venerdì 22 novembre 2013

Il Papa corregge suoi tre errori.Con buona pace di padre Lombardi e di altri corifei "bergoglisti"

Ben fatto!
Apprezziamo molto le correzioni fatte. Anche se non sono
tanto esplicite e chiare quanti "gli errori" e gli scivoloni.
Speriamo, Santità, che ora si compiaccia di usare un po' più di prudenza, e meno impulsività nei Suoi discorsi. Onde evitare di nuovo incomprensioni ed equivoci (che viaggiano più veloci delle correzioni). 

Roberto

Anche il papa fa autocritica.
E corregge tre errori

di Sandro Magister, da Chiesa espresso on line del 22.11.2013

Abbassa il "rating" della sua intervista a Scalfari. Rettifica i suoi giudizi sul Concilio Vaticano II. Prende le distanze dalle correnti progressiste che l'hanno fin qui più applaudito. Ma i media tacciono su questo suo cambio di passo

ROMA, 22 novembre 2013 – Nel giro di pochi giorni papa Francesco ha corretto o fatto correggere alcuni tratti rilevanti della sua immagine pubblica. Almeno tre.

Il primo riguarda il colloquio da lui avuto con Eugenio Scalfari, messo per iscritto da questo campione del pensiero ateo su "la Repubblica" del 1 ottobre.
La trascrizione del colloquio aveva effettivamente generato un diffuso sconcerto, a motivo di alcune affermazioni sulla bocca di Francesco che suonavano più congeniali al pensiero laico dominante che alla dottrina cattolica. Tipo la seguente:
"Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce".
Nello stesso tempo, però, l'intervista era stata da subito avvalorata da padre Federico Lombardi come "fedele al pensiero" del papa e "attendibile nel suo senso generale".
Non solo. Poche ore dopo l'uscita su "la Repubblica", l'intervista era stata riprodotta integralmente sia su "L'Osservatore Romano" che nel sito web ufficiale della Santa Sede, al pari degli altri discorsi e documenti del papa.
Nacque da ciò l'idea che Jorge Mario Bergoglio avesse scelto volutamente la modalità espressiva del colloquio, in questa come in altre occasioni, come nuova forma del suo magistero, capace di raggiungere più efficacemente il grande pubblico.
Ma nelle settimane successive il papa deve essersi reso conto anche del rischio che tale modalità comporta. Il rischio che il magistero della Chiesa scada al livello di una mera opinione offerta al libero confronto.
Ne è derivata infatti la decisione, il 15 novembre, di far sparire dal sito dello Santa Sede il testo del colloquio con Scalfari.
"Togliendolo – ha spiegato padre Lombardi – si è fatta una messa a punto della natura di quel testo. C'era qualche equivoco e dibattito sul suo valore".
Il 21 novembre, intervistato nella sede romana della stampa estera, Scalfari ha comunque rivelato altri particolari della vicenda.
Ha detto che il papa, al termine della conversazione, aveva consentito che la si rendesse pubblica. E alla proposta di Scalfari di mandargli il testo in anticipo aveva risposto: "Mi sembra una perdita di tempo, di lei mi fido".
In effetti, il fondatore di "la Repubblica" inviò il testo al papa, accompagnato da una lettera nella quale tra l'altro scriveva:
"Tenga conto che alcune cose che Lei mi ha detto non le ho riferite. E che alcune cose che Le faccio riferire, non le ha dette. Ma le ho messe perché il lettore capisca chi è Lei"
Due giorni dopo – sempre stando a quanto riferito da Scalfari – arrivò per telefono dal segretario del papa, Alfred Xuereb, l'ok per la pubblicazione. Che avvenne l'indomani.
Scalfari ha commentato: "Sono dispostissimo a pensare che alcune delle cose scritte da me e a lui attribuite il papa non le condivida, ma credo anche che egli ritenga che, dette da un non credente, siano importanti per lui e per l’azione che svolge".

