giovedì 26 novembre 2009

Ipsa conteret!

Cari fratelli, alla vigilia della festa della Medaglia Miracolosa, permettemi un pubblico omaggio all’Immacolata: la difesa apologetica del versetto Ipsa conteret caput tuum (Gen 3, 15). Questo versetto è la prima e principale prova scritturistica portata dal Beato Pio IX a suffragio della definizione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima.

Oggi purtroppo l’esegesi razionalista sminusice il profondo significato mariano del versetto, riferendolo solo a Gesù Cristo – i soliti devoti scrupolosi – e/o riducendone il valore profetico soprannaturale.

Invece è ragionevole, pio e scientificamente corretto opinare che l’Autore del testo biblico, mosso dallo Spirito Santo, volesse già prefigurare la Madonna Santissima.

Cosa c’entra - mi direte – un articolo di questo genere in un blog sulla Messa? C’entra eccome, cari fratelli: l’ostilità che la S. Messa gregoriana deve affrontare ogni giorno, non è forse conseguenza dell’inimicizia tra due modi irriducibili di concepire la divina liturgia?

E gli attacchi al Santo Padre, non fanno parte forse delle insidie diaboliche al calcagno della Vergine?

Eccomi allora giustificato se pubblico l’articoletto in questo amato blog.

Dividerò l’esposizione in 4 parti:

Chi è la Donna di Gen 3,15 e chi è che schiaccia la testa al serpente?

1) Il cuore delle definizione dogmatica e la presentazione di Gen 3,15 come prova teologica.

2) Spiegazione del testo biblico.

3) Attualizzazione del testo biblico ai tempi presenti mediante alcuni pensieri di San Luigi M. Grignion de Montfort.

4) Note filologiche per chi volesse approfondire l’argomento e per parare le facili accuse di esegesi spiritualista non scientifica.


I. Il cuore delle definizione dogmatica

Pio IX

Ineffabilis Deus

8-12-1854

“…per sua divina ispirazione, ad onore della santa, ed indivisibile Trinità, a decoro e ornamento della Vergine Madre di Dio, ad esaltazione della Fede cattolica e ad incremento della Religione cristiana, con l'autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli.

Se qualcuno dunque avrà la presunzione di pensare diversamente da quanto è stato da Noi definito (Dio non voglia!), sappia con certezza di aver pronunciato la propria condanna, di aver subito il naufragio nella fede, di essersi separato dall'unità della Chiesa, e, se avrà osato rendere pubblico, a parole o per iscritto o in qualunque altro modo, ciò che pensa, sappia di essere incorso, ipso facto, nelle pene comminate dal Diritto.

In verità, i Padri e gli scrittori ecclesiastici, ammaestrati dalle parole divine – nei libri elaborati con cura per spiegare la Scrittura, per difendere i dogmi e per istruire i fedeli – non trovarono niente di più meritevole di attenzione del celebrare ed esaltare, nei modi più diversi ed ammirevoli, l'eccelsa santità, la dignità e l'immunità della Vergine da ogni macchia di peccato e la sua vittoria sul terribile nemico del genere umano. Per tale motivo, mentre commentavano le parole con le quali Dio, fin dalle origini del mondo, annunciando i rimedi della sua misericordia approntati per la rigenerazione degli uomini, rintuzzò l'audacia del serpente ingannatore e rialzò mirabilmente le speranze del genere umano: "Porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua e la sua stirpe", essi insegnarono che con questa divina profezia fu chiaramente e apertamente indicato il misericordioso Redentore del genere umano, cioè il Figliuolo Unigenito di Dio, Gesù Cristo; fu anche designata la sua beatissima Madre, la Vergine Maria, e, nello stesso tempo, fu nettamente espressa l'inimicizia dell'uno e dell'altra contro il demonio. Ne conseguì che, come Cristo, mediatore fra Dio e gli uomini, assunta la natura umana, annientò il decreto di condanna esistente contro di noi, inchiodandolo da trionfatore sulla Croce, così la santissima Vergine, unita con Lui da un legame strettissimo ed indissolubile, poté esprimere, con Lui e per mezzo di Lui, un'eterna inimicizia contro il velenoso serpente e, riportando nei suoi confronti una nettissima vittoria, gli schiacciò la testa con il suo piede immacolato.


