venerdì 25 settembre 2009

Benedetto XVI: la cura d'anime "straordinaria"

Dal NLM apprendiamo alcuni interessanti dettagli dell'incontro avvenuto in luglio tra Papa Benedetto XVI e il superiore della Fraternità Sacerdotale San Pietro, padre John Berg:

"Papa Benedetto auspica che alla FSSP sia affidata, oltre alla celebrazione della Messa nella forma straordinaria, in quanti più luoghi possibili, anche la cura animarum, cioè la totale cura pastorale [...]. Il Santo Padre era molto interessato a sapere se la Fraternità è stata in grado di esercitare il suo apostolato, senza ostacoli, come previsto."


Non è difficile purtroppo constatare, tranne pochi casi come la parrocchia personale di Trinità dei Pellegrini a Roma, che in generale si tende a relegare la pratica della forma straordinaria a "centri di messa", sganciati poi dalla cura d'anime e da una concreta vita parrocchiale.Eppure, nonostante la crisi di vocazioni, qualche vescovo lascerebbe volentieri la parrocchia scoperta piuttosto che affidarla alla Fraternità San Pietro...

22 commenti:

  1. ... che abbia letto il nostro documento? ;)

    Bello il titolo "La cura d'anime straordinaria"

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  2. scusate, ma a questo proposito a S. Trinità dei Pellegrini mi sembrano ancora un po' ingessati; dipende sempre dalla disponibilità delle persone ad una frequentazione più impegnata; ma dipende anche da ciò che si promuove e si mette a disposizione.
    Credo che l'esortazione del Papa possa portare ad un salto di qualità

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  3. Fin che a un sacerdote della fraternita' san Pietro non verra' affidata una parrocchia territoriale, tutto sara' straordinario,difficile, sradicato.

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  4. l'attività pastorale si può fare anche in Santa Trinità dei Pellegrini.
    Mi risulta che si celebrano battesimi (previsti incontri con genitori e padrini)
    così come avviene per tutti gli altri sacramenti.
    Questa attività pastorale comincia ad apririsi.
    Mancano comunque tutte le altre iniziative che normalmente sono presenti in ogni Parrocchia; ma forse è ancora in rodaggio

    Comunque il suo impegno principale, rispetto ad altre parrocchie, dovrebbe essere fornire incontri formativo-informativi sul Vetus Ordo (c'è già un'Associazione giovanile e ovviamente se ne curerà la formazione).

    Indendo qualcosa di aperto a tutti (uomini e donne di ogni età)

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  5. mic ha detto:
    "Mancano comunque tutte le altre iniziative che normalmente sono presenti in ogni Parrocchia".

    Cosa intendi?

    Antonello

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  6. non dimentichiamo che la S.TRinita' dei Pellegrini e' praticamente un unicum con un ruolo quasi da apripista. I sacerdoti svolgono al meglio i loro compiti. Aiutiamoli e sosteniamoli su questa strada, anche come gesto di ringraziamento per tutto cio' che fanno per noi fedeli.

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  7. Se il Santo Padre sapesse come vengono trattati i preti, giovanissimi, delle comunità legate alle tradizione...
    In un ghetto, in un pollaio senza possibilità di avere parrocchie.
    A Fermo, per non fare nomi spocifici di Diocesi dove la persecuazione impazza , per paura che possano celebrare nel rito antico, hanno congelato la possibilità ai Francescani dell'Immacolata di gestire il Santuario della Madonna del Pianto.
    Alle monache di clausura, che avevano fatto richiesta di ospitalità, sono state chiuse tutte le porte.
    Così vanno le cose.
    Andrea Carradori

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  8. non dimentichiamo che la S.TRinita' dei Pellegrini e' praticamente un unicum con un ruolo quasi da apripista. I sacerdoti svolgono al meglio i loro compiti. Aiutiamoli e sosteniamoli su questa strada, anche come gesto di ringraziamento per tutto cio' che fanno per noi fedeli.

    questo è un fatto. Ho la certezza che farà sempre meglio.

    pittosto ho notato che il Santo Padre "auspica che alla FSSP sia affidata, oltre alla celebrazione della Messa nella forma straordinaria, in quanti più luoghi possibili, anche la cura animarum, cioè la totale cura pastorale"

    questo va al di là della Parrocchia personale e certo questo dipende dai vescovi. Commentava giustamente la Redazione e Andrea Carradori conferma...

