martedì 13 giugno 2017

La ribellione di Ahiara. Il Papa "Forse qualcuno è stato manovrato senza una piena cognizione della ferita inferta alla comunione ecclesiale"

La Sala Stampa Vaticana ha pubblicato  le parole che il Santo Padre Francesco ha rivolto ai Membri della Delegazione della Diocesi di Ahiara nel corso dell’Udienza dell’8 giugno scorso.
Le parole, forti e chiare, del Papa al clero di Ahiara (in Nigeria, diocesi eretta neanche trent'anni fa) sono molto interessanti anche oltre l'aspetto specifico poiché ribadiscono la dottrina e la prassi ecclesiale di sempre: 
a) il clero non può scegliersi un vescovo, ma deve accettare quello stabilito dalla Santa Sede, cioè dal Papa; 
b) chi rifiuta il vescovo inviato dal Papa, di fatto rifiuta il Papa; 
c) chi rifiuta il Papa, è sospeso a divinis, cioè non può più celebrare legittimamente i Sacramenti. 

Le parole del Papa frantumano l'idea che il vescovo possa essere eletto "dal basso" e che la Santa Sede avrebbe solo il ruolo di convalidare o rifiutare l'elezione.

Da ben 5 anni quell'inquieta diocesi è in "stato di vedovanza" (come ha rilevato il Papa) per colpa delle cosiddette rivalità etniche anche se a noi occidentali sembrano irrilevanti.
Qualcuno, anche a Roma, aveva clamorosamente sbagliato ed ora bisogna correre ai ripari!

Vogliamo in questa occasione ricordare che anche "nello sgangherato panorama ecclesiale mitteleuropeo, e soprattutto elvetico" nel lontano 2011 si ebbe un "sussulto virile del Vaticano" nel difendere il Vescovo di Coira " vessato e boicottato " "dal suo stesso" clero, arrogantemente arroccato in posizioni iper progressiste: "abolizione del celibato, sacerdozio femminile, permissivismo ecc. ecc." (Cfr. MiL QUI )
Eclatante fu invece il caso di monsignor Gerhard Wagner "dispensato" da Papa Benedetto XVI "dall’accettare l’incarico di vescovo ausiliare di Linz al quale era stato nominato a fine gennaio. In Austria, Wagner era stato sottoposto a un martellante fuoco di fila da parte progressista, per le sue posizioni tradizionaliste". ( Cfr. Magister QUI  e  P.Rodari - A.Tornielli "Attacco a Ratzinger" QUI)

Come si fa  a riproporre il sacrosanto concetto dell'obbedienza alla Sede Petrina se  lo spettro del "papa nero" superiore dei Gesuiti "prigioniero com’è dell’ideologia irrazionalistica"  dice il contrario?
Secondo P.Sosa infatti "... come si segue in politica un leader “carismatico” e non si tratterebbe certamente del carisma divino dell’infallibilità nella dottrina, ma del carisma umano del capopopolo che con le sue parole e i sui gesti ottiene consenso nelle masse" ? (Cfr.Mons.Antonio Livi QUI

E le stelle stanno a guardare...  
AC


Le Parole del Santo Padre ai Membri della Delegazione della Diocesi di Ahiara:  

"... Per me, è una consolazione questo incontro, perché sono molto triste per la vicenda della Chiesa in Ahiara. 
La Chiesa, infatti (e mi scuso per la parola), è come in stato di vedovanza per aver impedito
al Vescovo di andarvi. 

Tante volte mi è venuta in mente la parabola dei vignaioli assassini, di cui parla il Vangelo (cfr. Mt 21, 33-44)…che vogliono appropriarsi dell'eredità. In questa situazione la Diocesi di Ahiara è come senza sposo, ed ha perso la sua fecondità e non può dare frutto. 

Chi si è opposto alla presa di possesso del Vescovo Mons. Okpaleke vuole distruggere la Chiesa; ciò non è permesso; forse non se ne accorge, ma la Chiesa sta soffrendo e il Popolo di Dio in essa. 

Il Papa non può essere indifferente. 

Conosco molto bene le vicende che da anni si trascinano nella Diocesi e ringrazio per l'atteggiamento di grande pazienza del Vescovo; dico di santa pazienza da lui dimostrata. Ho ascoltato e riflettuto molto, anche sull'idea di sopprimere la Diocesi; ma poi ho pensato che la Chiesa è madre e non può lasciare tanti figli come voi. 

Ho un grande dolore verso questi sacerdoti che sono manipolati, forse anche dall'estero e da fuori Diocesi. 

Ritengo che qui non si tratti di un caso di tribalismo, ma di appropriazione della vigna del Signore. 

