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mercoledì 28 ottobre 2020

Lettera al Card. Sarah: "Si è dato a Cesare ciò che è di Dio"

Una bellissima lettera dell'esponente politico triestino Salvatore Porro al Card. Sarah  sui diritti di noi fedeli di ricevere il Corpo di Nostro Signore Gesù Cristo in maniera degna.
Veramente commovente: "Eminenza, a nome personale e di milioni di fedeli cattolici, in ginocchio prego, Lei, come Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, impartire al clero dell’Italia e del mondo, le disposizioni volte a rimuovere questi insensati atteggiamenti, in feroce contrasto con la pietà cristiana che deve animare i Pastori, a porgere la santa Particola sulla lingua e in ginocchio e non schernire quei fedeli rimasti saldi nella tradizione di essere etichettati: “retrogradi, integralisti e addirittura fuori dalla Chiesa” [...] giustificandosi sulla frase: “ci atteniamo alle norme igieniche emanate dalle autorità pubbliche o dai Vescovi".
Luigi


14 Ottobre 2020 Pubblicato da Marco Tosatti

[...]

Il cav. Salvatore Porro, Capogruppo FdI al Consiglio Comunale di Trieste e Presidente del Movimento Cattolico per la famiglia e la vita, ha recentemente scritto al card. Sarah. Giro il testo della lettera …

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A Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Robert Sarah
Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

OGGETTO: Si è dato a Cesare quel è di Dio, Istruzione Redemptionis sacramentum, artt. 90 – 91 – 92.


Eminenza,

per correttezza nei suoi confronti mi presento.

Sono un convertito dalla Regina della Pace di Medjugorje (2002), mi ritengo un fedelissimo alla Chiesa, una santa cattolica e apostolica e romana, alla sua gerarchia visibile, ma anche alla tradizione e al magistero di sempre come ai “principi non negoziabili”.

La sua lettera diffusa nella mattina di sabato 12 settembre 2020 sulla celebrazione della liturgia nelle attuali contingenze sanitarie rappresenta un giusto richiamo alla disciplina della Chiesa ed un salutare ed atteso riconoscimento dei diritti di Dio e dei Suoi fedeli in una delicata materia liturgica.

Una lettera, bellissima e dai contenuti dottrinali e tenore spirituale altissimo: da quanto mancava un documento ufficiale della Chiesa che parla di Dio e delle cose di Dio, in questi termini!? Non si parla né di ambiente, né di migranti, de di fratelli di altra religione… insomma di tutti quelle cose di cui abbiamo fatto abbondante indigestione; ma si parla di Dio, del Sacro, delle cose di Dio.


Essa, tuttavia, riafferma un sacrosanto principio, ma non interviene sulle cause per le quali quel principio è stato violato, e non da alcuni fedeli, ma da un governo laico (giallo-rosso) che ha esercitato ed esercitano il loro potere decisionale e disciplinare in un senso totalmente contrario a quel principio stabilito dal Concordato del 1984 di cui all’art. 2: “L’articolo 2 che stabilisce che “La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare, è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero


spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica”. “La dovuta attenzione alle norme igieniche e di sicurezza non può portare alla sterilizzazione dei gesti e dei riti, all’induzione, anche inconsapevole, di timore e di insicurezza nei fedeli”.


Il passaggio più importante della sua lettera….“Si riconosca ai fedeli il diritto di ricevere il Corpo di Cristo e di adorare il Signore presente nell’Eucaristia nei modi previsti, senza limitazioni che vadano addirittura al di là di quanto previsto dalle norme igieniche emanate dalle autorità pubbliche o dai Vescovi”.


È certo fondamentale richiamare vescovi e sacerdoti affinché “Si riconosca ai fedeli il diritto di ricevere il Corpo di Cristo, come meglio lo desiderano, non è specificato: sulla lingua in ginocchio o nella mani, e di adorare il Signore presente nell’Eucaristia nei modi previsti, senza limitazioni che vadano addirittura al di là di quanto previsto dalle norme igieniche emanate dalle autorità pubbliche o dai Vescovi”.


Eminenza, sembra evidente che questo diritto è quello sancito dall’Istruzione Redemptionis sacramentum, artt.[90.]


«I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza dei Vescovi»,e confermato da parte della Sede Apostolica. «Quando però si comunicano stando in piedi, si raccomanda che, prima di ricevere il Sacramento, facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme». [176]


[91.] Nella distribuzione della santa Comunione è da ricordare che«i ministri sacri non possono negare i sacramenti a coloro che li chiedano opportunamente, siano disposti nel debito modo e non abbiano dal diritto la proibizione di riceverli».[177] Pertanto, ogni cattolico battezzato, che non sia impedito dal diritto, deve essere ammesso alla sacra comunione. Non è lecito, quindi, negare a un fedele la santa Comunione, per la semplice ragione, ad esempio, che egli vuole ricevere l’Eucaristia in ginocchio oppure in piedi.


[92.] Benché ogni fedele abbia sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la santa Comunione in bocca,[178] se un comunicando, nelle regioni in cui la Conferenza dei Vescovi, con la conferma da parte della Sede Apostolica, lo abbia permesso, vuole ricevere il Sacramento sulla mano, gli sia distribuita la sacra ostia. Si badi, tuttavia, con particolare attenzione che il comunicando assuma subito l’ostia davanti al ministro, di modo che nessuno si allontani portando in mano le specie eucaristiche. Se c’è pericolo di profanazione, non sia distribuita la santa Comunione sulla mano dei fedeli.[179]

Mt. 5,37: Ma il vostro parlare sia SI-SI-NO-NO, ciò che è in più vien dal maligno.

Eminenza, a nome personale e di milioni di fedeli cattolici, in ginocchio prego, Lei, come Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, impartire al clero dell’Italia e del mondo, le disposizioni volte a rimuovere questi insensati atteggiamenti, in feroce contrasto con la pietà cristiana che deve animare i Pastori, a porgere la santa Particola sulla lingua e in ginocchio e non schernire quei fedeli rimasti saldi nella tradizione di essere etichettati: “retrogradi, integralisti e addirittura fuori dalla Chiesa” e di raccomandare gli stessi pastori che negando la comunione commettono il reato di “abuso di potere” e procurando………………….. giustificandosi sulla frase: “ci atteniamo alle norme igieniche emanate dalle autorità pubbliche o dai Vescovi.

I santi pastori hanno avuto il compito da Gesù Cristo di raccogliere le anime a loro affidate e non disperderle, e assicurare loro di ricevere la santa Comunione nel modo più appropriato espressione della dovuta adorazione al Corpo di Cristo?

Eminenza, Invocando la benedizione di Vostra Eminenza, la prego di accogliere le nostre umili Ave Maria da tutto il Movimento.

Devoti ossequi.
Salvatore Porro


Fondatore del Movimento Cattolico per la famiglia e la Vita.


Consigliere comunale di Trieste


Capogruppo Fratelli d’Italia


Trieste,


26 settembre 2020

1 commento:

  1. E poi twitta le parole di "Fratelli tutti" come continuatità di Giovanni Paolo II?

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