mercoledì 13 ottobre 2010

Cento anni fa la lettera di san Pio X Notre charge apostolique


Una bella nota – tratta dall’ultimo numero de Il Timone (qui)- del prof. Massimo Introvigne per il centenario della lettera Notre charge apostolique sul modernismo.


Il 28 agosto 2010 si celebra il centenario della lettera apostolica di Papa san Pio X (1903-1914) all’episcopato francese – non un’enciclica, ma equivalente a un’enciclica per importanza – Notre charge apostolique, del 28 agosto 1910. La lettera condanna il movimento del Sillon («Solco»), fondato in Francia nel 1902 – sulla scia di una precedente associazione, la Crypte, nata nel 1894 – da Marc Sangnier (1873-1950), che si sottometterà almeno formalmente alla condanna. Il documento mostra i riflessi politico-sociali del modernismo, e costituisce quindi un complemento indispensabile alla grande enciclica Pascendi del 1907 in cui san Pio X descrive e condanna l’eresia modernista. A san Pio X spetta infatti il merito – come affermerà, celebrando il suo santo predecessore, il venerabile Giovanni Paolo II (1978-2005) il 16 giugno 1985 – di avere denunciato le «pieghe subdole del sistema teologico del modernismo» per «salvare la Chiesa dal rischio di dottrine alienanti per l’integrità del Vangelo».

Ma ha ancora interesse per noi una lettera apostolica di cento anni fa? Per comprendere perché la risposta è sì dobbiamo rifarci al grande quadro della scristianizzazione dell’Europa e dell’Occidente, un processo le cui tappe salienti sono la Riforma protestante, la Rivoluzione francese, la Rivoluzione comunista e la rivolta contro la morale che ha il suo momento vessillare nel 1968. Come ha ricordato da ultimo Benedetto XVI nel corso del suo viaggio in Portogallo del maggio 2010, ciascun momento di questo processo muove da «istanze» non sempre irragionevoli, ma quando passa dalle domande alle risposte cade in «errori e vicoli senza uscita». E ognuno di questi momenti non è sostenuto solo da nemici aperti della Chiesa e del cristianesimo ma anche, per usare ancora le parole del Papa in Portogallo, da «credenti che si vergognano e che danno una mano al secolarismo».

L’azione dei «credenti che si vergognano» non è semplicemente individuale, ma si organizza in correnti e movimenti. Così, c’è anzitutto un’importazione di principi e temi del protestantesimo all’interno della Chiesa, il giansenismo. Le teorie dell’Illuminismo e della Rivoluzione francese sono fatte proprie da diverse correnti cattoliche, dal cattolicesimo liberale al modernismo. Il comunismo trova un corrispondente all’interno della Chiesa nella teologia della liberazione. Lo stesso «rapidissimo cambiamento sociale» e contestazione di ogni forma di morale iniziati negli anni 1960 hanno avuto come controparte ecclesiastica – secondo la Lettera ai cattolici dell’Irlanda che il Papa ha pubblicato il 19 marzo 2010 – «la tendenza, anche da parte di sacerdoti e religiosi, di adottare modi di pensiero e di giudizio delle realtà secolari senza sufficiente riferimento al Vangelo», per non parlare dei cedimenti di tanti laici cattolici sui temi della vita e della famiglia.

In questo schema, un passaggio decisivo è l’affermarsi della scuola cattolico-democratica. Un «cattolico democratico» non è semplicemente un cattolico che esprime la sua preferenza, fra le varie forme politiche, per la democrazia. Questo è ovviamente lecito. Ma il cattolico democratico commette due errori. Il primo è quello di considerare la democrazia un metodo di per sé infallibile e una fonte di verità, così che una scelta avallata dal metodo democratico non potrebbe mai essere intrinsecamente cattiva o ingiusta. Se il cinquanta per cento più uno dei cittadini di un Paese in un referendum, o il cinquanta per cento più uno dei parlamentari legittimamente eletti, si pronunciano per l’aborto o per l’eutanasia il cattolico democratico dirà che si sente ancora privatamente vincolato dalla morale cattolica ma dal punto di vista pubblico e politico deve «accettare la scelta democratica». Il secondo errore è quello di non distinguere fra diverse forme di democrazia, e di prendere per buona specificamente quella forma democratica che è nata dalla Rivoluzione francese, la quale – proprio perché afferma l’infallibilità politica e morale del metodo democratico – rischia sempre una deriva verso il totalitarismo.

