mercoledì 3 luglio 2013

Dove sbarcheranno i profughi cattolici Olandesi senza più chiese ?

Le rovine della Chiesa Cattolica Olandese  rappresentano sia la cancerogena “evoluzione - in senso progressista/mondano - del Concilio Vaticano II” che l’inaccettabile, colpevolissimo immobilismo della Curia Romana :  scandalo inaudito che sarà giudicato da Dio e dalla Storia !
La chiusura di 2 chiese ogni settimana per mancanza di fedeli ridisegna in modo impressionante l'agonizzante situazione religiosa-culturale di un Paese in cui il nome più diffuso dei bambini da qualche tempo è Mohammed.
L’articolo di Giulio Meotti sul Foglio Quotidiano tramite il blog : ttp://donfigliuzzi.blogspot.it/2013/07/olanda-infelix.html?spref=fb
Da qualche mese i fratelli del R n S  e del Cammino Neocatecumenale stanno finanziando un progetto coraggioso, osteggiato, in un primo tempo dall'intellighentia "cattolica"  locale : l' inserimento in terra olandese di un Monastero benedettino femminile inizialmente formato da 12 monache italiane.
Anche noi fedeli , che apparteniamo ai gruppi legati all'antica tradizione della Chiesa, potremmo fare qualcosa di simile aiutando le "comunità oranti" legate all'antica liturgia presenti in quella nobile terra : si potrebbero salvare così  antiche chiese e conventi e favorire la " missionarietà nel  vecchio continente" di cui Papa Benedetto XVI profetizzò :  " la minaccia di giudizio riguarda anche noi, la Chiesa in Europa, l’Europa e l’Occidente in generale. Con questo Vangelo il Signore grida anche nelle nostre orecchie le parole che nell’Apocalisse rivolse alla Chiesa di Efeso: "Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto".
A.C.