II. Spiegazione del testo biblico.

(Gen 3,15) “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno".

Possiamo dividere il testo in tre parti:

(3,15a) Io porrò inimicizia tra te e la donna,

(3,15b) tra la tua stirpe e la sua stirpe:

(3,15c) questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno.

Chi sono i personaggi?

1) (3,15a) "te e la donna".

a) il "te" è riferito al serpente, quindi si tratta del diavolo.

b) la Donna.

Vediamo ora chi è questa Donna:

Si tratta di Eva?

No. Non può essere solo Eva, in quanto si tratta di una inimicizia perpetua. Il diavolo vive sempre, Eva sarebbe morta, anche ammessa una lunga vita. Non si tratta evidentemente di una inimicizia destinata a durare quanto la vita di Eva, ma è un'inimicizia che va oltre Eva.

Si tratta di Eva in quanto capostipite dell'umanità in generale?

No. Non può essere Eva considerata come capostipite dell'umanità in generale; infatti, in seguito, si parla di lotta tra la "discendenza-stirpe della donna" e "discendenza-stirpe del serpente". Il serpente non ha discendenza carnale; i suoi discendenti sono la famiglia di uomini che gli danno retta: ora anche i malvagi hanno Eva come madre carnale; e i figli di Eva (intesi in quanto "uomini") comprendono i figli della Donna e i figli del diavolo. (cf 1 Gv 3,8; Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché il diavolo è peccatore fin dal principio).

Chi è dunque la Donna? Non può essere altro che la "capostipite di una discendenza spirituale".

L’analogia della fede ci fa capire che si tratta di Maria, quella Donna a cui verrà detto "Donna ecco tuo Figlio" e di cui al discepolo verrà detto "ecco tua madre".

Vediamo ora la seconda parte del versetto: le due stirpi.

2) (3,15b) “tra la tua stirpe e la sua stirpe”:

Si tratta di due discendenze spirituali: quali sono? I santi, figli di Maria, e i reprobi, che hanno per padre il diavolo; non è difficile trovare nella Bibbia gli argomenti per questa interpretazione:

(Gv 8,44) “... voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro”.

(1 Gv 3,8) “Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché il diavolo è peccatore fin dal principio”.

(Ap 12,17) “Allora il drago si infuriò contro la Donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù”.

Vediamo ora l’ostilità perpetua delle due stirpi:

3) (3,15c) “questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”.

Chi è il soggetto di "schiaccerà"?

Porrò in calce a questo scritto una piccola memoria grammaticale, per i più esperti nelle lingue bibliche, la quale mostra che i testi scritturistici più antichi non sono univoci per quanto riguarda il soggetto di "schiaccerà": la plurivalenza grammaticale e testuale, il contesto prossimo, l'analogia della fede ci dicono che il soggetto di "schiaccerà" è, nel contempo e a diversi livelli, Gesù, Maria e la Chiesa:

1) Gesù in quanto "il discendente", radice e causa prima della Vittoria; discendente di Eva - partecipe quindi della natura umana per mezzo della quale ha vinto - e figlio di Maria, madre di tutte le membra di Cristo che costituiscono così una discendenza spirituale.

2) Maria, Madre di Colui dal quale ha ricevuto il potere di vincere anch'essa, e che, avendo generato il vincitore, è Causa della vittoria: quindi schiaccia la testa del serpente antico.

3) Il vero Isarele, ovvero la Chiesa, la stirpe di Maria.

Cristo ha vinto il serpente e in lui siamo "più che vincitori" (cf Rom 8,27) E tra i "più che vincitori" eccelle Maria "più che Vincitrice", perché il vincitore è Sua discendenza: Maria è la Madre della Vittoria.


III. Alcuni testi di San Luigi M. Grignion de Montfort.

(Preghiera infuocata, § 13) È vero, gran Dio! Come tu hai predetto, il demonio tenderà grandi insidie al calcagno di questa misteriosa donna, cioè alla piccola compagnia dei suoi figli, che verranno sul finire del mondo. Ci saranno grandi inimicizie fra questa stirpe benedetta di Maria e la razza maledetta di Satana; ma si tratterà di inimicizia totalmente divina, l'unica di cui tu sei l'autore. Le lotte e persecuzioni che la progenie di Belial muoverà ai discendenti di tua Madre, serviranno solo a far meglio risaltare quanto efficace sia la tua grazia, coraggiosa la loro virtù e potente tua Madre. A lei infatti hai affidato fin dall'inizio del mondo l'incarico di schiacciare con il calcagno e l'umile cuore la testa di quell'orgoglioso.

