Vi proponiamo – in nostra traduzione – la lettera 1180 pubblicata da Paix Liturgique il 31 marzo, in cui Christian Marquant, Presidente dell’associazione Oremus-Paix Liturgique, commenta le scandalose affermazioni di mons. de Moulins-Beaufort in merito agli organizzatori ed ai fedeli cattolici che partecipano al Pèlerinage de Pentecôte (da Parigi a Chartres), il più importante, antico e frequentato pellegrinaggio tradizionale al mondo.
Le considerazioni dell’Arcivescovo metropolita di Reims e Presidente della Conférence des évêques de France, caratterizzate da profonda ignoranza ed acido livore, non fanno altro che seguire quanto affermato dal card. Giuseppe Versaldi, allora Prefetto della Congregazione per l’Educazione cattolica, nella sessione plenaria della Congregazione per la dottrina della fede del 29 gennaio 2020, secondo il quale molti dei giovani che partecipano al Pèlerinage de Pentecôte hanno «ogni sorta di problemi psicologici e sociologici» (ne scrivemmo QUI, QUI e QUI su MiL) e a quanto scritto da papa Francesco nella sua terza autobiografia Spera, secondo il quale i giovani fedeli tradizionali «celano squilibri, deviazioni affettive, difficoltà comportamentali, un disagio personale che può venire strumentalizzato» (QUI su MiL).
Ma sappiamo bene che non è così e le affermazioni di questi curatori fallimentari che si ostinano quasi maniacalmente a perseguire la loro ideologia distruttrice ci convince ancor più a continuare a far fiorire e prosperare la nostra fede.
L.V.
Cinquant’anni dopo il Concilio Vaticano II i nostri pastori continuano a rifiutare la realtà. Sono idioti o disonesti?
Mons. Éric Marie de Moulins d’Amieu de Beaufort, Arcivescovo metropolita di Reims, che dopo il suo secondo mandato si appresta a essere sostituito come Presidente della Conférence des évêques de France, forse dal card. Jean-Marc Noël Aveline, Arcivescovo metropolita di Marsiglia, ha appena concesso un’intervista al settimanale Le Pèlerin, che l’ha pubblicata il 25 marzo 2025. Tra gli altri argomenti, l’Arcivescovo metropolita di Reims dedica alla richiesta del giornale due delle sue riflessioni sul Pèlerinage de Pentecôte (da Parigi a Chartres), che riproduciamo integralmente proprio sotto questa introduzione (potete accedere al testo dell’intervista completa QUI). Abbiamo chiesto a Christian Marquant, Presidente dell’associazione Oremus-Paix Liturgique, di condividere con noi le riflessioni che questa dichiarazione gli ispira.
Estratto dell’intervista con mons. Éric Marie de Moulins d’Amieu de Beaufort, pubblicata il 25 marzo 2025 sul settimanale Le Pèlerin:Il pellegrinaggio tradizionalista di Chartres riunisce sempre più giovani intorno alla Santa Messa tradizionale. I Vescovi non sono riusciti a far capire la posta in gioco di una liturgia comune per l’unità della Chiesa?Il Pèlerinage de Pentecôte gioca su un’ambiguità. Senza dubbio all’inizio i partecipanti venivano a cercare ciò che gli organizzatori promuovevano, cioè a rafforzarsi nel culto della forma presumibilmente tradizionale del rito romano. Ma oggi molti sono alla ricerca di un’atmosfera, di un momento eccezionale in cui possono affermarsi come cattolici, francesi, con bandiere, stendardi e la sfida di uno sforzo fisico, che si era gradualmente attenuato dal pellegrinaggio degli studenti a Chartres, che alla fine è scomparso.Gli organizzatori, dal canto loro, si stanno irrigidendo, temo, in una comprensione della Tradizione che finisce per essere falsa. E la sfida oggi per noi Vescovi è quella di esprimere in termini chiari ai più giovani cos’è la tradizione della Chiesa: prima di tutto l’atto di Cristo che si trasmette, che si dona.Non è la perpetuazione di usi e costumi. Non è la tradizione dei nostri antenati, ma la tradizione di Gesù che si offre sulla croce e nell’Eucaristia. Rilevo anche un’ambiguità politica: Cristo non ha fondato la Chiesa cattolica per creare Stati cattolici, né una società cattolica. Cristo ha creato la Chiesa affinché portasse il Vangelo al mondo e fosse un fermento di libertà spirituale.Una pedagogia più difficile da attuare oggi?No, perché ritroviamo gran parte dei giovani che vanno al Pèlerinage de Pentecôte, alle Giornate mondiale della Gioventù, dove non abbiamo alcun problema di celebrazione liturgica, e in tutti i tipi di raduni nelle nostre Diocesi.Gli organizzatori del Pèlerinage de Pentecôte si vantano del loro successo, è giusto così, ma è una guerra pubblicitaria. Penso che il successo sia in parte dovuto a questa ambiguità: mirano a un obiettivo che non è quello che cerca gran parte dei partecipanti.