La Chiesa è madre e chi la offende compie un peccato mortale, è grave. 

Perciò ho deciso di non sopprimere la Diocesi. 

Tuttavia, desidero dare alcune indicazioni da comunicare a tutti: anzitutto va detto che il Papa è profondamente addolorato, pertanto, chiedo che ogni sacerdote o ecclesiastico incardinato nella Diocesi di Ahiara, sia residente, sia che lavori altrove, anche all'estero, scriva una lettera a me indirizzata in cui domanda perdono; tutti, devono scrivere singolarmente e personalmente; tutti dobbiamo avere questo comune dolore". 

 Nella lettera 
1. si deve chiaramente manifestare totale obbedienza al Papa, e 
2. chi scrive deve essere disposto ad accettare il Vescovo che il Papa invia e il Vescovo nominato. 
3. La lettera deve essere spedita entro 30 giorni a partire da oggi fino al 9 luglio p.v. 

Chi non lo farà ipso facto viene sospeso a divinis e decade dal suo ufficio. 

Questo sembra molto duro, ma perché il Papa fa questo? 

Perché il Popolo di Dio è scandalizzato. 
Gesù ricorda che chi scandalizza, deve portarne le conseguenze. 

Forse qualcuno è stato manovrato senza una piena cognizione della ferita inferta alla comunione ecclesiale. 

A voi, fratelli e sorelle, manifesto vivo ringraziamento per la vostra presenza; così pure al Cardinale Onaiyekan per la sua pazienza e al Vescovo Okpaleke, di cui ho ammirato oltre la pazienza anche l'umiltà. 

Grazie a tutti ”.

Fonte: Sala Stampa Vaticana QUI

Foto: Zenit   ‘Unacceptable’: Pope’s Judgment on Ethnic Conflict in Nigerian Diocese of Ahiara

8 commenti:

  1. E perché si esalta Lutero e si condanna chi ha fatto quello che ha fatto lui (ribellarsi al Papa)?

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    1. Giusto! Di quale obbedienza sta parlando Bergoglio che, sempre meno credibile, ha instaurato un regime poliziesco, con eliminazione di insigni uomini di Chiesa, imposizioni ridicole quali l'ultima (penso contro Burke ad es.)che impone di chiedere il permesso per uscire da Roma perché i cardinali sono preti romani ! Lui quando mai è stato romano?

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  2. Sempre più grave la divisione della Chiesa, esplosa con il CVII che ha inventato l'ideologia dell'assemblea' santa' nella liturgia, dell'ecumenismo, del dialogo, dell'inculturazione secondo i gesuiti, della 'primavera' dei movimenti spontanei " praticamente scismatici" come li definì Paolo VI. Papa Benedetto fin da quando era alla Dottrina della Fede ha cercato di frenare questa deriva aggredito da quei manovratori il cui risultato è l'attuale pontificato che ha fatto sua bandiera la polemica 'antiromana' iniziata negli anni sessanta, che indussero l'accorto papa Luciani a scrivere una 'letteraccia' proprio ai Gesuiti, responsabili degli errori dottrinali di Rahner e della negazione e il relativismo di Martini e poi di Bergoglio che hanno disobbedito al Vangelo e alla tradizione millenaria della Chiesa.

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  3. La Chiesa di Ahiara è in stato di vedovanza da cinque anni. Solo lei? C'è chi lo è da quasi sessanta. Come Babilonia che dice: "Io siedo regina. Vedova non sono e non vedrò mai lutto" (Apocalisse 18,7). Staremo proprio a vedere!
    TEOFILATTO

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  4. Ma perché lui aveva ragione ed è stato perseguitato ingiustamente dalla chiesa, apposta si va a fare atto di riparazione a Erfurt ottobre prossimo, per chiedere scusa, monolaterale, perché si doveva essere più misericordiosi e accoglienti, infischiandosene dei milioni di morti causati dalla rivoluzione protestante, a 'sto punto inutile strage, parafrasando......loro mai abbassarsi a chiedere perdono? Sempre superiori i prodi proddies.

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  5. sarebbe interessante sapere se il clero in questione sia o no progressista

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  6. Un conto è ribellarsi al Papa, un conto è ribellarsi a Bergoglio: occorre ben distinguere. "La Chiesa è come in stato di vedovanza" dice Bergoglio. Beh, in queste parole c'è tutto un programma bergogliano in piena attuazione.

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  7. Non essendoci un Papa legittimo (visto che è eretico e quindi decade dalle sue funzioni) il Vescovo è eletto dalla Chiesa, cioè con l'Assistenza di Cristo stesso, che fa le veci in mancanza di un vero successore di Pietro.

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