giovedì 5 novembre 2009

Pirro e il Crocifisso

Sinceramente non ci dispiace che la CEDU (Corte Europea dei Diritti dell'Uomo; per inciso, non ha a che fare con l'Unione Europea - tanto vero che ne fa parte anche la Turchia) abbia sproloquiato sui crocifissi. Poiché questi stavano già sparendo, lentamente e nella generale indifferenza, dalle aule di scuola e dai tribunali. Ora, grazie a questi begli exploit degli ateisti (o degli islamisti: ricordate quell'Adel Smith?) tutta Italia scopre con un sussulto di orgoglio le proprie radici cultural-religiose. Quasi tutto l'arco costituzionale politico si pronuncia a gran voce in favore di un simbolo cristiano. E i crocifissi ritornano. Ma chi l'avrebbe mai sognato? Chi avrebbe mai pensato, solo pochi anni fa, che un pezzo di legno appeso alla parete potesse diventare un simbolo identitario difeso addirittura nei programmi politici? Insomma: ringraziamo la signora Lautsi e l'UAAR che, vincendo il loro processo kafkiano nei biechi sinedri renani hanno, come Pirro re dell'Epiro, regalato ai romani (cattolici romani, cioè) un successo considerevole di immagine e di risveglio identitario.
E leggiamo questa divertente parodia tratta dal blog di Sandro Magister:




La sentenza anti-crocifisso della corte europea dei diritti dell’uomo ha seminato scompiglio nelle scuole italiane.

Ecco qui di seguito come se ne è discusso in un consiglio d’istituto di un non precisato liceo romano. I personaggi:

P: preside,
PA: professore di storia dell’arte,
PM: professore di musica,
PF: professore di filosofia.


*


P: Oggi è venuta a trovarmi la madre di un allievo, un po’ agitata. Mi ha detto che si rifiuta di mandare il figlio a visitare la piazza e la basilica di San Pietro la prossima settimana. Ha sentito della sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo sul crocifisso e sostiene che questa visita sarebbe un condizionamento religioso emotivamente troppo forte per un quindicenne.

PA: Me se devo dare il compito in classe sul Bernini!

P: Io però non voglio prendermi esposti, denunce, eccetera. Ho già troppe gatte da pelare!

PA: Ho capito, ma allora dove li porto i ragazzi? Al Pantheon?

P: Magari. E insisti sul fatto che è una prodigiosa dimostrazione del genio architettonico dei romani.

PA: È vero, ma devo pure far cogliere i motivi di continuità con i successivi sviluppi cristiani, dovrò pure dire che nel VII secolo il Pantheon è stato trasformato in una chiesa, Santa Maria ad Martyres.

P: Ci risiamo! Voglio una visita neutrale, non religiosa!

PA: Ma che significa? Qui tutto ricorda il cristianesimo! Allora stiamocene chiusi in aula e lasciamo perdere! E poi i ragazzi avranno pure diritto a essere istruiti, a sapere.

P: Ma il diritto di chi non vuole subire la non richiesta ostensione di simboli religiosi prevale.

PA: Ah sì? E perché non se ne sta a casa lui, allora?

P: Collega, ma cosa dici? Un diritto è un diritto!

PM (interrompe con ansia): Scusami, preside, ma io domani farò ascoltare Bach: la Messa in si minore.

P: Mamma mia, per carità!

PM: Come “per carità”? È un capolavoro sommo!

P: Ma è una Messa!

PM: E che significa? L’autore non era neppure cattolico!

P: Era protestante. Sempre cristiano era. Scegli qualcosa di più tranquillo, vai sul Novecento, a Stravinskij.

PM: Bene. Farò ascoltare “Sinfonia di Salmi”.

P: Ma sei un fissato! Metti la “Sagra della primavera”, quella sì, è sufficientemente pagana, non disturba nessuno, ci si può fare pure una lezione di antropologia culturale. E comunque, se proprio devi fare un po’ di Bach, non insistere troppo sul cristianesimo.

PM: Ma se scriveva “Soli Deo Gloria” in calce alle sue composizioni!

P: Ma mica siamo al Conservatorio, che importa agli allievi di questi dettagli?

PM: Pensa che volevamo fare col collega di filosofia un’ora interdisciplinare sull’estetica nel pensiero religioso del Novecento, sull’influsso di Bach e Mozart su von Balthasar e…

P (irato): Ma siamo matti! La teologia si fa nell’ora di religione per chi la chiede, e basta! Mi vuoi rovinare?