Secondo. 
Ma anche la calibrata e studiatissima intervista di papa Francesco a "La Civiltà Cattolica" – pubblicata il 19 settembre da sedici riviste della Compagnia di Gesù in undici lingue – è entrata nei giorni scorsi nel cantiere delle cose da correggere.
Su un punto chiave: l'interpretazione del Concilio Vaticano II.
Lo si è capito da un passaggio della lettera autografa scritta da Francesco all'arcivescovo Agostino Marchetto in occasione della presentazione di un volume in suo onore, il 12 novembre nella cornice solenne del Campidoglio. Lettera che il papa ha voluto fosse letta in pubblico.
Il passaggio è il seguente:
"Questo amore [alla Chiesa] Lei lo ha manifestato in molti modi, incluso correggendo un errore o imprecisione da parte mia, – e di ciò La  ringrazio di cuore –, ma soprattutto si é manifestato in tutta la sua purezza negli studi fatti sul Concilio Vaticano II. Una volta Le ho detto, caro Mons. Marchetto, e oggi desidero ripeterlo, che La considero il migliore ermeneuta del Concilio Vaticano II".
Già la definizione di Marchetto come "il migliore ermeneuta" del Concilio ha del clamoroso. Marchetto è infatti da sempre il critico più implacabile di quella "scuola di Bologna" – fondata da Giuseppe Dossetti e Giuseppe Alberigo e oggi diretta dal professor Alberto Melloni – che ha il monopolio mondiale dell'interpretazione del Vaticano II, in chiave progressista.
L'ermeneutica del Concilio sostenuta da Marchetto è la stessa di Benedetto XVI: non "rottura" e "nuovo inizio", ma "riforma nella continuità dell'unico soggetto Chiesa". Ed è questa l'ermeneutica che papa Francesco ha voluto dar segno di condividere, nel tributare un così alto apprezzamento a Marchetto.

Ma se si va a rileggere il succinto passaggio che Francesco dedica al Vaticano II nell'intervista a "La Civiltà Cattolica", l'impressione che se ne ricava è diversa. "Sì, ci sono linee di ermeneutica di continuità e di discontinuità", concede il papa. "Tuttavia – aggiunge – una cosa è chiara": il Vaticano II è stato "un servizio al popolo" consistente in "una rilettura del Vangelo alla luce della cultura contemporanea".
Nelle poche righe dell'intervista dedicate al Concilio, Bergoglio ne definisce così l'essenza per ben tre volte, applicandola anche alla riforma della liturgia.
Un simile giudizio sul grandioso evento conciliare era apparso subito a molti così sommario che persino l'intervistatore del papa, il direttore de "La Civiltà Cattolica" Antonio Spadaro, confessò il suo stupore, nel trascriverlo dalla viva voce di Francesco.
Intanto, però, questo giudizio ha continuato s riscuotere largo consenso.
Ad esempio, nel ricevere in visita al Quirinale papa Francesco il 14 novembre, il presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano lo ha ringraziato proprio per far "vibrare lo spirito del Concilio Vaticano II come 'rilettura del Vangelo alla luce della cultura contemporanea'", citandone le precise parole.
E un plauso al papa per queste stesse parole è venuto – altro esempio – dal numero uno dei liturgisti italiani, Andrea Grillo, docente al Pontificio Ateneo Sant'Anselmo, secondo cui Francesco avrebbe finalmente inaugurato la vera e definitiva "ermeneutica" del Concilio, dopo aver "messo subito in secondo piano quella diatriba sulla 'continuità' e la 'discontinuità' che aveva lungamente pregiudicato – e spesso del tutto paralizzato – ogni efficace ermeneutica del Vaticano II".
In effetti non è un mistero che "servizio al popolo" e rilettura del Vangelo "attualizzata nell'oggi" sono concetti cari alle interpretazioni progressiste del Concilio e in particolare alla "scuola di Bologna", più volte dichiaratasi entusiasta di questo papa.
Ma evidentemente c'è chi ha fatto notare di persona a papa Bergoglio che ridurre il Concilio a tali concetti è per lo meno "impreciso", se non "errato".
Ed è stato proprio Marchetto a fare questo passo. Tra lui e Bergoglio c'è da tempo una grande confidenza, con reciproca stima. Marchetto abita a Roma nella casa del clero di via della Scrofa, nella stanza 204 che è adiacente alla 203 nella quale alloggiava l'allora arcivescovo di Buenos Aires nelle sue trasferte romane.
Papa Francesco non solo ha ascoltato le critiche dell'amico, ma le ha accolte. Al punto da ringraziarlo, nella lettera fatta leggere il 12 novembre, per averlo aiutato "correggendo un errore o imprecisione da parte mia".
C'è da presumere che in futuro Francesco si esprimerà sul Concilio in altro modo che come ha fatto nell'intervista a "La Civiltà Cattolica". Più in linea con l'ermeneutica di Benedetto XVI. E con grande delusione per la "scuola di Bologna".

