. Per Dal Covolo, le meditazioni sono state come dei «medaglioni» che egli ha voluto offrire in regalo al Papa. E Benedetto XVI, infatti, ha gradito e l'ha detto anche pubblicamente al termine degli esercizi: un modo «appassionato e molto personale» di predicare.

Adesso tutte le attenzioni sono puntate su altre meditazioni. Quelle che farà il cardinale Camillo Ruini in occasione della via crucis al Colosseo del venerdì santo. Tornerà sul tema già affrontato dall'allora cardinale Joseph Ratzinger prima di divenire Pontefice? «Quanta sporcizia c'è nella chiesa», disse l'allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

C'è molta attesa per le parole dell'ex presidente dei vescovi italiani. La nave che è la chiesa sembra vacillare sotto le mancanze dei suoi uomini. E per questo c'è bisogno di figure di prestigio che sappiano tenere il timone dritto e ben indirizzato. Per questo Ratzinger ha chiamato Ruini a scrivere le meditazioni per la via crucis.

Fonte Italia Oggi, via Amici Papa Ratzinger blog

22 commenti:

  1. Forse era solo un arrivista. Ma che grande cardinale abbiamo perso! Che grande arcivescovo sarebbe stato in una diocesi importante! Forse ha celebrato nella forma straordinaria solo perchè sperava così in una promozione, bè, SEMPRE MEGLIO DI QUELLI CHE NEANCHE L'HANNO MAI FATTO E VENGONO NOMINATI IN QUELLA O QUELL'ALTRA DIOCESI.

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  2. Va bene che l'obbedienza e' comunque  un concetto abbastanza  desueto, ma perche' un vescovo dovrebbe rifiutare una sede, quindi come dire, vorrei qualcosa in piu? 

    Uscendo dal caso specifico,  deve essere una abitudine, anzi una prassi  normale. Che  lascia perplessi.  Davvero  nn vi e' stata di fatto nessuna vera riforma nella Chiesa, un fiume di parole  dal Concilio in avanti..............   Forse piu' ipocrisia ecclesiastica????

    Perfino il mio parroco di paese che celebra la nuova Messa verso l'altare, voleva passare da una parrocchia di  2000 abitanti ad una di 5000.

    Sembra che nessuno riesca ad amare piu' il luogo e i volti che gli sono affidati....

    E pensare che ad un dipendente, oggi , se gli va bene, ha un posto per tutta la vita, e se gli va male e' disoccupato.

    Questi  "lussi" fanno davvero sorridere...

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  3. Card. Massaja9 marzo 2010 16:46

    Svanisce quindi l'ultima speranza per Torino di avere un vescovo che rimetta in sesto la diocesi? :'(

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  4. DANTE PASTORELLI9 marzo 2010 16:58

    Anch'io non comprendo cetrta condiscendenza da parte dell'Autorità che si acconcia a piegarsi alle pretese di questo o quell'altro che aspira ad una sede episcopale più gradita. Il Papa, attraverso i suoi "canali", dovrebbe assegnar la sede e festa finita. Chi ci dice che a Siena Fisichella possa agir neglio che a Modena? Non potrebbe, Modena, aver più bisogno di Fisichella che Siena?
    Intendiamoci, io son contento che Fisichella venga in Toscana, anche se la sua posizione sul caso di Recife m'ha sconcertato. E credo che l'arcidiocesi trarrà gran vantaggio dalla partenza di Buoncristiani. Che Dio aiuti l'uno e l'altro

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  5. scusate la mia '' ingenuita' ,, ... vorrei chiamarla con un altro nome ........

    ma si rifiuta una diocesi per un altra .. '' si dovra' pur accontentarlo ,, ......... e via discorrendo ........ !!!!!!!!!!!!!! 

     non mi pare che questa sia la strada per andare in PARADISO ....... 

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  6. Magister...sappiamo bene come si comporta e dove scrive!
    Io aspetto le decisioni.I rumors nel villaggio globale servono a distogliere l'attenzione o a valutare le reazioni!
    Matteo Dellanoce

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  7. la redazione parla di "diocesi importante" in cui far accomodare Fisichella.
    Non è sull'espressione usata dalla redazione chevoglio soffermarmi, ma sul fatto che questa espressione "diocesi importante" esprime un concetto oggi "normale nella Chiesa; alla faccia della tanto conclamata povertà e semplicità evangelica che il Vaticano II avrebbe portato nella Chiesa.
    Diocesi importatnte!
    Parrocchia importante!
    Quanti vescovi e preti pensano in questo modo?

    Come se ci siano anime  "importanti" e anime meno "importanti".

