mercoledì 2 gennaio 2013

Una “cartolina di Capodanno” da Norcia

Nell'agosto 2011 avevamo letto sempre su MiL l'esperienza di un altro giovane che aveva deciso di seguire il consiglio di Papa Benedetto XVI trascorrendo alcuni giorni di vacanza nel Monastero di Norcia.
Leggendo ora le parole del giovane ci viene spontaneo ricordare all'inizio di questo nuovo anno l'ormai celebre “saggio” che l’allora Cardinale Joseph Ratzinger pronunciò il 1 aprile 2005 a Subiaco quando ricevette il  “ Premio San Benedetto -per la promozione della vita e della famiglia in Europa -. Ecco la conclusione
... Ciò di cui abbiamo soprattutto bisogno in questo momento della storia sono uomini che, attraverso una fede illuminata e vissuta, rendano Dio credibile in questo mondo. 
La testimonianza negativa di cristiani che parlavano di Dio e vivevano contro di Lui, ha oscurato l’immagine di Dio e ha aperto la porta all’incredulità. 
Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da lì la vera umanità. 
Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare all’intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri. 
Soltanto attraverso uomini che sono toccati da Dio, Dio può far ritorno presso gli uomini. 
Abbiamo bisogno di uomini come Benedetto da Norcia il quale, in un tempo di dissipazione e di decadenza, si sprofondò nella solitudine più estrema, riuscendo, dopo tutte le purificazioni che dovette subire, a risalire alla luce, a ritornare e a fondare a Montecassino, la città sul monte che, con tante rovine, mise insieme le forze dalle quali si formò un mondo nuovo. 
Così Benedetto, come Abramo, diventò padre di molti popoli. 
Le raccomandazioni ai suoi monaci poste alla fine della sua regola, sono indicazioni che mostrano anche a noi la via che conduce in alto, fuori dalle crisi e dalle macerie. 
“Come c’è uno zelo amaro che allontana da Dio e conduce all’inferno, così c’è uno zelo buono che allontana dai vizi e conduce a Dio e alla vita eterna. È a questo zelo che i monaci devono esercitarsi con ardentissimo amore: si prevengano l’un l’altro nel rendersi onore, sopportino con somma pazienza a vicenda le loro infermità fisiche e morali… Si vogliano bene l’un l’altro con affetto fraterno… Temano Dio nell’amore… Nulla assolutamente antepongano a Cristo il quale ci potrà condurre tutti alla vita eterna” (capitolo 72).
© Copyright 2005 - Libreria Editrice Vaticana 
A.C.

Ecco il testo della "cartolina":
«Cari amici, ogni volta che la Chiesa ha vissuto momenti difficili Dio ha suscitato uomini capaci di resistere alle tentazioni del mondo dando gloria al Suo Nome Santissimo attraverso la Santa Liturgia. 
Tra le tante e piccole oasi Cattoliche di questo 21esimo secolo, voglio guardare alla realtà nata a Norcia nel 1998 ,città natale di San Benedetto, per volontà dell'allora Cardinale Ratzinger, da cui poi da Pontefice prenderà il Nome. 
Una realtà che vive il mondo moderno con un metodo antico, il Priore Padre Cassian si è ispirato per la sua piccola comunità di Monaci Benedettini all'Antica regola di San Benedetto, cogliendo la possibilità che il CVII proponeva a proposito di rivivere la vita religiosa come proposta dai propri fondatori. 
Dopo circa 20anni la comunità conta 14 giovani Monaci che iniziano a pregare Nostro Signore fin dalle 4 del mattino per concludere con il canto di  Compieta alle 19,45. 
Come già detto per volontà del regnante Pontefice tutto avviene secondo la più viva cultura Monastica, cioè in Latino, lingua ufficiale della Santa Chiesa Romana, potendo anche godere di una devota Santa Messa in Rito Romano Antico Cantata nei giorni feriali e la Santa Messa Solenne in Terzo nei giorni di Festivi. 
La vita monastica avviene quindi tutta secondo la tradizione e con l'assoluta e rigorosa applicazione del motto Ora et Labora. 
I Monaci hanno intrapreso come da tradizione monastica anche l'attività di produzione della Birra che risulta eccellente. 
Una delle possibilità che danno ai laici, religiosi e sacerdoti e di poter vivere con loro un periodo di tempo così da poter ritemprare lo spirito ed il corpo, conoscendo la loro affabilità e disponibilità nell'accogliere, poichè la regola di San Benedetto dice che l'ospite deve essere trattato come Gesù, e nel far vivere una profonda esperienza di Fede, non si può che ringraziare il buon Dio di questa oasi di pace Spirituale “- Tutti gli ospiti che arrivano siano accolti come Cristo – Regola di San Benedetto, cap. 53. 
Un affettuoso augurio di buon nuovo anno a tutti !» S.F.


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