Le chiamano le “chiese morte”. 
Due edifici cristiani chiudono ogni settimana. 
E’ il record della secolarizzazione detenuto dall’Olanda, il paese più libero, libertino e liberale d’Europa. Come ha denunciato Willem Jacobus Eijk, arcivescovo di Utrecht, le chiese che chiudono sono “cento all’anno, mille negli ultimi dieci anni”. 
Non è raro ormai trovare oggetti rituali usati nelle chiese olandesi nella Repubblica dominicana, in Indonesia, Congo, Filippine ma anche nei paesi ex comunisti, come l’Ucraina. 
L’Olanda è infatti diventato il paese più prolifico al mondo nella vendita e nella esportazione di oggetti religiosi. 
Qui per la prima volta la secolarizzazione è diventata un grande affare. 
L’Olanda è un paese dove è molto facile registrare i cambiamenti sociali. 
Perché la divisione interna della società in tre pilastri (“zuilen”: protestanti, cattolici e laici) è stata una caratteristica fondamentale della vita del paese dal Dopoguerra a oggi: un cattolico nasceva in un ospedale cattolico, frequentava scuole cattoliche, leggeva quotidiani cattolici (de Volkskrant), ascoltava radio cattoliche (RKK) e votava partiti cattolici. Ancora oggi scuole, ospedali, media portano etichette cattoliche, protestanti o laiche a seconda delle loro origini. 
“In Olanda la presenza domenicale cattolica era la più alta d’Europa, al novanta per cento”, ha detto il reverendo Jan Stuyt di Nimega. “Adesso è al dieci per cento”. 
Nei giorni scorsi il governo olandese ha deciso di eliminare gli insegnanti di religione delle scuole elementari a causa dell’interruzione dei finanziamenti pubblici all’educazione confessionale. 
Delle settemila chiese esistenti in Olanda, quattromila figurano come monumenti, e le altre, sempre più disertate dai fedeli, cambiano destinazione d’uso. 
Ogni anno sessanta edifici di culto chiudono, oppure sono venduti o demoliti. 
Dal 1970 al 2008, 205 chiese cattoliche sono state demolite in Olanda e 148 convertite in librerie, ristoranti, palestre, appartamenti e moschee. 
Si calcola che delle restanti chiese, il venticinque per cento sia nelle mani di congregazioni con meno di cento fedeli. 
Sono anch’esse destinate a scomparire. 
Le “chiese morte” possono essere acquistate anche su Internet, sui portali www.redres.nl e www.reliplan.nl. Il ministero della Cultura olandese ha persino stilato delle linee guida su come affrontare la conversione delle chiese in disuso o abbandonate. 
La moschea Fitih Camii di Amsterdam era una chiesa cattolica romana
In Olanda era chiamata “chiesa mausoleo”, perché nessuno ci andava più. 
Non è soltanto l’ateismo olandese a essere particolarmente accentuato. 
E’ lo stesso cristianesimo ad avere una storia di radicalismo. 
Una parabola di decadenza simboleggiata dal teologo domenicano Edward Schillebeeckx che negli anni del Concilio Vaticano II divenne una star di risonanza globale, il campione della “nuova teologia” al passo con la cultura dominante e progressista, ma col tempo venne dimenticato. 
Nella stagione postconciliare fu un altro cardinale olandese, quel Bernard Jan Alfrink arcivescovo di Utrecht, creato cardinale da Giovanni XXIII, che partecipò ai lavori del Vaticano II come membro della presidenza, a pubblicare un nuovo catechismo portatore di profonde aperture sui temi dell’omosessualità, dell’aborto, degli anticoncezionali, del sacerdozio delle donne, del celibato dei preti. 
Lo scontro fra Alfrink e il cardinale Alfredo Ottaviani, capo del Sant’Uffizio, fece esplodere le contraddizioni del cristianesimo alle prove con l’ultra liberalismo olandese. 
Nel 1970, il Consiglio pastorale olandese si pronunciò a grande maggioranza per una dissociazione tra sacerdozio e celibato. 
La decisione a Roma fu presa come una sfida allo stesso Paolo VI che, due anni prima, aveva promulgato l’enciclica “Sacerdotalis coelibatus”, in cui ribadiva la disciplina tradizionale. 
Allora si parlò di una “Olanda scismatica”. 
Ma anche quella chiese è morta. Il loro idolo è Adriano VI, l’unico olandese salito alla cattedra di Pietro 460 anni fa che si era mostrato “olandese” già a quei tempi, privando la curia dei privilegi e inviando un delegato alla Dieta imperiale che doveva discutere le tesi di Lutero. 
Era noto come “Papa pacifico”. 
Stando a un rapporto del quotidiano Trouw, un membro su sei del clero protestante olandese è oggi ateo o agnostico. 
