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lunedì 25 aprile 2022

Orrori architettonici… e dove trovarli #85 a Drapia (VV)

Chiesa di Sant’Acendino martire dell’arch. Vincenzo Carone (anno 2014).

Lorenzo

Descrizione del progetto: «La nuova chiesa di Sant’Acendino in Gasponi di Drapia è stata edificata nel luogo della precedente chiesa, demolita nel 2011 a causa del suo generale depauperamento strutturale. Il vecchio Edificio, fin dal 1967, era il luogo di culto ordinario del piccolo centro collinare che si affaccia sulla splendida Costa degli Dei posta sul litorale tirrenico calabrese.
L’intervento, volto alla riedificazione della nuova chiesa, è stato approvato e cofinanziato dalla C.E.I. e dalla Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.
Il progetto è nato dall’idea di realizzare una chiesa che offrisse ad una piccola comunità un’architettura sacra con funzioni armoniche all’interno del borgo e divenire elemento urbano identitario. Era necessario che fosse chiesa, allo stesso tempo, accogliente, luminosa e armoniosa. Ma soprattutto, ho ritenuto indispensabile mantenere la funzionalità liturgica entro un contesto di forme e geometrie che manifestassero l’identità all’aspettativa dell’utente cristiano.
Edificare una chiesa vuol dire confrontarsi con il passato, e affiora la contrapposizione tra continuità e cambiamento. Ciò genera lo stimolo creativo del progettista. Così la luce e l’ombra diventano fattori principali per la creazione di atmosfere che suscitano emozioni adatti alla solennità. Nel progetto a una pianta irregolare corrisponde una accentuata articolazione di tagli verticali tra le pareti che portano luce all’interno e che generano differenti caratteri spaziali e i fasci di luce prodotti dalle loro intersezioni si indirizzano verso gli elementi principali: l’Altare, l’Ambone e la Fonte Battesimale.
Per precisi vincoli urbanistici, nel progetto si sono mantenuti i confini perimetrali della vecchia chiesa che ha comportato la realizzazione di una navata unica, uno spazio laterale di servizio destinato alla sacrestia, alla penitenzeria ed una cappella, sul lato opposto, destinata ad accogliere la custodia eucaristica.
Il risultato raggiunto è stato quello di garantire ai fedeli che partecipano alle funzioni il massimo benessere e confort garantito dall’uso di scelte progettuali e soluzioni attraverso materiali innovativi in una stretta logica di bilancio energetico.
Oggi, quando si giunge nel piccolo borgo di Gasponi attraverso una delle sue tante caratteristiche vie strette, si ha immediato l’incontro con l’edificio sacro. Esso appare nel suo volume compatto e da subito si delinea la forza del muro del campanile e delle facciate rivestite e protese verso l’alto.
L’invito ad entrare dalla porta principale si manifesta in tutta la sua articolazione architettonica ma è la luce che spinge gli occhi a guardare in alto alla cupola invasa da una gradazione di colori irrorati di luce.
Dentro a sinistra vi è il fonte battesimale, blocco unico di verde assoluto, pietra in forma ottagonale. Esso opportunamente richiama la presenza dell’acqua con una colomba, simbolo dello Spirito Santo.
Il crocefisso nell’abside è in bronzo, posto a segnatura della centralità di Cristo.
L’altare-mensa, eseguito interamente in marmo di Carrara scultoreo, si aggiunge al contesto delle forme architettoniche rientrando pienamente negli argomenti che riguardano la modernità dell’edificio.
I profondi intagli che percorrono la sua superficie su ogni lato rappresentano, con armoniosa descrizione, il sacro calice dell’unità dove il genere umano, mancante di una rilevante schematizzazione, è posto alla sinistra, nell’atto di una raccolta partecipazione alla cena eucaristica. Cristo è rappresentato a destra, alla vigilia della sua passione. Le due figure entrano in comunione.
L’ambone, anch’esso realizzato interamente in marmo, rappresenta la narrazione dell’incontro tra Maria di Magdala e l’Angelo nel giardino del sepolcro che le annuncia la resurrezione di Gesù.
A destra dell’altare si trova, in un luogo dedicato per una meditata adorazione del fedele, il tabernacolo, tra i pochi elementi superstiti della precedente chiesa.
È posto, a fianco della sacrestia, il vano penitenziale e al piano sopra la sacrestia, l’ufficio del parroco e l’archivio.
Il nuovo centro parrocchiale pur possedendo sui lati degli spazi esterni liberi, nell’organizzazione interna dei servizi non è stato possibile realizzare aule per la catechesi ed il salone per la comunità per la esigua superficie realizzativa a disposizione. Essi trovano sede in una struttura già esistente a 300 metri dalla nuova costruzione.»

Foto esterni:





Foto interni:






4 commenti:

  1. 20 anni di galera agli architetti per deturpamento di un pezzo dell'incantevole Costiera degli Dei.
    30 anni di 41 bis -senza attenuanti- ai committenti (tutti quanti, indistintamente) per: associazione a delinquere finalizzata allo scialo di denaro, ignoranza stigia e cattivo gusto.

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  2. ORRENDA, MI SEMBRA PIU' UN CINEMA CHE UNA CHIESA. DA QUEST'ANNO NON VERSO PIU' L'8X1000 ALLA CHIESA CATTOLICA, PERCHE' SE LA CEI DEVE FINAZIARIE CHIESE CHE SEMBRANO PIU' CAPPELLE CIMITARIALI, ALLORA DA PARTE MIA NON VI SARA' PIU' IL CONTRIBUTO.

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  3. L'interno non mi pare affatto malriuscito, sia nella suggestiva illuminazione sia nella soffittatura modulata con gusto e varietà. Bella anche la posizione del Crocefisso. Non riuscitissimo l'altare, ma c'è di peggio.

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  4. Più che decorosa!
    Mi piacerebbe vedere casa vostra come l’avete conciata.

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