(Vera devozione, § 52) Dio ha fatto e preparato una sola ma irriconciliabile inimicizia, che durerà ed anzi crescerà sino alla fine: l'inimicizia tra Maria, sua degna Madre, e il diavolo, tra i figli e servi della Vergine santa e i figli e seguaci di Lucifero. Pertanto la nemica più terribile del diavolo che Dio abbia mai creata, è Maria, sua santa Madre. Fin dal paradiso terrestre - quantunque ella non fosse ancora che nella sua mente - il Signore le ispirò tanto odio contro quel maledetto nemico di Dio, e le diede tanta abilità per scoprire la malizia di quell'antico serpente, tanta forza per vincere, abbattere e schiacciare quell'empio orgoglioso, che il demonio la teme, non solo più di tutti gli angeli e gli uomini, ma, in certo qual senso, più di Dio stesso. Non già perché l'ira, l'odio e il potere di Dio non siano infinitamente maggiori di quelli della Vergine Maria, le cui perfezioni sono limitate, ma:

l ) perché Satana, che è superbo, soffre infinitamente più d'essere vinto e punito da una piccola ed umile serva di Dio e l'umiltà della Vergine lo umilia più che la divina onnipotenza;

2) perché Dio ha dato a Maria un potere così grande contro i demoni, che questi molte volte furono costretti a confessare, controvoglia, per bocca degli ossessi, di temere uno solo dei suoi sospiri per qualche anima, più delle preghiere di tutti i Santi, e una sola delle sue minacce contro di essi, più di tutti gli altri loro tormenti.

(Vera devozione, § 53) Ciò che Lucifero ha perduto con l'orgoglio, Maria l'ha conquistato con l'umiltà. Ciò che Eva ha dannato e perduto con la disobbedienza, Maria l'ha salvato con l'obbedienza. Eva, obbedendo al serpente, ha rovinato con se tutti i suoi figli, che abbandonò in potere del demonio. Maria, rimanendo perfettamente fedele a Dio, ha salvato con sé tutti i suoi figli e servi, che consacrò alla sua Maestà.

(Vera devozione, § 54) Ma il potere di Maria su tutti i demoni risplenderà in modo particolare negli ultimi tempi, quando Satana insidierà il suo calcagno, cioè i suoi poveri schiavi e umili figli che lei susciterà per muovergli guerra. Questi saranno piccoli e poveri secondo il mondo, infimi davanti a tutti come il calcagno, calpestati e maltrattati come il calcagno lo è in confronto alle altre membra del corpo. In cambio saranno ricchi di grazia divina, che Maria comunicherà loro in abbondanza, grandi ed elevati in santità davanti a Dio, superiori ad ogni creatura per lo zelo coraggioso, e cosi fortemente sostenuti dall'aiuto di Dio, che con l'umiltà del loro calcagno, uniti a Maria, schiacceranno il capo del diavolo e faranno trionfare Gesù Cristo.


IV. Alcune note filologiche su Gen 3,15 c:

Non si conosce la lettura ebraica esatta di Gen 3,15 c, giacché anche se la grafia potrebbe essere quella del pronome maschile o neutro "HU" (quindi non solo maschile), il testo potrebbe corrispondere anche al femminile "HI", a causa di una peculiarità del pentateuco ebraico per cui, anche se è SCRITTA la III p. maschile o neutra, si potrebbe LEGGERE al femminile: questa particolarità è dovuta alla regola del "QERE PERPETUUM" (una complicazione circa la lettura del testo ebraico, precisamente delle regole del QERE-KETIB).

Fatta questa premessa abbiamo la seguente quadruplice possibilità di lettura di Gen 3,15c.

1) Ebraico (T.M.): EGLI/ESSO ti schiaccerà il capo (il pronome-maschile neutro potrebbe comprendere l'ampio spettro di traduzione Egli -il Messia- la discendenza in generale, la donna e la discendenza insieme).

