mercoledì 27 marzo 2019

La sfacciata demenza anticristica


di Enrico Salvi

Sul personaggio dell’Anticristo sono state scritte pagine su pagine e sono state dette parole su parole, tuttavia ancor oggi il suo intervento di persona resta relegato nel da venire: l’Anticristo verrà per «sbarazzarsi di ogni pretesto di religione. Rimuoverà del tutto la necessità di Dio. Opererà segni e miracoli per mostrare al mondo una volta per tutte che l’uomo è auto-sufficiente (Apocalisse 13:13-14)» (cristianesimo attivo.it). 

Quindi l’ondata ustionante della sovversione, vale a dire dell’auto-sufficienza dell’uomo artatamente camuffata da “dignità della persona”, che sta sommergendo la Chiesa e il mondo, non sarebbe altro che propedeutica all’insediarsi dell’Anticristo, il quale sarà ben accolto dalla massa di anime desertificate da sessant’anni di “primavera conciliare”. 

Agli occhi del Cattolico cui sia rimasto un po’ di sale in zucca e perciò non si sia fatto infinocchiare dall'orrenda “buona notizia” (tutt'altro che la Buona Novella) annunciata dal Concilio Vaticano II e oggi più che mai sibilata dai suoi anticristici strombazzatori, catto-comunisti in testa, la tragicità della situazione appare d’una chiarezza talmente sconvolgente che egli non può non chiedersi quale grado debba ancora raggiungere la degenerazione spirituale e morale che sta annichilendo il mondo. 

D’altro canto, la velocità crescente con cui la sfacciata demenza anticristica si sta sempre più imponendo a disseccare definitivamente le radici spirituali e morali dell’umanità è davvero strabiliante, e fa presagire che lo spirito dell’Anticristo insufflato dai suoi sulfurei accoliti (e accolite) sia molto vicino al lasciare il passo all’Anticristo in persona. 

La sfacciata demenza anticristica ha buon gioco sulla massa (enorme!) dei tiepidi che, come (non) è noto, hanno un destino per niente “misericordioso”: «Così, perché sei tiepido, e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca» (Apocalisse 3, 16). La sfacciata demenza antichistica, è da notare inoltre, affligge in primo luogo i suoi propalatori sedotti dallo spirito anticristico ribelle al Sacro e garante delle … miserie da cui è afflitta l’umanità orfana di Dio ed alle quali si pretende di riconoscere una normalità. 

Occorre pregare per gli sfacciati dementi propalatori dello spirito anticristico, cioè per i nemici della Chiesa, specialmente per quelli che vestono (se e quando lo vestono) l’abito religioso, perché per grazia di Dio si risveglino dall’incoscienza in cui sono piombati e vengano liberati dalla presunzione di credersi paladini di giustizia e di bontà, mentre invece, divorati dalla superbia, primo vizio capitale, non stanno facendo altro che il gioco del principe di questo mondo e preparare l’entrata in scena dell’Anticristo. 

L’imperversare crescente dei paladini di giustizia e di bontà corrisponde con esattezza alla profezia di Didachè 16, 3: 
«Negli ultimi giorni si moltiplicheranno i falsi profeti e i corruttori... e allora il seduttore del mondo apparirà come figlio di Dio e opererà miracoli e prodigi, e la terra sarà consegnata nelle sue mani, e compirà iniquità quali non avvennero mai dal principio del tempo. E allora la stirpe degli uomini andrà verso il fuoco della prova ... Allora il mondo vedrà il Signore venire sopra le nubi del Cielo». 
I falsi profeti e i corruttori, catto-comunisti in testa è bene ripeterlo, si presentano con due maschere alternative: ora sorridenti, ostentanti la “gioia di vivere” e ora lo “sdegno” per quel che succede nel mondo a causa dei “cattivi” di fronte ai quali essi si ergono quali farisei dalle anime candide, sempre in prima fila con il loro ego smisurato per “testimoniare” quanto invece essi siano buoni, sempre pronti a puntare il dito e a gridare “vergogna!”, proprio loro che senza vergogna avversano il Sacro e la Natura, ovviamente fatta salva, per quest’ultima, la preoccupazione per i … cambiamenti climatici. 

Capito? Oggi uno dei doveri più urgenti è la “conversione ecologica” predicata dal santone verde bergogliano Luigi Ciotti, ex prete a sua insaputa. Ciotti: il Saviano fustigatore ecclesiastico. Ciotti: il paladino di giustizia e bontà che spara a destra e a manca la sua saggezza contro i cattivi dopo aver gettato alle ortiche l’abito e la missione di curatore d’anime. Ciotti: il traditore della Sacra Famiglia che si batte per tutti i tipi di “famiglie”. Ciotti: autore del libello radical-moralista “Lettera a un razzista del terzo millennio”, in cui sale in cattedra per mostrare sfacciatamente e incoscientemente il capolavoro di presunzione e ipocrisia con cui esordisce: 

«Ho deciso di scrivere. Proprio a te, coinvolto nella ubriacatura razzista che attraversa il Paese. Una ubriacatura a cui partecipi forse per convinzione o forse solo per l'influenza di un contesto in cui prevalgono le parole di troppi cattivi maestri e predicatori d'odio, che tentano di coprire così l'incapacità di chi ci governa (e ci ha governati) di assicurare a tutti, compresi i più poveri, condizioni di vita accettabili. Non mi sento, comodamente e presuntuosamente, dalla parte giusta. La parte giusta non è un luogo dove stare; è, piuttosto, un orizzonte da raggiungere. Insieme. Ma nella chiarezza e nel rispetto delle persone. Non mostrando i muscoli e accanendosi contro la fragilità degli altri». 

Capito? Il Ciotti dice che non si sente dalla parte giusta, però spara a zero sui governi e sugli ubriachi (a suo dire) di razzismo. Davvero un esempio eccelso di sfacciataggine impunita. Il Ciotti abbacina il lettore beone con “l’orizzonte da raggiungere insieme”, ma, da come si esprime, tale orizzonte lui, così giusto e così buono, in realtà lo ha già raggiunto, ed aspetta “misericordiosamente” che gli ubriachi, cioè tutti quelli che non la pensano come lui (secondo il classico complesso di superiorità catto-comunista) guariscano dalla sbornia e lo raggiungano sull’Isola che non c’è per “ungere di dignità le persone”. Perciò, non più l’unzione dello Spirito Santo, di cui dovrebbe parlare un prete, bensì l’“unzione della dignità”, una castroneria cosmica per la quale sorge il fondato sospetto che in quanto a ubriacatura lui sia a buon punto. 

Concludendo, siamo in pieno sconvolgimento del vivere sacro e naturale grazie al cedimento iniziato con il Vaticano II. D’altra parte, dato che «non si muove foglia che Dio non voglia» occorre ammettere come anche il dilagare dello scandaloso spirito anticristico sia provvidenziale e quindi preparatorio al «Signore che verrà sopra le nubi del Cielo». Ma, ovviamente, fermo rimanendo il tutt’altro che “misericordioso”: «È necessario che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!» (Mt, 18, 7). 

Dio ci scampi dai paladini di giustizia e di bontà, specialmente dai catto-comunisti che mentre sorridono predicando la “gioia” senza morale si stracciano piangenti le vesti davanti ai cattivi; loro, gli annunciatori del “mondo migliore”, ecologicamente perfetto e … senza Dio.

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