mercoledì 13 settembre 2017

Papa Francesco vuole cambiare anche il "Credo" per fare piacere al Patriarca Bartholomeos: plurale ed eliminati ipeccati?

Oggi è uscito un articolo di Melloni (pagina 33 sul numero odierno de La Repubblica 13.09.2017) in cui, dopo una breve eposizione storica sulla genesi del Simbolo di Nicea (capitolato dal Coniclio di Nieca I, nel 325 d.C.)  ne viene proposta la traduzione (era in greco). 

Questo primo testo (di Nicea) differisce se pur di poco, da quello precisato (soprattutto riguardo allo Spirito Santo) da un successivo Concilio, il primo di Costantinopoli (381 d.C.) e che da allora viene recitato tutt'oggi in latino (o in italiano nella versione tradotta dal latino) nella Chiesa di Rito Romano.
Il Credo attuale quindi ricalca quello di Nicea tant'è che si chiama "simbolo niceo-contantinopolitano". Ma non piace agli ortodossi.
La versione tradotta dal greco del "Credo" del concilio di Nicea I sarà
oggi proposta al Patriarca Ecumenico Bartholomeos in visita a Bologna alla Fondazione di Alberigo e Dossetti. (povero lui!)
Ecco il testo che secondo Melloni, lasciando alla sua storia la versione in  latino ormai desueto anche se tradotto, sarebbe più auspicabile recitare perchè, a suo dire, sarebbe un punto di unione tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa (che non ha mai accettato il testo della versione del Concilio di Costantinopoli I).
Ah. gli ultimi capitoli (sul battesimo, la resurrezione e la vita futura) non sono presenti nemmeno nel simbolo di Nicea ma furono introdotti in quello di Constanipoli... non se ne erano accorti?)

Sinceramente il problema del Credo e dell'aggiunta del "filioque" hanno effettivamente provocato il grande scisma d'oriente ancor'oggi in atto. E tra i vari scismi quello coi fratelli ortodossi è di "dottrina" ed è quello che avremmo più a cuore riuscire a comporre (piuttosto che sforzarsi di imbastardire e protestintantizzare ulteriormente il rito della Messa per fare contenti chi si separarono da Roma solo per meri motivi politici). 
Sembrerebbe cosa logica tornare dunque al testo (del 325 d. C.) che unì tutti i cristiani quando ancora non vi erano scissioni. Ma sarebbe sbagliato: se è vero che la Verità si è manifestata anche attraverso il Magistero e la Tradizione secolare della Chiesa (è dogma!) e se il Concilio di Costantinopoli e i papi successivi hanno apportato al testo niceno delle aggiunte per permettere una migliore definizione della fede cattolica, vuol dire che il testo attuale del credo latino (il niceno-costantinopolitano del 381 d.C.) è giusto da 1700 anni.
Perchè e con che autorità ora si vorrebbe cancellare tutto e tornare indietro? ... Ah già vero. Che stupito. Si sono permessi di stravolgere l'Ordinario della S. Messa "di San Pio V" (e ancora lo faranno con quello "di Paolo VI") per compiacere gli eretici protestanti, cosa vuoi che importi a loro stravolgere  il testo del Credo. Pur di far felici gli ortodossi. 
Roberto

CREDIAMO
Crediamo in un Dio Uno
Padre Onnipotente
fattore del cielo e della terra dei visibili e degli invisibili
E in un Signore Uno
Gesù Cristo il figlio di Dio, l'Unigenito 
il Generato dal Padre prima di tutti i secoli
[Dio da Dio]
luce da luce 
Dio vero da Dio vero
generato non fatto consostanziale al Padre
per mezzo del quale tutto fu creato.
Lui che per noi gli uomino
e per la nalvezza nostra discesed dai cieli
e s'incarnò di Spirito Santo 
e da Maria Vergine s'inumanò.
il Crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato
Lui che morì e fu sepolto
e risorse il terzo giorno secondo le scritture
e ascese nei cieli e intronizzato alla destra del Padre
 e di nuovo tornerà nella gloria giudicante i vivi e i morti
Lui il cui regno non avrà fine
E Crediamo nello spirito Santo 
il Signoree il vivificante
che si diparte dal Padre
e con il Padre e il Figlio il conadorato e conflorificato
il Parlane per mezzo dei profeti
Crediamo la chiesa Una santa cattolica e apostolica
Confessiamo un batteimo uno 
per la remissione delle colpe 
attendiamo la resurezione dei morti 
e la vita del secolo futuro