Di questo “nuovo clero secolarizzato” è esponente di spicco il reverendo Klaas Hendrikse, che amministra il servizio domenicale nella chiesa di Gorinchem. Il religioso protestante sostiene che “non c’è vita dopo la morte” e che “Gesù non è resuscitato fisicamente”. Il professor Hijme Stoffels della VU University di Amsterdam ha scritto che l’Olanda oggi crede nel “qualcosismo”, un misto di cristianesimo progressista e agnosticismo postmoderno. E anche la chiesa cattolica si è affidata al sincretismo. 
A Nimega, nella chiesa dei frati agostiniani, la messa è presieduta congiuntamente da un protestante e da un cattolico, che a turno curano uno la liturgia della Parola e il sermone, l’altro la liturgia eucaristica. 
Il cattolico è un semplice laico, spesso una donna. 
Per la preghiera eucaristica, ai testi del messale si preferiscono i testi composti da gesuiti progressisti. Il pane e il vino sono condivisi da tutti. La chiamano “chiesa democratica”. 
Quando nel 2007 Benedetto XVI annunciò il motu proprio ( Summorum Pontificum n.d.r.), le chiese olandesi risposero con “Kerk en Ambt”, significa chiesa e ministero, una sorta di manuale per la via olandese al cristianesimo in cui forte è l’influenza proprio di Schillebeeckx, che negli anni Ottanta finì sotto l’esame della congregazione per la Dottrina della fede per tesi vicine a quelle ora confluite nell’opuscolo. 
Una sorta di “rito sostitutivo” in cui capita di frequente che alle ostie consacrate si aggiungano ostie non consacrate e si distribuiscano tutte assieme per la comunione. 
Alla “chiesa piramide” si deve rispondere con una “chiesa corpo” in cui il laicato è protagonista. 
Una visione diversa dell’eucaristia.  
“L’idea che la messa sia un ‘sacrificio’ è legata a un modello ‘verticale’, gerarchico, un sacerdote maschio e celibe, come prescritto da un’antiquata teoria della sessualità”, si legge nell’opuscolo. 
In un paese con novecentomila immigrati arabi su sedici milioni di abitanti, e venti moschee nella sola Amsterdam, la Oude Kerk, la più antica chiesa della città, costruita nel 1309 e oggi attorniata dal Red Light District delle prostitute, serve per esposizioni e può essere affittata per cene di gala. 
Durante i giorni di Natale l’unico segno della festività sono i berretti da Babbo Natale indossati dalle prostitute. 
La Neuwe Kerk, la chiesa dove venivano incoronati i re d’Olanda, è invece un museo. 
Nel registro del seminario di Haarlem, il numero di preti ordinati precipita alla fine degli anni Sessanta. Nel 1968, nemmeno uno.  
I religiosi hanno registrato un drastico calo. Il numero di frati e monaci è calato da 1.779 a 1.259. 
E il livello di sacerdoti è diminuito da 3.131 a 2.431. Il numero di seminaristi è crollato del 31 per cento dal 1996. 
La chiesa di San Jacobus, una delle più grandi e antiche della città di Utrecht, culla del cattolicesimo olandese, dove però le parrocchie sono passate da 316 a 49, è stata appena trasformata in una residenza di lusso dagli architetti Zecc, un gruppo specializzato proprio nella conversione di chiese vuote in edifici pregiati in stile Bauhaus. 
Conosciuto anche come “WoonkerkXL” o “La Chiesa Residenziale XL”, questa inusuale casa è una delle rarissime chiese gotiche al mondo a essere stata riadattata a questo scopo, forse l’unica. 
Gli architetti hanno reinventato gli spazi della chiesa per creare una casa in cui fosse “piacevole vivere”. I banchi delle chiese olandesi vengono venduti in base alla dimensione. I più corti, quelli da 3,6 metri, vengono venduti a 40 euro, i più lunghi, da sei metri, a 60. 
Il curatore di musei d’arte Marc de Beyer è stato ingaggiato dall’amministrazione pubblica per gestire la svendita degli edifici religiosi. 
Lui è diventato “l’uomo che chiude le chiese”. 
E’ una tendenza che riguarda principalmente i cattolici, che vedranno sparire metà delle loro chiese nei prossimi anni. Solo la chiesa protestante perde 60 mila iscritti ogni anno. 
A questo ritmo, cesserà di esistere entro il 2050, secondo i funzionari ecclesiastici. 
A Helmond, cittadina a sud di Bilthoven, un supermercato si è spostato all’interno di una chiesa sconsacrata. 
Una libreria è stata aperta in una chiesa dei domenicani a Maastricht, mentre due chiese di Utrecht e Amsterdam sono state trasformate in moschee. 
Nella chiesa di San Giuseppe alla fine di novembre ha aperto uno skate park, con rampe e ostacoli nella navata centrale, con un biglietto da quattro euro per trascorrere una giornata a pattinare tra figure sacre. 
A Santa Caterina, la chiesa di Doetinchem che sorge sulla piazza centrale della città dell’Olanda orientale, il pastore protestante Klaas Bakker ha offerto ospitalità alla cerimonia della “società del carnevale”. 