Paix Liturgique: Qual è la sua reazione alla parte di questa dichiarazione di mons. Éric Marie de Moulins d’Amieu de Beaufort che riguarda il Pèlerinage de Pentecôte?
Christian Marquant: Vorrei innanzitutto precisare, per inquadrare bene queste risposte di mons. Éric Marie de Moulins d’Amieu de Beaufort, qual è la sua teologia politica, che guida i suoi giudizi sulla questione liturgica. Uomo intelligente, amministratore competente che a volte è stato paragonato a un enarca [funzionario statale francese di alto livello: N.d.T.] ecclesiastico, che ha il senso delle sfumature e del pragmatismo, anche nei suoi rapporti concreti con il mondo tradizionale, ha anche strutture intellettuali ben definite.
Paix Liturgique: Quali?
Christian Marquant: L’Arcivescovo metropolita di Reims, che un giorno sarebbe stato promosso a Parigi se l’Episcopato di mons. Michel Christian Alain Aupetit non fosse andato male, è un profondo sostenitore, per il quale la dichiarazione sulla libertà religiosa Dignitatis humanae del Concilio Vaticano II è l’alfa e l’omega. Nel suo libro Le matin, sème ton grain [La mattina semina il tuo seme: N.d.T.] (Bayard, Cerf, Mame, 2020), sotto forma di lettera pubblica ad Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese, afferma apertamente, ignorando la dottrina di Cristo Re: «Non abbiamo mai chiesto un privilegio o un’esenzione dalle regole comuni. Abbiamo semplicemente chiesto che le regole comuni a tutta la società si applichino a tutti i culti». Lo specifica ogni volta che si parla di tradizionalismo. Così, il 2 dicembre 2023, rispondendo a uno dei seicento seminaristi francesi riuniti a Parigi che gli chiedeva: «La Chiesa di Francia ha un problema con i tradizionalisti?», dichiarò: «Sì, senza dubbio a causa della nostra storia movimentata dalla Rivoluzione. Se c’è una questione centrale, è una questione di teologia politica e di rapporto con il mondo. La dichiarazione sulla libertà religiosa Dignitatis humanae del Concilio Vaticano II è molto chiara. Cristo non è venuto a costruire Nazioni cattoliche, ma è venuto a fondare la Chiesa. Non è la stessa cosa. Trascinandoci dietro la nostalgia di uno Stato cattolico, perdiamo la nostra energia per l’evangelizzazione».
Paix liturgique: È così che spiega le sue attuali dichiarazioni?
Christian Marquant: In parte. Ci sarebbe molto da dire (e da contestare!), poiché gli argomenti trattati in così poche righe sono numerosi… Se mi è consentito, reagirei solo all’idea che ci sarebbe una significativa divergenza di intenti tra gli organizzatori e i pellegrini di Chartres…
Paix liturgique: Ma non è vero?
Christian Marquant: Da un lato c’è naturalmente l’associazione Notre-Dame de Chrétienté, che organizza il pellegrinaggio, e dall’altro i pellegrini organizzati in Capitoli che si incontrano sulle strade di Chartres, ma gli uni sono solo gli anziani degli altri. Mons. Éric Marie de Moulins d’Amieu de Beaufort vorrebbe far credere che i fedeli, o almeno una parte importante di essi (molti, dice!), non si rendono conto di cosa stanno partecipando o che vengono per altri motivi.
