sabato 20 maggio 2017

Gianna Jessen, sopravvissuta a un aborto salino nel 1977, sta partecipando alla Marcia per la Vita

Gianna Jessen si trova a Roma per partecipare alla Marcia per la Vita che sta ora iniziando. 
Nella Capitale ha salutato gli studenti universitari di Roma3 ed i partecipanti al convegno internazionale sulla scuola parentale alla Casa Bonus Pastor sulla via Aurelia. 

Questa mattina all’Angelicum Gianna ha salutato i partecipanti al grande convegno
organizzato da ProVita, da Human Life International e dall’Istituto del Verbo Incarnato (v.foto).

I Professori Danilo Castellano, Tommaso Scandroglio e Dina Nerozzi nel corso del convegno hanno analizzato questioni giuridiche, bioetiche, mediche e scientifiche connesse all’eutanasia e alla tutela della vita umana. 

Sono intervenuti anche il direttore di Human Life International, don Shenan Boquet e il presidente di ProVita onlus, Toni Brandi. 

In tale contesto Gianna ha offerto la sua testimonianza di prolife d’eccezione: parlando per il diritto inalienabile di tutti alla vita, e quindi contro l’aborto, si è mostrata come l’incarnazione vera e propria della voglia di vivere e di lottare contro le avversità. 

La Jessen è difatti sopravvissuta a un aborto salino, nel 1977, in una clinica Planned Parenthood, quando la madre era a 30 settimane di gravidanza, ma nonostante sia rimasta gravemente lesa da paralisi cerebrale e muscolare,  allevata in un orfanotrofio come un’handicappata senza speranza, a 4 anni è stata adottata da chi ha saputo volerle bene per quel che era ed è, e le ha tenacemente fatto fare fisioterapia e riabilitazione: contro ogni speranza, ha recuperato buona parte dei suoi handicap. 

Ha pure imparato a camminare, e lei dice: “corre la maratona“! 


Nel 2006, ha difatti partecipato alla maratona di Londra portando a termine il percorso, per dare un segno di speranza forte e indelebile. 


Roma. Altre foto del Convegno all'Angelicum di questa mattina organizzato da ProVita, da Human Life International e dall’Istituto del Verbo Incarnato.