La terza correzione è coerente con le due precedenti. Riguarda il timbro "progressista" che papa Francesco si è visto stampare addosso in questi primi mesi di pontificato.
Un mese fa, il 17 ottobre, Bergoglio era parso avvalorare un volta di più questo suo profilo quando nell'omelia mattutina a Santa Marta aveva diretto parole sferzanti contro i cristiani che trasformano la fede in "ideologia moralista", tutta fatta di "prescrizioni senza bontà".
Ma un mese dopo, il 18 novembre, in un'altra sua omelia mattutina il papa ha suonato tutt'altra musica.
Ha preso spunto dalla rivolta dei Maccabei contro le potenze dominanti dell'epoca per dare una tremenda lavata di capo a quel “progressismo adolescenziale”, anche cattolico, disposto a sottomettersi alla “uniformità egemonica” del “pensiero unico frutto della mondanità”.
Non è vero, ha detto Francesco, che "davanti a qualsiasi scelta sia giusto andare avanti comunque, piuttosto che restare fedeli alle proprie tradizioni". A forza di negoziare su tutto, finisce che i valori siano talmente svuotati di senso da restare soltanto “valori nominali, non reali”. Anzi, si finisce per negoziare proprio "la cosa essenziale al proprio essere, la fedeltà al Signore".
Il pensiero unico che domina il mondo – ha continuato il papa – legalizza anche “le condanne a morte”, anche “i sacrifici umani”. “Ma voi – ha chiesto – pensate che oggi non si facciano, i sacrifici umani? Se ne fanno tanti, tanti! E ci sono delle leggi che li proteggono”.
Difficile non vedere in questo grido di dolore di papa Francesco le innumerevoli vite umane falciate sul nascere con l’aborto, oppure stroncate con l'eutanasia.
Nel deprecare l’avanzata di “questo spirito di mondanità che porta all’apostasia” il papa ha citato un romanzo “profetico” d’inizio Novecento che è una delle sue letture preferite: “Il padrone del mondo” di Robert H. Benson, un sacerdote anglicano, figlio di un arcivescovo di Canterbury, che si convertì al cattolicesimo.
Con l'eccezione di rare testate cattoliche, i media di tutto il mondo hanno ignorato questa omelia di papa Francesco, che in effetti contraddice clamorosamente gli schemi progressisti, o addirittura rivoluzionari, con cui egli viene generalmente descritto.
Ma ora è agli atti. E lì resta.
Una curiosa coincidenza: alla messa in cui Francesco ha pronunciato questa omelia ha preso parte anche il nuovo segretario di Stato Pietro Parolin, nel suo primo giorno di servizio effettivo nella curia romana.

36 commenti:

  1. Anche nel Vangelo Pietro rischia di andarea fondo, ma Qualcuno è li' a sorreggerlo e a tendergli la mano.
    Preghiamo per il Papa.
    Antiquario

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    1. Da quando in qua Gesù Cristo in persona si è travestito da Antiquario???

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    2. Questo Papa è meraviglioso.

      Quel che c'era di dubbio è stato chiarito, ora non sprechiamo l'occasione di capire invece tutto quel che di buono ha fatto.

      La sua è una battaglia contro l'ipocrisia in nome della coscienza, contro l'autoreferenza in nome dell'evangelizzazione, contro la tiepidezza in nome del fervore apostolico.

