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giovedì 14 marzo 2024

Il tecno-feudalesimo di Varoufakis e l’assordante silenzio dei cattolici #300denari

«Immaginate di essere in una città piena di persone che svolgono le loro attività, acquistano e vendendo vestiti, scarpe, libri, canzoni, giochi e film. Fin qui tutto normale. A un certo punto venite a sapere che tutti i negozi – anzi, gli interi edifici – appartengono a un tizio di nome Jeff. Una città dove ognuno cammina per strade diverse e vede negozi diversi perché tutto è profilato dal suo algoritmo. Un algoritmo che conosce le nostre abitudini e che si muove al ritmo di Jeff» . A dirlo è Yanis Varoufakis, economista e ministro delle finanze al tempo del default della Grecia.  Il Jeff a cui si riferisce è Bezos, fondatore di Amazon. E la città immaginata è la realtà della nostra esperienza online. 

Con un chiaro richiamo alla mitologia del suo Paese, Varoufakis parla di questo tecno-feudalesimo  come un gigantesco Minotauro, che dopo aver divorato il capitalismo divora anche se stesso. Come un tempo i signori feudali esercitavano il diritto di sfruttare le risorse della terra compresi i lavoratori dei campi al fine di soddisfare dei bisogni, così oggi ai signori del big tech è concessa la facoltà di asservire quanti operano nell’industria e nel

commercio attraverso piattaforme tecnologiche attentamente profilate su bisogni dei consumatori. 

La tesi sostenuta è che il capitalismo stia morendo – anzi, sia già stato ucciso – per mano di grandi colossi della tecnologia. Pertanto aziende come Amazon, Apple, Google, Alibaba – sostiene Varoufakis – non hanno più nulla a che fare col capitalismo. Queste aziende cioè non vivono più del plusvalore dei loro dipendenti e della produzione di beni. Ma in sostituzione del sistema economico che conosciamo è arrivato qualcosa di simile al feudalesimo medievale. Al posto di mercati e profitti abbiamo oggi piattaforme (gli store online) e rendite (come la percentuale che spetta ad Amazon per ogni vendita). Le prime sono assimilabili a feudi digitali, le seconde a canoni paragonabili a quelli che i vassalli medievali corrispondevano ai loro feudatari.

La minaccia intravista da Varoufakis – considerato uno dei pensatori più originali della sinistra occidentale – è senza dubbio condivisibile. Tuttavia il suo autodefinirsi marxista-libertario lascia qualche perplessità, in quanto rimanda di fatto al modello cinese di uno Stato capitalista che ha fatto doppio giuramento di fedeltà: al libro di Mao e al dio mercato. Insomma, al male elevato al quadrato. Come sempre in questi casi, l’analisi di una certa intellighenzia sembra condivisibile: le tecnologie avanzate potrebbero essere utilizzate per controllare e monitorare le masse, creare disuguaglianze socioeconomiche più accentuate e consolidare il potere nelle mani di pochi. Con gli evidenti risvolti di perdita di privacy e sorveglianza di massa. Sono invece le soluzioni che ci lasciano perplessi, soprattutto se vengono tracciate da chi ancora considera il Medioevo un’epoca di oscurantismo, e pone come unico rimedio l’abbraccio al sistema socialista. Il grande assente in questo attualissimo dibattito è il pensiero cattolico, che in altri tempi (neanche troppo lontani) si sarebbe espresso in carteggi di liberi intellettuali o fini economisti. Se non addirittura in seno alla Chiesa attraverso la Dottrina Sociale, per consegnare all’umanità un metodo e dei principi, alla luce dei quali ciascun uomo di buona volontà potesse fare in coscienza le proprie scelte. 

Roberto. 


2 commenti:

  1. Ma dove sarebbe questa fantomatica “sorveglianza di massa”?
    Poi che i cattolici fossero “liberi intellettuali” è proprio una barzelletta. Con tutti i dogmi ed i paletti a cui erano soggetti…e se sgarravano a processo o peggio.

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  2. Sto qui a Venezia e osservo come questa città in cui pare sia stata "inventata" la finanza pubblica si sia mantenuta indipendente rispetto al resto del mondo grazie a una principale caratteristica: l'architettura. Venezia resta quella che è perchè il peggio della sua "metropolizzazione" sta nel cambiamento dei negozi... Ma i palazzi storici non si buttano giù per costruire scempi. Se il feudalesimo digitale fosse illuminato con i soldi raccolti da tutta la popolazione mondiale tramite questa nuova forma di tassazione i potenti del mondo farebbero opere di (de)urbanizzazione degne del pensiero cristiano. Chiese di magnifica bellezza e nobili dimore per vivere all'insegna della sapienza e della salute, valori che, per quanto non siano di per sé trascendenti, possono avvicinare alla saggezza. Ma nel mondo di oggi calma interiore e disciplina nello studio diventano rare, e i giovani si coltivano a suon di crediti di idoneità. Contingentare i turisti, controllare e monitorare è forse necessario, dal momento che la massa è sempre più omogenea e facile da deviare, ma verso quali differenziazioni si potrebbe distinguere un popolo nel popolo, una minoranza eletta a salvarsi? Nella riproduzione delle immagini sta l'innovazione del dominio del digitale sull'uomo, solo l'amore mi da speranza e sogno un'esperienza boccaccesca.. primaverile, soleggiata e senza rete.

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