giovedì 17 dicembre 2015

La confusione che genera facile sincretismo a scapito della salute delle anime!

Per dialogare con l'islam non si va in moschea
di Lorenzo Bertocchi
 
Archiviate le elezioni regionali dalla Francia arriva una notizia sul dialogo interreligioso, in particolare per quanto riguarda i rapporti con l'islam.
Venerdì scorso, presso la comunità turca d'Auray, padre Emilie Begumira ha condotto una ventina di parrocchiani della chiesa di Saint-Gildas alla preghiera musulmana. «Noi crediamo nello stesso Dio», ( ??? N.d.R.) avrebbe detto il parroco secondo quanto riporta il quotidiano d'oltralpe Le Télégramme.
Si è trattato di un gesto per mettere da parte ogni violenza in nome della religione, maturato dopo i tragici fatti di Parigi dello scorso 13 novembre.
I fedeli cattolici guidati dal loro parroco hanno così partecipato alla preghiera e alla predicazione dell'Imam Fatik Ozturk. (Senza parole: andare in moschea e pregare con i musulmani è un atto di apostasia, oltre che di scandalo - ha commentato giustamente un Lettore - N.d.R.)
«L'islam», avrebbe detto Ozturk durante l'incontro, «è una religione di pace e di amore, che non riconosce i crimini e le uccisioni.
Il Corano respinge criminalità e il terrorismo.
Sostiene invece che la vita è un impegno sacro. (...)
E 'nostro dovere imparare i veri valori dell'Islam per i nostri figli».
In precedenza padre Begumira aveva detto che «la nostra religione non è la stessa, ma d'altra parte abbiamo molto in comune, come la fraternità e l'amore del prossimo.
E soprattutto crediamo nello stesso Dio».
L'obiettivo per tutti, secondo il parroco, è quello di essere impegnati nella costruzione di una «nuova umanità».
É chiaro che il dialogo interreligioso è importante, mentre appare discutibile la scelta di “pregare insieme” e affermare che «crediamo nello stesso Dio».
I musulmani, come si sa, adorano un Dio unico, ma non si può certo dire con leggerezza che sia«lo stesso Dio» dei cristiani. (Sottolineatura nostra N.d.R.)
Questa confusione non favorisce un dialogo autentico, mentre genera spesso facile sincretismo.
La differenza tra la confessione cristiana, che confessa l’unità e la Trinità di Dio, e la confessione musulmana che non riconosce il mistero trinitario, è rilevante.
Padre Samir Khalil Samir, gesuita nato in Egitto, vissuto in Libano, professore all’Université Saint Joseph di Beirut e al Pontificio Istituto Orientale di Roma, in un intervento che risale al lontano aprile 2006, parlava della necessità di instaurare un dialogo con l'islam non di tipo teologico-religioso, ma «un dialogo di culture e di civiltà».
Lo scriveva ricordando il pensiero di Benedetto XVI, per il quale il dialogo autentico può instaurarsi a partire dal terreno comune della razionalità.
Il Logos, diceva il cardinale Joseph Ratzinger a Galli della Loggia nel 2004, «è comunicabile perché appartiene alla nostra comune natura umana e c’è un dovere di comunicare da parte di chi ha trovato un tesoro di verità e amore.
La razionalità era quindi postulato e condizione del cristianesimo, che rimane un’eredità europea per confrontarci in modo pacifico e positivo, sia con l’islam, sia con le grandi religioni asiatiche».
Il problema è che l'Occidente pare aver smarrito la strada di quella razionalità capace di autentico dialogo, ripiegandosi su di una ragione positivistica che «riduce i grandi valori del nostro essere alla soggettività».
Iniziative come quella di padre Begumira, per quanto animate da buone intenzioni, non sembrano favorire un recupero di quella razionalità “ampia” di cui parlava Ratzinger a Ratisbona.
La domanda, laica, a cui dovremmo rispondere è un'altra: siamo ancora capaci di proporre un dialogo che origini da una visione realista della persona e della dignità umana?
 

23 commenti:

  1. Andare in moschea e pregare con loro è un atto di apostasia, oltre che di scandalo.

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  2. mio figlio che oggi compirà 18 anni senza necessità di studiare ecumenismo e c..te del genere mi ha razionalmente dimostrato che il Dio Cattolico e quello dell'Islam sono diversi: il primo trasforma l'acqua in vino e al vino attribuisce un certo ruolo poichè lo trasforma con il mistero dell'Eucarestia nel sangue di Dio fattosi uomo , il secondo ne proibisce l'uso. Poichè Dio è coerenza e logos ne consegue che parliamo di dei diversi. Discendo da vignaioli e non ho dubbi quindi sul quale sia il vero Dio. Poi gli pseudo-preti possono dire tante sciocchezze ma tali rimangono

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    1. Dici bene ed io se fossi il sagrestano di questo padre Begumira mi premurerei di assaggiare il vino dell'offerta della Messa perchè chissà magari è senza alcool.........

