venerdì 24 novembre 2017

Papa Francesco: "La Messa è il memoriale del Calvario, cioè è rifare il Calvario. Non è un ricordo nè uno spettacolo"

Ottima catechesi (mercoledì 22 nov. scorso) di Papa Francesco sul Sacrificio Eucaristico e il memoriale del Calvario durante la S. Messa durante la quale si ripetono realmente, in modo incruento, le sofferenze e l'estrema Offerta di N.S.G.C.. 
Non possiamo certamente che compiacerci di queste parole del Papa che rendono onore alla dottrina cattolica sul dogma del Divin Sacrificio e sulla presenza reale di Cristo nelle specie eucaristiche, ma non capiamo come possano conciliarsi con quel disegno (sciagurato) di Francesco di "creare" un rito della Messa ecumenica con i protestanti, per i quali, si sa, la Messa è un ricordo dell'Ultima Cena. 
Non capiamo allora perché spinga per l'intercomunione. 
Non capiamo nemmeno perché "celebri" l'eresiarca Lutero che insultava la Messa cattolica. 
Non capiamo infine perché non si inginocchi durante la consacrazione nè davanti al Santissimo Sacramento. 
Che sia un contentino alla botte per poi dare un colpo anche al cerchio -e alla dottrina cattolica? 
Sarà, ma comunque è cosa buona e giusta che anche la sinistrosa Famiglia Cristinana abbia riportato le parole inequivocabile del Papa, che di sicurò avranno fatto storcere il naso ai suoi amici luterani.
Roberto

«La Messa è rifare il Calvario, non è uno spettacolo». 
Papa Francesco prosegue la catechesi sulla Messa, memoriale della morte e resurrezione di Gesù, non un momento per chiacchierare e fare commenti.
dal Sito della Santa Sede, 22.11.2017

Udienza Generale del 22.11.2017


Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Proseguendo con le Catechesi sulla Messa, possiamo domandarci: che cos’è essenzialmente la Messa? La Messa è il memoriale del Mistero pasquale di Cristo. Essa ci rende partecipi della sua vittoria sul peccato e la morte, e dà significato pieno alla nostra vita.

Per questo, per comprendere il valore della Messa dobbiamo innanzitutto capire allora il significato biblico del “memoriale”. Esso «non è soltanto il ricordo degli avvenimenti del passato, ma li rende in certo modo presenti e attuali. Proprio così Israele intende la sua liberazione dall’Egitto: ogni volta che viene celebrata la Pasqua, gli avvenimenti dell’Esodo sono resi presenti alla memoria dei credenti affinché conformino ad essi la propria vita» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1363). Gesù Cristo, con la sua passione, morte, risurrezione e ascensione al cielo ha portato a compimento la Pasqua. E la Messa è il memoriale della sua Pasqua, del suo “esodo”, che ha compiuto per noi, per farci uscire dalla schiavitù e introdurci nella terra promessa della vita eterna. Non è soltanto un ricordo, no, è di più: è fare presente quello che è accaduto venti secoli fa.

L’Eucaristia ci porta sempre al vertice dell’azione di salvezza di Dio: il Signore Gesù, facendosi pane spezzato per noi, riversa su di noi tutta la sua misericordia e il suo amore, come ha fatto sulla croce, così da rinnovare il nostro cuore, la nostra esistenza e il nostro modo di relazionarci con Lui e con i fratelli. Dice il Concilio Vaticano II: «Ogni volta che il sacrificio della croce, col quale Cristo, nostro agnello pasquale, è stato immolato, viene celebrato sull’altare, si effettua l’opera della nostra redenzione» (Cost. dogm. Lumen gentium, 3).

Ogni celebrazione dell’Eucaristia è un raggio di quel sole senza tramonto che è Gesù risorto. Partecipare alla Messa, in particolare alla domenica, significa entrare nella vittoria del Risorto, essere illuminati dalla sua luce, riscaldati dal suo calore. Attraverso la celebrazione eucaristica lo Spirito Santo ci rende partecipi della vita divina che è capace di trasfigurare tutto il nostro essere mortale. E nel suo passaggio dalla morte alla vita, dal tempo all’eternità, il Signore Gesù trascina anche noi con Lui a fare Pasqua. Nella Messa si fa Pasqua. Noi, nella Messa, stiamo con Gesù, morto e risorto e Lui ci trascina avanti, alla vita eterna. Nella Messa ci uniamo a Lui. Anzi, Cristo vive in noi e noi viviamo in Lui. «Sono stato crocifisso con Cristo – dice San Paolo -, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me» (Gal 2,19-20). Così pensava Paolo.