PF: Preside, ma cosa dici! Posso parlar bene di Agostino, o no?

P: Ma sì, digli che ad Agostino tutto il pensiero moderno deve molto, anche l’ermeneutica, la fenomenologia…

PF: Però non posso dire che era cristiano?

P: Accennalo appena.

PF: Ma che accenno e accenno! Secondo te le “Confessioni” sarebbero state scritte se l’autore non si fosse convertito al cristianesimo? E poi scusa, quando parlo del concetto di persona in filosofia, come evito un accenno al dogma della Trinità e ai primi concili ecumenici? Non esisterebbe il concetto di persona senza…

P: No e poi no! Questo è catechismo! Prudenza ci vuole…

PF: Ma se persino Benedetto Croce….

P: Basta! Colleghi, dobbiamo capire che viviamo in una società multiculturale, dobbiamo rispettare le diversità, non possiamo pretendere…

PA: Ma abbiamo pure il dovere di istruire, di far conoscere. Se gli allievi guardano il Cenacolo di Leonardo, mica gli possiamo dire che era una cena qualunque tra amici!

P: Ma che esempi mi fai? Qualcosa va detto loro, ma con prudenza, con neutralità…

PA: Ma a me il Cenacolo piace tanto, mi appassiona…

P: Troppa passione nell’insegnamento non va bene. Ci vuole anche un po’ di neutralità emotiva.

PF: E allora mettiamoci un automa, sulla cattedra, e cambiamo mestiere! Ma poi, senti, non sarebbe molto più interessante far capire la grandezza filosofica di san Tommaso collegandolo al pensiero musulmano, ad Avicenna… Non cancelliamo né l’uno né l’altro, li studiamo entrambi.

P: Ma ci sono anche gli atei, gli agnostici…

PF: Ma anche loro dove vivono? Se vivono in mezzo a noi, è giusto che conoscano, che vedano le mille chiese nelle strade di Roma, che rappresentano la città, o dobbiamo demolire pure quelle? Quelle non sono per nulla neutrali!

P: Colleghi, sono sfinito. Aggiorniamoci a domani. Magari la notte ci porterà consiglio…

(Dialogo messo per iscritto da Francesco Arzillo, Roma, 4 novembre 2009).

36 commenti:

  1. Ben detto, ben detto....
    si tratta proprio di una vittoria di Pirro....

    don Bernardo

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  2. a mio modo di vedere si tratta di una vittoria ( per dirla alla milanese) dei pirla (etimologico)!
    Matteo Dellanoce

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  3. La religione dell'ateismo adesso ha un nuovo, splendido rito, obbligatorio per tutti i convertiti: dopo lo sbattezzo con ricevuta di ritorno, dopo il funerale con dispersione delle ceneri in un fiume possibilmente inquinato, ecco ora il Grande Pellegrinaggio a Strasburgo (da compiere almeno una volta nella vita) per chiedere la rimozione dei crocifissi.

    (Si rassegnino: la religiosità fa parte dell'uomo, chi rifiuta le religioni positive è condannato a ricrearsene una artificiale e anche alquanto ridicola).

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  4. Filippo Burighel5 novembre 2009 11:17

    AHAHAHAHAHAH!!! Questo dialogo era troppo spassoso!!! Che scenetta surreale... Certi genitori sono proprio idioti!

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  5. io per non urtare la sensibilità di chi non ha la pelle bianca, propongo di nascondere i nostri tratti somatici con un bel burqua

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  6. Dal "Corriere della Sera" di oggi, pagina 51 ("Lettere al Corriere"): "Sono volontario presso una importante realtà di assistenza gestita dai Cappuccini. Per loro volontà nei locali frequentati quotidianamente da oltre duemila persone di etnie e religioni diverse non è esposto alcun simbolo religioso, quindi nemmeno il crocifisso, in segno di rispetto verso chi non è cristiano...".

    Che bei Cappuccini! Degni seguaci delle orme di san Francesco, il quale, com'è noto, in presenza del Sultano si limitò a parlare del tempo in segno di rispetto verso chi non era cristiano.

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  7. APPELLO ALLA REDAZIONE A CANCELLARE IL COMMENTO DELLE 11.52.
    La seconda parte del commento è offensiva e ANTICATTOLICA.
    Grazie

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  8. Cosa sarebbe anticattolico ?