Paix liturgique: Secondo lui, vengono soprattutto per l’atmosfera, le bandiere, gli stendardi, la sfida di uno sforzo fisico…
Christian Marquant: Trovo questa affermazione, ripetuta due volte, piuttosto offensiva per i pellegrini che sarebbero manipolati dagli organizzatori. Naturalmente, ogni volta che un Vescovo parla della tradizione, bisogna tenere conto di una certa invidia per il suo «successo». Ma com’è possibile che i nostri Vescovi siano così incapaci di guardare in faccia la realtà di ciò che i fedeli sono, sperano e credono, da così tanti anni?
Paix liturgique: Cosa intende dire?
Christian Marquant: Naturalmente, i fedeli che si allontanano dalla nuova liturgia e si avvicinano a quella tradizionale, in particolare i giovani che lo fanno ormai in gran numero, non fanno necessariamente grandi analisi teologiche, anche se i Vescovi sarebbero molto sorpresi se interrogati sulle loro motivazioni. La lex orandi ha il vantaggio di rendere tangibile la lex credendi, quella a cui si aderisce e quella che si rifiuta. I nostri pastori, come la maggior parte dei loro predecessori da mezzo secolo, si rifiutano di vedere la realtà, che è proprio che una parte importante dei Cattolici non aderisce e non vuole aderire agli orientamenti liturgici e teologici che hanno cercato di imporsi nella Chiesa dopo il Concilio Vaticano II, da qui la mia domanda: i nostri pastori sono idioti o disonesti su questi argomenti?
Paix liturgique: Ci andate pesante!
Christian Marquant: L’intervista a mons. Éric Marie de Moulins d’Amieu de Beaufort non fa che rafforzare la mia convinzione. Permettetemi di citare il passaggio più sorprendente: «Gli organizzatori del Pèlerinage de Pentecôte si vantano del loro successo, è giusto così, ma è una guerra pubblicitaria. Penso che il successo sia in parte dovuto a questa ambiguità: mirano a un obiettivo che non è quello che cerca gran parte dei partecipanti». Si noti che questo è critico sia per gli organizzatori – manipolatori – che per i giovani pellegrini – giovani «identitari» un po’ deboli di mente. E tutti coloro che riempiono le chiese dove si dice la Santa Messa tradizionale, più numerosi in alcune città episcopali rispetto alla scarsa partecipazione alla cattedrale? È un’affermazione che purtroppo è in linea con le affermazioni dei nostri Vescovi che continuano a ignorare – o a fingere di ignorare la realtà del mondo cattolico più di cinquant’anni dopo il Concilio Vaticano II… come se continuassero a voler credere, quasi mezzo secolo dopo questa rivoluzione, che non ci sia un gran numero di Cattolici in Francia e nel mondo che non aderiscono alle conseguenze della loro meravigliosa «primavera della Chiesa».
Paix liturgique: Chi non aderisce alla «Primavera della Chiesa»?
È in questi termini che per decenni ci sono state presentate le decisioni del Concilio Vaticano II e i loro effetti sulla Chiesa, in particolare in Europa e soprattutto in Francia. Oggi è un profondo inverno.
Paix liturgique: Ma come potete affermarlo?
Christian Marquant: In vari modi, ma semplicemente aprendo gli occhi! E soprattutto esaminando le rare occasioni in cui è stato possibile cogliere (e misurare) senza filtri l’opinione dei Cattolici francesi…
Pace liturgica: Può fare un esempio?
