martedì 27 ottobre 2009

Iniziati i colloqui Santa Sede-FSSPX

Gianni Cardinale ha scritto su Avvenire di domenica questo articolo che si distingue per profondità di analisi. Cardinale (nomen omen) è un giornalista in gamba che non è insensibile al fascino della liturgia tradizionale; almeno così appariva allorché scriveva su 30Giorni. Oggi, ad Avvenire, supponiamo che su certi temi la prudenza sia di rigore; ma al tempo stesso constatiamo, nell'articolo che segue, una libertà non solo di giudizio del giornalista (la conoscevamo già) ma soprattuto di pubblicazione; la cosa, trattandosi del quotidiano ufficiale della C.E.I., non può non farci piacere.


Vent’anni dopo ricominciano i colloqui dottrinali tra Santa Sede e comunità le­febvriana. Nel 1988 non ebbero un e­sito felice, questa volta c’è la forte speranza da ambo le parti che i risultati possano essere po­sitivi. Domattina, nell’austero palazzo del Sant’Uffi­zio, dove ha sede la Pontificia Commissione Ec­clesia Dei, si incontreranno le due delegazioni. Da parte vaticana ci saranno l’arcivescovo Luis Francisco Ladaria, gesuita, segretario della Con­gregazione per la dottrina della fede (Cdf), il pa­dre Karl I. Becker, anche lui gesuita, professore emerito della Gregoriana, padre Charles More­rod, domenicano, rettore dell’Angelicum e se­gretario della Pontificia Commissione teologi­ca internazionale, monsignor Fernando Oca­riz, vicario generale dell’Opus Dei. Tutti e tre questi ecclesiastici sono consultori della Cdf, e sono noti per non avere preclusioni 'ideologi­che' nei confronti della controparte, anche se coscienti della complessità dei problemi che verranno trattati. Da parte della Fraternità sa­cerdotale di san Pio X ci saranno invece il ve­scovo Alfonso de Galarreta, direttore del semi­nario argentino della Fraternità e i sacerdoti Pa­trick de La Rocque, Jean-Michel Gleize e Benoit de Jorna. Quest’ultimo è autore di alcuni scrit­ti dai toni piuttosto accesi, ma questo non do­vrebbe essere un problema se un certo estre­mismo sarà circoscritto al linguaggio e non ai contenuti. Comunque la presenza di Galarreta dovrebbe, almeno nelle intenzioni, essere ga­ranzia di equilibrio e misura. I sei partecipanti al dialogo saranno moderati da monsignor Gui­do Pozzo, segretario di Ecclesia Dei. I temi dei colloqui, come annunciato dallo stes­so Benedetto XVI nella lettera del 10 marzo scor­so in cui ne aveva preannunciato l’inizio, sono «di natura essenzialmente dottrinale e riguar­dano soprattutto l’accettazione del Concilio Va­ticano II e del magistero post-conciliare dei Pa­pi». In discussione quindi non c’è l’ultimo Con­cilio. E in questo senso hanno suscitato una buo­na impressione le recenti dichiarazioni del su­periore dei lefebvriani, il vescovo Bernard Fel­lay, per il quale le «serie obiezioni» della Frater­nità sono «circa» e quindi non «sul» Concilio in sé. Il dialogo quindi potrà esserci solo sull’in­terpretazione autentica del Concilio e di alcuni suoi documenti in particolare, come quelli riguardanti la collegialità episcopale, la libertà re­ligiosa, l’ecumenismo e i rapporti con le altre re­ligioni. A questo riguardo hanno suscitato una impressione meno positiva le dichiarazioni di Fellay, che sembravano auspicare un allarga­mento dei temi di dialogo a questioni inerenti, ad esempio, «l’influenza della filosofia moder­na » nella Chiesa del post-Concilio. Temi inte­ressanti che però non dovrebbero costituire di per sé oggetto di discussione dirimente per l’ac­coglimento dei lefebvriani e che rischiano di al­lungare indefinitamente i tempi dei colloqui.
In sostanza si tratterà di vedere se la Frater­nità fondata da monsignor Marcel Lefebvre è disposta ad accettare il Concilio Vaticano II al­la luce di tre principi. Innanzitutto nel segno dell’ «ermeneutica della continuità» e non di «rottura» con la tradizione come affermato da Benedetto XVI nel celebre discorso alla Curia Romana per gli auguri natalizi del 2005. Det­to questo per la Santa Sede è imprescindibile il fatto che il deposito della fede sia conside­rato «un tutto», nella sua integrità e organicità, e che non è possibile estrapolarvi arbitraria­mente dottrine gradite a scapito di altre che non piacciono. In questo caso il testo di riferi­mento sarà il Catechismo della Chiesa catto­lica. Questo secondo principio sarà forse quel­lo su cui potrebbero registrarsi le maggiori dif­ficoltà, poiché in campo lefebvriano si tende a volte a non dare il giusto peso ai diversi gra­di di importanza dei pronunciamenti magi­steriali (ad esempio la dottrina dello 'stato cat­tolico', ancorché teoricamente legittima, non può essere invocata come l’unica vincolante per la Chiesa...). Terzo principio che guiderà i colloqui sarà quello di discutere della lettera au­tentica del Concilio e non delle di­scutibili interpretazioni, anche nel caso godessero di un certo seguito all’interno della Chiesa cattolica. Come si noterà di materia da discu­tere ce n’è in abbondanza. E per non allungare troppo i tempi si prevede che le discussioni proseguiranno a scadenze ravvicinate. Quanti mesi occorreranno è ancora presto per dirlo. E comunque alla fine le con­clusioni dovranno essere sottopo­ste alle istanze superiori (Congre­gazione per la dottrina della fede e Papa per la Santa Sede, Fellay e Ca­pitolo della Fraternità per i lefeb­vriani). Solo dopo potrà essere cer­tificata la piena comunione. Le mo­dalità canoniche con cui questo po­trà avvenire (prelatura personale o altro) è un’altra storia.

