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lunedì 21 giugno 2021

Orrori architettonici… e dove trovarli #41 a Cosenza (CS)

Cappella spirituale della Città del Sole dell’arch. Francesca Schepis (anno 2017).

Lorenzo

Descrizione del progetto: «Il Centro spirituale è stato pensato come un dispositivo di relazioni, sia con la quercia monumentale all’ingresso, luogo originario e primigenio di fondazione, sia nell’immediato intorno del complesso residenziale dell’Associazione, sia in rapporto alla città a distanza e al paesaggio.
Costruito intorno allo spazio sacro dell’Aula, il Centro spirituale non si chiude al contesto e alle relazioni, soprattutto visuali, che si possono intessere. Così le aperture sono poste laddove servono a sottolineare l’incastro dei volumi o laddove servono a mostrare un brano del paesaggio circostante, uno scorcio della città o del fiume Crati a valle. Ancora l’uso sapiente delle bucature sulle lisce superfici di intonaco riverbera lo spazio sacro interno verso il paesaggio e porta quest’ultimo a dialogare con l’architettura.
La luce poi che filtra la sera dalle vetrate, consente di rivelare alla città la presenza dell’architettura sacra. […]

L’area di progetto e la quercia monumentale
Il luogo oggetto dell’intervento è posto in località Colle Mussano del Comune di Cosenza, e si presenta dal punto di visto paesaggistico come strategico. Si tratta infatti di un luogo posto su un crinale con dei versanti lievemente scoscesi e con delle fitte alberature verso valle, da cui si può godere della vista dell’intera città e del corso del fiume Crati.
Sul luogo su cui sorgerà il Centro spirituale è presente una quercia, colpita più volte da avverse condizioni meteorologiche che riversa in uno stato di vigore basso e che accusa diverse lesioni e mutilazioni. Questa quercia ferita diventa il punto di partenza e di riferimento per il progetto del Centro spirituale.

Progetto architettonico
L’organismo architettonico del Centro spirituale è impostato su una composizione articolata di volumi. Lo spazio stereometrico dell’Aula liturgica centrale che può ospitare 160 fedeli, ha un impianto quadrato scandito sulle pareti dalle nervature verticali della struttura. I quattro angoli del volume destinati a funzioni speciali e direttamente collegate al rito religioso, si differenziano anche nella forma.
Sul lato sud-est l’ingresso allo spazio sacro avviene tra il volume del campanile a sinistra e una profonda copertura a destra – quasi un’edicola votiva a scala del paesaggio – che ripara la statua della Madonna della Pace.
Il campanile subisce una leggera deformazione in corrispondenza dell’attacco della campana, per accoglierla.
Una volta entrati lo sguardo del fedele è guidato alla vetrata dietro l’ambone che guarda la città di Cosenza e sulla quale si staglia il profilo di un’esile croce. Sull’asse centrale dell’ingresso si trova il presbiterio con l’altare in pietra naturale.
L’impianto apparentemente simmetrico è ricalibrato da una importante giacitura inclinata di progetto che congiunge la quercia, simbolo del luogo, il fonte battesimale, il crocifisso sull’ambone e il segnale posto sul giardino esterno di fronte alla città.
L’attacco a terra dello spazio dell’Aula liturgica è sottolineato da una vetrata continua a filo pavimento interrotta soltanto in corrispondenza della struttura e degli incastri dei volumi sugli angoli. Lo spazio dedicato al battistero, a sinistra rispetto all’ingresso, è totalmente illuminato da luce naturale attraverso ampie vetrate.
Accanto al presbiterio sul lato a sinistra si trova il volume della sacrestia, con un piccolo locale per i servizi igienici.
Dall’angolo destro dell’Aula accanto al presbiterio si accede alla Cappella feriale, uno spazio centrale che può ospitare 50 fedeli e da cui è possibile avere una vista totale sulla città. La grande apertura circolare sul prospetto del Santuario evoca la simbologia religiosa, e prende a prestito figure architettoniche della modernità di Carlo Scarpa e di Louis Kahn.
Lo spazio dell’aula liturgica è coperto da un guscio inclinato che si apre verso il presbiterio facendo filtrare una luce zenitale radente, che conferisce allo spazio una luce soffice e vibrante.