La prima caratteristica del cattolicesimo democratico che san Pio X prende in esame attiene al metodo: si tratta della «pretesa di sfuggire alle direttive dell’autorità ecclesiastica» con il pretesto che il terreno su cui ci si muove «non è quello della Chiesa». Potrebbe sembrare che il Sillon si opponga giustamente al clericalismo affermando l’autonomia dei laici nella vita politica. Ma si tratta, secondo san Pio X, di distinguere. Dal punto di vista delle tecniche politiche i laici del Sillon godono certamente di autonomia. Non possono avere, invece, alcuna autonomia dal punto di vista dottrinale. La rivendicazione di un’autonomia rispetto ai principi è sbagliata, e «anche se le loro dottrine fossero esenti da errore sarebbe già stata una gravissima mancanza alla disciplina cattolica». Ma «il male è più profondo»: sbagliando metodo, il Sillon «è scivolato nell’errore».

Il Sillon parte da un giudizio nuovo sulla storia dell’Europa, diverso da quello tradizionalmente enunciato nel Magistero. Il Sillon sogna una società del tutto nuova e disprezza il passato europeo, dimenticando che nel passato – pur con i limiti e le imperfezioni di ogni realizzazione umana – una civiltà cristiana è già esistita. Rivolgendosi ai vescovi francesi san Pio X esclama: «No, venerabili fratelli, occorre ricordarlo energicamente in questi tempi di anarchia sociale e intellettuale, in cui ciascuno si pone quale dottore e legislatore; non si edificherà la società diversamente da come Dio l’ha edificata; non si edificherà la società se la Chiesa non ne pone le basi e non ne dirige i lavori; non si deve inventare la civiltà, né si deve costruire la nuova società tra le nuvole. Essa è esistita ed esiste; è la civiltà cristiana, è la società cattolica. Non si tratta che di instaurarla, ristabilirla incessantemente sulle sue naturali e divine fondamenta contro i rinascenti attacchi della malsana utopia, della rivolta e della empietà: Omnia instaurare in Christo».

San Pio X mostra poi che l’errore fondamentale del Sillon è la proclamazione del principio secondo cui l’autorità risiede nel popolo e solo temporaneamente è delegata con le elezioni ai governanti. Non è illecito che sia il popolo a designare i detentori dell’autorità tramite le elezioni: purché sia chiaro che con le elezioni non s’«inventa» o si crea l’autorità, ma si stabilisce semplicemente da chi deve essere esercitata. Potrebbe sembrare che si tratti semplicemente di una questione filosofica, senza grandi conseguenze pratiche. Una volta ammessa la liceità del sistema democratico potrebbe apparire non poi così importante stabilire se le elezioni creino l’autorità o semplicemente stabiliscano chi deve esercitarla.

Ma in realtà non è così, e la questione ha conseguenze pratiche molto importanti. Chi, come i cattolici democratici, pone la radice ultima dell’autorità nel popolo e non in Dio finisce per non riconoscere che ci sono principi – che oggi Benedetto XVI chiama «non negoziabili», particolarmente in tema di vita e di famiglia – che vengono da Dio e dal diritto naturale e che nessun «popolo» o maggioranza può mettere in discussione. La stessa religione di chi ragiona così non è più la religione cattolica: è piuttosto la «religione dell’umanità» laicista, preparata dalle «oscure officine» massoniche che noi, scrive san Pio X, «conosciamo anche troppo bene». Alla fine, ieri come oggi, il cattolicesimo democratico si riduce a «misero affluente» della Rivoluzione, cioè di quel «grande movimento di apostasia organizzato in ogni paese per stabilire ovunque una Chiesa universale che non avrà né dogmi, né gerarchia, né regole per lo spirito, né freni per le passioni e che, sotto pretesto di libertà e di dignità umana, ricondurrà nel mondo, se questo trionfo fosse possibile, il regno legale dell’inganno e della forza, l’oppressione dei deboli, di coloro che soffrono e che lavorano».