    Quanta sporcizia che c'è nella Chiesa; ce n'era anche prima del Concilio, quando si pensava ai pizzi e ai ricami. E ce nè adesso, molta di più, nonostante non si pensi ai pizzi e ai ricami ma si prediliga un abbigliamento casual se non trash, e si amano  le casule di plastica e tutto ciò che è finto povero.

    Quanta sporcizia c'è nella Chiesa!

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  8. Forse aveva capito qusi tutto  Santa Teresa di Lisieux che al ritorno dal suo viaggio a Roma, penso a 12 anni o giu' di li', disse che bisognava pregare molto per i sacerdoti........
    cmq al di la' del caso specifico veramente penso che   la vera riforma che invocava anche Schuster per il clero, lungi dall'essere stata affrontata,   tanti cambiamenti esteriori, nulla la sostanza.
    Rimanderei alle parole del beato in merito, pubblicate da poco su Cordialiter.

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  9. grandezza dei piccoli9 marzo 2010 18:54

    ....e come facciamo a riconoscere l' umiltà del santo Curato d'Ars, che per<span><span></span></span>
    <span>quarant’anni guidò in modo mirabile la parrocchia a lui affidata nel piccolo borgo di Ars-en-Dombes, operando <span>meravigliose conversioni</span> senza numero? Il paesino era</span> <span>“l’ultimo villaggio della diocesi”, con circa duecentocinquanta abitanti, prevalentemente di umili condizioni. La gente non era atea o anticlericale, ma viveva una religiosità superficiale e banale, schiava dei propri comodi, talora mondani, secondo la mentalità dell’epoca. Il giovane sacerdote si ritrovò da solo a portare il carico di tutta la comunità. La sua vita, in parole e in opere, aveva come primo obiettivo condurre le anime a Dio, come un vero pastore, secondo il cuore di Dio. </span>
    <span>Era una sfida ad altissimo rischio. Per questo dovette subire contestazioni e calunnie. Scelse però la via della penitenza, e piegò le ginocchia davanti all’Altissimo per strappare dalla dannazione le anime della sua parrocchia: lì</span> accorrevano tanti attirati non dalla sua modesta persona, ma dal profumo inconfondibile della santità, quella che si rivela nei sacerdoti che parlano e operano come dice di sè S. Paolo:
    "Non sono più IO che vivo, ma è Cristo che vive in me!"
    La grandezza di questo Santo Curato è solo un grande dono di Dio, che ama servirsi di lui come suo piccolo e docile strumento di salvezza, per operare con potenza miracoli di Grazia, attirando folle di anime, attraverso la sua totale dedizione al ministero sacerdotale, senza risparmio alcuno di energie fisiche e spirituali !

    (....ma questi prelati non dovrebbero guardare anch'essi al Santo Curato come loro modello, almeno in quest'anno sacerdotale?....)

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  10. grandezza dei piccoli9 marzo 2010 18:55

    <span>....e come facciamo qui a riconoscere l' umiltà del santo Curato d'Ars, che pe
    <span>quarant’anni guidò in modo mirabile la parrocchia a lui affidata nel piccolo borgo di Ars-en-Dombes, operando <span>meravigliose conversioni</span> senza numero? Il paesino era</span> <span>“l’ultimo villaggio della diocesi”, con circa duecentocinquanta abitanti, prevalentemente di umili condizioni. La gente non era atea o anticlericale, ma viveva una religiosità superficiale e banale, schiava dei propri comodi, talora mondani, secondo la mentalità dell’epoca. Il giovane sacerdote si ritrovò da solo a portare il carico di tutta la comunità. La sua vita, in parole e in opere, aveva come primo obiettivo condurre le anime a Dio, come un vero pastore, secondo il cuore di Dio. </span>  
    <span>Era una sfida ad altissimo rischio. Per questo dovette subire contestazioni e calunnie. Scelse però la via della penitenza, e piegò le ginocchia davanti all’Altissimo per strappare dalla dannazione le anime della sua parrocchia: lì</span> accorrevano tanti attirati non dalla sua modesta persona, ma dal profumo inconfondibile della santità, quella che si rivela nei sacerdoti che parlano e operano come dice di sè S. Paolo:  
    "Non sono più IO che vivo, ma è Cristo che vive in me!"  
    La grandezza di questo Santo Curato è solo un grande dono di Dio, che ama servirsi di lui come suo piccolo e docile strumento di salvezza, per operare con potenza miracoli di Grazia, attirando folle di anime, attraverso la sua totale dedizione al ministero sacerdotale, senza risparmio alcuno di energie fisiche e spirituali !  
     
