domenica 17 marzo 2019

La Chiesa non sarà mai in fase terminale, solo i membri corrotti di essa

Eravamo assai dubbiosi se pubblicare l'ennesimo allarme sullo status attuale della Chiesa Cattolica di stampo sensazionalista:   privo cioè della speranza cristiana che confida sempre e comunque nell'azione di Dio Onnipotente. 
C' è stato di grande aiuto un recente post di Chiesa e post Concilio ( link sotto) da cui abbiamo tratto sia il titolo  che questa cristiana riflessione: "In quanto "corpo mistico di Cristo" la Chiesa non può entrare in fase "terminale". Giusto. La sua parte soprannaturale non può esser distrutta e sparire. C'è anche la promessa divina del non prevalere dell'inferno nei suoi confronti, riferita alla Chiesa visibile, ossia alla parte della Chiesa naturale o nel mondo, includente la Gerarchia e i fedeli. Questa promessa resta valida però è un fatto che la Chiesa appunto visibile sembra un malato terminale perché da un lato la dottrina, la pastorale, i costumi di parte consistente della Gerarchia, tutto ciò appare corrotto e non cattolico; dall'altro, c'è un impressionante e costante calo nelle vocazioni, nella frequenza alla Messa mentre le apostasie abbondano, a favore di sette protestanti e delle altre religioni. In passato, nei periodi di crisi e di decadenza, non si assisteva alla "desertificazione" della Chiesa. ...".  
Leggiamo le risultanze dello studio di Jerome Fourquet supplicando il Signore di non far spegnere MAI   nei nostri cuori, seppur affranti, la fiamma della cristiana speranza!

Maria Mater Ecclesiae ora pro nobis.
AC

Francia, la Chiesa in allarme: cattolicesimo “in fase terminale”  

Per la Chiesa cattolica, le cose, in Francia, non vanno affatto bene.  
A lanciare l’allarme è Jerome Fourquet, che in un recente studio ha fornito dei dati a dir poco cristallini sulla grave crisi che sta colpendo il cattolicesimo d’Oltralpe, con partecipazione alle messe sotto il 4% e matrimoni in chiesa che rappresentano solo il 40%. 
Per la Chiesa francese, questo è più di un campanello d’allarme. 
Tanto che l’autore ha usato per il cattolicesimo francese la definizione di “fase terminale”. 
Come riporta Italia Oggi, secondo lo studioso francese, la Francia è di fronte a un’epoca che può essere definita completamente “post-cristiana”
La società è completamente distaccata da qualsiasi identità che faccia riferimento ai valori della Chiesa. 
E anche l’identità nazionale non ha più alcun legame con la religione che per secoli ha
caratterizzato il Paese.
I numeri non fanno che confermare quello che è un trend che la Francia subisce praticamente in maniera ininterrotta dai tempi della Rivoluzione. (Non  possiamo ignorare però la grande ripresa che, sia pur con fasi alterne, il Cattolicesimo ha avuto in Francia dalla Restaurazione. Le grandi teofanie mariane e la fioritura della santità  ne sono la prova N.d.R.)
E oggi, complice anche una condizione generale della Chiesa e un’evoluzione in tal senso a livello mondiale, Parigi ha quasi del tutto rinnegato la sua identità cattolica: “C’è una scristianizzazione crescente, che sta conducendo alla ‘fase terminale’ della religione cattolica (a meno che non si camuffi con i valori laicisti anticristiani, come sta anche avvenendo)”.  ( Purtroppo sta avvenendo esattamente questo! Ma la Provvidenza ha disposto la "riserva" tradizionale del "piccolo gregge" che attualmente si assesta in posizioni quasi paritarie rispetto la gerarchia "sfascia-tutto". In pratica nella società francese "se vuoi restare o diventare un buon cattolico devi essere tradizionalista" N.d.R.)
E se questo trend sarà confermato, spiega l’autore, si stima (chiaramente come linea tendenziale) che nel 2048 possa esserci l’ultimo battesimo, mentre nel 2031 l’ultimo matrimonio cattolico. Addirittura potrebbe esserci anche la totale scomparsa di sacerdoti francesi nel 2044. La scristianizzazione francese non è soltanto una questione di numeri. 

La disaffezione della popolazione verso la Chiesa è evidente anche dal totale distacco della politica rispetto all’identità religiosa. 
E anche lo storico legame fra cattolicesimo d’Oltralpe e Repubblicani è ormai diventato soltanto un retaggio culturale, ma non c’è più quel vincolo che tradizionalmente legava il cattolicesimo al centrodestra di matrice gaullista.  
La Francia però non sta perdendo soltanto i valori cristiani, ma vi sono anche continui attacchi nei confronti della comunità cristiana che lasciano ben pochi dubbi sulla piega che sta assumendo il Paese. 
Gli attacchi vandalici nei confronti delle chiese sono ormai sempre più costanti.  
Molti edifici di culto sono chiusi, venduti o addirittura demoliti. 
E nel frattempo, è evidente che l’arrivo di comunità straniere sta modificando il quando sociale e religioso del Paese, a tal punto che già esistono aree di alcune città a larga maggioranza musulmana. 
Il quadro che ne dà Fourquet non è certo roseo: “Per centinaia di anni è la religione cattolica che ha strutturato profondamente l’inconscio collettivo della società francese. Oggi questa società è l’ombra di quello che era. È in corso un grande cambiamento di civiltà”
Ed è evidente che la Francia è solo uno degli ultimi esempi, forse il più grave visto il rapporto che ha sempre legato la Francia alla Chiesa, considerata da Roma “la sua prediletta”. 
Ma anche in altri Paesi cattolici, in particolare in Spagna, si nota ormai da anni un veloce processo di perdita di identità cristiana. 
Come riporta Italia Oggi, il cardinale Robert Sarah, nel terzo volume della sua trilogia, Le soir s’approche et déjà le jour baisse spiega questo crollo del cattolicesimo con il lento declino dell’Occidente: “L’Occidente non sa più chi è, perché non sa e non vuole sapere chi lo ha formato e costituito. Sono ormai molti i paesi occidentali che non conoscono la propria storia. È una forma di autoasfissia che conduce a una decadenza e apre la strada a nuove civiltà barbariche”. 
Alcuni segmenti del cattolicesimo sanno dunque perfettamente a cosa vanno incontro. 
Ma l’idea è che in alcuni Paesi questa tendenza alla fine sia quasi inevitabile. 




Fonte: Occhi della guerra QUI

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