15 commenti:

  1. Medjugorje: Messaggio del 25 Maggio 2010<span><span></span></span><span><span>Cari figli, Dio vi ha dato la grazia di vivere e proteggere tutto il bene che è in voi ed attorno a voi e di esortare gli altri ad essere migliori e più santi, ma satana non dorme e attraverso il (suo) modernismo vi devia e vi guida sulla sua via. Perciò figlioli, nell’amore verso il mio Cuore Immacolato amate Dio sopra ogni cosa e vivete i Suoi comandamenti. Così la vostra vita avrà senso e la pace regnerà sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.</span></span>

    RispondiElimina
  2. Dice Introvigne:
    L’azione dei «credenti che si vergognano» non è semplicemente individuale, ma si organizza in correnti e movimenti. Così, c’è anzitutto un’importazione di principi e temi del protestantesimo all’interno della Chiesa, il giansenismo. Le teorie dell’Illuminismo e della Rivoluzione francese sono fatte proprie da diverse correnti cattoliche, dal cattolicesimo liberale al modernismo.

    **********************
    ho piacere che una penna dalla firma conosciuta lo abbia scritto.... quando lo dicevamo "noi" già 6/7 anni fa nei forum, venivamo accusati di ESAGERAZIONI.... ora mi auguro che qualcun altra dia più ascolto a questa cruda realtà...
    Certo Introvigne non è tacciabile di tradizionalismo.... e se queste cose le dice qualche Vescovo o qualche sacerdote, apriti cielo, è subito accusato di menzogna... Introvigne è un laico e non tradizionalista, le sue recenti analisi si fanno sempre più precise e dai contorni delineati a sottoscrivere una crisi che ci fu preannunziata dall'ultimo Papa fatto Santo!

    RispondiElimina
  3. ....un Santo Papa che ha fato un giuramento anti-modernista che, dopo di lui, fino ad oggi, nessun Papa si è sentito più di fare !
    e domani ?

    RispondiElimina
  4. <span>....un Santo Papa che ha fatto un giuramento anti-modernista che, dopo di lui, fino ad oggi, nessun Papa si è sentito più di fare !  
    e domani ?</span>

    RispondiElimina
  5. P.S.
    vi suggerisco l'analisi brillante, per esempio, del cardinale Biffi sul tema I CATTOLICI E I SENSI DI COLPA....di quei Cattolici CHE SI VERGOGNANO DEL PASSATO DELLA CHIESA e che vergognandosene si sono fatti venire i sensi di colpa ed hanno usato il Concilio per rifondare una sorta di "nuova Chiesa" che staccasse la presa con il suo passato...

    Così diceva Giovanni Paolo II :

    " Bisogna ammettere realisticamente e con profonda e sofferta sensibilità che i cristiani si sentono smarriti, confusi, perplessi e persino delusi.
    Si sono sparse a piene mani idee contrastanti con la Verità rivelata e da sempre insegnata. Si sono propalate vere e proprie eresie in campo dogmatico e morale, creando dubbi, confusioni, ribellioni. Si è manomessa anche la Liturgia; immersi nel “relativismo” intellettuale e morale e perciò nel permissivismo, i cristiani sono tentati dall’ateismo, dall’agnosticismo, dall’illuminismo vagamente moralistico, da un cristianesimo sociologico, senza dogmi definiti e senza morale oggettiva
    .
    (...)
    e dice ancora:
    "Oggi bisogna aver pazienza, e ricominciare tutto da capo, dai “preamboli della fede” fino ai “novissimi”, con esposizione chiara, documentata, soddisfacente. È necessario formare le intelligenze, con ferme ed illuminate convinzioni, perché solo così si possono formare le coscienze. Soprattutto oggi bisogna far sentire ed inculcare il “senso del Mistero”, la necessità della umiltà della ragione di fronte all’Infinito e all’Assoluto, la logica della confidenza e della fiducia in Cristo e nella Chiesa da lui appositamente voluta e fondata per donare per sempre agli uomini la pace della verità e la gioia della grazia. È questo un compito assai delicato e anche faticoso, che esige preparazione accurata e sensibilità psicologica; eppure è assolutamente necessario."
    (Giovanni Paolo II "MISSIONI AL POPOLO PER GLI ANNI 80" 6.2.1981)

