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venerdì 8 maggio 2020

Genova: p. Marco Tasca o.f.m. conv. é il nuovo arcivescovo metropolita di Genova

Confermate le voci giunte a MiL.
(qui bollettino Santa Sede 08.05.2020).
Termina così l'irrituale procedimento delle avviate consultazioni voluto da Papa Francesco per sondare il nome del successore del Cardinal Angelo Bagnasco (qui). 
A sorpresa Francesco ha nominato un frate francescano conventuale, il rev.mo padre Marco Tasca, nome che non girava tra i probabili.
Si pensava (si temeva?) che sarebbe arrivato mons. Viola (vescovo della diocesi di Tortona, compresa nella regione ecclesiastica ligure) ma il Sacro Soglio pare lo abbia destinato a più alti incarichi. 

Biografia Marco Tasca dopo la scuola elementare entra nel Seminario serafico di Camposampiero il 29 settembre 1968. Si diplomerà al liceo classico a Brescia.
Al termine dell'anno di noviziato (Basilica del Santo a Padova) emette la professione temporanea nel  settembre 1977, e i voti solenni nel novembre 1981.
Tra il 1977 e il 1982 frequenta l'Istituto Teologico Sant'Antonio Dottore a Padova, dove

consegue il baccellierato in teologia. A Roma dal 1982, presso il Collegio Internazionale "Seraphicum" del proprio ordine, frequenta i corsi dell'Università Pontificia Salesiana.
Il 19 marzo 1983, nella sua parrocchia di origine, a Sant'Angelo di Piove, viene ordinato sacerdote per l'imposizione delle mani di Filippo Franceschi, vescovo di Padova.
Nel 1986 conclude gli studi a Roma per la Licenza in psicologia, e nel 1988 ottiene anche la licenza in teologia pastorale.
P. Marco Tasca ha ricoperto i seguenti incarichi: Collaboratore della parrocchia di S. Giuseppe da Copertino, in Roma (EUR) dal 1983 al 1988; Rettore del Seminario Minore della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova dal 1988 al 1994; dal 1994 è Rettore del Seminario Maggiore della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova e Docente di Psicologia e Teologia Pastorale all’Istituto Teologico S. Antonio Dottore e al Seminario Maggiore di Padova. È stato Guardiano del Convento dei Santuari Antoniani in Camposampiero dal 2001 al 2005; Ministro Provinciale della Provincia di S. Antonio di Padova dal 2005 al 2007;

Nel 2007 padre Marco é eletto 119º successore di San Francesco (per i conventuali) e  guida l’ordine serafino per due mandati, fino al 2019 . 
Inoltre, in seno alla Unione Superiori Generali è stato eletto Presidente della Commissione giuridica dal 2013 al 2019; P. Tasca è stato più volte Presidente della Conferenza dei Ministri Generali Francescani e della Famiglia Francescana. Come rappresentante dei religiosi egli ha partecipato per tre volte all’assemblea del Sinodo dei Vescovi in qualità di sodalis: nel 2012 al Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, nel 2015 al Sinodo sulla Famiglia e nel 2018 al Sinodo sui Giovani.




Non è il primo religioso a sedere sulla cattedra di San Siro (si ricorda da ultimo il salesiano Tarcisio Bertone s.d.b., un carmelitano, alcuni tra domenicani, benedettini ed agostiniani): egli è il secondo francescano (prima di lui solo Porchetto Spinola a fine del XIII sec.). Vedremo se terrà il saio.

Auguriamo a sua eccellenza un buon inizio  di governo dell’arcidiocesi ligure e speriamo che sappia essere veramente  buon pastore con paterna sollecitudine verso tutte le sue pecorelle, strenuo difensore delle cose sacre e dei diritti di Dio, senza farsi blandire dalle lusinghe e del secolo. 

7 commenti:

  1. Lo sapete che siete fanatici voi tradizionalisti?

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    1. Lo sapete che siete allucinati voi modernisti?

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    2. Perchè egregio signore delle 18:48? Non c'è alcuna ombra di malignità del post che anzi si conclude con il più cristiano degli auguri che un laico e soprattutto un consacrato possa meritare "senza farsi blandire dalle lusinghe e del secolo".

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  2. e ora sotto il Vesuvio un gesuita?

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    1. E ora sotto il Vesuvio un altro Pastore che sia capace di dare la vita per il suo gregge. E non solo li!!! Di altezzosi funzionari di Curia ne abbiamo abbastanza!

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  3. Il credo religioso non lo si segue se conforme al proprio ideale politico ma se si possiede il dono della fede.

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  4. Evidentemente la ben piu' "l'irrituale" dimissione di papa Ratzinger non e' stata ancora metabolizzata. La Chiesa era in un vicolo cieco: dilaniata da lotte intestine senza esclusioni di colpi, scossa dagli scandali della pedofilia e priva di una reale proiezione universale, perche' guidata da uomini, per lo piu' italiani, francamente mediocri. Da qui nascono le dimissioni di un papa. Di qui nasce " l'irritualita'" di Papa Francesco, chiamato in un momento drammatico che non ha precedenti nella storia. In questo contesto evidenziare "l'irritualita" del metodo delle consultazioni, che in realta' nasconde il fastidio per il merito di questa e di tutte le nomine di Papa Francesco, appare, con tutto rispetto, ridicolo. La Chiesa era, e lo e' ancora oggi, di fronte ad un dirupo. E cosa si fa ? si prendono le parti di mons. Viola di Tortona. Questa e' la sola riflessione che si fa sull'avvicendamento del Cardinal Bagnasco con un Frate Francescano ? Coraggio, si puo' fare di meglio....

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