giovedì 14 gennaio 2016

Corso di Latino della Prof. Luciana Cuppo per i lettori di MiL

Gli amici del CNSP ci hanno segnalato questa importante iniziativa, già uscita sul loro sito.
La pubblichiamo, insieme con la presentazione fatta da Marco Sgroi (consigliere del CNSP), con speranza di grande adesione e rilancio! 
Anche MiL ringrazia la Prof.ssa Luciana Cuppo per la cortese disponibilità e per l'impegno. 
E buon latino a tutti!
Roberto


L’ULTIMO REGALO DI NATALE

Cari Amici,

 non vi è famiglia in cui qualcuno non resti un po’ in ritardo con la consegna dei regali di Natale: travolti dai mille impegni che si affastellano durante le feste di fine anno, ci può capitare di non riuscire a consegnare in tempo qualche pacchetto, specie se la consegna ci sembra meritevole di particolare, speciale attenzione.
 È successo così anche al CNSP. Avevamo – abbiamo – in serbo un regalo che reputiamo prezioso, e, per non presentarlo ai destinatari (cioè agli Amici del Populus Summorum Pontificum) in modo affrettato, ci siamo attardati… fino ad oggi. Ma, finalmente, ci siamo riusciti.

 Di che si tratta? 

Vi sono tantissimi fra noi che, col progredire della frequentazione della liturgia tradizionale, avvertono l’esigenza di approfondirne sempre più le fonti e di comprenderne sempre meglio il linguaggio. La conoscenza della lingua latina – che in molti abbiamo appreso, con tutto il necessario corredo di insufficienze, lezioni di recupero, interrogazioni “per il sei”, ecc. ecc., sui banchi di scuola – se è sufficiente per compiere i primi passi, non ci è sempre d’aiuto quando decidiamo di andare un po’ oltre. Ma soprattutto vi sono molti Sacerdoti, specie giovani, che si accostano o vorrebbero accostarsi con entusiasmo alla S. Messa di sempre, i quali, oltre alle difficoltà a tutti ben note, devono anche superare l’ostacolo di non aver purtroppo ricevuto, nella lingua latina, quella formazione completa che è ottimale per compenetrarsi pienamente nella liturgia tradizionale, con loro e nostro giovamento spirituale.
Dobbiamo alla generosità della prof. Luciana Cuppo, che il CNSP non si stancherà di ringraziare, la possibilità di poter offrire un aiuto in questo senso. Quest’aiuto è il regalo tardivo, ma prezioso, di cui parlavo prima.
La prof. Cuppo ha messo a disposizione del CNSP, che a suo volta lo propone a chiunque fosse interessato, un corso totalmente gratuito di latino, destinato, appunto, agli scopi di cui ho detto. Lascio direttamente alla nostra illustre Insegnante la presentazione delle caratteristiche e dei contenuti del corso; non senza aver precisato che il corso si svolgerà via mail, che sarà individualmente calibrato sulle esigenze di ciascun partecipante, e che per ogni ulteriore chiarimento – nonché, soprattutto, per iscriversi! – ci si può rivolgere direttamente alla prof. Cuppo all’indirizzo email dcsaki@yahoo.com.

Marco Sgroi


*
  Gli amici del CNSP mi hanno chiesto uno schema per il corso di latino. Nulla di più semplice, ma le cose più semplici non sono sempre anche le più facili, anzi. Si fa presto a fare uno schema e lo trovate qui, dopo i preamboli I e II; ma ho voluto premettervi, a scarico di coscienza, i princìpi a cui si ispireranno i corsi, perché è pura e semplice onestà intellettuale verso chi si interessi all’argomento il dire non solo ciò che in essi si farà (per questo c’è lo schema), ma perché si farà. E per spiegarlo, ecco due preamboli tratti dalla vita reale.


Preambolo I: obiettivi del corso


Il giugno scorso ci fu all’Aia un convegno su “Early Medieval Practices of Reading and Writing“. Ai relatori era stato chiesto di studiare le annotazioni di ogni genere spesso apposte ai manoscritti medievali ed altrettanto spesso ignorate da chi pubblicò il testo di quei manoscritti, col risultato che moltissime annotazioni sono oggi sconosciute. Al convegno ci fu dovizia di immagini grazie a PowerPoint, e gran dovizia di tartine e pasticcini grazie alle infaticabili organizzatrici. Dal felice connubio fra tartine e codici medievali presero il via varie conversazioni, ed è su una di queste che vorrei soffermarmi perché fa al caso nostro.

            Mi trovai dunque in un crocchio svizzero-tedesco in cui si parlava di una pagina di manoscritto con i margini ricoperti da fittissime note, che il relatore – un giovane studioso, forse un dottorando – aveva definito “accumulation of knowledge” (“cumulo di conoscenze”). Sullo scopo di quest’ammucchiata nei margini, il relatore non disse nulla.

            Era però chiaro che la pagina così minuziosamente annotata era il prologo del Vangelo di S. Giovanni. E così, fra una tartina e l’altra, la conversazione verté sul punto che per un lettore del XXI secolo, tendenzialmente laico ed agnostico, quelle note in
margine erano un cumulo di aggiunte al testo del codice, fatte a scopo d’informazione. Ma per il monaco del XII secolo che vergò quelle note, non vi sono aggiunte possibili ad un testo che è parola di Dio e narra del Verbo fatto carne; e quelle note non aggiungono nulla ad un testo che è già ispirato, ma cercano di trarre e render più accessibile alle limitate facoltà umane la verità nascosta in quella pagina. Mettere in luce quanto più possibile il contenuto di quella pagina; questo era l’obiettivo di quel maestro medievale, e questo sarà l’obiettivo dei corsi.  Attraverso la conoscenza del latino, ci si accosterà maggiormente ai testi della Scrittura ed a quelli che documentano la Tradizione; e ciò, fin dalle prime lezioni.


