giovedì 4 dicembre 2014

Londra: il pontificale di S.E. Mons. Cordileone, Arcivescovo di San Francisco



Chi vi scrive ha avuto la piacevole fortuna di trovarsi a Londra proprio lo scorso fine settimana e di potere assistere ad una I domenica di Avvento particolarmente solenne, per la presenza dell'Arcivescovo di San  Francisco.
S. E. Mons. Cordileone ha infatti celebrato la Messa pontificale alle 11:00 presso la chiesa del Brompton Oratory, nella forma ordinaria del Rito Romano, cantata e in latino. 
L'Oratorio di San Filippo Neri ha da sempre a cuore la liturgia e la musica sacra e per questa ragione molti cattolici londinesi accorrono sempre numerosi sia alla messa letta celebrata in rito antico (ore 09:00) sia a quella solenne, in latino, cantata (nella forma ordinaria) alle ore 11:00. 
La celebrazione è stata un fulvido e ottimale esempio di quel vicendevole arricchimento tra le due forme liturgiche, auspicato da Benedetto XVI nell'introduzione al Motu Proprio Summorum Pontificum: una Messa in rito ordinario celebrata con seria ieraticità, sobria eleganza, ma tanta toccante devozione.  
Durante l'omelia ("Videte, vigilate; nescitis enim, quando tempus sit") Sua Eccellenza ha toccato temi delicati (come l'attuale crisi economica e la crisi dei valori), ammonendo di stare vigili e e fedeli alla Chiesa. Ha però esorato alla fiducia e alla speranza, indicando nel Salvatore che sta per venire quel sostegno, quella roccia e quel porto sicuro che mai tradisce quanti vi si affidano. Ha esortato così un periodo di Avvento di intensa preghiera e di abbandono al Bambin Gesù che sta per nascere. 
Al termine della Messa il vostro cronista ha avuto occasione anche di salutare sia il parroco dell'Oratorio (un sacerdote davvero paterno e disponibile) sia Mons. Cordileone, il quale è davvero sollecito nei confronti della liturgia.
Ringrazia quindi i padri del Brompton Oratory per la affettuosa accoglienza e per il loro impegno londinese, serio e di lunga data, nel promuovere celebrazioni curate, semplici, ma che veicolano con ieraticià quel Trascendente di cui i fedeli hanno bisogno. 
Roberto

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P.s. 
Le esperienze in altri ambienti, diversi dal proprio, sono sempre utili e permettono di conoscere realtà diverse e variegate. Nel caso di Londra è stata piacevole e rincuorante. E spiego il perchè.
Siccome ero arrivato abbastanza in anticipo, avendo calcolato male i tempi e le distanze di Londra, sono arrivato all'Oratorio con ampio anticipo rispetto alle 11:00; in tal modo ho trovato posto nelle prime panche. 
Quanti giovani ho visto inginocchiati, recitare rosari o le orazioni in preparazione alla S. Messa! Quasi mi vergognavo io di non farlo!  
Al momento, poi, della Comunione, non ho potuto non buttare uno sguardo alle persone che si accostavano, silenziosamente e composti, alla balaustra, mentre la Schola cantava il  Rorate Coeli. Come già era successo durante i vari Pellegrinaggi internazionali a Roma, ho avuto una felice conferma: sono rimasto davvero colpito da quanti fossero i giovani e le persone "normali"! E per "normali" intendo giovani in jeans, felpa, qualche tatuaggio e sneakers, o ragazze con gonne sopra al ginocchio, ballerine trend, e occhialoni da sole fashion. ("Normali" come li definirebbero quei i vescovi che a Copacabana si misero a ballare, ricordate?).
So che non è proprio quel che si dice "l'abito della festa", ma, Viva il Cielo! ben vengano questi giovani! Perchè tanto entusiasmo? vi starete domandando con forse un po' di scandalizzato fastidio. Lo dico subito: quella dei giovani è la migliore testimonianza che si possa dare, a dimostrazione che ad essere interessati alle celebrazioni ieratiche e alla dottrina seria non sono solo i c.d. "anziani nostalgici", "signore con la veletta" o ragazzi "fuori dai tempi" (come spesso, ahinoi, sento chiamare ingiustamente e con disprezzo quanti sono interessati alla Messa antica) ma anche e sempre più giovani "alla moda". Perchè la Tradizione non è selettiva!
Domus sanctificatiónis tuae et gloriae tuae,  ubi laudavérunt Te patres nostri.
Rorate Caeli de super...


Sia chiaro: non che chi va a Messa in giacca e cravatta o con le veletta in testa non sia normale, per carità! Ma è inutile negare che nell'immaginario collettivo di quella parte (ancora maggioritaria) del clero che non accetta noi c.d. "tradizionalisti", i fedeli delle Messe in latino siano dileggiati e considerati  un po' "sfigati", un po' disadattati, un po' fuori dal mondo, solo casa e chiesa, etc... 
Non è affatto vero, ovvio, ma i pregiudizi qualche anno fa ci dipingevano così, e ora sono duri a morire.
Quindi ben venga questo innesto di giovinezza - passatemi il termine - "normale"! Esso Era evidente già tempo fa, ma ora è sempre maggiore ed è forse anche per questo che ad alcuni stanno iniziando a tremare le ginocchia. 
Rorate Caeli de super
et nubes pluant iustum...

(Mentre riflettevo su queste cose, ringraziando Gesù prima di fare a mia volta la Comunione mi era venuto in mente una scena che, all'epoca mi fece venire la pelle d'oca. Vi ricordate la Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid del 2011: avete presente quelle centiniaia di migliaia di giovani, tutti euforici, allegri, alcuni esaltati lungo le vie della città, ma che, durante l'adorazione nottura con Benedetto XVI, e senza che nessuno lo dicesse, si erano spontaneamente inginocchiati nel fango - era sceso un simil diluvio universale pochi minuti prima - non appena  era stato portato il Santissimo Sacramento in un antico Ostensorio? (qui il video). Ecco con quelle immagini di giovani in ginocchio nella mente, e con tanta speranza nel  cuore, feci la Comunione al Brompton Oratory, lodando la Trinità e chiedendoLe grazie personali e per la Chiesa) .

Rorate Caeli de super, et nubes pluant iustum...

2 commenti:

  1. Grazie, esimio Roberto, per questa magnifica cronaca! Sono una grande ammiratrice dell'eccellentissimo Arcivescovo Cordileone (di origine italiana) fin dai tempi in cui era alla guida della diocesi di Oakland, è cresciuto alla scuola del Cardinale Burke come altri ottimi presuli statunitensi (il Vescovo Sample, per citarne solo uno). Speriamo si salvi dalla "misericordia" bergogliana!

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  2. Grazie, esimio Roberto, per la meravigliosa ed edificante cronaca! Lode al Signore per le consolanti notizie che ci arrivano dalla terra di Edoardo il Confessore (ricordo il bene che sta seminando l'ICRSS a New Brighton ed a Preston)! Infine, un elogio dal cuore a S.E. Mons. Cordileone, degno seguace degli insegnamenti del Cardinale Burke, che tanto si sta adoperando per la messa di sempre!

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