      Mi auguro che se abbiamo passato 20 ore della nostra vita a notare quanto di ambiguo ci fosse nelle parole del Papa, ne avremo passate quantomeno 21 a riferire le su parole serie alla nostra vita e ai nostri peccati.

      Alcune chicche di Francesco sono delle sveglie al tepore interiore, che aiutano ad uscire dal guscio della chiusura ed aprono ad andare incontro all'altro, al prossimo.

      Viva il Papa, viva la Messa in latino.

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  2. Ribadisco il mio commento postato su un altro post:
    "S'E' SVEJATOOOOOOOOOOOOO"!!!!!!

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  3. @ Roberto: sempre più arroganti e presuntuosi

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  4. Speriamo che adesso non corregga le correzioni!

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  5. Dal 1960 ad oggi da colui che ha indetto il concilio a Bergoglio unica intenzione degli alti prelati era ed è creare confusione nei fedeli... ne ha corretti tre di errori ma state certi che in questa settimana ne sentiremo altrettanti...

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  6. Mai esser pessimisti. Non so cosa d'ora in poi farà e dirà (ma a me importa che cominci a parlar in modo magisteriale), ma intanto prendiamo queste correzione riconoscendone il valore.

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  7. dopo aver scritto la lettera a Marchetto Bergoglio si è recato per vespri ( a cui ha assistito solo con una orribile stola, Marchetto evidentemente non lo ha corretto molto bene per ora..))dai Camaldolesi romani i più creativi ( fino ad arrivare agli abusi liturgici) in ambito liturgico che ci siano nei paraggi e che vivono pienamente l'ermeneutica della discontinuità. Dove Magister possa scrivere quindi "C'è da presumere che in futuro Francesco si esprimerà sul Concilio in altro modo che come ha fatto nell'intervista a "La Civiltà Cattolica". Più in linea con l'ermeneutica di Benedetto XVI. E con grande delusione per la "scuola di Bologna" proprio non si sa. O magari si esprimerà a parole per poi fare l'esatto contrario.
    Mi sembra più un pio desiderio di Magister che una lettura obiettiva della realtà.

    Dani

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    1. Caro Dani la cosa più buffa dela visita del Papa è che sulla parete faceva bella mostra di sé un ritratto gigantesco del grande Papa missionario Gregorio XVI, colui che giustamente definì la libertà di coscienza (sganciata da Dio) un delirio. Se si abbandona Dio ogni perversione diventa lecita. La Nemesi per papa Francesco. Gregorio XVI sembrava scrutarlo...speriamo bene!

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  8. Questa notizia sommata a quella dell'eliminazione del volantino oltraggioso con Papa Benedetto risolleva il cuore.

    Andare

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  9. Nelle parole del Papa molto è da correggere anche nell'intervista a Spadaro civiltà cattolica


    da la chiesa?un ospedale da campo

    "Penso anche alla
    situazione di una donna che ha avuto alle spalle un matrimonio
    fallito nel quale ha pure abortito. Poi questa donna si è risposata e
    adesso è serena (è serena? nel peccato!complimenti al papa)con cinque figli. L’aborto le pesa enormemente ed

    è sinceramente pentita. Vorrebbe andare avanti nella vita cristiana"

    Le pesa solo l'aborto?o anche non essere stata fedele alla parola di Gesù di avere un solo matrimonio?


    Poi parla di «spirito del progressismo adolescente» che «crede che andare avanti in qualsiasi scelta è meglio che rimanere nelle abitudini della fedeltà». Questo, ha detto papa Francesco, «si chiama apostasia, adulterio», perché si negozia e mercanteggia «l’essenziale: la fedeltà al Signore»


    allora come la mettiamo con la signora che è serena nel secondo matrimonio ma le pesa solo l'aborto? non ha mercanteggiato con la fedeltà al Signore? il discorso del papa sembra assecondare questa donna anzichè invitarla a conversione castità obbedienza preghiera e carità


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  10. Non vi illudete il Papa riassume perfettamente la confusione che stiamo vivendo dice e fa tutto e il contrario di tutto.Farnetica!
    Intanto anche la Chiesa di San Marco a Firenze quella del beato angelico chiude altro che chiese piene conversioni etc
    solo fiction