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  9. Tutta la vicenda fa sussultare le viscere di chi si sente legato ad una certa tradizione culturale, questo è chiaro. tuttavia non mi pare sufficiente per un Cristiano Cattolico difendere la legittimità del Crocifisso esclusivamente sulla base di un'identità culturale!!Perché non si dice apertamente Che Gesù Cristo è il Verbo eterno mediante il quale tutte le cose sono state create, è il Verbo incarnato mediante il quale tutte le cose sono state redente, dunque tutto soggiace al suo potere, Egli è Re dell'universo e come tale deve regnare sulle menti, dui cuiri, sulle famiglie, sulle nazioni e sul mondo intero?!?Per carità, nessuno che mai faccia un accenno alla regalità sociale del Cristo...consoliamoci co le parole dell'Inno: "Te nationum Praesides honore tollant publico: colant magistri et iudices, leges et artes exprimant!"

    La Chiesa non è un ente promotore di cultura, bensì l'inizio in terra del Regno di Cristo (iam et nondum).
    Don Luca.

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  10. Da che mondo è mondo i presidi italioti si distinguono per tre caratteristiche, disgiunte o combinate che siano: A) Opportunismo (basta indagare su come molti di loro hanno ottenuto il posto). B) Tracotanza (forti con i deboli e deboli con i forti, cioè in questo caso). C) Spocchia (sono tra i più inutili burocrati che il sistema abbia prodotto, ma si atteggiano a procuratori imperiali). Perciò il dialoghetto è semplicemente scontato.

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  11. APPELLO ALLA REDAZIONE A CANCELLARE IL COMMENTO DELLE 12.27 in quanto insensato.

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  12. Sì, è completamente insensato. Ma lo lasciamo come monito: prima di giudicare gli altri commenti come "anticattolici", leggere bene. Magari due o tre volte, se serve.

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  13. Leggere? ormai è opzionale!
    Matteo Dellanoce

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  14. il crocifisso si può togliere ; ma non con le motivazioni date dalla Corte per cui sarebbe una minaccia alla libertà religiosa e al diritto dei genitori di scelgiere come educare i figli
    Se qualcuno si sente minacciato dalla presenza del crocifisso il problema risiede in lui e non nella croce

    Negli scontri ideologici tra integralismo laicista e cattolico il crocifisso è solo un espediente

    L'Europa fessa contro il crocifisso nelle scuole.

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  15. DANTE PASTORELLI5 novembre 2009 20:03

    Ho conosciuto, da alunno, da professore, da preside fior di presidi che, certamente dovevano anche svolger la loro parte di pratiche burocratiche ma che non erano né arroganti né spocchiosi ed han lavorato con dedizione assoluta per il bene dei ragazzi e sempre aperti alle giuste richiestre dei docenti, ma anche pronti a difendere il diritto dei ragazzi alla formazione di fronte ad incapai e fannulloni.

    Alla presidenza si giunge attraverso concorso a carattere nazionale.
    Prova scritta a Roma e sempre lì, se ammessi, la prova orale, dinnanzi ad una commissione fornata da ispettori, presidi, prof. universitari ecc.
    All'orale viene ammessa una percentuale molto bassa. La prova orale è divisa in due parti: 1) esame sulle specifiche materie d'insegnamento, insomma una ripetizione del concorso a cattedre (per esser pesidi bisogna esser prof. di ruolo); 2) prova di legislazione scolastica, amministrazione, psico-pedagogia ecc. Programma molto impegnativo.
    Quando li ho sostenuti io questi esami (per i vari ordini di scuola e tutti vinti) erano tremendamente seri e selettivi.

    Ci sono stati anche, dei concorsi riservati per i presidi incaricati da più anni, con esame nazionale solamente orale. Anche tra questi ho conosciuto, io che non ho voluto mai entrar dalla porta di servizio, persone degnissime.
    Che poi non manchino vagabondi e inidonei è pur vero. Ma generalizzare nel giudizio negativo all'ombra dell'anonimato è esecrabile. Spesso coloro che così si esprimono vanno acritti alla categoria di prof. o genitori frustrati.

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  16. Ma lo sanno questa gente che la bandiera della loro Europa tollerante e aperta al dialogo fu ideata da un signore che voleva onorare la Madonna? dodici stelle su fondo azzurro.
    Perchè non fanno una sentenza anche contro quella?
    o perchè non demoliscono tutti i campanili, le chiese d'Europa?alla loro vista uno che non crede o di un'altra religione potrebbe avere degli enormi danni alla mente!

    cose da non credere!