Il suo sangue, infatti, ci libera dalla morte e dalla paura della morte. Ci libera non solo dal dominio della morte fisica, ma dalla morte spirituale che è il male, il peccato, che ci prende ogni volta che cadiamo vittime del peccato nostro o altrui. E allora la nostra vita viene inquinata, perde bellezza, perde significato, sfiorisce.

Cristo invece ci ridà la vita; Cristo è la pienezza della vita, e quando ha affrontato la morte la annientata per sempre: «Risorgendo distrusse la morte e rinnovò la vita» (Preghiera eucaristica IV). La Pasqua di Cristo è la vittoria definitiva sulla morte, perché Lui ha trasformato la sua morte in supremo atto d’amore. Morì per amore! E nell’Eucaristia, Egli vuole comunicarci questo suo amore pasquale, vittorioso. Se lo riceviamo con fede, anche noi possiamo amare veramente Dio e il prossimo, possiamo amare come Lui ha amato noi, dando la vita.

Se l’amore di Cristo è in me, posso donarmi pienamente all’altro, nella certezza interiore che se anche l’altro dovesse ferirmi io non morirei; altrimenti dovrei difendermi. I martiri hanno dato la vita proprio per questa certezza della vittoria di Cristo sulla morte. Solo se sperimentiamo questo potere di Cristo, il potere del suo amore, siamo veramente liberi di donarci senza paura. Questo è la Messa: entrare in questa passione, morte, risurrezione, ascensione di Gesù; quando andiamo a Messa è come se andassimo al calvario, lo stesso. Ma pensate voi: se noi nel momento della Messa andiamo al calvario – pensiamo con immaginazione – e sappiamo che quell’uomo lì è Gesù. Ma, noi ci permetteremo di chiacchierare, di fare fotografie, di fare un po’ lo spettacolo? No! Perché è Gesù! Noi di sicuro staremmo nel silenzio, nel pianto e anche nella gioia di essere salvati. Quando noi entriamo in chiesa per celebrare la Messa pensiamo questo: entro nel calvario, dove Gesù dà la sua vita per me. E così sparisce lo spettacolo, spariscono le chiacchiere, i commenti e queste cose che ci allontano da questa cosa tanto bella che è la Messa, il trionfo di Gesù.

Penso che ora sia più chiaro come la Pasqua si renda presente e operante ogni volta che celebriamo la Messa, cioè il senso del memoriale. La partecipazione all’Eucaristia ci fa entrare nel mistero pasquale di Cristo, donandoci di passare con Lui dalla morte alla vita, cioè lì nel calvario. La Messa è rifare il calvario, non è uno spettacolo.

20 commenti:

  1. Timeo Franciscum et dona ferentem

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  2. Roberto scripxit "quel disegno (sciagurato) di Francesco di "creare" un rito della Messa ecumenica con i protestanti" non è un disegno del Santo Padre ma una perversa invenzione di una parte del mondo tradizionalista: far credere che sia in corso un "quel disegno (sciagurato) di Francesco di "creare" un rito della Messa ecumenica con i protestanti". I detrattori del Papa sanno sempre che nel mondo tradi abboccano sempre come dei beoni. Ci vogliono prove prima di incolpare qualcuno altrimenti si sprofonda nel reato della calunnia. MiL aveva già fornito buona risonanza alla prima parte della catechesi sulla messa del Papa : http://blog.messainlatino.it/2017/11/catechesi-del-papa-sulla-messa.html

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    1. Caro Anonimo 6:56,: ma davvero pensa quello che ha scritto? Qui di perverso c'è l'attuale corso ecclesiale che vuol distruggere (se potesse) la Chiesa cattolica. E' sicuro di non essere proprio lei un "beone"?

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    2. Non è cambiato NULLA caro Gas della sostanza e del deposito della Dottrina.
      Che l'attuale gestione della chiesa sia fallimentare e dannosa non ci sono dubbi ma, ripeto; non è cambiato NULLA della sostanza e del deposito della Dottrina.
      Si citi per favore una norma dichiaratamente eretica che gode dell'avallo pontificio ufficiale.

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    3. E'come se si dicesse che 2 + 2 continua a fare 4, ma che però è meglio che faccia 5. Ovvero: teoria intatta ma prassi libera. Che ce ne facciamo di un immutato deposito di Dottrina smentito dalla pastorale?