61 commenti:

  1. Orrenda versione infarcita di inutili e ridicole sostituzioni di parole, così, tanto per stupidissimamente "aggiornare". Particolarmente disgustoso lo Spirito Santo che dal Padre non più procede ma "si diparte". Per non dire del terrificante "s'inumanò" appioppato al povero Gesù. Il Checco argentino osa sempre di più e avvalendosi di illetterati fuori di testa. Il tutto aggiungendosi al blasfema eliminazione della processione dello Spirito Santo anche dal Figlio. Siamo in mano a pseudocattolici che continuano a calarsi le braghe di fronte ai protestanti e adesso anche davanti agli ortodossi. Una vera e propria schifezza.

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    1. Può essere non condivisibile, e senz'altro ha la colpa inespiabile di non essere derivante dalla tradizione latina: però non è una traduzione così oscena nè ha nulla dell'aggiornamento. Tant'è vero che utilizza, adattandoli all'italiano, gli stessi criteri che furono usati dagli antichi e venerabili traduttori latini del Credo che, a loro tempo, non esitarono a forgiare neologismi e calchi dal greco (e volendo estendere l'analisi potremmo dire qualcosa del modo tenuto da S. Girolamo nel tradurre la Bibbia in latino...il risultato è molto simile a questo testo italiano) Per fare un esempio: il "Conglorificatur" del credo che cantiamo alla Messa non è di certo in Cicerone... ma ha senso come calco di syn-doxazomenos. Così l'"inumanò", se si conosce un po' l'originale greco "enanthropisanta" (o enthropesanta a seconda di quanto itacisti vogliamo essere)non pare nulla di più di un calco che di certo non avrebbe scandalizzato nessuno dei padri latini e che rieccheggia addirittura qualche luogo dantesco (trasumanar per verba...). "Procedere" in italiano non ha granchè senso se riferito allo Spirito Santo, se non quando usato come latinismo ed udito da orecchi avvertiti ed eruditi; ma è perfetto in latino per tradurre l' ekporevomenos del greco, così come è buona la traduzione italiana proposta. Non serve stracciarsi le vesti, non serve insultare. Bisognerebbe studiare un po'di greco, forse. Se sono scismatici i greci non lo è di certo la loro lingua. Come che sia è evidente che si tratta di una operazione del tutto inutile e questo va detto.

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    2. Espressioni di volgarità da bettola come "Il Checco argentino" squalificano persino nella copertura di parziale anonimato colui che l'ha scritto.

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    3. Trovo il Checco argentino" un grazioso vezzeggiativo piuttosto che un insulto. Ah, questi seriosi e rispettosi cattolici moderni dal muso lungo che non perdono occasione di sdegnarsi!

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    4. "...bettola..."

      Perché usi immagini così volgari? Sei nervoso?

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    5. Vi arrabbiate tanto?
      Dice Papa Francesco che bisogna essere allegri e non musoni...quindi viva il "Checco argentino!!!"

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    6. Anonimo 08.21 ha perfettamente ragione. Chiedo gentilmente ai moderatori di MIL di intervenire e cancellare i commenti che offendono il Papa!!

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    7. Chiedo gentilmente agli Anonimi 8.21 e 00.22 di alleviare il loro misericordioso sdegno andando ad arrancare verso altri siti a loro più confacenti, visto che ce n'è a bizzeffe.