    Nel 2001 facevo queste riflessioni in un forum:
    "ma chi lo ha ascoltato? certamente confidiamo nella generazione cresciuta con Giovanni Paolo II, ci sono anch'io, ma al momento queste parole sono cadute nel vuoto più assoluto o raccolte da pochissime persone...."

    oggi possiamo dire che con Benedetto XVI, queste parole del suo predecessore, sono maggiormente sentite e grazie a Dio tenute in seria considerazione.... spetta a noi RACCOGLIERE il Magistero pontificio e trasmetterlo....FEDELMENTE... ;)  

    RispondiElimina
  6.  ah sì ?  
    tutti bei discorsi, ma...oltre a queste belle parole, .GPII che cosa ha fatto per contrastare in modo indiscutibile il "relativismo dottrinale e morale", e l'avanzata dell'indifferentismo religioso, sull'onda montante dell'idea che tutte le religioni hanno pari dignità ?

    RispondiElimina
  7. lei, Caterina, come tanti oggi nella Chiesa, sta dimenticando che le parole volano, ma <span>gli esempi trascinano:</span> questo era il buon senso degli antichi, e dei cattolici quando il buon senso ce l'avevano ancora, insieme con la Fede integra e incorrotta !

    RispondiElimina
  8. Giuramento antimodernista, che si dice sostituito dal Credo di Paolo VI.

    Notato che in questo manca, alla fine, l'affermazione esplicita "credo nel perdono dei peccati", accennata solo nella prima parte, prima del battesimo, semplicemente affermando la redenzione dal peccato operata dal Signore sulla Croce? 

    E che, per la salvezza riprende le affermazioni ambigue di Lumen Gentium 8 e 16?

    RispondiElimina
  9. Finalmente qualcosa si muove. Anche solo a ragionar di queste cose qualche anno fa. c'era il rischio di venir schedati tra le persone "un pò originali".  Si festeggi l'Unità d'Italia, ma quella vera. Quella fondata sulla "vera autorità". Ragion di stato modernista ha fatto tacere il Card Biffi, ma ormai è a molti chiaro che la Costituzione Italiana (come del resto molte di quelle europee) non tiene più. E' basata "sui credenti che si vergognano" e che, per complesso di inferiorità, accettano il principio massonico e socialista che l'autorità suprema appartenga al popolo. Le tre zampe su cui poggia la nostra costituzione e cioè: quella nera massonico ottocentesca, quella rossa comunista primo novecentesca e quella rosa cattolico democratica secondo novecentesca sono fradice. Se non si interviene urgentemente sostituendole con un bel pilastro centrale bianco cattolico, argenti e vivande finiscono per terra.

    RispondiElimina
  10. e domani?
    Dio vede e provvede....non ha lasciato la SUA SPOSA..... ;)

    Domenica padre Konrad ha tenuto una profonda omelia sull'errore che spesso si fa oggi di non parlare più della Chiesa quale SPOSA IMMACOLATA DI CRISTO e per questo incrollabile e sempre e comunque affidabile.......e  continuando a riferirsi alla Chiesa retta dagli uomini, corriamo sempre il rischio di porci delle domande senza risposte o peggio, risposte che non conducono a nulla se non al pessimismo....

    se ci sono delle affermazioni AMBIGUE, significa che si possono interpretare diversamente, ebbene, sta a noi interpretarle nel modo corretto... si salva chi avrà PERSEVERATO su questa condotta e su questa linea e  chi avrà portato DIVISIONI se la vedrà con il Padrone della messe.... ;)

