mercoledì 16 novembre 2016

Amoris laetitia: la seconda domanda dei Cardinali

di don Alfredo M. Morselli


Abbiamo visto, nel precedente articolo, che il primo dubium dei quattro Cardinali riguarda la possibilità o meno di accedere ai sacramenti dei vivi da parte di chi è in stato di peccato mortale e non in grazia di Dio; ammettere questa possibilità comporta necessariamente assentire almeno ad una di queste tre conclusioni: 1) "le persone che non sono sposate possono, a certe condizioni, compiere legittimamente atti di intimità sessuale"; 2) "i divorziati e risposati sono legittimamente sposi e i loro atti sessuali sono lecitamente atti coniugali"; 3) "il fedele può accostarsi alla mensa eucaristica anche con la coscienza di peccato grave. Per ricevere l’assoluzione nel sacramento della penitenza non è sempre necessario il proposito di cambiare la vita".
Tutte e tre le conclusioni sono inaccettabili per un cattolico.
Tuttavia a questo primo dubium, qualche fedele entusiasta di Amoris laetitia potrebbe rispondere: "Ciò che è oggettivamente peccato, potrebbe non esserlo soggettivamente, almeno in certi casi. Quindi anche gli atti sessuali tra due persone non sposate, in certi casi, potrebbero non essere peccaminosi: se non commettono peccato, queste persone sono in grazia di Dio, e, se sono in grazia, possono ricevere la S. Comunione".

In realtà, questa ipotesi sovvertirebbe tutta la morale oggettiva, riproposta in modo autorevole da San Giovanni Paolo II, nell'enciclica Veritatis splendor. Questa preoccupazione è alla base del secondo dubium:
"2. Continua ad essere valido, dopo l’esortazione postsinodale Amoris laetitia (cfr. n. 304), l’insegnamento dell’enciclica di San Giovanni Paolo II Veritatis splendor n. 79, fondato sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione della Chiesa, circa l’esistenza di norme morali assolute, valide senza eccezioni, che proibiscono atti intrinsecamente cattivi?"
Il dubium mette in risalto che la dottrina delle norme morali assolute, valide senza eccezione, è fondata sulla Scrittura e sulla Tradizione; si tratta di una verità di fede cattolica definita, la cui negazione costituirebbe un'eresia.
Non è dunque solo "il n. 79 dell’enciclica Veritatis splendor di Giovanni Paolo" che sostiene che è possibile "qualificare come moralmente cattiva secondo la sua specie […] la scelta deliberata di alcuni comportamenti o atti determinati prescindendo dall’intenzione per cui la scelta viene fatta o dalla totalità delle conseguenze prevedibili di quell’atto per tutte le persone interessate, ma si tratta di una verità di fede, ribadita costantemente dal magistero della Chiesa. Ne riporto qui alcuni brani, a sostegno della correttezza del dubium:
Veritatis splendor, § 115: "Alla luce della Rivelazione e dell'insegnamento costante della Chiesa e specialmente del Concilio Vaticano II, ho brevemente richiamato i tratti essenziali della libertà, i valori fondamentali connessi con la dignità della persona e con la verità dei suoi atti, così da poter riconoscere, nell'obbedienza alla legge morale, una grazia e un segno della nostra adozione nel Figlio unico (cfr. Ef 1,4-6). In particolare, con questa Enciclica, vengono proposte valutazioni su alcune tendenze attuali nella teologia morale. Le comunico ora, in obbedienza alla parola del Signore che a Pietro ha affidato l'incarico di confermare i suoi fratelli (cfr. Lc 22,32), per illuminare e aiutare il nostro comune discernimento. Ciascuno di noi conosce l'importanza della dottrina che rappresenta il nucleo dell'insegnamento di questa Enciclica e che oggi viene richiamata con l'autorità del successore di Pietro. Ciascuno di noi può avvertire la gravità di quanto è in causa, non solo per le singole persone ma anche per l'intera società, con la riaffermazione dell'universalità e della immutabilità dei comandamenti morali, e in particolare di quelli che proibiscono sempre e senza eccezioni gli atti intrinsecamente cattivi".
Catechismo della Chiesa Cattolica, § 1754: "Le circostanze, in sé, non possono modificare la qualità morale degli atti stessi; non possono rendere né buona né giusta un'azione intrinsecamente cattiva". 
C.d.F, Dichiarazione circa alcune questioni di etica sessuale – Persona humana, 29 dicembre 1975: "L'uomo pecca, dunque, mortalmente non soltanto quando il suo atto procede dal disprezzo diretto di Dio e del prossimo, ma anche quando coscientemente e liberamente, per un qualsiasi motivo, egli compie una scelta il cui oggetto è gravemente disordinato. In questa scelta, infatti, come è stato detto sopra, è già incluso il disprezzo del comandamento divino: l'uomo si allontana da Dio e perde la carità. Ora, secondo la tradizione cristiana e la dottrina della chiesa, e come riconosce anche la retta ragione, l'ordine morale della sessualità comporta per la vita umana valori così alti, che ogni violazione diretta di quest'ordine è oggettivamente grave". 
Paolo VI, Lettera enciclica Humane vitae, 25.7.1968: "In verità, se è lecito, talvolta, tollerare un minor male morale al fine di evitare un male maggiore o di promuovere un bene più grande, non è lecito, neppure per ragioni gravissime, fare il male, affinché ne venga il bene, cioè fare oggetto di un atto positivo di volontà ciò che è intrinsecamente disordine e quindi indegno della persona umana, anche se nell'intento di salvaguardare o promuovere beni individuali, familiari o sociali".