2) Greco (LXX): EGLI STESSO (autòs) ti schiaccerà il capo (il Messia, il discendente della donna), con remote possibilità di un letteralismo estremo: i traduttori della LXX avrebbero in questo caso usato il pronome maschile perché "discendenza, stirpe, seme" (zera`) in ebraico è maschile: allora anche EGLI della LXX intenderebbe un collettivo, "la discendenza".

Perché la LXX verte al maschile e non al neutro? Perché il neutro greco è diverso dal neutro ebraico (non ha la stessa comprensione): il neutro greco non sarebbe adatto ad includere anche il Messia, un Discendente in particolare: il maschile greco è però meno adatto ad includere la donna e la discendenza collettiva. Ma si sa, quando c'è da tradurre, ci sono sempre delle perdite di significato; ed è questo il motivo per cui è utile leggere la Bibbia nelle lingue originali.

3) Varie versioni latine e la Vulgata: ESSA STESSA ti schiaccerà il capo; questa traduzione è giustificata:

*dalla possibile lettura ebraica di HU (= EGLI ESSO - pronome III sing maschile-neutro) come HI (= ELLA femminile)

*dall'oggettiva unità tra la donna e la stirpe

*dall'oggettivo coinvolgimento della donna nell'inimicizia.

4) Targum Jonatan (aramaico): "egli" in senso collettivo (il popolo d'Israele).

Si vede già come tutte queste letture non sono esclusive l'una dell'altra, ma accentuano ora l'uno o l'altro aspetto del significato globale.

Chi dunque schiaccia la testa al serpente? Non si può separare Cristo da Maria!

Ave Maria!

Don Alfredo M. Morselli, Stiatico di San Giorgio di Piano (BO), 26 novembre 2009.

20 commenti:

  1. l'umiltà della Vergine lo umilia più che la divina onnipotenza;

    ...perché Dio ha dato a Maria un potere così grande contro i demoni, che questi molte volte furono costretti a confessare, controvoglia, per bocca degli ossessi, di temere uno solo dei suoi sospiri per qualche anima, più delle preghiere di tutti i Santi, e una sola delle sue minacce contro di essi, più di tutti gli altri loro tormenti.

    Grazie per la sapiente meditazione teologica!
    Reverendo, tra le braccia di Mamma siamo in una botte di ferro nella S. Battaglia!

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  2. le sono grato moltissimo don ALFREDO per questo post sua VERGINE MADRE di tutti noi ....

    quando sento e leggo della VERGINE sento come un gorgogliare di sorgente dentro di me , pacificatrice , come per incanto ...... e non sono un santo !!!!!!! ........
    le saro' grato al massimo se nel tempo potra' farne uno sul CUORE SACRATISSIMO DI GESU' nostro unico baluardo e salute .......
    VITTORIO

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  5. carissimi,in questi giorni ho visitato roma. alla fine della mia visita alla basilica,percorrendo la via della conciliazione...noto una chiesa..con una scritta sopra l' entrata..ecco Signore vengo....davanti l' entrata uno schifo di vasi in cotto con piante tagliate e lasciati i tronchi secchi...che bell'invito alla casa di DIO...a due passi da San Pietro...entrato dentro...ma uscito molto velocemente fuori....tre preti???? concelebravano....tutti girate le spalle al Santissimo!!!!Che bravi!!! in piu' quel povero altare grande era privo di tutto!!! Ma la bella poltrona in mezzo non mancava!!!!Vergogna!!! Mi passa la voglia di questi signori, e mi rendo conto che delle povere anime se ne fregano!!! Povera Madonna e Gesu' Cristo...mi fanno penna....

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  6. caro istriano ......
    mettere il seggiolone o il trono nel mezzo come il cucco , dietro l' altare è una epidemia contagiosa piu' che l' aviaria , piu della suina ..........fra animali !!!!!.........
    .e ne so qualcosa io che sono di ASSISI col mio ( si fa per dire ) vescovo .......
    il suo di trono sovrasta di molto l' altare , pardon la mensa .....
    noi ci scherziamo su ,,,, corre voce che aspetti un altro condono per alzarlo ancora di un piano !!!!!!!.....
    ah dimenticavo , ha fatto togliere i candelabri e la croce dall' ALTARE BAROCCO di SANTA MARIA SOPRA MINERVA in PIAZZA DEL COMUNE dicendo o meglio facendo dire che NON SONO LITURGICI ..... naturalmente il suo trono si è liturgico !!!!! .......
    e poi ci lamentiamo se STRASBURGO CONDANNA IL CROCEFISSO ???
    fra un po sulle porte delle chiese vedremo affissi cartelli con su scritto '' sfratto imminente a chi lo abita ,, ......... i padroni ormai sono loro non il SIGNORE ...