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  17. Qui si sta parlando dei presidi di oggi o al massimo di ieri, non di quelli di trenta o quaranta anni fa. E comunque non di tutti. I concorsi, poi, lasciamoli stare, eh. Sappiamo bene come funzionano oggi.

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  18. Complimenti a quei Cappuccini che non vogliono indicare agli assistiti il motivo per cui fanno assistenza. Smettano di fare i frati e creino una onlus laica. In questo periodo, San Francesco si rivolta così tante volte nella tomba (e con lui tanti altri fondatori) che in Paradiso lo chiamano (insieme agli altri...) Trottola!

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  19. DANTE PASTORELLI5 novembre 2009 23:29

    I concorsi di cui ho parlato non sono di 40 anni fa. E comunque miei amici più giovani li han sostenuti più recentemente di me con serietà e preparazione.
    I concorsi? Chi vien bociato in genere parla sempre di raccomandazioni e truffe.
    Come candidato e come presidente di commissione nei concorsi non han mai cercato di corrompermi neé in quelle commissioni si son verificate truffe a danno di chicchessia. E miei colleghi più giovani bfravi erano e bravi sono stati giudicati ai concorsi.
    Basta con queste storielle delle commissioni che non leggono i compiti ecc.
    Se pastette ci sono van ricercate a livello universitario, dove il istema è sempre stato quello baronale. Constatato di persona.

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  20. Sì, sì, dicono tutti così.....

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  21. La questione del crocifisso nelle aule scolastiche in sé e per sé non è certo fondamentale. Anche senza non cambierebbe granché. Però è una cartina di tornasole che rivela tante cose. Da un punto di vista laico, è inquietante che in una democrazia poche migliaia di persone che non stanno oggettivamente subendo nessuna conculcazione dei loro diritti civili possano imporre la loro volontà a milioni di altre. Questo accade e non solo in questo caso. Da un punto di vista religioso si constata che esistono aree del mondo cattolico pronte a sbandarsi al primo colpo a salve invece di difendere i propri princìpi. Il fatto che noi siamo un paese cattolico, che ha le proprie fondamenta culturali, morali, di pensiero oltre che spirituali nel cattolicesimo è un fatto che anche i non cattolici devono difendere (e molti infatti lo fanno). Tanto più lo deve fare un cattolico.

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  22. A Ano', e ccià rraggione er proffe, dài! Ma a cchi je 'mporta de farse raccomandà ppe anna' a ffa 'n mestiere de gnente? Abbi pazienza, Ano', 'n presside è 'n presside, 'n parrochetto de scola, mica 'n ministro o 'n proveditore! E llassa perde, su, che stamo a rragiona' d'arte cosucce!

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  23. La ragione, come al solito, sta nel mezzo.

    Non tutti i presidi sono inetti, e ce ne sono anzi molti validi. Non tutti i presidi sono validi, e ce ne sono anzi molti inetti. Quale delle due classi predomina? Ciascuno giudica in base alla propria esperienza e al suo modo di leggere le attuali condizioni della scuola.

    Non tutti i concorsi sono truccati, e ce ne sono anzi diversi limpidi.
    Non tutti i concorsi sono limidi, e ce ne sono anzi diversi truccati. Quale è la prassi corrente? Anche qui, l'esperienza personale e la situazione dei vari ambiti cui si accede per concorso (sanità, diplomazia, università, amministrazione pubblica, ordini professionali, ecc.) orientano il giudizio.

    Molti di coloro che falliscono un concorso nutrono risentimento e parlano indiscriminatamente di brogli e raccomandazioni.
    Molti di coloro che superano un concorso grazie a brogli e raccomandazioni affermano che l'uno e l'altro fenomeno non esistono e che chi se ne lamenta è solo un risentito.

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  24. Scusate, ma che c'entrano i discorsi sui Presidi?

    E' forse sfuggito a qualche frettoloso lettore che il testo di Magister è una parodia?