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  11. nooo, non farnetica affatto: applica alla massima potenza ilmetodo gesuitico: andate a leggervi la definizione del Dizionario Treccani, e vedrete e la definizione 2 non si applica alla perfezione a Bergoglio. Il quale, viste alcune reazioni dalla parte piu "retriva" del suo gregge (magari quella parte che puzza meno di pecora, secondo il suo metro), adesso butta qualche zuccherino tanto per fare tacere la plebe. quoto che in non meno di 10 giorni saremo qui nuovamente a discutere su una sua nuova "brillante" uscita....pronto a tornare indietro ed a fare pubblica ammenda in Piazza San Pietro solo dopo avere visto celebrare da Bergoglio all'Altare della Confessione una Messa in Rito Straordinario!

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    1. Accidenti! An'vedi sti tradizionalisti come si sono modernizzati. Una volta avevano il Denzingher come manuale dove trovare le risposte alle loro domande. Adesso sono passati al Dizionario Treccani. Tra un po' arriveremo a wikipedia: o tempora! O mores! Meglio sono quelli che usano il Vangelo...

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    2. Spesso il desiderio inconscio non sono è che il cammino personale percorso dagli Anonimi, senza volto e cultura .In tedesco si scrive Denzinger.

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    3. Certo, sono poliglotta ma il tedesco non lo conosco. Tuttavia ho visto che anche tu hai capito a cosa mi riferivo. Purtroppo il tuo italiano è troppo criptico e incomprensibile. Ti conviene prendere lezioni di grammatica e sintassi dagli esimi professori qui presenti: insieme con le maestrine sanno dare lezioni al Papa, figuriamoci se non sanno spiegarti come scrivere in italiano!

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  12. Se poi è così favorevole alla visione di Marchetto perché ha nominato consulenti alla liturgia quattro fautori dell'ermeneutica della discontinuità licenziando quelli invece che aveva nominato papa Benedetto, che seguivano in pieno le idee di Marchetto?

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  13. Non siate troppo pessimisti ,per il momento prendete atto degli errori corretti ,per il futuro' si vedra'.Il Papa (purtroppo) molto presto avra' tante di quelle critiche da far considerare il papato di Benedetto un periodo di straordinaria pace e tranquillita' per la Chiesa.Clermont

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  14. Prendiamo atto che l'intervista di Scalfari era una fantaintervista dove (come lui stesso afferma) ha fatto dire al Papa quello che a lui piacerebbe che il Papa dicesse: ma intanto in Vaticano hanno avallato tartufescamente tutta l'operazione. Non condivido comunque la posizione di chi di fronte alle ultime resipiscenze sostiene che è tutto un trucco e che non cambierà niente. Non si processano le intenzioni, si guardano i fatti. E fra l'altro il "mestiere" di Papa si impara poco per volta con la pratica, i Papi di solito agli esordi sono cauti, questo ha voluto partire a caterpillar con le conseguenze che abbiamo visto. Non è affatto detto che con il tempo non si riveli assai diverso da quello che è potuto sembrare inizialmente. In fondo è il Papa e lo Spirito Santo, anche se non è lì a determinarne ogni atto e parola, certo gli aleggia intorno.

