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sabato 16 luglio 2022

Alla scoperta dei membri del Coetus internationalis Summorum Pontificum (CISP) #7 Coordinamento Nazionale Summorum Pontificum #sumpont2022

La preparazione dell’11º Pellegrinaggio internazionale Populus Summorum Pontificum (QUI l’annuncio su MiL, QUI il secondo articolo) continua e speriamo di vedervi in molti a Roma il 28, 29 e 30 ottobre 2022.
Dopo aver conosciuto l’associazione Nuestra Señora de la Cristiandad - España (QUI), la Fœderatio Internationalis Una Voce (FIUV) (QUI), il blog Senza Pagare (QUI), l’associazione Una Voce France (QUI), l’associazione Latin Mass Society (QUI) e l’associazione Notre Dame de Chrétienté (QUI), continuiamo la presentazione dei membri del Coetus internationalis Summorum Pontificum (CISP) e oggi – con l’intervista di Christian Marquant, presidente del CISP – diamo la parola al nostro grande amico Marco Sgroi, che presenta il Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum.

L.V.

1 - Può presentarci il Coordinamento Nazionale Summorum Pontificum?

Il Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum è una snella organizzazione sorta nell’ormai lontano 2011 che si propone di mettere in collegamento tra loro e favorire la collaborazione dei Coetus fidelium sorti in Italia per effetto del Motu Proprio Summorum Pontificum, promuovendo iniziative che favoriscano la reciproca conoscenza dei diversi gruppi – ciascuno con caratteristiche, storia ed identità proprie – e che concorrano, così, a consolidare e a sviluppare quello che amiamo chiamare il Populus Summorum Pontificum d’Italia.

2 - Perché siete attaccati alla liturgia tradizionale?

È molto difficile rispondere a questa domanda in poche parole, perché le ragioni che ci attraggono e ci tengono legati alla liturgia tradizionale sono davvero molteplici. In estrema sintesi, potrei dire che alla Messa antica ci si lega indissolubilmente perché vi si trova la fede cattolica tutta intera; e potrei aggiungere che per chi vi si accosta senza pregiudizi, essa diventa ben presto una via irrinunciabile di crescita spirituale e di incremento della fede. Se, poi, penso ai tempi che stiamo vivendo, direi anche che ci rivolgiamo alla Messa tradizionale perché essa costituisce un porto sicuro nella tempesta.


3 - Perché siete membri del CISP?

Siamo membri del CISP sin dalla sua fondazione, nel 2012, e per lunghi anni abbiamo collaborato attivamente all’organizzazione del Pellegrinaggio internazionale Summorum Pontificum. Per il CNSP, che si propone, come ho detto, di favorire il consolidamento e lo sviluppo del Populus Summorum Pontificum, e la reciproca conoscenza fra tutti coloro che praticano la liturgia tradizionale, l’adesione al Pellegrinaggio è un fatto per così dire naturale, perché esso consente ai fedeli che amano la Messa antica di esprimere tutti insieme, sulla tomba dell’Apostolo, il loro essere a pieno titolo nella Chiesa. Per questa ragione siamo fieri – permettimi di dirlo – di essere tra i fondatori del CISP, come ho già ricordato.


4 - Qual è il vostro punto di vista sulle notizie della Chiesa sul tema della Messa tradizionale?

È innegabile, purtroppo, che il momento presente non sia particolarmente favorevole a chi vive la propria fede al ritmo della liturgia tradizionale: si ha talora l’impressione che siano tornati i tempi in cui venivamo considerati cattolici di serie B, se non peggio. Se ciò è vero, è ugualmente vero, però, che proprio l’attualità (non solo quella ecclesiale, ma anche quella concernente l’emergenza sanitaria dalla quale siamo appena usciti) dimostra come la liturgia tradizionale abbia sviluppato una capacità di resistere alle intemperie che la rende una realtà di cui non è più possibile sbarazzarsi, e che la sua rinascita non possa considerarsi un fuoco di paglia, ma l’espressione di un movimento solido e ormai inarrestabile. Siamo convinti che, nei tempi che la Provvidenza ha stabilito, tutto ciò porterà ricchi frutti alla Chiesa. Dal nostro punto di vista, dunque, guardiamo al futuro del Populus Summorum Pontificum – fedeli e sacerdoti – con serena fiducia, pur consapevoli delle difficoltà che stiamo vivendo e che forse vivremo ancora per qualche tempo.

2 commenti:

  1. Continuo a non capire perché una Chiesa "inclusiva" debba includere tutto e tutti . ....tranne chi è legato alla Liturgia Vetus Ordo che poi è quella con cui il Vaticano II ha pregato e Celebrato

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  2. Beato lui che vede nella messa tradizionale un modo per incrementare la fede. Nella mia esperienza, è tutto il contrario. Ho visto gente insuperbirsi sempre più e mettersi su piedistalli a giudicare il prossimo; ho visto famiglie sfasciate per colpa del fanatismo di alcuni genitori: figli che hanno mollato la pratica appena possibile e alcuni che, addirittura, hanno avuto gravi problemi sia psicologici che relazionali.
    Immancabile poi la spinta al fariseismo: dai quanti rosari dici (e, se sono troppo pochi, ti guardano con commiserazione), a quante preghierine reciti al mattino o alla sera. I minuti di meditazione, i segni di croce prima di ogni cosa, i libri letti o i centimetri della gonna.
    La messa tradizionale è splendida, su quello non si discute, ma, ormai, è appannaggio di persone così. Gente normale ne ho vista ben poca.

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