martedì 9 ottobre 2018

Nuovo commento alla lettera di Oullet su McCarrick

Tosatti fa notare, inter alia,  anche la conferenza di McCarrick, fatta uscire in esclusiva per l'Italia da MiL (QUI) come una delle smentite fattuali della Lettera del Card. Ouellet.
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Marco Tosatti

Io credo che se nel futuro nelle università si studierà il problema del clericalismo, dell’ipocrisia pretesca e delle omissioni ecclesiali la lettera aperta del card. Marc Ouellet diventerà un testo da manuale.

Perdonatemi se torno ancora a parlare della lettera aperta del cardinale Marc Ouellet in risposta alla chiamata in causa fatta dall’arcivescovo Viganò, ma il mio carattere è fatto in maniera tale che i tentativi di farmi fesso mi irritino in maniera estrema. Credo che nella categoria in questione rientri il messaggio che qualcuno – poveri noi! – ha speranzosamente definito “una pietra tombale” sulle accuse di Viganò. A me sembra che si lapide si tratta, sia caduta pesantemente sui piedi di chi la scriveva. E, en passant, noterei che due documenti finora sono usciti dal Vaticano per rispondere all’ex nunzio, ed entrambi si sono rivelati dei sostanziale autogol. Prima la nota della Segreteria di Stato che annuncia un’inchiesta (fatta dagli stessi organi che potrebbero risultare colpevoli in base all’inchiesta stessa; e che hanno in mano i documenti; e che sono accusati di aver coperto fino ad ora; sai che fiducia…); e poi il tentativo di Ouellet dismentire di Viganò, senza riuscirci.A dispetto delle fanfare con cui i giornalisti che traggono in maniera diretta o indiretta la loro sussistenza dalla Chiesa hanno cercato di far passare quella che è una evidente non verità.
Non siamo noi, soliti farisei rigidi antibergogliani ecc. ecc a dirlo, ma il Wall Street Journal, che trovate qui. “Il Vaticano denuncia le accuse contro il Papa ma conferma i punti chiave”, è il titolo, e subito sotto: “Papa Francesco è accusato di sapere del ora disonorato cardinale, e tuttavia di averlo riabilitato a una posizione di alta influenza”.
E ragionamenti analoghi si possono trovare in molti siti – pochi gli italiani, ovviamente – vista la sudditanza dei colleghi, ma anglosassoni, come il CatholicWorld Report.
Io credo che se nel futuro nelle università si studierà il problema del clericalismo, dell’ipocrisia pretesca e delle omissioni ecclesiali la lettera aperta del card. Marc Ouellet diventerà un testo da manuale.
Mettiamo in luce solo alcuni punti. Quello centrale è il colloquio di Viganò con il Papa il 23 giugno 2013. Scrive Ouellet: “Veniamo ai fatti. Tu dici di aver informato Papa Francesco il 23 giugno 2013 sul caso McCarrick nell’udienza che ha concesso a te, come a tanti altri rappresentanti pontifici da lui allora incontrati per la prima volta in quel giorno. Immagino l’enorme quantità di informazioni verbali e scritte che egli ha dovuto raccogliere in quell’occasione su molte persone e situazioni. Dubito fortemente che McCarrick l’abbia interessato al punto che tu vorresti far credere, dal momento che era un Arcivescovo emerito di 82 anni e da sette anni senza incarico”.