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    8. 😂😂😂😂😂grande spirgatore

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  2. in questo Credo sono compresi e sono ufficiali anche gli errori di sintassi e di ortografia?
    Oppure è soltanto una proposta di bozza tradotta dal latino con google?

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  3. E certo sarebbe un problema riconciliarsi con i fratelli ortodossi.....
    Ma possibile che troviate ogni pretesto per criticare il Santo Padre......non siete credibili..

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    1. Ma il Santo Padre lo vedi solo tu: questa è farina del sacco di tal melloni, che non è neanche prete. E non è uscito sull'Osservatore Romano, ma su Repubblica (da qualche tempo, è vero, organo semiufficiale della Santa Sede...). Anche la riconciliazione con gli ortodossi è una tesi del suddetto melloni: bastasse un "Credo" sgrammaticato!

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    2. Quoto, Anonimo 14:57. Non vedete che ormai questo sito è diventato luogo di TROLL SEDEVACANTISTI ultimamente? Fanno a gara a chi offende di più il Papa...

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    3. Se le sapesse leggere il Magistero ("Mortalios Animos") sono gli scismatici che devono riconciliarsi con la Chiesa Romana e non quest'ultima che deve "riconciliarsi" con chi si è distaccato per motivi politici, economici e di "leggi".....

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    4. Purtroppo Anonimo14 settembre 2017 11:34 ha perfettamente ragione: è diventato luogo di TROLL SEDEVACANTISTI che non sanno neppure discernere che queesto "progetto" non è opera del Santo Padre ma del professore Melloni.
      Ogni occasione però è buona per attaccare senza pietà il Papa!
      Non parliamo poi di certi commenti semi coperti dell'anonimato.

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    5. I troll modernisti bergogliani invece sono i peggiori...scomunicati non solo dalla Chiesa ma anche dalla Fede Cattolica!

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    6. Ma sentili questi ORCHI che sprizzano misericordia da ogni poro e dall'anonimato criticano l'anonimato. Possibile che questi ORCHI non hanno niente altro da fare che stare sempre in mezzo ai piedi?

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  4. Ma che italiano è? Da google traduttore. Crediamo in un Dio uno... sembra quattro-ballerine-quattro.

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  5. Facciamoci sentire ripetendo: IL CREDO NON SI TOCCA!!!

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  6. Credo o non Credo per Bergoglio ormai non c'è più limite a nulla. Lui ha la sua chiesa protestantizzata per non dire eretica - sapete quanto gli importa di cambiare il credo, ormai lo sa che la nuova chiesa due è in pieno scisma reale (oppure ci vuole una lettera enciclica per definire la situazione attuale = scisma)- poi non tanto Bergoglio, il tutto è cominciato col concilio di Roncalli, è li che è cominciato lo scisma ed oggi è attuato al 100x100 - oppure qualcuno deve cvenirci a dire che questo in cui ci troviamo ha ancora qualcosa di Chiesa cattolica di sempre?.

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  7. Dio Uno che vuole dire? in che senso? S'incarnò di Spirito Santo cos asinifica di preciso? Che si è incarnato nello Spirito Santo??! La gloria giudocante è la gloria che giudica? generato non fatto consostanziale al Padre significa che è stato generato, ma non della stessa sostanza del Padre???
    Ormai siamo all'abisso.....