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  15. Mah! Io rimango un po' perplesso. Anch'io sono convinto che sul fatto che papa Francesco si esprimerà in un modo diverso sul Concilio Vaticano II sia più un pio desiderio di Magister che la realtà dei fatti. Forse più che il metodo gesuitico, come detto sopra, è proprio lui che è fatto così come aveva espresso già molto bene in un articolo (pubblicato anche qui su MIL) Lucrecia Rego de Planas, ex direttore del Catholic.net, la quale conosceva molto bene a livello personale il cardinale Bergoglio. In un passaggio di questa lettera così scrive Rego de Planas sul fatto che alcuni comportamenti del cardinale Bergoglio portavano un po' di sconcerto: "I miei amici argentini che partecipavano anch’essi a questi incontri, notavano il mio sconcerto e mi dicevano:
    “No – non sei l’unica. A tutti noi desta sconcerto, perché sappiamo che ha le idee chiare e che nei suoi discorsi formali mostra convinzioni e certezze sempre fedeli al Magistero e alla Tradizione della Chiesa; è un coraggioso e fedele difensore della retta dottrina. Però, a quanto sembra, ama essere amato da tutti e star bene con tutti, così che un giorno può pronunciare un discorso in tv contro l’aborto e il giorno seguente, nella stessa tv, apparire benedicendo le femministe pro-aborto nella Plaza de Mayo; può pronunciare un discorso meraviglioso contro i massoni e, un’ora dopo, cenare e brindare con essi al Rotary Club.” Ecco perchè non sono convinto che quello che scrive Magister siano delle rettifiche. Semplicemente papa Francesco in un certo contesto ha detto determinate cose. Che poi queste cose siano in contrasto con quanto detto precedentemente in altri contesti penso che non preoccupino più di tanto il Papa. Se vogliamo forse il problema è proprio questo: il rischio di non aver mai delle parole chiare e definitive su temi fondamentali perché magari sempre messi in discussione (dipenderà sempre il contesto in cui questi temi verranno trattati). Ma così è papa Francesco e mi sa che questa sua equivocità ce la porteremo fino al fondo del suo pontificato e noi saremo sempre qui a fare gli esegeti delle sue parole, ma tant'è...o come diceva Pirandello così è se vi pare.

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  16. Io mi auguro che, come il penitente al confessionale promette di non peccare più e fuggire le occasioni, anche il Papa, visto che si confessa ogni 15 giorni - sarebbe meglio almeno una volta la settimana - eviti di parlare a vanvera, cominci a meditare e ad informarsi prima di espor dottrine o opinioni che rispecchian gli errori dei nemici della Chiesa e dan loro man forte, gettando confusione nella mente di quei fedeli che conoscono la dottrina cattolica. Il male che fanno certe esternazioni è enorme perché confermano nell'errore quei cattolici che si fanno una religione propria a prescinder dalla Chiesa e dal Magistero ininterrotto.

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  17. anonimo del 23 novembre ore 10.51
    non si processano le intenzioni si guardano i fatti, dici. Benissimo e verissimo: guardiamo i fatti. E i fatti sono che dopo aver scritto la famosa lettera il papa Francesco è andato dai Camaldolesi che praticano liturgicamente l'esatto contrario di quanto dice Marchetto. Con tanti saluti al "sta imparando il mestiere di papa"

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  18. In effetti molte volte è sconcertante, ma siamo abiyuati a ben altro in questi ultimi cinquant'anni. Pio XII che sembrava un rigorista promosse ai posti di rilievo tutti i Novatori della Nouvelle Theologie. Idem Roncalli, dava un colpo al cerchio uno alla botte. Paolo VI passava per essere un modernista moderato e poi si comportò peggio di Lutero e Calvino. Giovanni Paolo II è stato forse il papa più fedele e originale, la sua grande cultura, la profondità della fede l'ha salvato dall'incostanza. Benedetto XVI era un progressista che ogni tanto carezzava la Tradizione per poi mollarla. Bergoglio è un Amleto che al posto del teschio ha il cuore...vedremo che combinerà!

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  19. anonimo delle 11.22
    credo che tu abbia ragione, Bergoglio a seconda dei contesti parla in modo diverso. Quindi le parole dette a Marchetto lasciano il tempo che trovano perchè le liturgie paali, tipo Rio. le abbiamo poi viste tutti.
    Credo che questo modo di fare derivi dall'essere gesuita e non dal voler essere amato a tutti i costi. E non sto facendo un discorso sulla famosa ipocrisia dei gesuiti a cui non credo assolutamente. San Ignazio diceva che bisogna saper cogliere negli altri gli aspetti positivi, guardare gli altri in qualsiasi condizione siano con benevolenza e amore, trovare il buono in ogni cosa e persona e credo che alla fine sia quello che stia facendo Bergoglio, cosa che può essere un po' sconcertante per chi li vede come messaggi contraddittori.

