mercoledì 11 luglio 2012

San Benedetto da Norcia, Patrono d' Europa e dell'attuale Pontificato



"Abbiamo bisogno di uomini come Benedetto da Norcia il quale, in un tempo di dissipazione e decadenza, si sprofondò nella solitudine più estrema riuscendo a risalire alla luce e divenendo, come Abramo, padre di molti popoli”. ( Joseph Card. Ratzinger, 20 aprile 2005 ) "

San Benedetto, Fondatore del monachesimo occidentale, e anche Patrono del mio pontificato. Comincio con una parola di san Gregorio Magno, che scrive di san Benedetto: “L’uomo di Dio che brillò su questa terra con tanti miracoli non rifulse meno per l’eloquenza con cui seppe esporre la sua dottrina” (Dial. II, 36).
Queste parole il grande Papa scrisse nell’anno 592; il santo monaco era morto appena 50 anni prima ed era ancora vivo nella memoria della gente e soprattutto nel fiorente Ordine religioso da lui fondato. San Benedetto da Norcia con la sua vita e la sua opera ha esercitato un influsso fondamentale sullo sviluppo della civiltà e della cultura europea.
La fonte più importante sulla vita di lui è il secondo libro dei Dialoghi di san Gregorio Magno.
Non è una biografia nel senso classico.
Secondo le idee del suo tempo, egli vuole illustrare mediante l’esempio di un uomo concreto – appunto di san Benedetto – l’ascesa alle vette della contemplazione, che può essere realizzata da chi si abbandona a Dio.
Quindi ci dà un modello della vita umana come ascesa verso il vertice della perfezione.
San Gregorio Magno racconta anche, in questo libro dei Dialoghi, di molti miracoli compiuti dal Santo, ed anche qui non vuole semplicemente raccontare qualche cosa di strano, ma dimostrare come Dio, ammonendo, aiutando e anche punendo, intervenga nelle concrete situazioni della vita dell’uomo.
Vuole mostrare che Dio non è un’ipotesi lontana posta all’origine del mondo, ma è presente nella vita dell’uomo, di ogni uomo.
Questa prospettiva del “biografo” si spiega anche alla luce del contesto generale del suo tempo: a cavallo tra il V e il VI secolo il mondo era sconvolto da una tremenda crisi di valori e di istituzioni, causata dal crollo dell’Impero Romano, dall’invasione dei nuovi popoli e dalla decadenza dei costumi.
Con la presentazione di san Benedetto come “astro luminoso”, Gregorio voleva indicare in questa situazione tremenda, proprio qui in questa città di Roma, la via d’uscita dalla “notte oscura della storia


” (cfr Giovanni Paolo II, Insegnamenti, II/1, 1979, p. 1158).
Di fatto, l’opera del Santo e, in modo particolare, la sua Regola si rivelarono apportatrici di un autentico fermento spirituale, che mutò nel corso dei secoli, ben al di là dei confini della sua Patria e del suo tempo, il volto dell’Europa, suscitando dopo la caduta dell’unità politica creata dall’impero romano una nuova unità spirituale e culturale, quella della fede cristiana condivisa dai popoli del continente.
E’ nata proprio così la realtà che noi chiamiamo “Europa ...”
Papa Benedetto XVI , (Udienza Generale 9.04.2008)



"Benedetto visse sempre in un'area ristretta, tra Norcia, Roma, Subiaco e Cassino.
Mai immaginò di fondare un grande Ordine destinato a percorrere il mondo intero.
La sua opera conteneva però una forza che nei secoli fu di fondamentale importanza per la formazione dell'Occidente, per l'Europa.
Lui volle sottrarsi al mondo e si ritirò in solitudine, ma grazie alla sua Regola è di fatto uno dei grandi costruttori dell'unità dell'Occidente.
Un uomo che fu messaggero di pace, pacis nuntius, come lo definì papa Paolo VI quando, il 24 ottobre 1964, lo consacrò patrono dell'intera Europa.
Sui portoni di molti monasteri benedettini si legge Pax, pace.
Chi entra può attendersi un luogo di pace.
È anche Unitatis effector, operatore di unità.
Questo è il suo secondo titolo onorifico.
L'unità nel piccolo, nella comunità monastica, che consente a tutti di essere una cosa soia. Benedetto non tollera alcuna discriminazione razziale o di stato nei suoi monasteri.
Ed è civilis cultus magister, maestro di cultura e civilizzazione.
L'Europa è la fusione dell'antichità greco-romana con il mondo germanico sotto l'influsso del cristianesimo. La Regola e i monaci benedettini parteciparono attivamente a questo processo.
Gli scriptoria dei monasteri conservarono e trasmisero l'eredità letteraria dell'antichità.
Le scuole monastiche diedero ai giovani una educazione umana e cristiana e una formazione compiuta. Benedetto, come s'è detto, valorizzò il lavoro manuale sempre con giusto metodo affinché «ogni lavoro sia compiuto con misura».
L'etica del lavoro della Regola fu decisiva per l'ordinamento economico e sociale del Medioevo e dell'Europa.
Possiamo dire che la civiltà europea si basa sostanzialmente su questa straordinaria visione benedettina".
( Cfr. Andrea Pamparana, Benedetto Padre di molti popoli, Ancora Ed. pag.23 )

Foto: Filip e Roberto Stuflesser fanno omaggio a Papa Benedetto XVI di un'immagine di San Benedetto Abate ( estate 2008 )

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