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giovedì 27 maggio 2021

Le "meraviglie" dei luterani di Svezia: “Anche noi siamo trans”

Avranno imparato dagli scismatici della Chiesa in Germania?
Dal Vangelo...secondo Luxuria?

Luigi


Il Primato Nazionale, Cristina Gauri, 20-5-21

Roma, 20 mag — Se per caso aveste avuto bisogno di ulteriori conferme, sappiate che sì, i luterani della Chiesa di Svezia supportano la comunità trans – anzi, arrivano a sostenere che «anche la chiesa è trans». Così recita la missiva, pubblicata sul sito della diocesi di Vasteras, dal titolo Lettera personale a voi che siete trans. Niente di nuovo sotto il sole per la chiesa-circo equestre scandinava, da anni alle prese con ordinazioni sacerdotali femminili, nozze gay e tutto il seguito di pagliacciate a cui ci ha abituato.

La Chiesa di Svezia è trans

Scritta da quattro sacerdoti e un responsabile della comunicazione della diocesi, la lettera inizia così: «Una chiesa è fatta di persone. Le persone sono diverse tra di loro. Abbiamo insegnanti religiosi, impiegati, amministratori della chiesa, rappresentanti eletti, organizzazioni non profit e altri parrocchiani che si definiscono persone transgender. La chiesa quindi è composta anche da persone transgender. Pertanto, la chiesa potrebbe essere descritta come trans». Dopo l’ardito sillogismo la Chiesa nazionale evangelica luterana di Svezia si scusa con i trans «per come i media vi hanno trattato e stigmatizziamo quella parte di femministe che un tempo ha combattuto per i propri diritti e che ora vuole limitare i vostri».

I luterani vogliono la mordacchia per chi dissente

L’inclusiva Chiesa di Svezia continua poi invocando — in modo più o meno indiretto — la censura di tutti coloro che, nel dibattito sui diritti trans, non ne vogliono sapere di accettare a priori i dogmi imposti dalle varie lobby Lgbt. «Negli ultimi anni, abbiamo visto come giornali, radio e televisione, hanno dato spazio a opinioni che mettevano in discussione i diritti delle persone trans», continuano i sacerdoti parlando di «teorie scarsamente fondate» che hanno propagato «odio diretto verso» il popolo trans. «È triste che le organizzazioni e gli individui responsabili di questo odio possano parlare nei programmi culturali e nei salotti televisivi. Ciò contribuisce alla normalizzazione dell’odio trans».

Uno strano Dio

La lettera, che è stata firmata da quasi 1.000 sacerdoti, diaconi e membri della Chiesa di Svezia, paragona il femminismo trans esclusivo ai «gruppi cristiani di destra radicale e ai populisti di destra». La chiosa strappalacrime: «Nessuno può toglierti la tua identità di genere e la tua dignità umana. Dio ti ama, proprio come sei. Crediamo in una chiesa e in un Dio che accoglie persone al di là del potere, dei confini nazionali, dell’etnia, dell’orientamento sessuale, del genere e dell’identità di genere. Un’umanità in tutti i colori dell’arcobaleno, assolutamente fantastica e infinita nella sua diversità» E conclude: «Siamo diversi e questo è un bene. E Dio vide che era buono». Dal Vangelo secondo Luxuria…

Cristina Gauri