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domenica 15 maggio 2022

Ricordiamo con gratitudine Michel Schooyans. Un suo scritto del 2008

Dall'Osservatorio Card. Van Thuan un bel ricordo di un grande studioso cattolico, dimenticato, in vita e in morte, dal mainstream ecclesiale.
QUI un post di MiL di Mons. Schooyans.
QUI la Bussola.
Luigi

 MAG 13, 2022

Michel Schooyans è morto nei giorni scorsi all’età di 92 anni. Il sacerdote e studioso belga è stato a lungo in prima linea nella lotta contro le malvagità umane, tra cui la piaga indecente dell’aborto di Stato, che Padre Schooyans combatté senza timori reverenziali, denunciando anche tutte le complicità, compresa quella dell’ONU.

Nel 2008 il nostro Osservatorio aveva pubblicato un suo libro dal titolo “La profezia di Paolo VI. L’Enciclica Humanae vitae (1968)”. Il testo figura come il volume n. 7 della Collana “Quaderni dell’Osservatorio” ed è arricchito da una ampia introduzione del Vescovo mons. Giampaolo Crepaldi.
Come tutti i libri di Schooyans, anche questo era chiaro e battagliero. Dapprima l’Autore faceva la storia dell’enciclica e difendeva Paolo VI dagli inauditi attacchi ricevuti a suo tempo, in un secondo capitolo ricordava i contenuti dell’enciclica e esponeva i dati circa il suicidio demografico dell’Europa.

Il libro si concludeva con un ultimo capitolo dal titolo “Cosa possiamo fare?”. In memoria del Padre Schooyans, pubblichiamo qui il testo di questo capitolo, certamente datato in alcuni riferimenti, ma non superato nell’impegno e nella lotta per la vita.

In comunione di preghiera per la sua anima.

Stefano Fontana

Cosa possiamo fare?

di Michel Schooyans

1.Informarci, formare e prendere coscienza della gravità della situazione. Spiegare, ad esempio, che la causa principale della crescita demografica non è l’aumento della fecondità, in ribasso ovunque, ma l’aumento della speranza di vita. Analizzare ciò che fanno i Governi, le organizzazioni internazionali pubbliche, le ONG, ecc.

2.Iniziative semplici possono avere effetti determinanti per cambiare la mentalità a favore della vita e della famiglia. Tra le tante iniziative, citiamo a titolo di esempio:

a.L’appello lanciato il 20 dicembre 2007 da Giuliano Ferrara in favore di una moratoria per l’aborto[1] . Se si decide una moratoria per la pena di morte, ciò vuol dire che si sospende l’applicazione di questa pena per darsi un tempo di riflessione. Questa moratoria è a favore di persone colpevoli e condannate a conclusione di un processo secondo le norme vigenti. A maggior ragione, una moratoria analoga dovrebbe essere adottata per sospendere l’effetto di leggi che permettono l’aborto, ossia l’esecuzione capitale di esseri umani innocenti e senza difesa.

b.Nello stesso momento in cui, in Italia e in altri paesi, veniva divulgata la moratoria di Giuliano Ferrara, in Francia si viene a conoscenza di una sentenza della Corte di Cassazione, datata 6 febbraio 2008, secondo cui il bambino nato morto, qualunque sia la sua età e il peso, può essere registrato allo Stato civile. Alain Legoux, avvocato generale, ha immediatamente osservato che questa sentenza farà giurisprudenza[2]. Essa apre la strada a un riconoscimento giuridico dei bambini morti in utero.

c.Negli USA, nel villaggio di Peyton, Colorado, Kristi Burton si è impegnata dall’età di 13 anni nella lotta contro l’aborto. Ora ha 20 anni, è battista praticante e studia diritto. Nel 2007 ha fondato l’associazione “Colorado for Equal Rights”[3]. Mira ad ottenere mediante referendum un emendamento alla costituzione del suo Stato. Questo emendamento prevede semplicemente che «The term “Person” or “Persons” shall include any human from the time of fertilization» [Il termine persona o persone comprende tutti gli esseri umani dal momento del concepimento]. Le firme necessarie per il referendum sono stata convalidate e il referendum è previsto per il 4 novembre 2008. Una proposta analoga è stata presentata anche nello Stato del Montana.[4]

d.Dagli esempi che abbiamo portato derivano due conclusioni. La première è che la moratoria di Giuliano Ferrara, la sentenza di Alain Legoux e l’emendamento di Kristi Burton s’inscrivono dentro la linea della dottrina esposta da Giovanni Paolo II nel § 73 dell’enciclica Evangelium vitae (1995). Le tre segnano un importante progresso nella volontà di proteggere il diritto alla vita. La seconda conclusione, che consiste solo in una piccola frase. La seconde conclusione è che se una piccola frase viene ben inserita nella mentalità generale può avere un formidabile impatto. E’ il caso, per esempio, di questa frase: “La persona umana comincia con il concepimento”.

3.Alcuni considerano indispensabile l’apporto di una cinquantina di milioni di immigrati in Europa. Ma bisognerebbe trovarli, dare loro un lavoro, occorrerebbe che avessero le necessarie qualifiche. Bisognerebbe anche che si integrassero, che alimentassero, al giusto livello, i contributi sociali, che contribuissero al finanziamento delle pensioni e che investissero i loro risparmi nella nazione d’accoglienza.

