lunedì 20 giugno 2016

Comunione in ginocchio: «Nella nostra parrocchia stiamo diventando un "caso strano"»

Una ragazza denuncia di essere " emarginata" nella sua stessa comunità parrocchiale   perché assieme ad altri amici di un gruppo della Riparazione Eucaristica s'inginocchia al momento di ricevere la Santa Comunione. 
Non è la prima e purtroppo non sarà l'ultima.
Pubblichiamo alcuni passi del toccante sfogo della giovane   che, ancora una volta, rivela la triste realtà e il vero volto attuale  della chiesa " della misericordia" nella quale "nessuno deve essere emarginato" ma in realtà vengono perseguitati coloro che desiderano ricevere in ginocchio il Signore Gesù Cristo presente "nell'Ostia radiosa" come hanno fatto tutti i Santi e come le norme liturgiche attuali prescrivono anche per la cosiddetta "forma ordinaria".

Guardando sbigottiti quel pio gesto di adorazione eucaristica i supponenti denigratori dei ragazzi , chierici o laici, dicono di percepire    puzza di "setta" (risum teneatis!).   
Invece di emarginare e " a presentarsi alla porta di casa" dei giovani  "colpevoli" di inginocchiarsi quando si comunicano gli "accusatori"  potrebbero almeno cercare di capire le  devote motivazioni spirituali che ispirano i ragazzi.
Rinnoviamo agli studenti, che qualcuno vorrebbe affidare alle cure psichiatriche (siamo arrivati a questo punto!!!),  la nostra solidare ammirazione accompagnata da un duplice consiglio fraterno:
- di rimanere sempre ostinatamente ancorati alla Vostra Parrocchia  che, per quanto disastrata e crudele, è la Vostra casa dalla quale non dovreste mai allontanarVi: mai gruppi o gruppetti isolati! Mai!
Il vostro Parroco e i Vostri fratelli della comunità parrocchiale siano sempre i " testimoni" di ogni vostro fare;
- di permanere fedeli al  santo proposito di comunicarVi in ginocchio: la Chiesa di sempre Vi sostiene.
Da parte nostra continueremo a segnalare alla competente Congregazione Vaticana anche questo caso di violenza psicologica nei confronti di alcuni normalissimi giovani a cui il Signore ha voluto donare una particolare devozione eucaristica.
AC
Allora.....siamo al ridicolo. 
Nella nostra parrocchia stiamo diventando un "caso strano"

" ... Nella nostra parrocchia stiamo diventando un "caso strano".
Riceviamo la comunione in ginocchio, per nostra stessa scelta estremamente personale.
Ci conosciamo benissimo tutti. 
Siamo amici e anche fratelli, ma nessuno ci ha fatto la domanda: "perché quando di comunichi  ti inginocchi? "
Sono talmente fissati che possiamo essere vittime di una setta o di una psicopatica .., che vanno a fare domande e a presentarsi alla porta di casa "perché siamo preoccupati per voi. Forse non state bene".
Basterebbe conoscere l' ABC del Catechismo e il significato della Liturgia per non porre razionalmente la domanda più stupida del mondo. 
Sappiate che noi stiamo benissimo. godiamo di ottima salute psichica e fisica.
Anche nelle nostre famiglie va tutto bene ... grazie. 
E sì....qualcuno ci dice di metterci in ginocchio davanti a Dio: è la nostra coscienza individuale e personale che ce lo chiede !
Cercate nel Catechismo il significato di Coscienza o Primo Maestro interiore ecc..ecc...e leggete meno cose inutili. ... 

P.S. Alla veglia di Pentecoste ci siamo inginocchiati anche davanti al  Arcivescovo. e non ha mosso obiezione alcuna. né in quel momento né in seguito. ... "

10 commenti:

  1. non metuens verbum21 giugno 2016 03:34

    Bravi. Chiedo soltanto se ne abbiate parlato esplicitamente con il parroco, e la sua eventuale risposta.
    Lo stare in ginocchio è reso fiscamente difficile dalle abitudini correnti: il celebrante spesso sta in piedi sui gradini del presbiterio, più in alto della fila dei comunicandi, e tiene la Particola alta al di sopra della Pisside, quindi io per esempio riesco solo ad abbozzare una mezza genuflessione perché se arrivassi a inginocchiarmi sul pavimento sarei talmente più in basso che dubito che il celebrante arriverebbe alla mia bocca.

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    1. La genuflessione in tal caso sarebbe sufficiente.

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    2. Provi a immaginare lei in ginocchio a fianco di un bambino di 7 anni...
      altezza identica.

      Lei se vuole farlo si inginocchi, e tenga presente che i sacerdoti com tutti gli altri uomini,
      hanno facolta di chinarsi essendo dotati di articolazioni come tutti gli altri.


      Spesso purtroppo per umano rispetto si manca di rispetto a Dio.
      ps. Il sacerdote che commenta lo ha ben espresso.

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  2. Quelle rare volte che mi è successo, mi sono tranquillamente piegato per comunicare la persona. Sono rimasto piacevolmente ammirato di chi si comunica in ginocchio e sulla lingua nel N.O.

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  3. purtroppo tanti non credono più che il Santissimo Sacramento è Gesù Cristo e che Gesù Cristo è Dio ed anzi è l'unico Dio che esiste.. piaccia o non piaccia ai modernisti, ai sincretisti , agli "adulti"... ecc. e quindi oggidì, anche se in buona salute.., molti non si inginocchiano nemmeno al momento della Consacrazione, quando Gesù ripresenta al padre il Sacrificio della Croce(che si attualizza) offre la Sua vita per i nostri peccati: più scandaloso ancora questo comportamento che tanti addolora, ma più di tutti credo Gesù e la Madonna. Quindi bravi, è giusto inginocchiarsi se non si è impediti fisicamente, ma comunque si può sempre fare almeno un inchino.. .

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    1. Io trovo sia molto scandaloso andare alla comunione avendo nel cuore il disprezzo per papa Francesco.
      E' un grande papa, fedele al Vamgelo, e mi feriscono molto le MENZOGNERE accuse nei suoi confronti.

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    2. Che c'entra citare il Papa nei commenti di questo post squisitamente liturgico/devozionale?
      In foro interno "trovo sia molto scandaloso andare alla comunione avendo nel cuore il disprezzo per il papa" nulla da eccepire.

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    3. C'entra...c'entra.

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  4. Per non intralciare io la ricevo inginocchiato a mo' di genuflessione (su un solo ginocchio). Così posso rialzarmi più agilmente senza perdere l'equilibrio.
    Il prete abbassa la mano quanto basta anche se è sullo scalino, mentre io mi protendo quanto basta verso di lui.
    Funziona.

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  5. Bravi! Meno male esiste sempre qualcuno che applica le regole canoniche

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