Abbiamo già scritto e continueremo a farlo, che è stato il Pontefice a chiedere al nunzio: “McCarrick com’è?”, e dopo la risposta devastante di Viganò (“Santo Padre, non so se lei conosce il card. McCarrick, ma se chiede alla Congregazione per i Vescovi c’è un dossier grande così su di lui. Ha corrotto generazioni di seminaristi e di sacerdoti e papa Benedetto gli ha imposto di ritirarsi ad una vita di preghiera e di penitenza”) il Pontefice ha cambiato discorso, senza fare una piega, o mostrare una qualche curiosità verso accuse così drammatiche. E Ouellet – o forse il Pontefice stesso, da cui Ouellet ha avuto il permesso di scrivere? – ci vuol far credere che un’accusa del genere gli sia uscita di mente? Ma per favore. Credenti forse, creduloni no, e cretini neppure. E comunque quanto McCarrick gli interessasse lo si è visto subito dopo. Come ha scritto uno dei commentatori di Stilum Curiae: “Quando il card. Ouellet pretende che papa Bergoglio non fosse interessato a un vecchio cardinale da sette anni senza incarico o ha perso la memoria o mente. In effetti  basterebbe ricordare le missioni che Bergoglio ha affidato a  McCarrick, tra il 2013 e il 2014;  è andato in Cina, Filippine ed Armenia, fu McCarrick a rendere possibile il contatto fra il cardinale cubano Ortega e Obama; in realtà McCarrick era l`uomo chiave in tutti i dossier diplomatici importanti per il papa. Del resto è McCarrick stesso a vantarsi  della sua  lunga amicizia con Bergoglio che risale all`epoca in cui era arcivescovo a Washington. Ci sono dei limiti alla presa in giro dei cattolici …”.
Inoltre Ouellet afferma di non sapere e dubita che McCarrick fosse un consigliere del Pontefice. Ma Rocco Palmo, nel 2016, scriveva che McCarrick era un “eroe” per il Pontefice  , e sempre Rocco Palmo dà notizia nel 2016 di una lettera di McCarrick al Pontefice, per far nominare Joe Tobin a Newark. Così come Maradiaga e McCarrick proposero Blase Cupich per Chicago. Non solo. Il National Catholic Reporter (giornale progressista americano)  elogia il cardinale, “messo da parte da Benedetto XVI” ma adesso tornato a nuova vita con Francesco. E concludiamo questo capitolo con questo video di McCarrick stesso alla Villanova University, in cui parla di sé e del Papa. Eminenza Ouellet, Bergoglio non era interessato? Ma chi vuole far fesso?
Questo revival è avvenuto subito dopo l’elezione, e quando, in teoria, McCarrick avrebbe dovuto essere legato dalle restrizioni, sanzioni, condizionamenti o come volete chiamarli imposti da Benedetto. In effetti bisogna essere grati a Ouellet perché con la sua invettiva cortigiana ha chiarito un punto chiave: McCarrick era stato punito da Benedetto, anche se spesso e volentieri, grazie alla complicità di un suo altro grande amico, Donald Wuerl, arcivescovo di Washington, della stessa cricca di McCarrick, scappava dalla vita di preghiera e penitenza, senza apparizioni pubbliche e viaggi, a cui l’aveva confinato Benedetto.
Nei primi giorni dopo la testimonianza di Viganò, la Bergoglio Press Gang si era spesa per gettare dubbi sul fatto che Benedetto XVI, debole e ahimè troppo testardo nel difendere collaboratori infidi, avesse punito McCarrick. Ouellet fa giustizia di questo fumo di sbarramento.
Viene da chiedersi: chi è credibile? Perché se l’autore del post legittimamente poteva esprimere dubbi, chi l’ha ritwittato, cioè padre Antonio Spadaro, sj, spin doctor comunicativo di papa Francesco aveva tutti i mezzi per sapere – e forse le sapeva? – delle misure di Benedetto. Allora perché giocare sul dubbio, avendo la possibilità di verificare? A me sembra un caso di disonestà intellettuale grande, tale da togliere ogni credibilità a chi la pratica. Tanto più se è un consacrato.