4.Evitare i tranelli del vocabolario: salute riproduttiva, genere, maternità senza rischi, famiglia, matrimonio, ecc. Il linguaggio equivoco è, in effetti, uno dei principali strumenti di ogni disinformazione.

5.Smascherare l’installazione progressiva, su scala mondiale, di un sistema di diritto puramente positivo che si ispira a Kelsen (1881-1973). Tale sistema disattiva a poco a poco le istituzioni giuridiche delle nazioni sovrane e rende vano ogni riferimento ai diritti inalienabili di ogni uomo. Come fa notare Tocqueville, nelle democrazie occidentali il cittadino è un individuo, non una persona. «Agli occhi della legge, il padre non è altro che un cittadino più anziano e più ricco dei suoi figli »[5]. Ne segue che il diritto positivo porta facilmente a mettere in questione l’istituzione naturale della famiglia. In generale, l’influenza del clima neo-liberale tende a erodere le solidarietà naturali.

6.Rispondere alle aspirazioni della maggior parte dei giovani. Studi recenti realizzati in Europa mostrano che le giovani coppie vorrebbero avere 2,6 figli, o più. Ma la fecondità effettivamente osservata è di 1,5 figlio. Si può fare molto per colmare questo divario.

7.Aumentare l’aiuto agli studenti che si sposano e hanno figli durante gli studi, mediante sussidi appropriati, tra cui uno per l’alloggio.

8.Poiché la contraccezione, l’aborto e le sterilizzazioni provocano il crollo della fecondità, e dunque l’invecchiamento, lottare contro queste pratiche.

9.Riconoscere e onorare il ruolo della donna nella società, e in particolare il suo contributo alla formazione integrale del capitale umano. Bisogna tuttavia fare molta attenzione per quanto riguarda politiche familiari come quella sostenuta in Germania dalla Dott. Ursula von der Leyen. Questo tipo di politica si ispira alle idee di Friedrich Engels e mette l’accento sulla riorganizzazione del tempo del lavoro. Secondo questo progetto, dopo il parto la madre deve poter riprendere al più presto la sua attività nella società di produzione, in particolare grazie alla moltiplicazione dei nidi d’infanzia[6]. A questo tipo di progetto occorre preferire quelli che favoriscono la libera scelta della madre tra l’educazione dei figli, il suo impegno professionale e la conciliazione tra queste due opzioni. Precisiamo che le politiche familiari di questo genere presuppongono la cooperazione dei datori di lavoro.

10.Lottare contro tutto ciò che umilia e degrada la donna: pubblicità, cinema, erotismo, pornografia, ecc.

11.Assicurare una migliore diffusione dei metodi naturali di controllo della fecondità, specialmente quelli più moderni e che offrono una sicurezza oggettiva a coloro che li utilizzano.

12.Favorire e onorare la famiglia: spiegare il ruolo della famiglia nella società e nella formazione del capitale umano. Proporre un’imposizione fiscale nettamente degressiva secondo il numero di figli (Allan Carlson). Diritto di voto fin dal giorno della nascita (Otto de Habsbourg). Destinare alla famiglia il denaro attualmente utilizzato per finanziare gli aborti.

13.Onorare le famiglie numerose, non deriderle né colpevolizzarle. Adoperarsi affinché siano accessibili alloggi adeguati e prestiti vantaggiosi.

14.Agire al livello delle reti educative; complementarietà genitori-educatori (Amartya Sen). Acculturazione degli immigrati.

15.Integrare gli anziani; riconoscere i loro servizi. Considerare la possibilità di ritardare volontariamente l’età della pensione.

16.Mobilitare le associazioni cristiane locali, nazionali e internazionali e servirsi ampiamente dell’insegnamento di Deus caritas est.

17.Organizzare l’attività di lobbiyng cooperando all’elaborazione di programmi politici.

18.Insistere presso i Pastori affinché predichino sulla solidarietà tra generazioni, sulla visibilità dell’azione dei cristiani nella società, attraverso le molteplici istituzioni cristiane.

19.Vigilare affinché nessuna istituzione cristiana insegni ideologie inaccettabili (come per esempio la ideologia del genere) o pratichi atti moralmente illeciti. Le cliniche cristiane devono evitare di mettere le loro strutture a disposizione di coloro che praticano l’aborto e la sterilizzazione. Là ove possibile, considerare la possibilità dell’obiezione di coscienza per le persone ma anche per le istituzioni.

20.Rileggere o leggere l’Enciclica senza pregiudizi e spiegarla alla luce di ciò che ha avuto luogo in questi quarant’anni.




[2] Cf. A. Chemin, “La Cour de cassation élargit la notion d’enfant sans vie”, in Le Monde (Paris) 9 febbraio 2008.

[3] Indirizzo postale: P.O. Box 298, Peyton CO 80831.

[4] Fonte: http://www.coloradoforequalrights.com, l’articolo on-line, datato 29 maggio 2008, è intitolato “Human Life Amendment Signatures Certified – Historic Amendment Officially on November’s Ballot”.

[5] De la démocratie en Amérique, II, III, c. 8.

[6] Cfr. ad esempio http://www.stern.de/politik/deutschland/:Kinderbetreuung-Bischof-Mixa/586499.html, articolo di giornale che presenta le critiche formulate dal Vescovo cattolico di Augsburg, Walter Mixa.