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    1. Ma cosa stiamo dicendo? Temo che qui l'unico abisso sia solo quello di una loquace ignoranza. La traduzione del credo proposta è condotta in modo forse troppo aderente all'originale greco, ma non altera in nessun punto la dottrina e la teologia. Crediamo in un Dio uno (credimus in unum Deum, pistèvomen is ena theòn) pone a mio avvsio maggiormente l'accento sull'unità sostanziale di Dio (e questo era l'intendimento dei Padri che stesero il Credo) più che la corrente traduzione fatta dalle stesse parole (e perfettamente legittima) "crediamo in un solo Dio" che pare solo tesa ad escludere il politeismo... "Generato non fatto, consostanziale al Padre" è ancora un calco del latino, genitum non factum, consubstantialem Patri e del greco originale ghennithènda ou piithènda, omoùsion tò Patrì) la virgola è stata omessa da chi ha copiato il testo. Di Spirito Santo è un latinismo. Non suona tanto bene, in effetti, ma è proprio un calco di "de Spiritu Sancto" il senso è il medesimo. Giudicante ovviamente non è riferito a gloria ma a Cristo (ke pàlin erchòmenon metà dòxis krine zondas ke nekrùs , parola per parola: et iterum venturus cum gloria iudicare vivos et mortuos: e dinuovo verrà nella gloria, giudicante i vivi e i morti. Anche qui chi ha copiato il testo ha omesso la virgola. E non ha di certo fatto un bel servizio nell'ometterla.). Se non fosse che anche io per null'altro brillo che per ignoranza vi inviterei a studiare, prendendo a prestito la colorita e ricorrente espressione di Sgarbi...

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  8. Leggendo l'articolo di Melloni si capisce che, una volta tanto, il Papa non c'entra niente, per cui è sbagliato e fuorviante il titolo di questo post. La nuova traduzione del Credo è una trovata di Melloni.

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  9. A parte che non si capisce un acca tanto è involuto e incomprensibile il linguaggio usato, ma se non si studia neanche l'italiano a scuole per via dei tanti, troppi stranieri, chi, di grazia, dovrebbe studiare il greco? Non siamo ridicoli, è una traduzione oscena e non si riesce neanche a leggerla, ma mi facci il piacere, Melloni......

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    1. Al liceo il greco - per adesso - lo si studia ancora... Sarà una traduzione inutile ma non ridicola né oscena. Almeno, non più della lingua usata dagli evangelisti per scrivere il Vangelo, infarcito fin dalla nascita di errori di grammatica a iosa. Forma scadente, contenuto sublime.

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  10. La MAdonna ad Anguera aveva avvisato:

    4.424 - 31/01/2017
    Un uomo orgoglioso ordinerà la modifica della Professione di Fede e le sue azioni compiaceranno gli uomini perversi. Sarà una grande offesa al mio figlio Gesù.

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  11. Dio Uno e Trino dove è finito ???? Qua si bestemmia negando che Cristo è Dio !! Berogoglio : un eretico hce sta distruggendo la Chiesa Cattolica....

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    1. ma hai mai meditato sul Credo che reciti ogni domanica?

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  12. Che mi vorrebbe dire l'articolo indeterminativo ? UN Dio.... UN Signore ? prendiamo il primo che passa per istrada ?

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  13. Ma come, Melloni che per giustificare le sue eresie ti schiaffa sempre in faccia il Concilio (pastorale) Vaticano II e la sua personale interpretazione di esso,
    poi, sempre per giustificare le proprie eresie, un Concilio quello di Costantinopoli (Dogmatico) te lo toglie?

    Melloni cerca di parlare un po' di meno e di pregare un po' di più!
    Che il Signore abbia pietà di te e ti riporti in seno alla religione Cattolica, nell'unico e solo Ovile Santo di Dio.

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  14. L'introduzione del "filioque" ha infranto i sigilli del padri niceni costantinopolitani. Il Credo, simbolo niceno-costantinopolitano, era la preghiera comune di tutti i cristiani cattolici, ortodossi e romani, entrambi di Credo niceno; dal momento in cui i romani hanno cambiato il Credo, hanno infranto l'unità, appunto, del "Credo". E, così facendo, hanno violato i sigilli dei padri niceni-costantinopolitani. Potevano proclamare tutti i dogmi che gli pareva, ma non potevano infrangere i sigilli dei padri niceni; il papa che lo ha fatto, è incorso, per volontà degli stessi padri niceni-costantinopolitani, nell'anatema, la maledizione divina.

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    1. Le faccio notare che gli stessi Padri Costantinopolitani hanno ampliato il Simbolo Niceno, aggiungendo non poche parti. Pure loro sono incorsi nella scomunica e nella maledizione di Dio?

