sabato 12 agosto 2017

I tre moschiettieri alla corte di Papa Francesco

Qualcuno scherzosamente, ricordando Simon de Monfort, direbbe "Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi"... 
L.
di S. Magister, da Settimo Cielo del 30.07.2017


I partiti comunisti classici avevano i loro "intellettuali organici". Ma anche papa Francesco li ha. Si chiamano Antonio Spadaro, Marcelo Figueroa, Víctor Manuel Fernández.
Il primo è italiano e gesuita, direttore de "La Civiltà Cattolica". Gli altri due sono argentini e il secondo non è nemmeno cattolico ma pastore presbiteriano, e nonostante ciò Francesco l'ha messo a capo dell'edizione di Buenos Aires de "L'Osservatore Romano".
Spadaro ha trasformato "La Civiltà Cattolica" nell'organo di Casa Santa Marta, cioè del papa. E assieme a Figueroa ha firmato sull'ultimo numero della rivista un articolo che si è abbattuto sugli Stati Uniti come un uragano, perché ha accusato le correnti conservatrici sia cattoliche che protestanti di agire in quel paese "con una logica non diversa da quella che ispira il fondamentalismo islamico", nientemeno quello di Osama bin Laden e del Califfato.
E su che cosa questi cattolici e protestanti si troverebbero assieme a combattere come "neocrociati"? Su "temi come l’aborto, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l’educazione religiosa nelle scuole", in altre parole, su "una particolare forma di difesa della libertà religiosa". Col risultato – secondo i due autori dell'articolo – di fomentare un "ecumenismo dell'odio", nostalgico di "uno Stato dai tratti teocratici". Tutto all'opposto dell'ecumenismo di Jorge Mario Bergoglio, papa "dell’inclusione, della pace, dell’incontro".
Il guaio è che la difesa della vita, della famiglia, della libertà religiosa sono da più di un decennio in testa all'agenda della Chiesa cattolica americana. Che quindi non poteva non reagire al vedere "dei credenti attaccati da propri correligionari solamente perché si battono per ciò che le loro Chiese hanno sempre creduto essere vero".
La protesta di più alto grado è venuta dall'arcivescovo di Filadelfia, Charles Chaput, che ha bocciato l'articolo di Spadaro e Figueroa come "un esercizio semplicistico e inadeguato". Ma altri commenti sono stati molto più duri e hanno avuto facile gioco a individuare nell'articolo una serie di grossolani svarioni storici e logici.
Qualsiasi altra rivista avrebbe cestinato un articolo di tal fatta, ha scritto ad esempio il canadese Raymond J. de Souza su "Crux", il più importante ed equilibrato sito d'informazione cattolica degli Stati Uniti.
Ma a Santa Marta, sulla scrivania di Francesco, non è finita così, anzi, l'articolo di Spadaro e Figueroa è stato promosso a pieni voti e ha fatto tanto più colpo in quanto letto giustamente da tutti come espressivo non solo del pensiero del papa ma anche del suo stile di governo: in questo caso un attacco di pesantezza inaudita alla leadership "ratzingeriana" della Chiesa cattolica degli Stati Uniti, sferrato per interposte persone.
In campo dottrinale padre Spadaro è parecchio disinvolto, teorizza che "in teologia 2 più 2 fa 5" ed è infallibile nel pronosticare le grandi e piccole rivoluzioni di Bergoglio. Ma tra i consiglieri e confidenti ce n'è uno che è ancor più intimo al papa di lui. Ed è appunto l'argentino Víctor Manuel Fernández, un teologo la cui opera prima e rivelatrice è stata, nel 1995, un volume dal titolo: "Guariscimi con la tua bocca. L'arte di baciare".
Non sorprende che dopo questo esordio e dopo altre sue produzioni librarie non meno discutibili Roma opponesse il veto alla nomina di Fernández a rettore della Universidad Católica Argentina, salvo poi doversi piegare, nel 2009, all'allora arcivescovo di Buenos Aires, che fece fuoco e fiamme per ottenere il nulla osta alla promozione del suo pupillo.
Nel 2013, appena eletto papa, Bergoglio addirittura fece Fernández arcivescovo. E da allora questo personaggio passa quasi più tempo a Roma che in Argentina, impegnatissimo com'è a fare da consigliere e scrivano ombra del suo amico papa.
Interi paragrafi del capitolo ottavo di "Amoris laetitia", il documento di papa Francesco che ha più terremotato la Chiesa, si è scoperto che sono copiati di sana pianta da articoli di Fernández di una decina d'anni fa.

5 commenti:

  1. Nell'"oscuro Medio evo" (una balla invereconda) il Fernàndez avrebbe conosciuto di persona l'arte del bruciare. Ovviamente sul rogo.Insieme a Spadaro e Figueroa. La stupidissima insipienza di queste tre nullità creative e bergogliane sorpassa ogni immaginazione. E lasciamo da parte i Moschettieri che erano persone serie, fedeli e coraggiose.

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  2. A dire "Caedite eos! Novit enim Deus qui sunt ejus" mi pare fosse stato Arnaldo Amalrico (Arnaud Amaury)

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  3. Setta di guerriglieri che ha come guida, strumento e subdola legittimazione in Bergoglio, all'assalto, dall'interno, della Chiesa cattolica con l'ideologia e la propaganda del modernismo-marksismo mutuate dai metodi dei regimi dittatoriali sudamericani costruiti nelle piazze rivoluzionarie.

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  4. I tre moschettieri sono ... quattro: Spadaro, Figueroa, Fernandez e Bergoglio.

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  5. Buona sera,
    intervengo solo a latere dell'articolo, sul quale per altro c'è poco da dire, per rilevare che le obiezioni più risentire verso AL riguardano quasi sempre il capitolo 8. Quasi a voler intendere che il resto potrebbe passare.
    Io ho letto tutto il documento e ammetto di essere rimasto profondamente disgustato dalla doppiezza del linguaggio usato e dai tentativi manipolatori ed infingardi usati, come citare autori veramente autorevoli per avvalorare tesi completamente opposte al senso autentico delle citazioni stesse.
    Ma ciò che mi ha disgustato di più è stato l'inizio del capitolo 6, in cui viene dichiarato che i preti sono degli squilibrati mentali che hanno bisogno delle femmine della parrocchia per trovare il loro appagamento. Ma soprattutto quel titolo inequivocabile "si all'educazione sessuale ai bambini", esercitata da non ben precisati professionisti del settore! Questo pervertito sa benissimo che i bambini non possiedono le strutture fisiche e psicologiche necessarie a metabolizzare determinati messaggi. Tra l'altro basta leggere il best seller sull'intelligenza emotiva di Daniel Goleman per capire che le ideologie postsessantottarde hanno fallito miseramente (qualora ci fossero stati dubbi).
    Quindi, ritengo AL un volgare manifesto all'ideologia gender (fenomeno già documentato ai primi anni ottanta come citato nel testo di goleman), alla pedofila di stato, un incitamento alla sessualità scomposta, nicolaitismo (già condannato nell'apocalisse).
    Tutto scritto a chiare lettere da uno che dovrebbe essere il vicario di Cristo.
    Nella migliore delle ipotesi siamo davanti ad un individuo che crede ancora a falsi miti già caduti da almeno 20/30 anni, esattamente gli anni trascorsi dagli ultimi, comunque discutibili, studi compiuti.
    Incapace di aggiornarsi, è convinto di emanciparci con le immondizie sudamericane di 40 anni fa, qualcuno gli dica che siamo nel terzo millennio.

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