    RispondiElimina
  11. Mio caro Ospite....quando sarò davanti al Padre Eterno Egli NON mi chiederà "cosa ha fatto Giovanni Paolo II mentre tu crescevi nella fede e fra gli errori?"
    Piuttosto Egli mi chiederà: TU COSA HAI FATTO del Magistero del mio Vicario? :-D

    Anche le parole di Gesù sembravano volare al suo tempo.... accattivante la scena che entra trionfalmente in Gerusalemme, TUTTI LO OSANNANO, salvo poi sputargli in faccia 4 giorni dopo e disconoscerlo...e gridare: CRICIFIGGILO!! e preferire Barabba a Lui....
    Gli esempi che possiamo dare sono infiniti, le testimonianze che possiamo dare sono tante e in diversi campi, ma che il "piccolo gregge" sia sempre stato poco numeroso è un dato di fatto fin dal tempo degli Apostoli quando già con san Paolo assistiamo alle DIVISIONI, alle interpretazioni diverse, alle contese nelle chiese....
    Io non dimentico che certe parole possono volare, ma so che sta anche a ME afferrarle e dare ad esse TESTIMONIANZA... ;)

    RispondiElimina
  12. ma l'esempio che può dare lei, come un piccolo fedele qualunque, NON E' MAI DELLO STESSO  PESO pedagogico, sia nel bene che nel male, di quello che viene dato da un 'autorità elevata, o civile, o ecclesiastica, dal suo posto che costituisce una cattedra "visuale": l'esempio DATO DALL'ALTO fa molto più "scuola"  ed è molto più diffusivo, popolare  e trainante di uno dato dal basso.....

    o no  ?

    RispondiElimina
  13. Nobis quoque peccatoribus13 ottobre 2010 15:21

    Grazie!

    RispondiElimina
  14. caro "av", alla sua domanda si può rispondere in molti modi, la bellezza del Cattolicesimo è che abbiamo un unico clichè e questo è Gesù Cristo...questo è l'esempio DALL'ALTO...
    poi abbiamo un esempio "dall'alto" dato dalla GERARCHIA DEI SUPERIORI...e non posso che darle ragione, tuttavia pensi alle epoche passate, pensi all'epoca di santa Caterina che aveva come esempi san Domenico, forse conosceva già l'evento anche francescano....conosceva san Tommaso, e a detta delle sue stesse Lettere aveva delle pessime testimonianze da parte delle Gerarchie dalle quali lei stessa accusava il provenire "del putridume nel giardino della Chiesa".... ;)
    Santa Caterina visse in un'epoca che aveva un antipapa eppure nelle sue Lettere non si occupa di processare quel Papa, MA DI DIFENDERE il legittimo Pontefice....
    In quel momento non aveva un granchè di esempi "dall'alto" ma fece in modo che i cardinali l'ascoltassero ;)
    idem se leggiamo le storie di altri Santi...
    san Filippo Neri veniva considerato UNO STRACCIONE da molti cardinali del suo tempo, perchè così si conciava visto che non aveva un soldo.... le gerarchie non gli davano ascolto, ese l'ascoltavano gli davano quasi dell'eretico con la sua idea dell'ORATORIO.... :-D
    Ma aveva degli esempi dall'ALTO principalmente da Maria Santissima.... ;)  e san Filippo Neri non ha mai usato  l'incomprensione che viveva con i suoi Superiori per giustificare L'ORRENDA POVERTA' E SITUAZIONE IN CUI SI TROVAVANO I BAMBINI DI ROMA....si rimboccò le maniche ed operò fino ad essere capito e compreso dal Pontefice....e stimato da san Lojola che all'inizio lo riteneva UN PIGRO ... :-D
    Insomma, l'asse vero, trainante, SONO I SANTI....e gente così ne abbiamo anche fra di noi, basta seguirla...a nostra volta anche NOI che viviamo nel nostro tempo saremo LE TESTIMONIANZE per le generazioni di "domani"...
    Funziona così da duemila anni....

    RispondiElimina
  15. Per Caterina: guardi che Introvigne è un cattolico tradizionalista. Che poi faccia anche il sociologo delle religioni, non cambia la cosa.

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.