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  15. davvero strano: "Dio Padre: “La Preghiera del CREDO, che riconosce Chi Io Sono, sarà MODIFICATA” messaggio del 26 maggio 2014

    https://messaggidagesucristo.wordpress.com/2014/06/05/26-maggio-2014-dio-padre-la-preghiera-del-credo-che-riconosce-chi-io-sono-sara-cambiata/

    molto difficile, dinanzi a tutto lo sfacelo che colpisce la Chiesa ogni giorno, non comprendere i tempi che stiamo vivendo (e che questa veggente ci azzecca ogni volta...)

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    1. Qui non si tratta di modifica. Si tratta di traduzione. Sarebbe una modifica se alterassero il testo greco originale o la antica traduzione latina...una traduzione strampalata può fare qualche danno ma non è una modifica.

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    2. modifica
      [mo-dì-fi-ca] s.f. (pl. -che)

      • Parziale trasformazione, cambiamento di qlco., spec. se introdotto per ottenere un miglioramento

      QUI NON SI TRATTA DI MODIFICA? Purtroppo la neolingua e il bipensiero nella nuova chiesa della misericordia hanno portato i "fedeli" ad applaudire anche quando il "Santo Padre" ha affermato "Gesù fa un po' lo scemo"; qualcuno ha sostenuto che non conosce bene l'italiano, altri, più sottili: "fare lo scemo non significa essere scemi...." è ovvio che se si difende l'indifendibile bisogna necessariamente iniziare a MODIFICARE IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE.

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    3. L'unico che conta veramente è il testo originale, quello greco. In seconda battuta è importante quello latino. Le modifiche alle traduzioni lasciano il tempo che trovano, anche se possono trarre in inganno chi sia in buona fede o non abbia gli strumenti per confrontarle con gli originali autonomamente. Sulla drammaticità della situazione siamo d'accordo, ma è perfettamente inutile farsi venire la bava alla bocca o perdere le staffe, si fa solo il gioco del nemico

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    4. "L'unico che conta veramente è il testo originale, quello greco." caro Basilio forse lei non legge con attenzione quello che scrive. se si modifica la traduzione il risultato è lo stesso e non occorre essere laureati per capirlo. la cosa che a me pare strana (e la bava alla bocca non capisco proprio a chi vorrebbe farla venire)è che questa veggente aveva descritto in maniera precisissima tutto quello che sta succedendo ADESSO nella Chiesa. Il gioco del nemico lo fa chi continua a far finta di non capire chi è veramente Bergoglio
      https://messaggidagesucristo.wordpress.com/2012/04/21/12-aprile-2012-il-prossimo-papa-potra-essere-eletto-dai-membri-allinterno-della-chiesa-cattolica-ma-sara-il-falso-profeta/

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  16. Un certo San Paolo disse "Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema!"

    Rifletta il popolo "una cum nostro Papa Francisco!"...........

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  17. "Lui che per noi gli uomini": che bisogno c'è di precisare che "noi" siamo "gli uomini"? E poi quel "conadorato": una vera chicca! Questi febbricitanti andrebbero curati.

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  18. QUESTO CREDO È INACCETTABILE E PER I CATTOLICI E PER GLI ORTODOSSI!
    Controllino in un qualsiasi horologion bizatino, e il Credo è identico - singolare compreso al nostro tranne che per due punti (uno è il ben noto filioque, l'altra è omissione di "Dio da Dio", insignificante considerando che poche parole dopo si dice "Dio vero da Dio vero").

    Questo Credo può essere accettato dagli eretici nestoriani (gli unici che mantengono il plurale) e dai modernisti (purtroppo presenti pure tra gli ortodossi, di cui Bartolomeo è degno rappresentante)

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    1. La forma al singolare è invalsa perché obbliga l'io di chi lo recita ad impegnarsi personalmente. Ed è positivo. MA nell'ottica dei Concilii di Nicea e Costantinopoli che produssero il testo volendo giungere ad una comunione tra le varie posizioni teologiche precedenti, si volle proclamare UNA FEDE COMUNE a tutti, non la fede dei singoli: il "noi" era l'unica soluzione sensata. A noi, oggi, in effetti non cambia granché. Ed i Nestoriani, bontà loro, non sono di certo eretici per il plurale nel credo...