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  25. Non mi piacciono le crociate, da qualsiasi parte vengano... non riesco a capire questa contro il Crocifisso, anche se, essendo l'Italia uno stato laico, posso accettare che il Crocifisso sparisca dalle scuole. Ma la cosa che più mi da fastidio è sentire adesso l'indignazione di certi cardinali (per non parlare dei politici, che scambiano fischi per fiaschi)... io, da credente, posso, ripeto, accettare che a scuola (o in tribunale) non ci sia il simbolo della Redenzione, ma non accetto assolutamente di non trovarlo dentro una chiesa! Nella mia chiesa parrocchiale, per esempio, esiste un unico Crocifisso, astile, nello stile del pastorale di Paolo VI, collocato ovviamente non sull'altare, bensi alla sua destra... oltre questo, niente... ne altra Croce, ne statue della Madonna o dei santi... niente, solo il grigiore triste del cemento armato di questa chiesa-scatola. Prima di indignarsi, i signori cardinali e vescovi guardino allo squallore di certe chiese! E' paradossale volere la Croce a scuola e levarla dagli altari...

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  26. Concordo su tutto, tranne che sullo strale iniziale agli "Islamisti". A parte Adel Smith e pochi altri, infatti, non vi è da parte degli islamici (per "islamisti" intendevate loro?) al Crocifisso. Gesù, infatti, fa anche parte della loro tradizione. Sicuramente non furono loro (ancora non esistevano) a urlare "crucifige!", per cui non hanno neppure alcun interesse ad occultare la prova della loro colpa. Se ricordate bene, uno dei primi estimatori della "Passion" di Gibson fu proprio uno di loro, Arafat.
    Per ragioni di "lavoro" sono stato a lungo nelle loro terre.
    Da Cattolico tradizionale, non posso che apprezzarne la religiosità sincera, non intaccata dal relativismo che dopo il Vaticano secondo ha sfibrato il nostro Cattolicesimo.
    Da Cattolico tradizionale, li ammiro.

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  27. Ma infatti, piantatela lì con le boiate sui presidi. Che noiaaa!!!

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  28. DANTE PASTORELLI6 novembre 2009 18:24

    L'ammirazione islamica per la Passione di Gibson è dovuta semplicemente perché vi si ricava chiaramente la colpa degli ebrei: una manifestazione di antiebraismo.
    Provate in tanti paesi musulmani a far propaganda cattolica, offrendo vangeli e crocifissi.

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  29. Una sentenza che riscatta il valore del Crocifisso
    | Per un cristiano, il crocifisso dovrebbe essere, ancora di più che per un ateo come me, un simbolo sublime e terribile. La sua banalizzazione come soprammobile, confuso con i banchi, la lavagna e le altre suppellettili scolastiche, dovrebbe essere, quello sì, un sacrilegio.

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  30. Per il Sig.Dante Pastorelli.
    La realtà nei Paesi musulmani è varia, in quanto non rispondono ad alcun "papa" unanimemente riconosciuto. A parte i più oltranzisti, che guarda caso sono i nostri "alleati" più sinceri (Arabia Saudita), si limitano a non accettare il proselitismo, soprattutto quando si ammanta di finalità "civilizzatrici", come sta accadendo negli ultimi anni con particolare riferimento a quello protestante. Ma i Cristiani in Iraq, Libano, Giordania, Palestina, Siria, Egitto, ecc.. sono sempre stati integrati ed addirittura tutelati(almeno fino a quando qualche Cristiano poco illumiato ha voluto sfrucugliare la "guerra di civiltà" in nome dei propri terrenissimi interessi). In ogni caso, in quei paesi io ci sono stato e mi sono sentito da loro rispettato (nelle mie chiese come nelle loro moschee - e perchè no, nei loro bazaar) molto più di quanto loro non lo siano da noi.
    Noi, nelle migliori delle ipotesi ci limitiamo a tollerarli,se non fanno rumore, se non ci scandalizzano con le loro "mise" così preconciliari, se non offendono il nostro spirito sanamente laico con la loro religiosità ieratica ed esibita, se non ci mettono in imbarazzo con la loro frugalità e semplicità. E dimentichiamo sistematicamente che la tolleranza è cosa ben diversa dal rispetto (la prima si concede agli inferiori, il secondo si tributa ai pari). Ci illudiamo di vivere in mezzo all'Atlantico, mentre dovremo fare i conti con una realtà che ci vedrà sempre immersi in quel laghetto che è il Mediterraneo, che ci costringerà a confrontarci con loro sempre (ci siamo riusciti per quasi due millenni, senza troppi problemi).
    Il problema vero non è la loro supposta ostilità nei nostri confronti. Il problema è il fatto che loro sono molti mentre noi siamo sempre meno, loro sono magri ed affamati mentre noi siamo grassi e satolli, loro sono giovani ed energici mentre noi siamo vecchi e stanchi (per fortuna, a differenza nostra, i vecchi loro li rispettano).
    Loro pregano cinque volte al giorno (senza bisogno di Blog benemeriti e benedetti come questo per rinvigorire la loro virilità religiosa perduta) mentre noi ci consideriamo emancipati da Dio.
    Loro, la loro Messa in Latino ce l'hanno ancora.
    E' questa la differenza.