E’ stato issato un palo nella navata centrale di quello che fino alla riforma protestante è stato uno dei luoghi principali del cattolicesimo della regione. 
Poi è arrivata una ballerina di lap dance. “Catharinakerk” era stata gravemente danneggiata dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale. 
Originariamente era un edificio sacro cattolico, poi a partire dalla Riforma è passato ai protestanti nel 1591. 
Ad Amsterdam il complesso “De Liefde”, l’amore, che comprendeva un convento, una chiesa e una casa parrocchiale, ha fatto posto a degli appartamenti. 
Gran parte della popolazione olandese oggi è “Buitenkerkelijk”, senza chiesa. 
Anche in regioni cattoliche e operaie come il Limburgo i fedeli sono drasticamente calati. Scenari impressionanti per un paese dove, fino alla guerra, la vita individuale era dominata dal calvinismo e da un cattolicesimo tradizionalista. 
La domenica era sacra, non si poteva neppure rifare i letti o leggere il giornale. 
Alcuni esperti e commentatori da anni notano che, scomparsa dalla vita pubblica, la religione sta riaffiorando dentro alle case. 
Un libro, “De Toekomst van God” (il futuro di Dio), racconta il nuovo spirito religioso nelle corporation, nelle multinazionali, nelle grandi aziende dove, all’americana, sono sempre più numerose le sessioni mattutine di preghiera. 
Poi stanno fiorendo anche le “chiese di casa”, gruppi evangelici fai da te. 
Nel paese più scristianizzato d’Europa spicca anche la presenza in Parlamento del Partito Sgp, fondato nel 1918, che ha aperto all’adesione delle donne solo nel 2006, ma non alla loro candidatura ai vertici del partito. Il partito è portatore della più stretta visione calvinista della società ed esprime la rappresentanza della “fascia della Bibbia”, che dalla Zelanda attraversa il sud dell’Olanda fino all’Overijssel. 
Anche i cattolici progressisti stanno scomparendo. 
Il celebre “Gruppo dell’8 maggio”, che prese il nome dalle proteste contro la visita in Olanda nel 1985 di Giovanni Paolo II, è stato chiuso nel 2003 per mancanza di membri. 
Se era cattolica il 42 per cento della popolazione olandese nel 1958, nel 2020 lo sarà meno del dieci per cento. 
Una rivoluzione culturale che esplose in tutta la sua evidenza proprio quando Giovanni Paolo II si recò in visita in Olanda. 
Le strade di Utrecht, capitale dei cattolici dei Paesi Bassi, erano vuote quando il Pontefice passò in auto. Karol Wojtyla venne contestato al grido di “Popie Jopie”, Papa Paoletto. 
Sventolava solo la bandiera vaticana. 
E a Den Bosch, durante la processione, arrivarono appena ottomila persone. In una strada di Utrecht, mentre passava il corteo del Papa, su un balconcino sono apparsi quattro domenicani, vestiti con il loro lungo abito bianco e nero, e con in mano tutti e quattro una grande fotografia di Leonardo Boff, il francescano padre della teologia della liberazione
 C’è chi fa risalire questa radicale secolarizzazione alla storia olandese. 
L’imperatore Carlo V tentò di arrestare la diffusione delle dottrine protestanti bruciando i libri di Lutero e istituendo l’Inquisizione nel 1522. 
Ma alla metà del secolo XVI il protestantesimo si era affermato nelle province settentrionali, mentre le province meridionali rimanevano prevalentemente cattoliche. 
La maggioranza degli olandesi abbracciò il calvinismo, che fu forza di aggregazione nel corso della lotta contro i dominatori spagnoli. 
La ribellione esplose nel 1568 e il conflitto si protrasse fino al 1648, quando la Spagna, con la pace di Vestfalia, rinunciò a qualsiasi pretesa sul paese. I Paesi Bassi divennero una nazione protestante. 
E il culto cattolico fu messo al bando.  
Niente più messe e niente più chiese. 
L’ostracismo nella patria della tolleranza durò tre secoli fin quasi alla fine del XIX secolo, quando le autorità olandesi fecero cadere ufficialmente il divieto. 
Adesso è l’iconoclastia ateistica a disegnare i contorni del paesaggio olandese.
Quando Wojtyla fece tappa in Olanda, a Utrecht un gruppo di giovani imbrigliò con corde metalliche la statua equestre di san Villibrordo, il patrono dei Paesi Bassi, per tirarla giù dal piedistallo. 
Segno dei tempi che verranno con i paramenti aboliti, le ostie sostituite con pezzi di galletta, l’altare ripudiato in favore d’un lungo tavolo e il resto delle chiese messe all’asta su eBay. 
Quello che accade in questo minuscolo e popolatissimo angolo di Vecchio Continente, dove la secolarizzazione si è come compiuta fatalmente, può accadere altrove. 
Per dirla con il giornalista britannico Douglas Murray, “dove l’Olanda va, gli altri paesi europei seguono”