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  3. L'islam crede nel Dio di Abramo e quindi (con tutte le differenze teologiche sulla Trinità e sulle persone Divine) si tratta dello stesso Dio visto nell'ottica ebraica del "monos" del Dio Abramitico. Sull'andare alla preghiera musulmana non ci trovo niente di scandoloso, sopratutto in un paese come la Turchia dove il dialogo tra fedi è fondamentale. Recitare i 99 nomi di Dio, vale anche per i cristiani, ci sarebbe apostasia se affermassimo che Maometto è l'unico profeta di Allah ma non credo che il parroco abbia fatto tale affermazione. Lo stesso Benedetto XVI (che volete tirare a tutti i costi dalla vs. parte) alla Moschea di Instanbul si è fermato in un minuto di raccoglimento. Quindi come sempre del resto fate polemica fine a se stessa.
    Davide 83

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    1. Ma certo, siamo tutti amici e crediamo nello stesso Dio, come no. Polemiche fini a stesse, sicuro. Ohé, fidanzatino di Peynet, ma tu lo hai mai letto il Corano, cioè il libro scritto direttamente da Dio in Cielo che è vietato interpretare? Ti cito soltanto un brano, Sura IX, versetto 30: "E hanno detto i cristiani: 'Cristo è il figlio di Dio!', questo dicono con la loro bocca imitando il dire di colore che prima di loro ripugnarono alla Fede. Dio li maledica! In quale grave errore sono caduti!". Questo che ci maledice secondo te è il nostro stesso Dio? Se pensi questo, suppongo che tu abbia sottoscritto un gran numero di obbligazioni subordinate di Banca Etruria e sia convinto di avere fatto l'affare del secolo, complimenti.

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    2. Quanto è vero!
      Tu pensa che alcuni altri ,tirchissimi, hanno preso la vecchia falce e martello e hanno cancellato il martello e il manico del falcetto così da ottenere una mezzaluna saracena.
      Quando qualcuno donerà loro un bel barattolo scaduto di vernice verde sostituiranno il campo rosso del suesteso simbolo riciclato.

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    3. Per davide83:
      1- in realtà da più passi dell'AT emerge già la natura trinitaria di Dio (soprattutto in Genesi, Isaia e Salmi).
      Ciò credo basti a smontare la fondatezza del suo intervento già alla radice: chi nega la Trinità non è cristiano. Tutto il resto è falsità.
      2- che male c'è a recitare i 99 nomi di Dio, si domanda. Esistono già preghiere cristiane in abbondanza. Che necessita c'è di utilizzare quelle musulmane?
      Che male c'è ad andare ad ascoltare l'imam in moschea, chiede lei. Esistono già luoghi di culto cristiani e clero cristiano. Che necessita c'è di utilizzare quello musulmano?
      Che a lei piaccia o no, questo è sincretismo, quindi apostasia.
      La prego di riconsiderare profondamente il suo intervento e riconoscere con massima onestà intellettuale la scorrettezza di tutte le sue tesi.

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    4. Carissimo Marcello,

      non riconsidero una virgola di quello che ho detto.
      Se vai a dire ad un ebreo che nell'AT emerge la Trinità di Dio, ti dice che sei pazzo, e ragionevolmente infatti al massimo si adombra la Trinità di Dio, ma sempre se tutto viene visto dal punto di vista del Vangelo, compimento della rivelazione per noi Cristiani. Il parroco turco non va tutte le domeniche in moschea ma ha fatto un gesto, per mostrare che si può entrare in una moschea senza che ti venga tagliata la testa. Guardi per le preghiere Cristiane in abbondanza è vero, ma posso essere libero di scegliere di pregare i 99 nomi di Dio, o secondo lei sono apostata. Un apostata è colui che nega che Cristo è il Figlio eterno del Padre e non mi risulta che il sacerdote e i fedeli della sua parrocchia lo abbiamo fatto. Mi si dice nella risposta sotto che per dialogare bisogna essere in due, è vero ma per pregare e fare gesti di Amore basta essere in uno, o forse negate che Cristo si è immolato sulla Croce anche se noi non lo meritavamo, se aspettava che avesse una controparte staremmo ancora aspettando. Deve essere proprio dei cristiani fare passi di distensione e trovare vie di pace. Sincretismo è dire non abbiamo differenze, invece no le differenze ci sono e anche grandi ma nonostante questo riconosciamo ciò che unisce e non quello che divide, e cioè il credere nel medesimo DIO della rivelazione ad Abramo.Davide 83

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    5. É una mia impressione o il VdR é tra gli anonimi commentatori?