Preambolo II: quello che il corso NON farà


Trascrivo qui obiettivi e contenuti di un corso di lingua latina svolto correntemente presso un’università italiana: “Ogni lezione sarà dedicata, nella prima parte, all’illustrazione teorica dei fenomeni morfologici e delle costruzioni sintattiche, mentre, nella seconda, saranno presi in esame testi scelti, sia in prosa sia in versi (di diversi periodi – in successione cronologica – e differenti generi letterari), da analizzare e tradurre“. Tutto bene, ma vediamo cosa s’intende per “analisi“: “Lo studente dovrà dimostrare di saper analizzare il testo latino attraverso un preliminare esame puntuale della struttura sintattica dei periodi, entro i quali egli dovrà altresì essere in grado di individuare i fenomeni morfologici più peculiari“. Si analizzano, insomma, le strutture sintattiche e grammaticali, e sulle idee espresse dall’autore, od i fatti narrati in quel brano, silenzio di tomba; non si pensa a ciò che l’autore dice, ma a come lo dice, e questo “come“ non significa cogliere le caratteristiche e lo stile personale d’un autore, ma vuol dire mettere in evidenza come il brano scelto per l’analisi corrisponde a tutta una serie di regole astratte, grammaticali e sintattiche, che il docente del corso ed il curatore moderno del relativo libro di testo considerano importanti.

            Ora, e questo è un punto molto serio, il limitare la lettura dei testi ad un’analisi, peraltro artificiale, delle strutture morfologico-sintattiche non è dovuto ad insipienza di curatori e docenti, ma a qualcosa di peggio: uno sforzo programmato in alto loco per soffocare alle radici la nostra cultura greco-romana e cristiana. A forza di analizzare strutture linguistiche, si trascura l’essenziale, lo scopo primario per l’apprendimento di una lingua: capire ciò che l’autore voleva comunicare, cioè il pensiero dell’autore di quei testi. Come se leggere un testo in qualsiasi lingua non fosse innanzitutto aprire una linea di comunicazione con chi l’ha scritto; e come se il primo motivo per apprendere il latino non fosse capire precisamente ciò che l’autore latino aveva da dire. Ma l’insegnamento del latino, così come si fa in troppe nostre scuole, altro non è che un depistaggio, voluto, premeditato e programmato, dal contenuto concettuale dei vari testi – perché concetti, idee, e persone pensanti sono pericolose, mentre elaboratissime strutture sintattico-grammaticali avulse da qualsiasi contenuto concettuale non hanno mai tratto un ragnetto dal buco.

Schema del corso


Nei particolari (scelta di letture, livello didattico desiderato) il corso può venir individualizzato. Per ulteriori informazioni, inviare una mail a: dcsaki@yahoo.com .

Lo schema che si propone qui è tipico di chi, per motivi personali o professionali, intende acquisire una solida conoscenza del latino e servirsi di tale conoscenza per molti anni, meglio se vita natural durante. Il testo adottato è quello ormai classico di Alfonso Traina, Tullio Bertotti e Luciano Pasqualini, Esercizi per la morfologia (Bologna, settima ristampa 2012). Qualsiasi grammatica latina, in forma cartacea od online, servirà allo scopo; ulteriori segnalazioni verranno fatte agli iscritti.

            La sequenza di argomenti delle lezioni, che riassumo dal testo suddetto del Traina, è anche quella classica: le prime tre declinazioni – verbo sum e verbi delle quattro coniugazioni all’indicativo presente e futuro – pronomi personali, complementi più frequenti – quarta e quinta declinazione – congiuntivo dei verbi, coniugazione passiva – alcuni verbi anomali – participio presente ed ablativo assoluto (e con questi saremo pronti a varcare la soglia misteriosa della sintassi, prevista per il secondo corso).

            Il tratto distintivo del corso sarà la centralità del testo, cioè: le letture, e sia pure, all’inizio, di frasi brevi e semplici, ma d’autore. I punti di grammatica necessari a comprendere un testo verranno introdotti assieme al testo ed in funzione di esso, non come uno studio a sé stante. E poiché i destinatari del corso sono cattolici che amano la Tradizione e ciò che la veicola, oltre alle letture scelte dal Traina ve ne saranno altre, e credo saranno le più importanti, tratte dal patrimonio scritturale-patristico-liturgico della Chiesa.  

        Luciana Cuppo

4 commenti:

  1. Oggi ci si può laureare in Lettere senza fare nemmeno un esame in latino.

    Il latino dà fastidio perchè è intrinsecamente legato ad una cultura che nemmeno ai dignitari ecclesiatici interessa (in verità la avversano).

    Grazie di cuore alla professoressa Cuppo, spero che non venga scomunicata per questa iniziativa.

    La Messa in lingua volgare di apertura del Giubileo era davvero squallida (mi scuso ma non posso esprimermi in altro modo): il coro era pessimo.

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  2. Francesco Del Carro14 gennaio 2016 22:06

    Complimenti per l'iniziativa!
    I grandi edifici si costruiscono mattone dopo mattone.
    Avanti così!

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  3. Tenete presente che la Signora luciana é Deceduta pertanto non é più con noi,ma rimmarà sempre presente nelle nostre preghiere. Se c'é altra persona che faccia questo ben venga,fatemelo sapere Grazie di cuore.Piero

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