© - FOGLIO QUOTIDIANO di Giulio Meotti

7 commenti:

  1. La situazione in Olanda non è certo delle più prospere per il cattolicesimo, ma è l'eredità pesante cumulata dagli anni '70. Oggi va molto meglio che in un recente passato, ma anche molto meglio di paesi vicini come il Belgio e addirittura alcune regioni della Francia. C'è una discreta ripresa in meglio con nomine più oculate dei vescovi. Oltre al lievito dei movimenti, ci sono giovani preti davvero pieni di zelo pastorale e fedeltà al Magistero. Credono in quello che fanno e col tempo colmeranno il gap. La tendenza negativa si può anche invertire. Non bisogna spegnere la speranza con denunce che scoraggiano soltanto. Quella terra che ha dato tanti missionari alla Chiesa, risalirà la china. La Madonna aiuterà!

    RispondiElimina
  2. La Madonna aiuti Olanda perché ha donato una moltitudine di missionari Olandesi nel passato che erano sparsi in tutto il mondo. In modo particolare nelle sue ex colonnie. Cristo vincerà e il cattolicessimo olandese rinascerà dalle sue ceneri. Credo all'amore infinito di Dio che non abbandona la sua Chiesa e alla fedeltà di Cristo che ama senza fine la sua sposa santa e meretrice. Cristo è morto per tutti. Anche per Olandesi cristiani e non.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si sarà cosi solo se la chiesa cattolica si modernizzerà abbolendo il culto della madonna, dei santi delle reliquie della eucaristia tradizionale e del celibato dei preti.

      Elimina
  3. Preghiamo per i cristiani per seguitati nelle nazioni dove non ci sono la libertà religiosa. Che il sangue dei martiri porti la nuova nascita e la fecondità della Chiesa di Cristo. Che i tiepidi e i smariti abbiano la forza di ritornare a Cristo, l'unica via, verità e vita.

    RispondiElimina
  4. Finche vivo, amo te Olanda con tutto il cuore e prego per te senza fine. Sono certo che anche i tuoi missionari cattolici e i fedeli defunti che ora sono nella gioia senza fine continuano a pregare per te.

    RispondiElimina
  5. Speriamo che le tendenze possano invertirsi, anche perché sennò i primi a farne le spese saranno gli olandesi stessi, senza più un'identità e senza valori sui quali basare la propria vita. Quando un popolo venera solo il dio denaro, quel popolo si inaridisce ella fine è destinato a sgretolarsi e a svanire.

    RispondiElimina
  6. La chiesa cattolica la si deve rinnovare e disfarsi di tradizioni forvianti e medievali.

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.