Pio XII, Aux participants au congrès de la Fédération catholique mondiale de la jeunesse féminine, 18.4.1952: "Ci si chiederà come la legge morale, che è universale, possa esser sufficiente e persino essere obbligatoria in un determinato caso singolare che nella situazione concreta sua propria è sempre unico e «di una sola volta»; lo può e lo fa perché, precisamente a causa della sua universalità, la legge morale comprende necessariamente ed «intenzionalmente» tutti i casi particolari in cui si verificano i suoi concetti; ed in numerosissimi casi lo fa con una logica talmente concludente che persino la coscienza del singolo fedele vede immediatamente e con piena certezza la decisione da prendere. Ciò vale specialmente per gli obblighi negativi della legge morale, quelli cioè che esigono un non fare, un tralasciare; ma non solamente per questi. Gli obblighi fondamentali della legge cristiana, per il fatto stesso che sorpassano quelli della legge naturale, si basano sull'essenza dell'ordine soprannaturale costituito dal divin Redentore. Dalle relazioni essenziali tra uomo e Dio, tra uomo e uomo, tra coniugi, tra genitori e figli, dalle relazioni essenziali della comunità nella famiglia, nella Chiesa, nello Stato, da tutto ciò risulta, tra le altre cose, che l'odio di Dio, la blasfemia, l'idolatria, la defezione dalla vera Fede, la negazione della Fede, lo spergiuro, l'omicidio, la falsa testimonianza, la calunnia, l'adulterio e la fornicazione, l'abuso del matrimonio, il peccato solitario, il furto e la rapina, la sottrazione di ciò che è necessario alla vita, la defraudazione del giusto salario, l'accaparramento dei viveri di prima necessità e l'aumento ingiustificato dei prezzi, la bancarotta fraudolenta, le manovre d'ingiusta speculazione — tutto ciò è gravemente proibito dal Legislatore divino; non c'è alcun dubbio; qualunque sia la situazione individuale, non v'è altra scelta che obbedire".
I testi sopra riportati mostrano che la dottrina secondo la quale esistono atti intrinsecamente cattivi, conoscibili da tutti come tali…

a) si fonda sulla "luce della Rivelazione e dell'insegnamento costante della Chiesa e specialmente del Concilio Vaticano II" (San Giovanni Paolo II), è "secondo la tradizione cristiana e la dottrina della chiesa", la "riconosce anche la retta ragione" (Cdf), risulta "dalle relazioni essenziali tra uomo e Dio, tra uomo e uomo, tra coniugi, tra genitori e figli, dalle relazioni essenziali della comunità nella famiglia, nella Chiesa, nello Stato (Pio XII), è ribadita dal Catechismo della Chiesa Cattolica, "richiamata con l'autorità del successore di Pietro" (San Giovanni Paolo II).

b) è ribadita dal Catechismo della Chiesa Cattolica, dagli ultimi Pontefici, dalla Congregazione per la dottrina della fede.

Si tratta, nell'insieme, per il tenore dei documenti e per la continuità nel proporla, di magistero ordinario infallibile.

Quindi se è dottrina di fede, immutabile, che esistono delle azioni che sono sempre cattive, qualunque siano le circostanze, e tra queste azioni c'è l'adulterio, non si danno certi casi in cui l'adulterio non sia peccato. E allora tutti gli atti propri degli sposi, compiuti tra persone non sposate, con piena avvertenza e deliberato consenso, sono sempre peccato: non esistono quindi certi casi in cui non sia peccato, e se si pecca si perde la grazia, e se si perde la grazia non si può fare la S. Comunione. Inoltre per ricevere lecitamente e validamente l'assoluzione sacramentale, i divorziati risposati civilmente devono avete il proposito di vivere come fratello e sorella, perché non ci si può confessare senza il proposito di non peccare.

