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lunedì 26 ottobre 2020

Papolatria e piaggeria: ormai anche quando si apre la portiera da solo?

Pensiamo che neppure in Corea del Nord si sia arrivati a questo punto di piaggeria.
Neanche la Pravda, l'organo del Partito Comunista sovietico ai tempi di Leonid Il'ič Brežnev, arrivava a tanto.
Se fossimo nel S. Padre ci ribelleremmo a questa propaganda sciocca e inutile.
I grandi Papi, anche del recente passato, non sono stati meno grandi anche se si facevano aprire la portiera dall'autista.
E, come riporta Massimo Franco nel suo ultimo libro (di cui raccomandiamo la lettura), guardino i bilanci del costo "vero" di S. Marta, e si accorgeranno che è superiore a quello della gestione dei vecchi appartamenti papali nel Palazzo Apostolico.
Altro esempio: una nota agenzia di stampa cattolica, nota fino a qualche anno fa per il suo equilibrio nella descrizione delle notizie della Chiesa, ormai titola praticamente TUTTI  gli articoli con l'incipit "Francesco" o "Papa Francesco". Sembra che la S. Chiesa di Dio si sia ridotta solo agli atti quotidiani del S. Padre. Una caricatura grottesca di un certo ultramontanismo otto e novecentesco.
Il Papa, salva reverentia. faccia il Papa e impedisca ai suoi servi sciocchi e mosche cocchiere di renderlo ridicolo.
Per sdrammatizzare e ridere un po' invitiamo i lettori a leggere (anche QUI) la didascalia dell'ultima foto in fondo.
Luigi


PAPA FRANCESCO CONTINUA A STUPIRCI PER LA SUA SEMPLICITÀ: SI APRE E CHIUDE LA PORTIERA DELL'AUTO DA SOLO

29/09/2020, Famiglia Cristiana
L’ immagine, nella sua semplicità, è quasi disarmante. Papa Francesco che apre la portiera dell’ auto da solo e scende dalla macchina davanti al cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico dove dal 2 settembre scorso si svolgono le udienze generali del mercoledì aperte a pochi fedeli per via delle restrizioni legate al Covid-19. Poi, richiude la portiera prima di avviarsi e raggiungere il luogo dell’ udienza. Un gesto che dice di quanto il Pontefice ami l’ essenzialità.
Era il 28 luglio 2013 e sul volo papale che da Rio de Janeiro lo stava riportando da Roma, conversando con i giornalisti, disse di essere rimasto sorpreso dal clamore suscitato sui media dalla foto che lo ritraeva, alla partenza da Fiumicino, con la borsa in mano mentre saliva la scaletta dell’ aereo: «Nella borsa non c’ era la chiave della bomba atomica!», disse con una battuta, «la portavo perché sempre io ho fatto così, quando viaggio porto la mia borsa…e dentro cosa c’ è? C’ è il rasoio, c’ è il breviario, c’ è l’ agenda, c’ è un libro da leggere, ne ho portato uno di Santa Teresina e io sono devoto». Quel gesto, per quanto inconsapevole, era un invito alla “normalità”: «Io», aggiunse, «sono sempre andato con la borsa nel viaggio, è normale, ma dobbiamo essere normali. È un po’ strano per me quello che tu mi dici, che la foto ha fatto il giro del mondo. Mah, dobbiamo abituarci ad essere normali, alla normalità della vita». Detto (e messo in pratica ) da un Papa, fa sempre un certo effetto







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