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  9. A proposito di cura delle anime, nessuno qui - tranne mic, forse - ha parlato della recente professione di desistenza evangelica pronunciata dal cardinal Bagnasco all'indirizzo degli ebrei. Male.

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  10. Anonimo (17.26) ha scritto:

    "A proposito di cura delle anime, nessuno qui - tranne mic, forse - ha parlato della recente professione di desistenza evangelica pronunciata dal cardinal Bagnasco all'indirizzo degli ebrei. Male."

    Vero. Riporto la dichiarazione ricordando che la CEI, rappresentata da questo tizio, riceve annualmente l'8x1000 devoluto alla CHIESA CATTOLICA.

    [...] Non c’è, nel modo più assoluto, alcun cambiamento nell’atteggiamento che la Chiesa Cattolica ha sviluppato verso gli Ebrei, soprattutto a partire dal Concilio Vaticano II. A tale riguardo la Conferenza Episcopale Italiana ribadisce che non è intenzione della Chiesa Cattolica operare attivamente per la conversione degli ebrei. Il Cardinale ha manifestato la sua preoccupazione per quei focolai di antisemitismo e di antigiudaismo che, di tempo in tempo, continuano ad apparire, ribadendo la necessità di un'attenta vigilanza, auspicando che i legami già profondi tra le due parti si stringano ancor più. Con la crescita dell’amicizia e della stima reciproca sarà più facile sradicare quegli elementi che possono favorire atteggiamenti antiebraici [...]
    [...].


    http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/bd_home_cci.vis?id_n=2013

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  11. Vero, anch'io volevo sottoporre la questione dell'uscita del presidente della Cei. Cosa vuol dire che non è intenzione della Chiesa "operare attivamente per la conversione degli ebrei"? Che non si manderanno squadracce a battezzare forzatamente? Non mi pare ci fosse bisogno di precisarlo. Significa ben altro, insomma. E per i buddhisti, gli scintoisti, i confuciani, gli animisti ecc. come la mettiamo? Chiudiamo tutte le missioni? No, qui c'è davvero qualcosa che non va.

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  12. ... quella dichiarazione bagnaschiana è veramente antisemita: se non vogliamo portare ai riottosi fratelli maggiori l'Annuncio, se non vogliamo che si convertano, non vogliamo loro del bene, anzi li trattiamo da indegni di ricevere la Salvezza del Cristo...
    Inoltre la loro conversione avverrà alla fine dei tempi. Questa è verità di Fede!
    AndreasHofer

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  13. Jacopo ha scritto:

    "... No, qui c'è davvero qualcosa che non va.

    Non posso che esser d'accordo. Il problema è cosa fare.
    Come notava in un'altra discussione 'Sullo':

    "Tutti i fedeli tradizionalisti, per esempio, vivono il conflitto tra l'assoluto ossequio alla Tradizione e l'obbedienza al Papa, la quale è della Tradizione senz'altro un tratto. Gli escamotaggi dialettici per comporre la contraddizione sono commoventi, ma per lo più inefficaci"

    E' vero anche questo.
    Come se ne esce?

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  14. Uno non piccola consolazione per un italiano che vive negli USA e` non pagare l'8 per mille. Posso donare direttamente a congregazioni veramente cattoliche ed ottenere la deduzione nella dichiarazione dei redditi.

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  15. bedwere ha scritto:

    "Uno non piccola consolazione per un italiano che vive negli USA e` non pagare l'8 per mille. Posso donare direttamente a congregazioni veramente cattoliche ed ottenere la deduzione nella dichiarazione dei redditi.

    In Italia esiste la possibilità di destinare l'8x1000 dell'importo delle tasse a scelta tra una confessione religiosa e lo Stato.

    Non è soltanto la Chiesa Cattolica che può introitare l'8x1000. Altre confessioni, purché abbiano una "convenzione" con lo Stato, possono esserne destinatarie (la Chiesa Cattolica avvia ogni anno campagne pubblicitarie imponenti, ma attivissimi in questo senso sono anche i Valdesi, soprattutto sull'internet).