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    4. http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2017/09/25/ecco-eresie-cui-accusato-papa-francesco_51sd3RyNSSkhXXadDAUgJK.html

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  3. Per precisare: siamo sicuri che il centro di questa omelia sia in linea con la Tradizione?
    È NSGC che nella Consacrazione ripete il Suo Sacrificio incruento sulla Croce per la salvezza del mondo attraverso il sacerdote e non noi come assemblea.
    È proprio assente la parola Sacrificio sostituita da Memoriale (seppur venga specificato che non lo si intende solo come ricordo) che è il fulcro della S.Messa.
    E ricordiamo sempre che per i luterani l'Eucarestia resta un Sacrificium laudis, ma non un Sacrificium expiationis.

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  4. Quelle di Bergoglio sono parole inequivocabilmente anti protestanti. Se vuole essere credibile agisca di conseguenza in modo non contraddittorio, come fa troppo spesso suscitando legittimi ' dubia'.

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  5. @Anonimo24 novembre 2017 06:56
    Speriamo che è come dice lsi
    Che non cè nessun disegno"sciagurato"

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  6. Parafrasando un passo biblico: "Cercherà di confondere anche gli eletti!"

    No, non dico che sia "la fine del mondo" ma ragionerei su questi atteggiamenti "fluttuanti".

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  7. Ai luterani importa assai di stare a baloccarsi con le chiacchiere del sudamericano.

    La festa al lercio Lutero è andata bene con tanto di falso papa ad onorare l'eretico, del resto se ne fregano.


    La strategia modernista è sempre la stessa: dire tutto e il contrario di tutto, così
    ognuno può credere a quello che gli pare e può fare come gli pare.

    Quello che mi lascia stupito è che ci sia ancora qualòcuno che ha voglia di sbobinarsi
    le ciarle del gaucho abusivo.

    PS:
    Siccome sul blog naviga una maestrina delle elementari che si sgomenta a corregggere
    gli errori di battitura quali apostrofi ed accenti, per non farla troppo preoccupare
    segnalo che nell'ultima parte del commento di Roberto è stato scritto "sicurò" con l'accento invece di "sicuro". Fate presto a corregggere sennò la mestrina si turba e poi gli fa tanto male la testa.

    PS2: Ho messo tre g in corregggere apposta, così se la maestrina vuole si può comunque lagnare e sentirsi importante, ma senza potersi lamentare della redazione. ahahahah.

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    1. "...qualòcuno..."

      Come tutti i modernisti sei troppo frenetico, e incorri nell'errore.

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    2. Infatti il modernista si riconosce dagli errori di battitura mica dalle eresie
      che spara a raffica magari da Santa Marta.

      Roberto che sbaglia l'accento è modernista, Bergoglio che santifica Lutero invece è papa.... anzi papà... con l'accento sbagliato.... ahahahahaha

      ...è questione di frenesie no?

      ahahahaha

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    3. Ciao cuccioletto, perché quelle risate scomposte? Sei agitato? Denoto che alle 07:54 sei già qui a scrivere... ROTFL

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  8. In entrambe le catechesi, sia quella della settimana scorsa sia questa, Francesco non parla mai di Transustanziazione,
    parla di Calvario, di Teofania, persino di un non ben specificato Corpo e Sangue.
    Tutti discorsi belli, normalissimi per un Papa, ma eccezionali se detti da questo Papa, visto come col Capitolo VIII di Amoris Laetitia ha minato de facto le fondamenta stesse della morale Cattolica.
    Tutti discorsi che oltretutto si possono armonizzare tranquillamente con la dottrina Protestante della Transignificazione.
    Il vero eretico, infatti, non afferma mai eresia esplicita, anzi, proclama con forza la verità, però lascia sempre una crepa, che possa permettere pian piano alla struttura di cedere.
    Dopotutto anche il Demonio si presenta nel deserto tentando Dio con la sua stessa Parola!

    Sempliciotto

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    1. Esatto, crederò a quello che dice quando tornerà al Rito Tridentino e parlerà senza dubbio di TRANSUSTANZIAZIONE. Il resto son discorsi da bar

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  9. Se Bergoglio vuole essere credibile, imponga alle conferenze episcopali di proibire le ^Messe' spettacolo e non esterni la sua rozza autorità solo contro chi non può adeguarsi alle sue ideologie distorte.

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  10. Ma non ha detto che " non esiste un Dio cattolico "? Se così è non esiste nemmeno una Messa cattolica. Allora di quale Messa sta parlando?

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  11. Sta seguendo una linea di comportamento volta a generare confusione....tutto studiato. Leggetevi "Arcipelago gulag" se riuscite ad arrivare fino in fondo, e capirete molte cose.

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  12. ogni volta che viene celebrata la Pasqua, gli avvenimenti dell’Esodo sono resi presenti alla memoria dei credenti affinché conformino ad essi la propria vita» Mi pare che dica "scritti nel cuore", differenza sostanziale. Amen

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