Christian Marquant: Per i vostri attenti lettori temo di ripetermi, ma per gli altri spero solo di dare loro l’opportunità di aprire gli occhi. Nel 1976, cioè dieci anni dopo il Concilio Vaticano II, il quotidiano lionese Le Progrès commissionò un sondaggio per conoscere l’opinione dei Cattolici francesi al momento di una grave crisi, quella del «caso Lefebvre», che metteva in discussione l’evoluzione della Chiesa. Il sondaggio ha rivelato, tra l’altro, che il 48 per cento dei Cattolici praticanti riteneva che la Chiesa fosse andata troppo oltre nelle sue riforme, mentre oltre il 30 per cento di loro riteneva che mons. Marcel François Lefebvre avesse ragione… Il che avrebbe dovuto «interpellare» i nostri Vescovi, come amano dire, ma a seguito di questo sondaggio sono diventati come autistici… (Per saperne di più, consultate la nostra lettre 698 e seguenti [QUI: N.d.T.]).
Paix liturgique: Ma questo sondaggio dà l’opinione dei Cattolici francesi nel 1976.
Christian Marquant: E da allora, soprattutto oggi, questa tendenza si è confermata. L’associazione Oremus-Paix liturgique ha commissionato decine di sondaggi in Francia (e in più di quindici altri Paesi) che forniscono risultati simili sull’opinione dei Cattolici praticanti. Penso inoltre che le risposte di questi Cattolici abbiano un valore di protesta: almeno un terzo dei Cattolici afferma che, se nella loro Parrocchia si celebrassero le sante Messe tradizionali, parteciperanno a queste Messe, non per nostalgia del latino, ma perché sentono che sono più conformi al loro modo di sentire il Cattolicesimo, in altre parole al loro senso della fede.
Paix liturgique: Questo è dovuto al fatto che i Cattolici praticanti sono molto più «classici» di un tempo?
Christian Marquant: Certamente. Oggi in Francia i fedeli praticanti rappresentano meno del 2 per cento della popolazione. Si sentono minoritari, spiega il sociologo Yann Raison du Cleuziou, e si aggrappano a una religione solida [QUI, QUI e QUI su MiL: N.d.T.].
Paix liturgique: Si potrebbe dire che in un certo senso votano con i piedi.
Christian Marquant: Assolutamente, di fronte a un clero – soprattutto un alto clero – spesso cattivo o autistico, o comunque completamente in disaccordo con la sua base. Questo contribuisce all’abbandono delle chiese, o almeno a non trattenere i fedeli. E di conseguenza, la diminuzione delle offerte e delle offerte di culto, che diventa drammatica.
Paix liturgique: Ma i giovani…
Christian Marquant: Mi perdoni, ma i giovani non sono più stupidi dei vecchi. Se amano la liturgia tradizionale e fuggono i luoghi comuni moderni, è spesso in modo molto più deciso e «militante» rispetto ai loro anziani. A proposito delle assemblee tradizionali che riuniscono sempre più giovani, si potrebbe parlare di «Messe alla moda»… E contrariamente a quanto crede mons. Éric Marie de Moulins d’Amieu de Beaufort, gli «organizzatori» tendono piuttosto a moderare e temperare la forza dei loro giudizi.
Paix liturgique: Quindi è per questo che i giovani pellegrini partecipano al Pèlerinage de Pentecôte (da Parigi a Chartres)?
Christian Marquant: Certo, e anche al provenzale Pèlerinage Nosto Fe (da Cotignac a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume) e al bretone Pèlerinage Feiz e Breizh (da Languidic a Sainte-Anne-d’Auray), alla spagnola Peregrinación Nuestra Señora de la Cristiandad - España (da Oviedo a Covadonga, in Spagna), all’argentina Peregrinación Nuestra Señora de la Cristiandad (a Lujan), al belga Pèlerinage familial de Tradition à Foy-Notre-Dame (da Namur a Dinant), senza dimenticare l’annuale Pèlerinage du Christ-Roi (a Lourdes) della Fraternità sacerdotale San Pio X.
Paix liturgique: Ma perché fanno questa scelta?
Christian Marquant: Direi perché sono Cattolici. Scoprono naturalmente la trascendenza cattolica.
Paix liturgique: Come?
Christian Marquant: Nella conformità agli insegnamenti del Vangelo, nel riconoscimento di essere peccatori, di dover pentirsi.
Paix liturgique: Ma la liturgia in questo?