Progetto tecnico-funzionale
Il Centro spirituale ha una struttura in c.a. su cui si imposta la grande copertura in travi reticolari d’acciaio. I volumi laterali hanno una struttura indipendente in c.a.
Le pareti esterne di tamponamento di spessore e stratigrafia adeguate a ottenere e mantenere un elevato comfort interno, hanno un rivestimento totale a cappotto e sono rifinite in intonaco.
Il programma funzionale del Centro spirituale è così articolato:
– aula liturgica centrale
– presbiterio
– cappella feriale/tabernacolo
– coro
– campanile
– sacrestia/confessionale.
Il tetto di copertura inclinato è accessibile solo dagli addetti alla manutenzione attraverso un apposito mezzo automatizzato o la scala di sicurezza. I manti di copertura dei volumi trattati con materiale impermeabile e calpestabile.

I materiali e gli arredi
Il volume stereometrico del Centro spirituale si inserisce nel contesto naturale e paesaggistico in maniera misurata, cercando di non gravare sull’immagine del luogo ma di completarla e di farla leggere in chiave contemplativa e spirituale.
Per questa ragione le superfici dell’edificio sono sobrie e pulite, lasciando spazio all’articolazione dei volumi e agli importanti effetti chiaroscurali determinati dalla profondità delle vetrate e dall’aggetto dei volumi che si incastrano sui quattro angoli dell’Aula liturgica evidenziandone la centralità.
Il sagrato è rivestito da una pietra naturale trattata adeguatamente per resistere agli agenti atmosferici e per garantire la sicurezza d’uso dello spazio esterno. La stessa pietra riveste la parete con la statua della Madonna della Pace. Il volume dell’architettura è in intonaco bianco color avorio.
Le superfici vetrate sono chiuse da infissi in acciaio con effetto satinato e vetrocamera. Anche per la scala del campanile e i corrimano si è preferito l’uso dell’acciaio satinato così da avere una continuità tra gli elementi metallici.
Gli arredi dell’edificio dovranno rispondere alle stesse regole di rigore e pulizia formale dell’edificio, garantendo soprattutto il corretto uso e la totale fruibilità dello spazio. In particolare le sedute per i fedeli saranno in quercia, essenza arborea memoria dello stato originario dell’area di progetto, così da rendere lo spazio sacro caldo e accogliente.
Per quanto riguarda la parte dell’ambone, luogo centrale dello spazio, si è scelto di utilizzare un piano rialzato in marmo bianco. Il lieve salto di quota è enfatizzato da una linea d’ombra a terra tra il pavimento e il piano in pietra, su cui sono ricavati i gradini d’accesso. L’altare e il leggio dalle forme pulite e stereometriche sono realizzati nella stessa pietra naturale. Allo stesso modo le sedute per il sacerdote e i ministranti, per le quali si potranno prevedere delle ulteriori imbottiture in stoffa o in pelle di colore neutro.
Le finiture e gli oggetti sacri saranno scelti in base alle disposizioni del liturgista.

Il giardino esterno
Il grande spazio esterno è parte integrante del progetto presentato. Completamente libero, caratterizzato dai percorsi carrabili e pedonali, che ben raccordano le diverse quote d’imposta degli edifici, dialoga con il paesaggio circostante e con le diverse vedute panoramiche. La sistemazione esterna riguarda la definizione precisa dei diversi tipi di spazi liberi e dei collegamenti, con una particolare attenzione all’uso dei materiali e delle essenze arboree piantumate.
I percorsi carrabili, limitati all’accessibilità agli edifici residenziali, all’edificio amministrativo e al centro spirituale sono completati da uno strato di asfalto ecologico. Le aree di sosta sono trattate con un manto erboso e sottofondo drenante in blocchi di HDPE da riciclo. La superficie così realizzata ha delle ottime caratteristiche sia estetiche sia funzionali, garantendo un buon uso nel tempo degli stalli. Inoltre la superficie erbosa riduce l’impatto visivo delle stesse aree di sosta, integrandole con il giardino circostante e nel paesaggio.
I bordi perimetrali che separano lo spazio di relazione degli edifici dalla campagna vera e propria sono evidenziati da siepi con rampicanti sempreverdi tipo edere e fioriti tipo bouganville. Le aiuole sono predisposte con un fondo di terreno vegetale per la piantumazione di arbusti fioriti scelti tra quelli della macchia mediterranea.
Le alberature d’alto fusto inserite nell’intervento, oltre la messa in sicurezza e il recupero della quercia monumentale posta accanto l’ingresso del Centro spirituale, sono dei Liquidambar orientalis disposti accanto la scalinata d’accesso che accompagnano i fedeli verso l’ingresso all’aula liturgica, mentre verso la città il paesaggio è punteggiato da dorati Ginkgo biloba

Foto esterni:





Foto interni:






1 commento:

  1. Ingresso da ziggurat, immancabile interno bianco e vuoto. Sembra una piscina di lusso.

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