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    6. Davide83, io sono cristiano, però il Dio padre con il nome di Shiva mentre mi lavo nel Gange. Secondo lei sono apostata o sono libero di farlo?

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    7. Ho omesso per errore il verbo "adoro"

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  4. La Chiesa cattolica ormai marcia al buio interiore verso gli scogli! Non giustifichiamo collisioni con i cavilli di Azzecca-garbugli, "mettendo tutte le religioni in un cestino", secondo una espressione del card. Arinze che di Islam.se ne intende come tutti i cristiani africani.

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  5. Ormai i principi del cristianesimo nato superando la visione ebraica del Dio Unico integrandola con l'Incarnazione del Verbo e per questo ferocemente perseguitato nei secoli, sembra non essere più professata da tanti pseudo profeti cristiani dalla vista appannata o nemici infiltrati!

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  6. Per dialogare bisogna essere in 2 e loro non accettano discussioni, il Corano è parola di Dio e va interpretato alla lettera, quanto alle varie Alici nel paese delle meraviglie, in moschea gli infedeli non entrano, già lasciano all'esterno le donne mussulmane in quanto impure e figuriamoci se fanno entrare i crociati come ci definiscono, in tutti i paesi islamici da me visitati, le uniche moschee che ti facevano vedere erano sconsacrate e niente donne dentro.....datevi una mossa e svegliatevi, non è lo stesso Dio e nemmeno lontanamente può essere definito l'Islam una religione, è solo sottomissione ad interpretazione unilaterale di un libro scritto a più mani, in arabo antico, e dettato da Allah stesso, ed imparato a memoria da tutti, anche non di lingua araba, altro che pizzi e merletti e lingua latina,inutile illudersi, sarà guerra, non ci sono altre soluzioni, sono milioni, in casa nostra, continuano ad arrivare e fanno un mare di figli......suona qualche campanello d'allarme?

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  7. Vorrei tanto sapere chi ha usato per primo la parola "dialogo" e la frase :ciò che unisce e non quello che divide.Quanti guai sono venuti da quel nostro fratello estremamente....caro.bobo

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    1. L'era del 'dialogo', concetto quanto mai equivoco e deformabile. fu iniziata con l'enciclica Ecclesiam Suam di Paolo VI. I risultati, dovuti anche alla facile gonfiatura strumentale dei contenuti della stessa da parte dei novatori interni e dei nemici storici della Chiesa, hanno prodotto lo sbandamento e annaspamento del cattolicesimo che sembrano toccare il fondo con l'attuale pontificato.

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    2. l'ideologia ' di ciò che ci unisce e ciò che ci divide' è iniziata con Giovanni XXIII, fatta propria dal CVII, ufficializzata dall'enciclica Ecclesiam Suam di Paolo VI e portata al massimo dell'equivoco da GPII con le riunioni di Assisi, criticato chiaramente dall'inviso perché grande, papa Benedetto.

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    3. L'ideologia ' di ciò che ci unisce e ciò che ci divide nasce con Giovanni XXIII, è fatta propria da CVII, ufficializzata dall'enciclica Ecclesiam suam di Paolo VI e portata al massimo dell'equivoco da GPII con le riunioni di Assisi ed infine raccolta e legittimata, nella pratica, da Bergoglio, uno dei tanti allevati a quella confusione dottrinale, combattuta da par suo,da papa Benedetto con la odiata istruzione Dominus Jesus.

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  8. Che bello vedere le tendenze suicide di chi da dentro la Chiesa vuol riformarla. Non attacchiamo i musulmani, il vero pericolo è tra gli uomini di Chiesa, è interno.

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  9. Allora dialoghiamo anche con i mafiosi. Andiamo a casa del boss, diciamo tutti insieme una preghiera e poi bruciamo il santino, ma solo come gesto di distensione e di pace, da veri cristiani. Prendiamo ciò che ci unisce, anche loro per esempio amano le processioni religiose...

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  10. Ho cercato l'articolo sul Télégramme ed è introvabile. Fino a prova del contrario, si tratta di una bufala. D'altronde, il sito stranamente non rinviava alla pagina originale. Un po' piú di serietà, quindi.

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    1. E' solo sbagliata la grafia del nome: cerca Emile Bigumira e trovi tutto. C'è anche la foto del prete (in pullover blu di ordinanza) inginocchiato in moschea con aria naturalmente ispirata.

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    2. http://www.letelegramme.fr/morbihan/auray/religion-des-catholiques-a-la-mosquee-12-12-2015-10885522.php

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