Fonte: Avvenire 25 ottobre 2009, via Papa Ratzinger blog

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Ed ora riportiamo un dispaccio di agenzia inerente la dichiarazione di P. Lombardi, Direttore della Sala Stampa della S. Sede, circa l'avvenuto inizio dei colloqui:

Si è svolto in un clima "fiducioso" il primo incontro tra il Vaticano e i lefebvriani in vista del pieno rientro della comunità tradizionalista nella Chiesa cattolica: lo rende noto il portavoce vaticano, padre Federico Lmobardi. Il prossimo incontro dovrebbe svolgersi tra due settimane, poiché - si legge in una nota della Santa Sede - i colloqui dottrinali "proseguiranno nei prossimi mesi probabilmente a scadenza bimensile". "Lunedì 26 ottobre 2009 si è tenuto nel Palazzo del Sant'Uffizio, sede della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, il primo incontro della Commissione di studio, formata da esperti della medesima Commissione e della Fraternità Sacerdotale S. Pio X, allo scopo di esaminare le difficoltà dottrinali che ancora sussistono tra la Fraternità e la Sede Apostolica", afferma la nota della Pontificia commissione Ecclesia dei. "In un clima cordiale, rispettoso e costruttivo - sottolinea il comunicato - si sono evidenziate le maggiori questioni di carattere dottrinale che saranno trattate e discusse nel corso dei colloqui che proseguiranno nei prossimi mesi probabilmente a scadenza bimensile". "In particolare - mette in chiaro la nota del dicastero vaticano responsabile dei rapporti con i tradizionalisti - si esamineranno le questioni relative al concetto di Tradizione, al Messale di Paolo VI, all'interpretazione del Concilio Vaticano II in continuità con la Tradizione dottrinale cattolica, ai temi dell'unità della Chiesa e dei principi cattolici dell'ecumenismo, del rapporto tra il Cristianesimo e le religioni non cristiane e della libertà religiosa. Nel corso dell'incontro si è anche precisato il metodo e l'organizzazione del lavoro". Il portavoce della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, non ha voluto commentare le recenti previsioni del superiore dei lefebvriani, monsignor Bernard Fellay, secondo il quale i colloqui dottrinali durerebbero "un anno". "Il comunicato è questo, non ho nulla da aggiungere, non credo che sarebbe appropriato aggiungere adesso altre previsioni. Il clima - ha detto il gesuita - è fiducioso". I membri della delegazione lefebvriana - Alfonso de Galarreta, Benoit de Jorna, don Jean-Michel Gleize e don Patrick de La Rocque - sono arrivati ieri sera in Vaticano e ripartiranno nel pomeriggio, dopo aver pranzato insieme ai membri della delegazione vaticana. I lefebvriani hanno pernottato nella Domus Santa Marta, all'interno delle Mura leonine della Città del Vaticano.