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  7. W la Mamma del cielo!

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  8. Grazie per questo post Mariano.
    FdS

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  9. caro Vittorio..credo che questo bel minestrone...cucinato da loro....che se lo mangino.....non ci metto piede in chiesa..a vedere questi signori arroganti e prepotenti!!!!!MI fanno ridere...

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  10. Grazie a Don Alfredo, per la sua illuminante e bellissima spiegazione, piena di fede e di amore per la Madonna e Suo Figlio, oltre che di Dottrina!
    Cari amici, affidicamoci a Lei, spariranno i sacrileghi "troni" posti spalle al tebernacolo e presto sparirà anche la mensa luterana ... IPSA CONTERET!!!

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  11. sparira'...La mensa luterana??????Con nuove devastazioni alle chiese.....ho i miei dubbi!!!

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  12. Una lode riconoscente a don Morselli per questa pagina insigne, preziosa in un'epoca di decadimento del culto mariano.

    In realtà il vero rischio, a mio avviso, tra i fedeli cattolici di oggi non è quello della devozione scrupolosa (in cui si cadrebbe temendo un culto eccessivo a Maria a scapito della devozione a Gesù, Dio e Unico Salvatore), ma semmai l'offuscamento e la squalificazione della venerazione alla Madonna, il decadere della devozione mariana tout-court, che invece era praticata ampiamente e sentitissima fino al Concilio (guarda caso....): qui si ravvisa un frutto evidente del cattolicesimo adulto, che ha insegnato a disprezzare quel sentirsi "bambini svezzati nelle braccia della Madre" di cui l'AT ci dà una consolante certezza, incarnatasi nella Madre Immacolata di Gesù, destinata ad essere Madre dell'umanità da Lui redenta, nuova Madre dei viventi, i figli adottivi di Dio rigenerati dalla Croce di Redenzione: è dall'alto quella che il Salvatore a Sua Madre affidò la Maternità che abbraccia tutta l'umanità per portarla a Lui, il vero Dio, Signore e Salvatore.
    E' urgente tornare all'insegnamento e all'esempio, da parte di sacerdoti e catechisti, alla venerazione dovuta alla Madre Celeste, mostrando che Ella è la prima e perfetta imitatrice di Gesù, mite e umile di cuore, amante Dio e gli uomini di perfetta Carità (non buonista...), attinta dal Cuore infuocato di Gesù per poter essere riversato sui suoi figli salvati; Lei la tutta Santa, ripiena di Grazia e di ogni virtù perchè Umile e piccola nel seguire il Signore con una vita che è un perenne Atto di Fede, Speranza e Carità; nostra Madre nella Fede dopo e ben oltre Abramo, Lei la Porta stretta del Paradiso, la Via breve che ci porta a Gesù e alla Ss.ma Trinità, Lei che porta il Signore in sè dall'inizio (Concezione) alla fine della sua vita terrena, Lei Madre e Maestra di santità, nella Chiesa e con la Chiesa, della quale è figura.
    La Chiesa tutta dunque non può che essere mariana se vuole veramente e fedelmente appartenere al Signore Gesù in eterno, vincendo infallibilmente i suoi nemici esterni ed interni (i più pericolosi, lupi in veste di agnelli ed eretici d'ogni specie) !

    (... e ditemi, ahimè, in quale catechismo oggi si raccomanda il Rosario e la devozione filiale alla Madonna, come era normale fino al 1960?)

    Maria Ss.ma, Madre della Chiesa, interceda per noi (soprattutto per il Papa) in questo nuovo secolo pieno di tempeste!

