lunedì 21 maggio 2012

Per la canonizzazione equipollente dei Martiri della rivoluzione francese

"Il Papa ha proceduto alla Canonizzazione equipollente di Santa Ildegarda di Bingen, facendo tornare di attualità questa particolare forma con cui il Romano Pontefice conferisce ufficialmente di propria iniziativa ed autorità i titolo di “Santo” ad un personaggio di particolare rilevanza spirituale che già era popolarmente considerato tale e magari addirittura presente con il titolo di Santo nel Martirologio Romano, ma mai formalmente canonizzato.
Nella sua opera “De Servorum Dei beatificazione et de Beatorum canonizatione”, Benedetto XIV formulò la dottrina sulla canonizzazione equipollente, che si ha quando il Papa estende precettivamente a tutta la Chiesa il culto di un servo di Dio non ancora canonizzato, mediante l’inserimento della sua festa, con Messa ed Ufficio propri, nel Calendario della Chiesa universale. In questo atto pontificio egli ravvisava gli estremi di una vera canonizzazione, cioè di una sentenza definitiva del Papa sulla santità del servo di Dio.
Questa sentenza, però, non è espressa con la solita formula di canonizzazione, ma mediante un decreto obbligante tutta la Chiesa a venerare quel servo di Dio con il culto abitualmente riservato ai santi canonizzati. Molti esempi di questa forma di canonizzazione risalgono al pontificato di Benedetto XIV; per esempio, i santi Romualdo, Norberto, Bruno, Pietro Nolasco, Raimondo Nonnato, Giovanni di Matha, Felice di Valois, la regina Margaret di Scozia, il re Stefano d'Ungheria, Venceslao duca di Boemia e Papa Gregorio VII.
Altri nei secoli ancora sono stati canonizzati in tale maniera, fino a Papa Giovanni XXIII che canonizzò così nel 1960 San Gregorio Barbarigo.
La Chiesa odierna necessita sempre più evidentemente di modelli di fedeltà alla Chiesa ed al Romano Pontefice.
Le recenti beatificazioni di Margherita Rutan (2011) e Pietro Adriano Toulorge (2012) ci hanno ricordato tutta l’attualità dell’esempio in tal senso incarnato dai Martiri della Rivoluzione, una folta schiera di cui purtroppo ancora nessuno è stato proclamato “Santo”.
Sarebbe bello ed auspicabile che Papa Benedetto XVI procedesse alla canonizzazione equipollente del Re di Francia Luigi XVI (si veda in merito il documento "Quare lacrymae" con cui Papa Pio VI riconobbe il martirio in odium fidei del sovrano), dei suoi familiari (il re Luigi XVII, la regina Maria Antonietta d'Asburgo, Elisabetta di Borbone e Maria Teresa di Savoia) e degli altri 440 martiri della Rivoluzione Francese già venerati come Beati:
- Teresa di Sant'Agostino e 15 compagne (Carmeitane di Compiègne)
- Maria Maddalena Fontaine e 3 compagne (Figlie della Carità di Arras)
- Maria Clotilde Paillot e 10 compagne (Orsoline di Valenciennes)
- Ifigenia di San Matteo e 31 compagne (Martiri di Orange)
- Jean-Marie du Lau D'Alleman e 190 compagni (Martiri delle Stragi di Settembre)
- Pietro Renato Rogue
- Giovanni Battista Turpin e 18 compagni (Martiri di Laval)
- Natale Pinot- Guglielmo Repin e 98 compagni (Martiri di Angers)
- Giovanni Battista Souzy e 63 compagni (Martiri dei Pontoni di Rochefort e La Rochelle)
- Margherita Rutan
- Pietro Adriano Toulorge.
I Santi Luigi XVI e 444 Compagni martiri potranno essere così dei potenti intercessori in Cielo in aiuto per combattere quel relativismo a 360° di cui è ferocemente impregnata la nostra società.
Senza dimenticare ovviamente gli altri Servi di Dio di cui a suo tempo fu avviato il processo di beatificazione ed il sacrificio dei gloriosi Generali Vandeani, in primis Jacques Cathelineau cui il Card. Paul Poupard dedicò un importante sermone commemorativo."
J.H.

( Per MiL, si ringrazia l'Autore )

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