lunedì 23 luglio 2018

Nicaragua: preghiamo per la Chiesa Cattolica duramente perseguitata

E' nostro dovere di fedeli elevare al Signore la nostra preghiera " la vera speranza" affinchè cessino in Nicaragua le nefaste persecuzioni contro l'Episcopato, contro i fedeli e contro le istituzioni cattoliche. 
Una particolare preghiera di riparazione  contro gli esecrabili sacrilegi scagliati soprattutto contro il Santissimo Sacramento  dopo averne  profanato le chiese.
Nell'Angelus del 1 luglio scorso il Santo Padre aveva espresso la sua " preghiera per l’amato popolo del Nicaragua, desidero unirmi agli sforzi che stanno compiendo i Vescovi del Paese e tante persone di buona volontà, nel loro ruolo di mediazione e di testimonianza per il processo di dialogo nazionale in corso sulla strada della democrazia".
AC
Auxilium christianorum ora pro nobis.  

Nicaragua: la Chiesa risponde con la preghiera agli insulti del regime 
 di Amedeo Lomonaco
21 luglio 2018
Dalle Chiese di tutto il mondo vicinanza e solidarietà alla comunità cattolica e al popolo del Nicaragua. 
Il presidente Daniel Ortega ha accusato i vescovi di “manovre golpiste contro il governo” e li ha definiti “satanisti” 

E’ la preghiera la vera speranza per il Nicaragua. 
Il Paese, scosso dalla sanguinosa campagna di repressione condotta dal governo per arginare le proteste, vive ore drammatiche. 
E’ un tempo doloroso in cui la vicinanza e la solidarietà delle Chiese dell’America Latina e del mondo intero ricordano al popolo del Nicaragua che non è solo. 
Dal governo nicaraguense accuse contro la Chiesa 
La situazione, in Nicaragua, è drammatica. 
Al bilancio, ancora provvisorio, di oltre 360 morti si aggiungono la sistematica erosione dei diritti umani e anche attacchi contro la Chiesa. 
Partecipando alle celebrazioni per il 39.mo anniversario della rivoluzione sandinista, il presidente nicaraguense Daniel Ortega ha accusato i vescovi di “manovre golpiste contro il governo” e li ha definiti “satanisti”. 
Anche su internet non mancano attacchi contro la Chiesa. 
In filmati diffusi sui social network si vedono, in particolare, paramilitari e agenti di polizia che diffamano sacerdoti e presuli. 


Giornate di digiuno e preghiera 
Di fronte a questa drammatica e dolorosa crisi sociale e politica, le speranze sono affidate alla preghiera. 
Dopo la Giornata di digiuno proclamata ieri dalla Chiesa del Nicaragua, si vivrà domani un altra intensa pagina di “vicinanza e solidarietà” al popolo nicaraguense. 
Si tratta della Giornata di preghiera per il Nicaragua, promossa dal Consiglio episcopale latinoamericano (Celam). 
A livello internazionale, sono diverse le Conferenze episcopali hanno organizzato momenti di preghiera. 

Dialogo e speranza 
Carlos Espinoza, redattore dell’Agenzia Fides, sottolinea al microfono di Federico Piana di Radio Vaticana Italia che la Chiesa risponde agli attacchi con la preghiera. 
E’ questa una risposta – aggiunge - che il governo nicaraguense non capisce ma che invece comprende il popolo del Nicaragua, dove la fede cattolica ha radici solide e profonde. 
La crisi, prima di essere politica, è sociale. 
La soluzione, come ha più volte ribadito la Chiesa, è legata al dialogo. 
Una delle condizioni indicate durante il tavolo negoziale è la via delle elezioni anticipate ma il governo – ha ricordato Carlos Espinoza - ha sempre respinto questa richiesta. 
La Chiesa ha partecipato al dialogo, poi interrotto, con il ruolo di “mediatrice e testimone”. Ora, sperando che si possa riaprire il canale del dialogo, si vive un tempo segnato dal dolore ma non disgiunto dalla speranza. 
(Sulla crisi in Nicaragua ascolta l'intervista a Carlos Espinoza QUI

Fonte: Vatican news QUI