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  20. La Camera degli specchi di Papa Francesco: qual'è la vera immagine? Magister, Vatican Insider, Cantuale Antonianum, La Nuova Bussola, Messa in Latino, Civiltà Cattolica, Scalfari ci danno tutti una immagine diversa.

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  21. Veramente nella Humani Generis la nouvelle théologie fu condannata. I vari De Lubac, Congar, Danielou ecc furon promossi da altri papi che li vollero al periti al concilio, vescovi e cardinali. Pio XII può esser stato ingenuo nei riguardi di Montini e non essersi accorto delle trame di Bugnini. Ma i rappresentanti maggiori della nouvelle théologie sotto il suo pontificato non ebbero fortuna. Furon riabilitati a partir da Giovanni XXIII. Basta far qualche breve giro in internet per chi non abbia vissuto quei periodi.

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  23. Meglio sono quelli che usano il Vangelo...
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    Perché nel Denzinger si espone il Kamasutra?



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    1. Egregio signor prof, mi meraviglio di lei... Non lo sapeva? Non ho tempo per dare esauriente risposta alla sua pruriginosa domanda ma certo non sono esperto neppure in questa materia. Potrebbe trovare qualche accenno al numero 687 (anche 688). Naturalmente, data la sua eccellente cultura, non mi permetto di tradurglielo: il latino lo conosce meglio di me

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    2. Appunto. Non è che il Denziger contraddica il Vangelo! Ma veramente c'è gente che sragiona!

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  24. i nuovi consulenti liturgici, messi al posto di quelli nominati da Benedetto, sono tutti seguaci di Bugnini...suggerirei a Magister di togliersi gli occhiali rosa...

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  25. Ma nessuno ha visto le celebrazioni del cardinale Bergoglio assieme ai rabbini nella cattedrale??nessuno ha visto il cardinale di Buenos Aires in ginocchio a farsi imporre le mani da un pastore protestante,cioe' un eretico??e fatevi un bel giro nel web!!!!!!per non parlare di incontri con santoni e sciamani.....

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  26. chissà quando ha celebrato messa a Lampedusa, con quella barca utilizzata come altare, a quale ermeneutica stesse pensando...? (O_o)
    scusate ma sono un po' confuso...

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  27. Anonimo24 novembre 2013 15:27
    Appunto. Non è che il Denziger contraddica il Vangelo! Ma veramente c'è gente che sragiona!
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    L'anonimo, ovviamente cui rispondi pensa d'esser spiritoso. La mia cultura non è eccellente ma certamente sono in grado di tradur qualche frasetta di latino ecclesiastico, e, ove non lo fossi, nel Denzinger c'è la traduzione. E sono anche in grado di discerner le persone serie dai cialtroni.
    Il passo riportato indica alcune forme del peccato carnale. E non c'è bisogno di andar tanto indietro. Basti legger i testi della teologia morale casuistica anche del '900 o i manuali del confessore per rendersi conto della serietà con cui la Chiesa vuole che s'indaghi nell'anima e nei comportamenti dei fedeli al confessionale. In fondo qual mai stranezza dicono? Da una parte cosa sia lecito nei rapporti sessuali fra marito e moglie, dall'altra cosa sia peccato e malizia. L'anonimo a cui rispondi è impreparato nel Kamasutra? Lo comprendo. A tempo opportuno anche lui, pur senza il Kamasutra, potrà apprender di persona tante cose che non violano la morale. Legga qualche testo di teologia morale (Tanquerey, Jone, Cappello, Sebastiani, Iorio ecc. ) ed imparerà qualcosa che gli potrà servire come uomo e come cattolico.
    La Chiesa non chiude le porte al mutuo piacere che devono, in forza del matrimonio, darsi i coniugi ma sconsiglia o condanna modalità offensive della persona, oltre che di Dio, e ricorda che i rapporti debbono sempre esser aperti alla vita. Naturalmente è condannata senza scampo la sodomia nelle sue varie forme.

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  28. Quindi lo stesso vdr si auto condanna per incoerenza.
    In generale penso che Bergoglio sia un po il Signor B. Della Chiesa, una prova da sopportare per guadagnarci il cielo.

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