giovedì 6 ottobre 2011

Quando si parla di dialogo... vediamo cosa ne pensa un Dottore della Chiesa, S. Francesco di Sales

S. Francesco di Sales impiegò i giorni dal 6 al 9 ottobre 1598 nel preparare i Memoriali di tutte le cose necessarie per l'inte­ra conversione dei popoli dello Chablais, di Ternier e Gaillard alla fede cattolica e per il mantenimento dei Curati: presentò tutto personalmente al Duca, che gli ordinò nuovamente di trovarsi all'assemblea del Consiglio, ove avrebbe trattato delle conclu­sioni da comunicare agli ambasciatori di Berna e Ginevra, i quali molto insistevano perchè si lasciassero almeno tre Ministri protestanti nello Chablais: uno a Tonone, uno a Bons e il terzo a Ternier. Vedendo che, per ragioni di Stato, alcuni Consiglieri appoggiavano questo parere, con fervore ed ardore apostolico il nostro Santo si alzò prontamente e, fatta profonda riverenza al Duca, disse queste precise parole: "Ah! Serenissimo e Cristia­nissimo Principe, se lasciate i Ministri in questa provincia, perderete le vostre terre... e perderete il Cielo, un palmo del quale vale più di tutto il mondo. Non esistono convenzioni fra Gesù Cristo e Belial!" Come se avesse parlato un Angelo, tutta l'assemblea fu commossa e il Duca espresse precisamente la sua volontà: "Voglio che i Ministri escano da queste provincie - disse - e non se ne parli più." Con questo si usci dal Consiglio, e il Principe offri un magnifico pranzo agli ambasciatori svizzeri. Prima di ritirarsi, fecero questi ancora un tentativo per lasciare almeno due soli Ministri nello Chablais; ma il Duca rispose loro con fermezza: "Ne sono contento, purché voi rice­viate a Ginevra e a Berna tutti i sacerdoti mandati da me." Conobbero bene gli ambasciatori esser questa risposta suggerita da Francesco di Sales, che ardeva dal desiderio di esporre la vita in servizio della Chiesa, anche in quelle altre provincie; onde si ritirarono malcontenti, senza parlare più dei loro Mini­stri. Il nostro Apostolo rimase invece molto sodisfatto, per aver vinto così la causa di Dio.


Fonte: Sito ICRSS: http://www.icrss.it/?p=2199

11 commenti:

  1. Penso che dovete leggere quella testimonianza di un sacerote cattolico sivzzero

    http://ecrch.livejournal.com/

    E'un situazione terribile ma si capisce perchè è solo in Svizzera che l'emergenza della Fraternità di Mgr. Lefebvre poteva avvenire.

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  2. Il card. Bea si vede che non aveva letto san Francesco di Sales!

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  3. é solo in svizzera ??? guardi che in tutti gli altri paesi la chiesa assomiglia molto più alla svizzera che all'italia, che resta <span>un'isola felice</span>
    l'Italia i grossi problemi nelle parrocchie li ha da 10 anni, francia, svizzera, belgio, olanda, germania,  nordeuropa li hanno da 40 !

    io conosco preti che portavano la talare nel '68 in francia e si facevano perseguitare in diocesi. Ripeto: nel 1968 !

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  4. Adesso fanno i belli dicendo la messa VO non é mai stata abolita, lo abbiamo sempre detto
    <span>Ma nel 1987, Mons Thomas, vescovo di Versailles faceva espellere il Padre Bruno de Blignières da una chiesa della sua diocesi (église de Port-Marly) perfché reo di celebrare con il VO. Ovviamente Roma ha taciuto e ha lasciato fare !!! Nella foto: <span>la polizia rimuove di forza il prete dall'altare durante la celebrazione in latino.</span>
    </span>

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  5. Bè, anche gli Stati Uniti sono un'isola felice, forse anche più dell'Italia.
    Tanto per dirne una, negli usa ci sono più di 400 Messe in latino fisse domenicali, il quintuplo rispetto all'Italia

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  6. Con san Francesco di Sales ho un fatto personale... positivo. La mia vocazione di insegnante è maturata ( o meglio: si è semplicemente posta ) sotto l'influsso e l'esempio di don Bosco, a sua volta influenzato dal santo elvetico. Il tutto riassumibile nel bellissimo detto, tipico dello stile salesiano:" Si attirano più mosche con un cucchiaino di miele che con un barile di aceto." Di san Francesco di Sales mi rimane in mente questo episodio come rappresentativo della sua attenzione mista di delicatezza alle esigenze reali delle persone immerse nella vita sociale. A una dama che gli esternava la sua preoccupazione scrupolosa per il fatto di dover intervenire alle feste con abiti alquanto scollati il santo consigliò di mettere una rosa nel seno ( letto a suo tempo su "Famiglia Cristiana" quando la rivista paolina aveva i riflettori puntati più sulla casistica etica dell'individuo che sui vasti problemi sociali ).
    Se non ho capito male san Francesco, pur apertissimo al dialogo con i Protestanti, in cui poteva far valere la sua grandissima preparazione,  invitava fermamente, "sub poena peccati" a rifiutare la presenza di ministri protestanti IN CONDIZIONE DI MANCATA RECIPROCITA'. Evidentemente non spacciava per "ecumenismo" la disaffezione o l'imbarazzo per la propria inconfondibile identità cattolica.
    Se non ricordo male F.d.S. ebbe anche a che fare con il "Potere delle Tenebre". Quacuno può indicarmi i particolari?

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  7. Se in seminario leggessero questi santi invece che Enzo Bianchi, le cose andrebbero meglio.

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  8. Roberto Martelli7 ottobre 2011 10:14

    Anche qualcun altro .....

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  9. Stanislao Poniatowsky7 ottobre 2011 12:08

    300:60=5  Visto che la popolazione americana è esattamente il quintuplo di quella italiana, possiamo concludere che in quanto a messe in latino fisse domenicali i paesi si equivalgono. Le isole felici (o meglio, meno infelici) sono quindi due.

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  10. Stanislao Poniatowsky7 ottobre 2011 12:08

    Se in seminario leggessero le cose andrebbero meglio.

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  11. Per il Duca sembrebbe una questione di reciprocità. Per il santo no, perché perché i nostri "fratelli separati" li mette  als eguito di Belial e avverte il duca che accettando le loro condizioni perde l'anima.

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