Il secondo dubium chiede dunque più che lecitamente al Santo Padre di rispondere che Amoris laetitia non può contraddire la dottrina cattolica della morale dell'oggetto, e non può negare che esistono atti intrinsecamente cattivi.

4 commenti:

  1. "Mensa eucaristica" (CVII)....frase che va venire i brividi...."Santo sacrificio della Messa" (Concilio di Trento)....

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  2. Così, per il cardinale Burke Consiglio Vaticano II sarebbe anche non essere magisteriale?

    Sì c'è un errore nel Amoris Laetitia tuttavia il Concilio Vaticano II anche ha degli errori e quindi non poteva essere considerata magisteriale.E un errore oggettiva nel Concilio Vaticano II e questo non può essere l'opera dello Spirito Santo.
    Amoris Laetitia rifiuta la tradizionale teologia morale con soggettivismo. Si presuppone ciò che è soggettivamente noto solo a Dio è anche noto per l'uomini. Si assume per esempio, che siamo in grado di giudicare quando una coppia in peccato mortale obiettivo non è in peccato mortale. Così l'Eucaristia potrebbe essere dato a loro. Si rifiuta Veritatis Splendor e la morale cattolica, come è stato insegnato da Papa Giovanni Paolo e papi precedenti, basata sulla Bibbia.
    Allo stesso modo la Lettera del Sant'Uffizio nel 1949 per l'arcivescovo di Boston ha anche respinto la teologia salvezza tradizionale con soggettivismo e questo errore è stato messo nel Concilio Vaticano II.La Lettera 1949 in principio accettato che i casi ipotetici del battesimo di desiderio ecc erano oggettivamente visibile nei tempi presenti. Poi, con questa premessa irrazionale ha concluso che vi sono noti eccezioni al dogma extra ecclesiam nulla salus.Concilio Vaticano II suggerisce anche in principio che i casi ipotetici sono una rottura con la Tradizione, in particolare il dogma extra ecclesiam nulla salus (EENS) e il Syllabi.Allora non solo del battesimo di desiderio e di essere salvato nell'ignoranza invincibile (LG 16, AG 7, LG 14) suggerire ad eccezioni a extra ecclesiam nulla salus ma anche 'essere salvato in comunione imperfetta con la Chiesa (UR 3), semi di Parola (AG 11), le cose buone e sante in altre religioni NA 2),elementi di santificazione e di verità(LG 8), conosciuto casi di salvezza al di fuori del corpo visibile della Chiesa con il' subsistit è 'nuova teologia (LG 8), ecc
    Questo è male filosofia. Si mescolato chi e invisibile ad essere visibile, ciò che è soggettivo ad essere di fatto noto, ciò che è ipotetica oggettivamente visto.
    Si tratta di un errore di fatto e oggettivo nel Concilio Vaticano II, con riferimento il dogma extra ecclesiam nulla salus.
    Non possiamo vedere persone che vengono ora salvati in Cielo con il battesimo di desiderio, ecc. Allora perché sono citati con riferimento alla extra ecclesiam nulla salus? Accetto loro come ipotetica casi.C'e un scelta.Concilio Vatican II ha scelto l'opzione irrazionale.
    Con cattiva filosofia, cattiva teologia è stato creato e accettata nel Concilio Vaticano II. E stato approvato dal magistero. Il magistero non avessi già corretto l'errore nel Lettera di 1949.Il arcivescovo di Boston non supportava Don Leonard Feeney.Don Leonard Feneey stava dicendo non ci sono casi noti di battesimo di desiderio ecc e quindi non poteva essere salvezza al di fuori della Chiesa.
    Alcuni dei Padri della Chiesa al Concilio Vaticano II ha accolto questo errore e inseriti nel testo in quanto credevano che il battesimo di desiderio ecc riferito ai casi noti nei tempi presenti. Il cardinale Richard Cushing era attiva al Concilio Vaticano II e non si era ancora alzato la scomunica di p Leonard Feeney.
    Questo è tutto un errore.Non può essere l'opera dello Spirito Santo. Questo non è sicuramente Magistrale in quanto contraddice i secoli interpretazione del dogma extra ecclesiam nulla salus.E 'in contraddizione con il magistero passato
    Anche fa tutto questo con l'uso di una premessa irrazionale per creare un conclusione non tradizionale.This non tradizionali nuova teologia si basa su una premessa irrazionale.
    Così, per il cardinale Burke Consiglio Vaticano II sarebbe anche non essere magisteriale?
    http://eucharistandmission.blogspot.it/2016/11/cosi-per-il-cardinale-burke-consiglio.html

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  3. che roba è "Mensa eucaristica"? Quella scolastica?

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  4. Don Pino Privitera18 novembre 2016 01:53

    Il papa deve rispondere.

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