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domenica 3 luglio 2022

Ci mancano solo i Vescovi che fanno politica: la Cei per lo Ius scholae


Ma non potrebbero occuparsi di evangelizzare e di pensare come rimpinguare di fedeli le chiese svuotate?
Cei, "basta ideologie, l'Italia è cambiata", quindi bisogna farlo, altrimenti è ideologia?
Luigi

Redazione ANSAROMA, 02 luglio 2022

"La riforma della cittadinanza con lo Ius scholae va incontro alla realtà di un Paese che sta cambiando.
Spero che le ragioni e la realtà prevalgano rispetto ai dibattiti ideologici per il bene non solo di chi aspetta questa legge ma anche dell'Italia che è uno dei Paesi più vecchi".
Lo dice in un'intervista all'ANSA monsignor Gian Carlo Perego che nella Cei è il Presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e Presidente della Fondazione Migrantes. Alle forze politiche che affermano non sia una priorità il rappresentante della Cei replica: "Ne parliamo da almeno quindici anni, contrapporre il caro-bollette non ha senso".

[...]
"Guerra, siccità, crisi economica, inflazione alle stelle e la maggioranza Draghi impegna il parlamento a discutere di legalizzazione della droga e cittadinanza facile agli immigrati. Fratelli d'Italia pretende di affrontare i problemi urgenti di imprese e famiglie. Senza perdere altro tempo." Lo ha detto al Tg2 il capogruppo di FdI alla Camera Francesco Lollobrigida.
"È obiettivamente difficile, quasi impossibile, pensare che il via libera allo Ius scholae promosso dal Pd, come ha affermato monsignor Gian Carlo Perego, possa mai portare a 'più sicurezza sociale'. Nel rispetto dei differenti ruoli e delle diverse competenze, al presidente della commissione CEI che si occupa di immigrazione e capo della fondazione Migrantes è doveroso ricordare che l'Italia sotto questo aspetto è già esempio di democrazia, civiltà e accoglienza, essendo il Paese Ue che concede più cittadinanze.