domenica 20 gennaio 2013

"O in-felix Roma"? (Quando i giovani scrivono... per segnalare abusi e sciatterie liturgiche)

Abbiamo oggi ( 20 gennaio 2013) ricevuto la lettera di un giovane Studente di scuola superiore che pubblichiamo, con il permesso dell’Autore. 
 Il giovane descrive la situazione reale in una parrocchia romana : la Diocesi del Papa che dovrebbe essere faro e punto di riferimento per tutto l’Orbe Cattolico. 
Lo Studente non inneggia alla lingua latina, non sogna i canti gregoriani o le liturgie solenni : si augura concretamente ( questo senso "realistico" lo colloca più maturo dell'età anagrafica ... ) che nella sua amata parrocchia sia seguito il luminoso insegnamento liturgico del Papa ! 
Un tempo nelle campagne i contadini erano soliti dire : “ Con il tempo e la paglia maturano anche le nespole”. 
Questo antico adagio, applicato alla gravità della questione liturgica, può così risuonare : “ Con il tempo, quando l'allontanamento dei fedeli dalla pratica religiosa sarà ancora maggiore di ora, si renderà urgente la correzione totale di rotta e grazie alla “paglia” = la penitenza, la preghiera e il ravvedimento  dei Chierici  maturerà anche la sana  Liturgia !”
A.C. 

"Oggi a Messa stavo quasi per piangere dalla tristezza, quando il sacerdote, un sant'uomo che porta la talare, fedelissimo al Magistero, mi ha detto che sarebbe stato meglio non usare più il piattino per la Comunione, per paura di ritorsioni polemiche. 
Si commenta da sola l'aridità di sacralità alla quale siamo arrivati nella diocesi del Papa. 
Siamo in una parrocchia della diocesi del Papa, quell’eminente Teologo e dottissimo esperto di Liturgia, che ha scritto pagine interminabili di parole sull’importanza di quest’ultima all’interno della Chiesa.“Osanna eh! Osanna eh!” 
Battiti di mani senza senso. 
E poi “Evenu shaaalom aleejeeem…” e “Acqua siamo noi, dall’antica sorgente veniamo!” 
Per alcuni infatti l’ incruento sacrificio di Gesù sull’Altare non necessità di una dimensione pratica, profondamente sacra e ispirata alla sincera fede bensì di apertura, di fantasia e di creatività. 
E’ proprio in questa parrocchia che i due sacerdoti che ancora portano l’abito ecclesiastico, la talare, devono stare attenti a tutto ciò che fanno, a partire dal porre la croce al centro dell’altare, fino al ricordare ai fedeli che la comunione si riceve ordinariamente e preferibilmente in ginocchio e sulla lingua, passando per l’utilizzo dei piattini per la comunione, perché poi c’è chi, sicuramente, si lamenterà e, scatenando un putiferio, perseguiterà questi preti bigotti in talare che sono rimasti a prima del Concilio. 
Un momento, riflettiamo, cosa dicono in merito i documenti ufficiali della Chiesa e del suo Concilio Vaticano II? 
Dicono che la Comunione va ricevuta in piedi e sulle mani? ( Leggere QUI  il commento del teologo P.Francesco M.Butani FI  N.d.R.)
No, è un infelice indulto postumo al Concilio, che ha meno valore del Motu Proprio Summorum Pontificum… 
Allora sicuramente avranno detto che non si debbono usare i piattini per la Comunione! 
No, non è scritto da nessuna parte, anzi, in tempi recenti (sotto Giovanni Paolo II), con l’istruzione Redemptionis Sacramentum, al punto 93, si ribadisce che “È necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli, per evitare che la sacra ostia o qualche suo frammento cada.”Che strano, allora c’è qualcosa che non va in questa parrocchia, nella sua liturgia, nel modo che il parroco e i parrocchiani hanno di vedere questa. 
Eppure sembra tutto normale, nell’anno del Signore 2013, nono del Pontificato di Sua Santità Benedetto XVI, Vescovo di Roma - l’infelice Roma -. 
F.B.
p

3 commenti:

  1. Vorrei segnalare al ragazzo che ha postato questa lettera, affinché lo segnali al suo sacerdote, che l'uso del piattino per la Comunione non solo è ancora concesso, e non è neppure consigliato, ma è PRESCRITTO! La "Redemptionis Sacramentum" del 2004 al capitolo IV, paragrafo 93 recita:
    "È necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli, per evitare che la sacra ostia o qualche suo frammento cada."
    Quindi, tecnicamente, chi non usa il piattino contravviene a una LEGGE UNIVERSALE della Chiesa, altresì RIBADITA E CONFERMATA nel 2004 dal Beato Papa Giovanni Paolo II!

    RispondiElimina
  2. Dimenticavo... il link è questo:
    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccdds/documents/rc_con_ccdds_doc_20040423_redemptionis-sacramentum_it.html

    RispondiElimina
  3. nella mia ultima visita a Roma...precisamente in via conciliazione...a due passi dallabasilica di san pietro...sulla destra, noto un manifesto sopra l'ingresso della chiesa...davanti l'ingresso due fioriere con delle piante seche!!Entrando dentro, vidi tre sacerdoti piazzati davanti l'altare grande...tutto spoglio....nudo completamente...da brividi..senza un candelabro...nulla!!! Sono immediatamente uscito e queste cose non mi meravigliano piu'!!! Inutile..protestare....parlare...ho capito che c'e' troppa arroganza..e fai da te nella Chiesa!Tutto a due passi da San Pietro!!!

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.