martedì 9 dicembre 2014

"Io voglio morire cattolico. Fammi degno di lodarti, o Maria! Fammi forte contro i tuoi nemici!"

Ieri 8 Dicembre 2014, Festa dell' Immacolata Concezione di Maria Santissima,  è stato festeggiato il Giubileo Sacerdotale di Don Camillo Magarotto nella sua Parrocchia d'origine . 
Don Camillo  attualmente è il Cappellano dell’Ospedale Civile di Rovigo, da sempre colonna portante del Movimento Liturgico Benedettiano. 
Per 25 anni, sotto la protezione della Vergine Immacolata, che Egli ama di un amore filiale inarrivabile, le sue mani hanno celebrato la Santissima Eucaristia , hanno battezzato ed hanno assolto i penitenti. 
La sua parola è stata ed è fedele testimone della Verità  nella Carità . 
Il 21 Dicembre p.v., presso la Chiesa dell’Ospedale Civile di Rovigo, alle ore 11, Don Camillo celebrerà la Santa Messa nell’antico rito romano secondo il Motu Proprio Summorum Pontificum. 
Con il desiderio di fare cosa gradita ai  Fedeli spiritualmente legati a Don Camillo pubblichiamo l’Omelia ( che ci è stata gentilmente fornita )  mediante la quale ieri, Festa dell’Immacolata Concezione, egli ha confermato nella Fede coloro che erano accorsi per festeggiarlo. 
Sia lode a Dio per la grazia immensa di sacerdoti veri e grandi come Don Camillo. 
Essi sono il segno evidente che mai il Signore abbandona la Sua Chiesa! 
Anche noi ci uniamo nella preghiera di ringraziamento al Cuore Eucaristico di Gesù per aver donato questo "Alter Christus"  alla Sua Chiesa. 
Επίσης, σε μας τους αμαρτωλούς ( A.C.)


Fammi degno di lodarti, o Maria! Fammi forte contro i tuoi nemici! 
 Omelia di don Camillo Magarotto 
Lusia, 8 dicembre 2014 

Carissimi tutti,

ringrazio il Signore e la sua, e nostra, santissima Madre perché oggi sono qui, nella mia Parrocchia di origine per celebrare il mio giubileo sacerdotale. 
Li ringrazio per il sacerdozio ministeriale che, senza mio merito, Gesù partecipa alla mia umile persona da ormai venticinque anni. 
Venticinque sono solo l’istante iniziale, perché il sacerdozio è eterno! 
Aldilà delle doverose parole di circostanza, in questo santissimo giorno intendo riflettere insieme a voi su Nostra Signora, Maria Immacolata. 
L’Immacolata Concezione della Vergine Maria è senza ombra di dubbio il singolare privilegio che Dio Onnipotente ha voluto amorevolmente concedere alla più straordinaria e perfettissima delle sue creature. 
Ma non solo. 
L’immacolato concepimento della Madonna, avvenuto nel grembo di sua madre sant’Anna, è anche la base di ogni grazia e l’origine della salvezza!
Questa è la verità meravigliosa che esattamente 160 anni fa, l’8 dicembre 1854, il Beato Pio IX proclamava dogma di fede! 

