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sabato 18 settembre 2021

Una testimonianza. Traditionis Custodes accresce i fedeli della Messa Tradizionale #traditioniscustodes

«Quando tutte le istituzioni divengono equivoche o addirittura sospette, e persino nelle chiese si sente pregare ad alta voce non per i perseguitati bensì per i persecutori, la responsabilità morale passa nelle mani del singolo, o meglio del singolo che non si è ancora piegato» 
(Ernst Jünger)

Vorremmo essere così ottimisti.
Ma la testimonianza è bella e commovente.
Luigi

12 Settembre 2021 Marco Tosatti

[...]

Caro Tosatti, le chiedo ospitalità per un brevissimo intervento mirante ad illustrare un caso che potrebbe rappresentare un esempio di conseguenza illuminante della “soppressione” del Summorum Pontificum.

E su questa cosiddetta conseguenza si deve riflettere. Non darò il nome del luogo, né dei celebranti per rispetto ad un possibile desiderio di riservatezza. Comunque non lo farei senza esser autorizzato.

Una settimana fa una amica mi chiede di accompagnarla alla celebrazione della, chiamiamola così, messa tradizionale, in una città del nord Italia distante da noi ben 120 Km. Sono andato, ho partecipato alla celebrazione, ho incontrato alcuni presenti, tra cui un vecchio amico che mi ha aiutato a capire meglio “il caso”, che potremmo definire come esemplare della “sete” di celebrazione della liturgia della santa messa, che non solo dimostra di sopravvivere, ma rischia di espandersi sempre più.

Come le persecuzioni “pagane” del I° secolo fino al IV° secolo dopo Cristo fecondarono la Chiesa nascente, così la persecuzione in atto, organizzata misteriosamente proprio all’interno della Chiesa, sta cominciando già a fecondare una rinascita di fede. Come si dice “il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi…”.

La messa di cui sto parlando viene celebrata la domenica mattina in una chiesetta “privata” appartenente ad una antica Confraternita (di laici) che gode alcuni privilegi. La celebrazione è affidata a eccellenti e santi sacerdoti appartenenti ad una Istituzione di vita apostolica di diritto pontificio, che non voglio citare. (Scusandomi pertanto per eventuali errori).

Fino a otto anni fa i partecipanti alla celebrazione cosiddetta vetus ordo o tridentina (anche se queste definizioni sono errate, lo so) erano pochi confratelli; progressivamente in questi ultimi otto anni, la partecipazione è cresciuta, ma si trattava sempre di poche decine di persone. Fino al periodo cosiddetto di lockdown.

Dall’inizio del periodo di lockdown, la Confraternita ha osservato le norme e disposizioni sanitarie, tranne quella della santa Comunione in mano. La santa Comunione vien data esclusivamente in ginocchio ed in bocca. Ma veniamo al fatto che considero rilevante. Da quando il Summorum Pontificum è stato abrogato, ogni domenica il numero di partecipanti cresce, cresce e cresce ancora.

Arrivano da tutte le parti, da città vicine e più lontane. Poiché la chiesa non è grande (ed osserva le disposizioni di sicurezza sanitaria), pur di esser certi di trovare posto i fedeli hanno cominciato ad arrivare 10 minuti prima, poi 15, poi 20, poi 30-40 minuti prima. Con il vantaggio imprevisto e misterioso di avere il tempo di riprendere a pregare per prepararsi alla Messa, fare meditazione e fare la Confessione.

Poiché i partecipanti son anche giovani famiglie numerose, accorrono con i loro bambini (non si sente però volare una mosca durante la celebrazione). Alla celebrazione della messa ormai la chiesa è strapiena, qualcuno non riesce ad entrare e assiste sulla porta, fuori dalla chiesa. Per evitare il fenomeno dell’”assembramento” ed assicurare la distanza minima (che limita i posti disponibili anche in piedi), la Confraternita ha cominciato a aumentare il numero delle messe celebrate la domenica, mattina e sera.

Sempre stracolme. Ha dell’incredibile! La riflessione più naturale da questo fatto è che così probabilmente nacquero le prime comunità di cristiani che si riunivano nelle prime chiese nelle catacombe, così sorse il cristianesimo.

Ma oggi non ha bisogno di “sorgere”, oggi “nonostante tutto”, è vivo, e credo che questa piccola testimonianza lo confermi.

Rispondo in anticipo alla domanda che verrà posta, se cioè la confraternita si aspetta una reazione punitiva da parte del Vescovo locale. Non so né chi sia il vescovo, né sono in grado di valutare la difendibilità grazie ai privilegi che risalgono a vari secoli fa, ma per interrompere dette celebrazioni credo che si dovrà far ricorso alle guardie svizzere, perché i confratelli laici (mi vien detto) difenderanno la loro chiesa fino all’ultimo e con ogni mezzo, come già successe in passato.

Non mi son parsi certamente la guardia nobile del Pontefice rappresentata nel film “Il marchese del Grillo”.

Christus vincit!

RVC

1 commento:

  1. Confermo. Anche dalle mie parti messa tridentina ancora più seguita.

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