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  19. Cambiamenti farisaici, nell' ottica di una religione svuotata e ridotta ormai a giocare con le parole, invece di difendere la vita e la famiglia.

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  20. Mi sa che Melloni l'idea l'ha pigliata da Benedetto XVI che per fare un piacere a Bartolomeo che concelebrava con lui la Cappella Papale del 29 giugno 2008, ordinò che il Credo fosse recitato in greco e senza il Filioque ....

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    1. E fece benissimo, perché quello era il credo uscito dal Concilio di Nicea-Costantinopoli.

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    2. Allora caro Agapito diventi e professi la dottrina protestante visto che non accetta il Magistero infallibile della Chiesa, corpo Mistico di Cristo!

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    3. Io non so se lei è cattolico, comunque, se lo è, dovrebbe sapere che - fermo restando che poteva pure recitarlo senza il Filioque, se non fosse che lo fece per non urtare l'eretico e scismatico Bartolomeo - i Padri Conciliari Greci a Firenze il 6 luglio 1439 sottoscrissero la Bolla di Unione promulgata infallibilmente da Eugenio IV con l'approvazione del Sacro Concilio e firmata dall'Imperatore dei Romei Giovanni VIII Paleologo la quale oltre a spiegare con chiarezza adamantino la dottrina del Filioque definiva solennemente "che la spiegazione data con l'espressione Filioque è stata lecitamente e ragionevolmente aggiunta al simbolo per rendere più chiara la verità e per una necessità urgente di quel momento". Ergo se lei è cattolico questo deve credere che cioè lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio o mediante il Figlio. Se non lo crede sono affari suoi ...

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    4. Stando ai suoi ragionamenti vanno condannati pure i Padri Costantinopolitani che ampliarono il credo dei Padri Niceni ....

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    5. in tutte le liturgie delle Chiese orientali in comunione con Roma (dette volgarmente uniate) si recita nella Divina Liturgia il Credo sena il Filioque, e da secoli ormai

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    6. Ma il problema non è certo recitarlo senza il Filioque, ma farlo per non infastidire chi nella processione dello Spirito Santo dal Padre e dal Figlio non ci crede. Anche quando i riti greci venivano celebrati in Roma prima del Concilio, per esempio sotto Pio XI e Pio XII in occasione dell'anniversario del Concilio Niceno o per i vari giubilei, il Credo si cantava senza il Filioque.

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  21. Era Leone III meno infallibile di Eugenio IV quando vietò di cantare il Credo con l'aggiunta del filioque? Al dilà di quello che accadde al concilio di Ferrara-Firenze (che, nei fatti purtroppo rimase lettera morta trattandosi di una operazione sostanzialmente politica)ed al dilà dell'attacco personale cui non mi degno di rispondere è un FATTO che non si può contestare che l'aggiunta del filioque nel credo sia una una azione arbitraria occidentale (nella quale molto centra la politica di Karlo imperador de' Romani) avvenuta dapprima abusivamente (per ragioni "pastorali", se vogliamo...) e poi ratificata, in un modo o nell'altro. Che la dottrina della processione dello Spirito Santo "ab utroque" sia sana, antica e cattolica è altrettanto un FATTO che prescinde dal bisogno di ritoccare il credo senza l'intervento di un concilio che vedesse rappresentati sia orientali che occidentali.