Non poteva essere che Immacolata colei che Dio creò per essere Madre del suo Figlio Gesù. Solo Dio crea, e quindi Lui solo poteva creare l’Immacolata, unica ed eccezionale.
Ma quel Gesù, che è Figlio di Dio e Dio egli stesso, è anche l’unico, sommo ed eterno sacerdote incarnatosi per operare la nostra salvezza attraverso il sacrificio della Croce. Colei che è tutta di Dio e delle sue grazie (così si dovrebbe tradurre il saluto dell’Angelo), fin dal suo Immacolato Concepimento è, per volere divino, associata inscindibilmente a Gesù Cristo, sacerdote dell’augusto sacrificio che Lei offrì con Lui sul Calvario.
Dio, quindi, comunica in grado eminente alla Madonna lo spirito sacerdotale, con tutte le grazie e le opere che ha compiuto e compie. 
Dio crea l’Immacolata; l’Immacolata concepisce Gesù per opera dello Spirito Santo nel suo grembo verginale e lo genera nella carne; Gesù è il sacerdote che, morendo in Croce e risorgendo, ci salva e continua a salvarci nella ripresentazione del suo sacrificio in ogni celebrazione della santa Messa attraverso i suoi ministri.
Ogni sacerdote è un Alter Christus, e come Cristo è inseparabile da Sua Madre e nulla opera senza di Lei così ogni sacerdote è unito alla Madonna e nulla può fare senza di Essa. 
L’amore per l’Immacolata, Madre dell’Eucaristia come la definì san Giovanni Paolo II, mi spinge a condividere con voi un’altra riflessione che tanto mi affascina e nel contempo mi è causa di molte incomprensioni a volte dolorose. 
Pensiamo all’ineffabile stupore e alla profonda adorazione che la Vergine Maria ebbe e sostenne per Gesù, Dio che si fece uomo nel suo grembo verginale!
E immaginiamo con commozione e trepidazione all’immenso amore e ancora all’adorante stupore con i quali accudì alla Persona del Verbo Incarnato. 
Con quale ineffabile amore la Madonna strinse tra le sue braccia il Figlio di Dio sia quand’era bambino sia quando, straziato nel corpo, lo accolse alla deposizione dalla Croce! 
Per quanto ci sforziamo, per quanto meditiamo, per quanto preghiamo, per quanto possiamo progredire nella santità mai, proprio mai, arriveremo a comprendere la tenerezza, l’amore, l’adorazione con i quali la Madonna trattò Gesù! 
Ecco, quel Gesù, Dio fatto uomo, così accolto e adorato e santamente toccato da Maria è il medesimo Gesù presente nella Santissima Eucaristia.
Non c’è nessuna differenza tra il Gesù concepito nel grembo dell’Immacolata e il Gesù che noi riceviamo nel Sacramento dell’Eucaristia! Il Gesù, Dio, che l’Immacolata genera nella carne, è lo stesso Gesù che in Corpo, Sangue, Anima e Divinità è presente nel Tabernacolo. 
Allora la domanda che mi affascina e mi tormenta è questa: le nostre mani sono degne di toccare il Corpo di Cristo? 
Possiamo prenderlo tra le mani come la Madonna? 
Anche se ci confessiamo ogni volta prima di fare la Comunione (il che sarebbe una buona e santa abitudine), il nostro Cuore non sarà mai abbastanza degno di riceverla. 
Se mai non sarà abbastanza degno il nostro Cuore di ricevere Gesù, tanto meno lo saranno le nostre mani! 
Dobbiamo imitare l’Immacolata in tutto, anche nel modo di accostarci alla Santa Comunione.
Mentre ci si prepara per accostarci alla mensa eucaristica, ognuno di noi deve chiedersi:” con quale amore, con quale umiltà, con quale trepidazione Nostra Signora ha accolto Gesù, suo Figlio e suo Creatore, nel suo grembo?”. 
Oh, ineffabile mistero!
Anche noi, sull’esempio sicuro della Vergine, nell’andare a ricevere Gesù dobbiamo eccitare l’animo al più grande atto d’amore di cui siamo capaci; dobbiamo riceverlo con la più grande umiltà possibile; dobbiamo trepidare e tremare quando ci accostiamo al Signore! 
Oh, se le nostre Comunioni fossero fatte così bene, così umilmente, così santamente come l’Immacolata accolse Gesù nel suo Cuore e nel suo grembo! 
Non è un caso che tutta l’iconografia sacra rappresenti nell’Annunciazione la Vergine Santissima in ginocchio. 
Ossia in atteggiamento di amore, di umiltà, di sottomissione al volere divino. 
Se la Madonna accoglie Gesù in ginocchio, chi siamo noi, poveri peccatori, da permetterci di ricevere la Santa Comunione non solo in piedi ma addirittura sulle mani? 
Sono tutte consacrate le nostre mani, o non lo sono SOLO quelle dei sacerdoti? 
E quelle dei sacerdoti non sono forse consacrate proprio per abilitarle a toccare il Corpo Santissimo del Signore?
Non posso tacere! 
L’azione più santa che in questo mondo ci è concessa, cioè accostarci al nutrimento eucaristico, troppo spesso è banalizzata da una distribuzione del Sacramento simile alla consegna di caramelle! 
Sono convinto che venendo meno la giusta e doverosa venerazione e, soprattutto, la dovuta adorazione verso il Santissimo Sacramento viene eliminato il riconoscimento della sua divinità! 
Tanto, -così insegnano molti pseudo catechisti e altrettanti sacerdoti modernisti-, Gesù è uno di noi, è nostro fratello”. 
No, Gesù è nostro Dio e Signore! 
E per quanto ci prepariamo e preghiamo, mai lo riceveremo abbastanza degnamente.
Non posso tacere! 
Insegna il grande Benedetto XVI : “La pratica di inginocchiarsi per la Santa Comunione ha in suo favore una tradizione secolare, ed è un segno particolarmente eloquente di adorazione, completamente adeguato alla luce della presenza vera, reale e sostanziale di Nostro Signore Gesù Cristo sotto le specie consacrate”.
Il male più grande dei tempi moderni, tenebrosi e tristissimi, è la quasi del tutto scomparsa della devozione mariana. 
Non pregando e non amando più la Madonna entra in crisi, fino a scomparire, il giusto rapporto con Dio. 
È necessario, anzi urgentissimo, contemplare l’Immacolata.
Specialmente in questi nostri travagliati tempi in cui si è voluto smarrire il senso del peccato, di ogni peccato. 
Dobbiamo recuperare la contemplazione e la più amorevole devozione mariana da parte di tutti, a cominciare dagli stessi vertici della Chiesa, gli stessi che senza pudore nell’ultimo sinodo sulla famiglia si sono messi contro la legge immutabile di Dio perché hanno cercato, anzi cercano, di delegittimare l’indissolubilità del matrimonio e l’unione secondo natura tra l’uomo e la donna! 
Io voglio morire cattolico.
Non posso tacere! 
La Beata Maria Bolognesi –oh, quanto la amo, quanto mi ama e quanto mi è vicina!- che si offrì vittima per sacerdoti, così scriveva :" Il mio pensiero era sempre nel Tabernacolo, avevo tante grazie da chiedere a Gesù, prima di tutto di essere buona, di non commettere peccati …, e perché i sacerdoti siano sempre grandi e santi”.
Anche questa grande santa del nostro tempo e della nostra terra, dopo Maria Immacolata, ha molto da insegnarci! 
Un istante, quello dell’Immacolato Concepimento di Maria, segnò l’inizio della salvezza. 
Un altro istante, ad esso inseparabile e da esso derivante, operò la salvezza: l’istante della istituzione della Santissima Eucaristia, il momento salvifico che si perpetua nel tempo in ogni Messa che viene celebrata. 
Sono solo istanti, ma decisivi per l’eternità, come l’istante eucaristico…

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