Copyright Apcom, via Papa Ratzinger blog

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Anche la Commissione Ecclesia Dei, che gestisce e segue questi importanti colloqui nell'ambito della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha emesso un comunicato:

Lunedì 26 ottobre 2009 si è tenuto nel Palazzo del Sant’Uffizio, sede della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, il primo incontro della Commissione di studio, formata da esperti della medesima Commissione e della Fraternità Sacerdotale S. Pio X, allo scopo di esaminare le difficoltà dottrinali che ancora sussistono tra la Fraternità e la Sede Apostolica.In un clima cordiale, rispettoso e costruttivo si sono evidenziate le maggiori questioni di carattere dottrinale che saranno trattate e discusse nel corso dei colloqui che proseguiranno nei prossimi mesi probabilmente a scadenza bimensile. In particolare si esamineranno le questioni relative al concetto di Tradizione, al Messale di Paolo VI, all’interpretazione del Concilio Vaticano II in continuità con la Tradizione dottrinale cattolica, ai temi dell’unità della Chiesa e dei principi cattolici dell’ecumenismo, del rapporto tra il Cristianesimo e le religioni non cristiane e della libertà religiosa. Nel corso dell’incontro si è anche precisato il metodo e l’organizzazione del lavoro.

Fonte: Bollettino Ufficiale Santa Sede

4 commenti:

  1. Codesto giornalista Cardinale mi sembra che abbia scoperto l'acqua calda. Per quanto ne so Lefebvre e la FSSPX non avevano mai contestato la legittimità del Concilio. Per quanto riguarda il discusso tema del rapporto fra cristianesimo e le altre religioni, col pauroso scivolamento verso il sincretismo da parte di alcuni teologi, preti, laici (secondo i quali tutte le religioni sono vie di salvezza) qualcuno sa dirmi se la Dominus Iesus del 2000 ha definitivamente chiarito e chiuso la questione? La FSSPX cosa ne pensa della Dominus Iesus? Alessandro

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  2. Cari navigatori, sono esterefatto. Dopo 3 ore dal mio post non c'è proprio nessuno che mi sa dire cosa la FSSPX pensa della Dominus Iesus? DANTE, per favore, dimmi qualcosa. Alessandro

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  3. La gente tipicamente va a lavorare signor Alessandro.

    Passiamo alla risposta

    -L' unica dichiarazione ufficiale che riesco a trovare è una dichiarazione del distretto tedesco della fsspx che in un punto critica i teologi tedeschi per aver criticato l' interpretazione della Dominus Jesus.
    Si tratta di una dichiarazione rilasciata in data venerdì 6 marzo 2009.

    Non ho altre informazioni particolari.

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  4. caro alessandro ma un giro nella rete scrivendo magari nel motore di ricerca che so, di google: FSSPX (spazio) DOMINUS IESUS?
    forse trovi qualcosa...

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