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  31. Anonimo delle 22.29, hai dei musulmani un'idea poetica ma sbagliata. Sono tanto devoti e religiosi nei loro paesi perché lì c'è un forte controllo sociale, se non addirittura di polizia in talune contrade, che li obbliga ad esserlo. Quando vengono in Europa, dove nessuno li controlla, dell'islam se ne fregano altamente: meno del 10% va in moschea o prega, gli altri sbevazzano allegramente e cercano di imitare in tutto, specie nelle cose peggiori, lo stile di vita occidentale. Solo ad alcune cose restano attaccati, come il velo alle donne, che però non ha nulla di religioso, è la mentalità tribale secondo cui la donna la devi occultare se no ti verrà concupita.

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  32. All'ateo delle 20.21 (sono contento che questo blog susciti l'interesse anche degli atei... senza ironia). La tua obiezione è curiosa: il crocifisso è in quanto tale un oggetto. Se l'ho in casa, fa parte degli arredi della casa come il letto, il tavolo o il televisore. Se è in chiesa, fa parte degli arredi della chiesa come i banchi e le sedie. Con questo però il suo significato resta diverso rispetto a quello del televisore o delle sedie. Quale è il significato in un'aula scolastica?, chiederai tu. Be', certo è diverso da quello che avrebbe in una chiesa, o in casa di una persona credente: in un'aula scolastica il crocifisso esprime un'identità nazionale. Lo Stato adotta dei simboli per esprimere questa identità. Ho in tasca una moneta da un euro, sopra c'è l'uomo vitruviano di Leonardo. E' un simbolo della nostra identità, fa parte dell'essere italiani, anche se magari a qualcuno può non piacere o non dire niente. E' bene che uno Stato, una comunità di persone abbia dei simboli forti che esprimono un'identità, altrimenti rischia di non esistere più, di smarrirsi. Non va bene il crocifisso? Invece di mandare la forza pubblica a toglierlo e lasciare una parete vuota, proponete un altro simbolo che sia più valido, che esprima meglio la nostra cultura, la nostra storia, il nostro pensiero, la nostra sensibilità ecc. Siamo pronti a valutarlo con imparzialità.

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  33. Anonimo delle 9.07.
    Io, invece, conosco molti Cristiani che se ne impipano dei precetti della loro religione e vivono come se Dio non esistesse. E tanti Cattolici, tra cui alcuni Vescovi, che se ne sbattono delle disposizioni del Papa, come leggiamo anche su queste pagine.
    Ma non confondo i casi particolari con il sentimento generale.
    Quanto alle donne, meglio le nostre, esibite in mutande (o senza) su TV, giornali e cartelloni, frustrate dall'inutule sforzo di distinguersi dalla popolazione dei "travestiti" (pardon, Trans) le cui natiche occhieggiano prodighe di fantastiche promesse di voluttà alla luce dei fari delle auto che sciabicano nelle nostre periferie (ma anche in centro città). Auto cariche di debosciati in cerca di emozioni rigeneranti.

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  34. loro tolgono il Crocefisso? bene e allora noi mettiamoci una bella statua del Sacro Cuore! faranno un'altra sentenza per togliere pure questa?

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  35. carissimi...mi fa' pena vedere questo povero crocifisso tratatto come "nessuno" nella nostra chiesa. Sull' Altare Grande..sopra il tabernacolo c'e' la Croce..alla qualle il nostro parroco gli mostra il sedere e nemmeno lo guarda....l'altra croce si trova alla destra della mensa...e anche li' il parroco non lo guarda...qualche volta ma raramente lo incensa....ecco il buon esempio dei nostri preti! E' scomodo...e' al centro dell' attenzione sono...tutti tranne LUI! Vergogna!

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  36. Ma guarda un po' che coincidenza (coincidenza?) quello che dice l'Epistola nel messale antico proprio questa domenica: "Perché molti, ve l'ho già detto più volte e ora con le lacrime agli occhi ve lo ripeto, si comportano da nemici della croce di Cristo: la perdizione però sarà la loro fine, perché essi, che hanno come dio il loro ventre, si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi, tutti intenti alle cose della terra". (Filippesi, 3, 18-19).

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