Nella lettera aperta Ouellet giostra con le parole; sanzioni o non sanzioni, scritte o orali; dice però di averle comunicate al nunzio Viganò. Dice anche questo: “Il motivo è che non si disponeva allora, a differenza di oggi, di prove sufficienti della sua presunta colpevolezza. Di qui la posizione della Congregazione ispirata alla prudenza e le lettere del mio predecessore e mie che ribadivano, tramite il Nunzio Apostolico Pietro Sambi e poi anche tramite te, l’esortazione a uno stile di vita discreto di preghiera e penitenza per il suo stesso bene e per quello della Chiesa. Il suo caso sarebbe stato oggetto di nuove misure disciplinari se la Nunziatura a Washington o qualunque altra fonte, ci avesse fornito delle informazioni recenti e decisive sul suo comportamento. Mi auguro come tanti che, per rispetto delle vittime ed esigenza di giustizia, l’indagine in corso negli Stati Uniti e nella Curia romana ci offra finalmente una visione critica complessiva delle procedure e delle circostanze di questo caso doloroso, affinché fatti del genere non si ripetano nel futuro”.
Eh no, non prendiamoci in giro. Se non ci fosse stato un provvedimento della giustizia americana, dovuto alla denuncia di abuso di un minore molti anni fa, la Chiesa, americana o no, non si sarebbe proprio mossa. Quanto alle prove: Ouellet sa che McCarrick è sottoposto a provvedimenti, e lui, che è il capo della Congregazione per i Vescovi, non si attiva dando il via a un’inchiesta? Complimenti! Questo sì che è un comportamento che ispira fiducia, per il passato, per il presente e per il futuro. Quanto a “qualunque altra fonte”: era già stato pubblicato, sul web, il rapporto di Richard Sipe, in cui diceva di conoscere i nomi di almeno quattro preti che avevano avuto rapporti omosessuali con McCarrick. C’era stato il rapporto di padre Gregory Littlelton, condannato per abusi, che parlava del cardinale…E c’era già stato anche il rapporto di padre Ramsey, anch’egli molto chiaro nelle accuse. Perché il prefetto della Congregazione per i Vescovi non ha chiesto un’inchiesta? Sarebbe interessante saperlo.
Perché il messaggio che si può dedurre da tutto questo è: finché McCarrick sodomizzava seminaristi (maggiorenni, con abuso di potere) e giovani preti, ma che vuoi che sia…debolezze umane. Anzi, come ha detto Maradiaga: fatti privati e questioni amministrative. Ma nel momento in cui la giustizia laica scopre la pentola, apriti cielo. Per cui, fa capire Ouellet, se racconti al papa che un cardinale se la fa con preti e seminaristi, può anche essere che se ne dimentichi, finita l’udienza. Consolante, vero? Ispira fiducia nella Chiesa e nei suoi vertici.
Qualcuno a Roma- e Viganò fa i nomi – non ha tenuto conto di avvertimenti e avvisi. Per complicità, per interesse (non dimentichiamo che McCarrick fino all’ultimo è stato un grande finanziatore: l’operazione che ha portato milioni di dollari, fra le proteste, dalla Papal Foundation all’IDI per volere di papa Bergoglio l’ha visto protagonista) o per quieto vivere clericale. Ma più che invettive e reprimende e minacce il Prefetto dei Vescovi dovrebbe dare delle spiegazioni. Chiare, per favore, e sincere. Almeno queste. In attesa che una risposta sincera arrivi anche da più in alto, una volta esaurite le controfigure. Alla domanda: è vero che Viganò ha avvertito il Papa il 23 giugno 2013 su che criminale fosse McCarrick. Un sì o un no bastano.
E per non chiudere su un tono troppo serioso, vi offriamo un contributo stile Gioacchino Belli di un lettore di Stilum Curiae.
“No, da parte di Papa Benedetto
nemmeno l’ombra di sanzioni vere.
È solo che en passant gli aveva detto:
‘Senti, Mc Carrick, fammi sto piacere:
chiuditi in casa con un bel lucchetto,
stattene lì e non farti più vedere,
perché ho sentito in giro certe voci
che vai al mare con dei preti froci’.”
“Certo, Ouellet, ma quale punizione!
Chi vuol fregare, questo rinnegato?
Zio Teddy l’ha punito il Bergoglione,
mentre da Benedetto fu esortato
a scomparir dalla circolazione
vivendo in penitenza e ritirato.
Ma questo Viganò ci crede scemi?
Dico, non vede che po’ po’ di premi?”