mercoledì 13 giugno 2012

Terremoto di Modena: un sacerdote sostiene i fedeli anche con la fede e mediante la celebrazione delle consuete e rassicuranti liturgie

Nella parrocchia dello Spirito Santo nel modenese (foto), già da alcuni anni è stato rivitalizzato l'uso delle Rogazioni, nelle tre sere precedenti l'Ascensione. Il testo e il rito sono quelli del benedizionale.
Lo schema è identico a quello della tradizione.
Si parte dalla chiesa in processione, si cantano le litanie dei Santi in gregoriano nella forma completa e a metà della processione, si recita la preghiera di benedizione.
Nella prima rogazione alla citta, alla campagna nella seconda, alle acque nella terza. Riprese poi le litanie si ritorna in chiesa per la conclusione del rito. Il tutto si svolge usufruendo degli ampi spazi anche verdi della parrocchia stessa che essendo cittadina non ha campagna intorno.
In questo anno del terremoto che ha devastato la regione tali preghiere sono state ancor di più significative, dato che Dio solo può liberarci dal flagello del terremoto.
Dopo il 20 maggio in tale parrocchia sono state fatte altre due processioni con lo stesso schema delle litanie per invocare la protezione divina ed è stata celebrata la messa "pro quacumque necessitate" con la colletta "in tempo di terremoto".
Queste iniziative, opportunamente propagandate e spiegate sono state seguite e gradite dai numerosi fedeli.
Il giorno di Pentecoste è stato cantato non da un piccolo coro, ma dall'assemblea, il Veni Creator e la sequenza in gregoriano a tutte 3 le Messe. Alla Messa delle 9, in rito tradizionale , si è cantata tutta la "De Angelis" ancora una volta dalla assemblea. Alla Messa delle 11 che era "novus ordo" dal prefazio compreso si è usata lingua latina ed il canone romano, come fa il Papa. Evidentemente non era la prima volta che lo si faceva.
Al pomeriggio alle ore 17, dopo il canto dei Vespri in italiano, tranne che per il Veni Creator e il Magnificat, si è svolta per le vie del quartiere una lunga processione Eucaristica, con lampioni stendardi e baldacchino, a conclusione dei tre giorni delle Quarantore. (Giov.Ven. Sab.)
La chiesa parrocchiale, costruita di recente, come altre di periferia, non ha subito alcun danno a causa del terremoto. Quelle del centro storico, sono invece state chiuse per motivi precauzionali.
Questa agibilità dell’edificio, ci ha dato la possibilità di accogliere due comunità “sfollate”
Gli Ortodossi Rumeni celebrano nel salone sottostante la loro Liturgia ogni domenica mattina, mentre i Greco Cattolici Ucraini la celebrano in Chiesa la domenica pomeriggio ed anche il mercoledì pomeriggio.
L’accoglienza, apprezzata dalle gente, permette una giusta conoscenza, nella chiarezza e senza superficiali ecumenismi.

Dal sito della parrocchia dello Spirito Santo leggiamo del "gemellaggio" conq uella di S. Egidio Abate in Cavezzo (una delle tantissime chiese colpite dal terremoto)
Anche la nostra parrocchia vuole aiutare le comunità cristiane colpite dal terremoto.
Ci siamo “gemellati” con la Parrocchia di Sant'Egidio Abate in Cavezzo.
Domenica 3 giugno una ventina di parrocchiani sono andati a messa a Cavezzo ed hanno portato una prima offerta di 900 euro raccolti in tutta fretta. La raccolta continua nella apposita cassetta in chiesa.

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