Christian Marquant: Penso che un uomo che si riconosce peccatore e che, partecipando alla Messa, sa che assiste alla rinnovazione del sacrificio di Cristo sul Calvario, si senta più a suo agio in silenzio e in ginocchio che a fare il fanfarone.
Paix liturgique: Ma mons. Éric Marie de Moulins d’Amieu de Beaufort afferma che i giovani che si recano al Pèlerinage de Pentecôte sono anche quelli che vanno ai raduni diocesani o alle Giornate mondiali della Gioventù…
Christian Marquant: In parte, è sicuramente vero. Ma si potrebbe fare la stessa osservazione al contrario: quelli che vanno alle Giornate mondiali della Gioventù vengono anche ai pellegrinaggi tradizionali. Oggi c’è una fluidità del pubblico cattolico che va ampiamente a vantaggio della liturgia tradizionale. La stragrande maggioranza di coloro che ancora entrano nei seminari diocesani sono ragazzi che hanno un solido credo cattolico e conoscono la profondità e la santità della liturgia tradizionale, anche se spesso è loro vietato seguirla e celebrarla una volta diventati sacerdoti.
Paix liturgique: Ma alle Giornate mondiali della Gioventù?
Christian Marquant: Le Giornate mondiali della Gioventù? Il desiderio di partecipare a un evento cattolico mondiale non impedisce a più di un pellegrino di rimanere a volte scioccato dagli eccessi, soprattutto liturgici, che si verificano durante le manifestazioni.
Paix liturgique: A cosa pensa?
Christian Marquant: Alle ostie distribuite come caramelle, per esempio.
Paix liturgique: Ma ammette che coloro che partecipano a Chartres possono anche partecipare a nuove liturgie?
Christian Marquant: Per lo stesso motivo per cui coloro che vengono intervistati nei sondaggi dell’associazione Oremus-Paix liturgique dicono che sarebbero felici di partecipare alla Santa Messa tradizionale: perché l’offerta delle Parrocchie non corrisponde alla domanda. La liturgia tradizionale viene celebrata oggi solo in meno di una zona parrocchiale su dieci e ci sono ancora Diocesi in cui è semplicemente vietata. Quindi capirai che molti fedeli che non possono scegliere possono anche andare alla liturgia moderna, ma questo succede a tutti noi e non è senza conseguenze…
Paix liturgique: Come?
Christian Marquant: I fedeli che abitualmente assistono alla Santa Messa tradizionale partecipano naturalmente anche a funerali o matrimoni secondo il nuovo rito. Ma questo spesso genera quello che io chiamo l’effetto Coca-Cola: si preferisce il caffè alla bevanda un po’ caffeinata. Credo che molti fedeli diventino adepti della liturgia tradizionale per overdose di liturgia moderna che non sopportano più…
Paix liturgique: Ma tornando al Pèlerinage de Pentecôte, cosa ne pensate dell’affermazione episcopale secondo cui gli organizzatori «si stanno irrigidendo»?
Christian Marquant: I Vescovi sono dei grandi ingenui. Vorrebbero strappare i gentili pellegrini ai malvagi organizzatori. E allora servirebbero ai gentili pellegrini un brodo con del latino che li riempirebbe… Sono ancora a questo punto sessant’anni dopo il Concilio Vaticano II!
Paix liturgique: Forse potrebbero fare un bilancio…
Christian Marquant: Sì, certo, sarebbe ora di fare il punto sulla pertinenza delle idee dei nostri nonni, di misurarne i frutti e i fallimenti e di trarne insegnamento.
Paix liturgique: Bisognerebbe tornare indietro?
Christian Marquant: Come minimo, bisognerebbe permettere alle belle opere di fiorire e prosperare piuttosto che cercare, senza successo, di fagocitarle.
Paix liturgique: Lasciate che vi provochi a una deviazione: i nostri pastori sono incompetenti o malintenzionati?
Christian Marquant: Troppo spesso sono ideologi.
Domanda:Sono incompetenti o malintenzionati?
RispondiEliminaRisposta:Sono incompetenti e malintenzionati.