    Memoranda

    PS... chiedo scusa ai sacerdoti e a tutti per l'ingenuità di talune mie espressioni: non sono una teologa, ma solo una semplice fedele che con gran fatica ha cercato di tenere accesa la fiammella della Fede attraverso gli sbandamenti diffusi e le turbolenze degli anni post-conciliari, che facevano di tutto per spegnerla ai piccoli cattolici inermi di fronte all'"adultismo" obbligato...

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  13. Oltre ai ringraziamenti già espressi, vorrei sottoporVi all'attenzione un particolare omaggio al Papa dell'Immacolata, il Beato Pio IX. Purtroppo nei suoi riguardi c'è ancora una fitta coltre di calunnie che risale all'epoca risorgimentale, ma tutti i cattolici non adulti sanno bene che fù un grandissimo Papa e un avveduto Re.
    A Vittorio tutta la mia solidarietà e comprensione per il vescovo che si ritrova. L'ho conosciuto quando era a Pompei come arcivescovo e delegato pontificio, e certo non invidio i fratelli umbri.

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  14. cara ANDRIA ........... sei di POMPEI ??...... lo sai che lo stesso AUTORE ha spogliato la MADONNA DI POMPEI di tutti i suoi tesori '??...... in nome di chi ?????? con quale diritto ?????? .....
    vedo che tuttora ha una bella pancia ed è servito da sei suore che pensano a LUI soltanto ........ si parla bene e si razzola male !!!!!!

    di certo noi umbri ce lo siamo legato al dito anche con il PAPA ......
    un vescovo cosi NON CE LO MERITAVAMO DI CERTO !!!!!! ......
    .... ma forse si .. e di certo ci sarà stato chi , pur di toglierlo dal VATICANO sarà arrivato ad un compromesso . questa volta il PAPA non ha potuto dire di no .ed io mi rendo conto ......
    c'è anche chi glie le ha promesse .. più volte si è rinchiuso in sacrestia ....... così mi hanno detto ........ io sono completamente allergico a LUI . siamo come la luna ed il sole .non si incontrano mai !!!!!!!!

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  15. ha pure inventato un nuovo ROSARIO ...... lo sai ????

    ad ogni mistero si deve recitare PER NOI ....

    per es . RESUSCITATO PER NOI ........ MORTO PER NOI ..... ASCESO AL CIELO PER NOI ..... e cosi via aggiungendo questa tiritera alla fine di ogni MISTERO

    ....... non so se si usa ancora ....... di certo durante una processione la sera dei defunti ....c' è stato un bel diverbio fra i fedeli ed il sacerdote che conduceva il S ROSARIO . poichè tutti si sbagliavano

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  16. Caro Vittorio, non sono di Pompei ma ho abitato nella cittadina mariana dal 1988 al 2007, conoscendo quindi mons. Vacchiano, mons. Toppi (un vero santo cappuccino), mons. Sorrentino e l'attuale delegato mons. Liberati. Il pettegolezzo del clero locale sosteneva che il vero autore della Rosarium Virginis Mariae fosse il tuo (si fa per dire) attuale vescovo. Un indizio favorevole a questa teoria è che parlò dei misteri della luce in una sua lettera pastorale del 2001, e appena arrivato inserì la "clausola cristologica" in ogni Ave Maria, come poi suggerito anche dal documento papale. Si diceva a Pompei che sia stato mandato ad Assisi per tentare di riportare all'ordine i conventuali troppo autonomi. Mah!

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  17. Per Vittorio, il commento precedente è il mio. Chiedo scusa per l'anonimato ma questa parola astigmatica da inserire ogni volta mi ha fatto dimenticare la firma.

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  18. puffffff puffffff pufffffffffff .......
    è tutta una ghenga ........
    chiudo qui che è meglio ......
    ASSISI NON E' NEW YORK ........
    ci sono nato e ci vivo ......... hai voglia a dire i mass media ........ così chiamati !!!!!!!!

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  20. adesso poi il SIGNOR CLERO che ci tiene a specificare che
    '' IO SONO CRISTOLOGICO ,, ......
    '' LUI E' CRISTOLOGICO ,, ........
    '' NOI SIAMO CRISTOLOGICI ,,


    E' tutta una barzelletta ...... mi viene da ridere

    PS per la CORTESE REDAZIONE ......
    questa specie di password è una vera seccatura .. non si può fare nulla ??? grazie !!

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