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    1. L'attacco personale, credo si riferisca al "si faccia protestante", non è mia (sono Anonimo del 23.09).
      Il provvedimento di Leone III era di differente natura rispetto alle definizioni dommatche del Concilio Fiorentino che hanno sanzionato l'aggiunta. Che poi Carlo Magno c'entri quello è ovvio,ma ciò non inficia l'obbligo per ogni cattolico di professare davanti a chi non la crede la Verità del Filioque (importantissima anche a livello pratico). Come ho scritto sopra il problema non è che si canti o si reciti o meno il Filioque (molti Greco-cattolici non lo fanno e non lo facevano nemmeno quando celebravano alla presenza stessa del Romano Pontefice) , ma il non farlo per non urtare chi non ci crede

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  22. Non è altro che una traduzione estremamente pedestre del testo greco - che si può trovare anche sulla Wikipedia - di quelle che si possono tollerare giusto al liceo. Vedi "per noi gli uomini", "un Dio uno" e "un battesimo uno", e in generale l'uso degli articoli è ricalcato su quello greco, diverso da quello italiano.

    Peraltro la ricostruzione fatta all'inizio da Roberto mi risulta essere scorretta: sembra confondere la questione del Filioque con le differenze del credo (niceno-)costantinopolitano rispetto a quello niceno originario, mentre queste differenze sono state adottate anche dagli ortodossi (direi anche ovviamente, dato che furono frutto di un concilio ecumenico celebrato a casa loro).

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    1. Latinista,
      Non la definirei pedestre: dando per scontato che si tratti di una traduzione fatta consapevolmente a quel modo essa ricalca una tecnica tradizionale di tradurre i testi sacri, una tecnica propria della chiesa delle origini e dei grandi Padri (san Girolamo traduttore della Bibbia in primis). Un metodo superato, ovviamente, perché piega la sintassi della lingua di arrivo a quella di partenza: la lingua di partenza è sacra, quella di arrivo no. Insomma non mi pare una traduzione liquidabile come pedestre. Un caso di archeologismo, se si vuole.

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  23. Cristo disse " vi manderò lo Spirito e non ' vi manderà'. E poiché Lui è " tutt'uno con il Padre" ne deriva il filioque, molto più chiaro. Gli ortodossi sono per loro natura fermi all'antico primitivo solo in quanto tale. Vedi il calendario liturgico che ammettono essere sbagliato ma non lo modificano. Di questo ideologia del presunto autentico è stata sempre un'arma contro la Chiesa romana.

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  24. Come voleva Papa benedetto l'ecumenismo deve avvenire nella Verità e non con espedienti di falsi convenevoli: L'illusoria euforia del CVII che la riunione con i fratelli separati ( che non si sono mai mossi di un millimetro) era ormai fatta si è rivelata un fallimento a tutto danno della Chiesa cattolica.

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  25. Mi permetto di far notare che tutte le osservazioni fatte finora non tengono conto di un versetto che manda a farsi friggere la tanto anelata unione tra la chiesa cattolica e la chiesa ortodossa, a meno che gli ortodossi non siano anch'essi del tutto rimbambiti. Il versetto è questo: "Crediamo la chiesa Una santa cattolica e apostolica". Riesce difficile capire come un ortodosso possa recitare insieme a un cattolico tale versetto, a meno che non sia appunto un rimbambito o uno schizofrenico.

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    1. Con questa siamo alla frutta. Signor logicus...gli ortodossi lo dicono già, da sempre. Dal loro punto di vista siamo "noi" gli eretici e scismatici, loro sono i veri cattolici.

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    2. Confesso che non sapevo che gli ortodossi recitassero il versetto poiché ritengono di essere loro i veri cattolici. Quindi avremo nello stesso banco di una chiesa un ortodosso cattolico gomito a gomito con un cattolico ortodosso. E a ciò basterà la riformulazione del Credo opportunamente purgata dai motivi di divisione per sanare secoli di divisione. Non ci avevo pensato! Davvero geniale!

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  26. Non spetta al papa cambiare nemmeno di una parola il credo...

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  27. Dico io ma dopo oltre un millennio che senso ha cambiare il Credo? Spiegatelo bene perché noi semplici fedeli non capiamo

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