    (....ma questi prelati non dovrebbero guardare anch'essi al Santo Curato come loro modello, almeno in quest'anno sacerdotale?....) 
    </span>

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  11. finto povero...
    proprio così. IL FINTO e il LOOK dominano la scena della Chiesa da oltre 40 anni.
    finta povertà, finta carità, finta umiltà, finta santità....ahimè, sembra di stare in una Chiesa di CARTAPESTA !
    (...perchè è ridotta solo ad un grande scenario, dove tutto si fa per apparire, per il consenso, per l'audience, e anche perchè .....come Gesù stesso si lamentò piangendo con S. Padre Pio: "Hanno trasformato la Messa in uno spettacolo"!)

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  12. operò meravigliose conversioni...
    ma per isacerdoti di oggi, QUANTO CONTA la salvezza delle anime?
    quale importanza ha  per loro curare il "curarle" e "convertirle" al Signore ?
    qual è la loro missione più importante e più <span>sentita ?</span>

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  13. <span>operò meravigliose conversioni... 
    ma per i sacerdoti di oggi, QUANTO CONTA la salvezza delle anime? 
    quale importanza ha  per loro il "curarle" e "convertirle" al Signore ? 
    qual è la loro<span> missione</span> più importante e più <span>sentita ?</span></span>

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  14. <span>Bene che mandino via Fisichella. Impareranno i nostri Vescovi a parlare di meno e pregare di piu e curara le anime a loro afidate?.Sarebbe un bene per la Chiesa.</span>

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  15. fanno.....la bella....vita.....!!!!!

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  16. E speriamo che adesso alla Pontificia Accademia per la Vita ci mettano uno che abbia le idee chiare in materia di aborto e che si informi prima di scrivere castronerie scandalose sull'Osservatore Romano, che faccia una telefonata a un confratello vescovo che è un eroe pro-life e una bestia nera dei marxisti nel suo paese prima di sconfessarlo per la fretta di piacere al mondo col risultato di dare una mano alla gigantesca offensiva abortista in corso in Brasile, facendo vantare i Pannella e le Bonino locali di avere l'Osservatore Romano dalla loro parte! E già che ci siamo, se si potesse chiuderlo direttamente quel fallimento cartaceo che è l'OR, non si farebbe un soldo di danno, anzi.  Mandiamola a fare un lavoro serio, quella gente. Poi ci sarebbe Radio Vaticana, la sala Stampa e qualche dicastero inutile su cui calare la scure, ma accontentiamoci... s

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  17. <span>

    <span>Sono passati più di 90 anni da quando la Madonna ha annunciato, in nome di Dio, che è giunto il tempo che la Consacrazione della Russia venga compiuta. Ad oggi, la Russia non è stata ancora solennemente consacrata al Cuore Immacolato della Madonna, come da Lei richiesto. La Madonna disse a Fatima:</span>
    <span>“Se le Mie richieste verranno esaudite, la Russia sarà convertita e vi sarà la pace. Altrimenti, essa diffonderà i suoi errori in tutto il mondo, causando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, molte nazioni saranno annientate”.</span>
    <span>Considerando le conseguenze che deriveranno dal non aver esaudito questa richiesta, il Santo Padre ha un dovere solenne, e d’ordine obiettivamente morale, di consacrare la Russia come richiesto da Nostro Signore. Se fallisce in questo suo compito, se non fa tutto ciò che può per portare a compimento questa consacrazione pubblica, egli è – sotto un punto di vista di morale oggettiva - colpevole di peccato mortale. E’ nostro dovere ricordare al Santo Padre il suo dovere solenne. ( Per una spiegazione più dettagliata di questo dovere del Papa, vedi “Un Obbligo ineludibile” ne<span> </span><span>Il Sacerdote di Fatima</span>)</span>
    </span>

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  18. Ma perché si parla di Mons. Fisichella a Siena? Mons. Buoncristiani non ha l'età della pensione, non arriva neppure a settant'anni....deve forse essere trasferito? Non è che la cosa dispiaccia ai senesi, ma  dove lo manderanno? C'è qualcuno che è in grado di rispondere?

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  19. ma per i sacerdoti di oggi QUANTO CONTA la salvezza delle anime?
    Cominciando dalla loro!

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  20. per


    <span><span><span><span><span><span><span>per questo  </span></span></span></span></span></span></span>

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  21. <span><span><span><span><span><span><span>per questo</span></span></span></span></span></span></span>
    <span>aude</span>

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  22. <span>

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    <span><span>ude</span></span>
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