    Solo nel caso il contribuente scelga come destinatario lo Stato nessuna delle confessioni religiose riceverebbe un centesimo. Nel caso infatti in cui non si esprimesse alcuna preferenza, l'importo del nostro 8x1000 verrebbe ripartito tra le varie confessioni religiose (non allo Stato) in proporzione al numero delle preferenze espresse a loro favore.

    La Chiesa Cattolica, ovviamente, è stata sempre avvantaggiata da questo sistema che ha sostituito, credo negli anni '80 all'epoca del governo Craxi, anche a seguito della modifica delle leggi che consideravano la religione cattolica religione ufficiale dello Stato, il vecchio Concordato del 1929.

    Non è quindi un "di più" che si versa e che può essere successivamente detratto ma solo la possibilità di scegliere la destinazione di una parte di quanto comunque dovuto.

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  16. sarà consapevole il Papa di a chi vengono affidate le Parrocchie?
    Basta vedere, a Roma, le nomine dell'ultimo anno.

    Altrove non so, ma avuto riguardo ai vescovi...

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  17. Quello che scrive Andrea Cooradori mi sconvolge.
    Ma è possibile che il Santo Pdre non sia al corrente?
    Non può essere al corrente, perchè se lo fosse non potrebbe permettere un`iniquità simile.
    Chi sono quei traditori che impediscono che l`informazione giunga fino a lui?
    A che cosa serve l`Ecclesia Dei?

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  18. DANTE PASTORELLI25 settembre 2009 23:59

    Più di qualcosa che non va. La radice? UR, DH, NAe.

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  19. Sono radici indoeuropee?

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  20. no, Anonimo, sono radici ecumeniche, di quell'ecumenismo che fa dire che nella Chiesa c'è posto per tutti tranne che per i cattolici

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  21. Da parrocchiano di SS Trinità dei Pellegrini posso dire che non mi sembrano per nulla "ingessati". Sono disponibilissimi per confessioni, catechesi e incontri di formazione. La presenza di giovani - e, fatto notevole - di uomini è una delle cose che colpiscono, soprattutto se si ha esperienza della media parrocchia italiana. Si celebrano battesimi e prime comunioni. La Messa solenne è ben frequentata e spesso frequentatissima, di sicuro più della media parrocchia territoriale, e come detto non c'è paragone con tante altre parrocchie quanto a precentuale di giovani.

    Si tenga presente il problema logistico: SS. Trinità è in centro, in una città che ha la facilità di spostamento e parcheggio di una megalopoli del terzo mondo (e vi assicuro che mi costa parlare così di ROMA, per la miseria!), mentre i parrocchiani vengono da tutta Roma, spesso da fuori del centro (fatte le dovute eccezioni, il centro è della borghesia di sinistra ricca, senza figli e miscredente che se lo può permettere, chi ha più di 2 figli e non ha beni al sole se lo scorda di vivere da quelle parti).

    Essere alla S.Messa tutte le domeniche, e men che meno durante la settimana, venendo in maccchina con prole al seguito non è sempre facile, coi mezzi è di fatto impossibile se non si è in centro. 100 persone a quella Messa sono come 500 altrove, se non altro per il sacrificio. Anche la S. Messa festiva pomeridiana è ben frequentata, sia pure meno di quella solenne della mattina (preceduta da un'altra "bassa" alle 9). Non ho mai visto meno di 30-40 persone, nelle occasioni in cui mi è capitato di andare la sera.

    I padri sono bravissimi, equilibrati e disponibili. A me pare che facciano un gran lavoro, tutto considerato. Questa è la semina, il raccolto, a Dio piacendo, verrà. Soltanto dieci anni fa, se ci avessero detto che avremmo avuto una parrocchia tradizionale, a ROMA, e frequentata così, avremmo detto che erano sogni, con l'aria che tirava. E non parliamo di 20 o 30 anni fa, e di quello che abbiamo passato. Sursum corda! La strada è lunga ma del resto abbiamo appena cominciato il cammino.

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  22. Sono stato un paio di volte alla S. Messa a Santa Trinità dei Pellegrini la domenica alle 18,30 e devo dire che la frequenza è molto scarsa. Non so alle altre Messe al mattino. Sono rimasto veramente male perchè pensavo che a Roma si trovassero più fedeli attaccati alla tradizione. E' forse anche per questo che certi vescovi e preti fanno il bello ed il cattivo tempo.

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