giovedì 27 maggio 2010

Salmo 1

Dominica ad Nocturnum

Salmo 1.

Beátus vir qui non ábiit in consilio impiórum,
et in via peccatórum non stetit, *
et in cáthedra pestiléntiae non sedit :

Beato l’uomo che non è andato nel consiglio degli empi
e nella via dei peccatori non ha sostato *
e sulla cattedra della pestilenza non si è seduto;

Sed in lege Dómini volúntas eius, *
et in lege eius meditábitur die ac nocte.

ma nella legge del Signore è la sua volontà *
e nella sua legge mediterà giorno e notte.

Et erit tamquam lignum,
quod plantátum est secus decúrsus aquárum, *
quod fructum suum dabit in témpore suo:

E sarà come l’albero †
piantato presso il decorso delle acque *
che darà il suo frutto a suo tempo

Et fólium eius non défluet : *
et omnia quaecúmque fáciet prosperabúntur.
e il suo fogliame non verrà meno*
e tutto ciò che farà prospererà.

Non sic ímpii non sic : *
sed tamquam pulvis,
quem próicit ventus a fácie terrae.

Non così gli empi, non così: *
ma come la polvere
che il vento disperde dalla faccia della terra.
Ideo non resúrgent ímpii in iudício: *
neque peccatóres in concílio iustórum :
Perciò non risorgeranno gli empi nel giudizio *
né i peccatori nel consiglio dei giusti:
Quóniam novit Dóminus viam iustórum *
et iter impiórum períbit.
perche conosce il Signore la via dei giusti, *
ma il cammino degli empi andrà in perdizione.


Commento di S. Alfonso

In questo salmo Davide vuol renderci persuasi che la felicità non si dona da Dio se non agli uomini giusti; e perciò dev'esser giusto chi desidera di esser felice.

Beatus vir qui non abiit in consilio impiorum et in via peccatorum non stetit. Beato l'uomo che non dà orecchio ai consigli degli empj e non cammina nella via de' peccatori. Et in cathedra pestilentiae non sedit, e non siede nella cattedra della pestilenza, cioè non insegna false e pestilenti dottrine (1).

Sed in lege Domini voluntas eius; et in lege eius meditabitur die ac nocte. L'uomo giusto vuole ciò che Dio ordina nella sua legge; e perciò continuamente la medita.

Et erit tamquam lignum quod plantatum est secus decursus aquarum; quod fructum suum dabit in tempore suo. Egli sarà come una pianta posta alla corrente delle acque, la quale ben darà il frutto a suo tempo.

Et folium eius non defluet; et omnia quaecumque faciet prosperabuntur. Questa pianta riterrà le sue fronde che gioveranno a render maturo il frutto; onde tutto quel che farà l'uomo giusto andrà tutto prosperamente.

Non sic impii, non sic; sed tamquam pulvis quem proiicit ventus a facie terrae. Ma non così avverrà agli empj; saranno essi dispersi come la polvere ch'è dispersa dal vento sulla terra. Nel testo ebraico in vece di pulvis si legge gluma (come porta il Pagnino), ch'è la paglia sottile o sia triturata, la quale vien portata dal vento quando si purga il frumento nell'aia.

Ideo non resurgent impii in iudicio. Nell'ebreo in vece di non resurgent si legge non stabunt; e secondo la traduzione caldaica (come scrive mons. Bossuet) si dice non subsistent; il che si spiega che gli empj nel giudizio finale non potranno opporsi alla giusta vendetta di Gesù Cristo (2) Neque peccatores in concilio iustorum. Né i peccatori potranno stare in compagnia de' giusti.

NOTE

(1) S. Girolamo traduce la parola pestilentiae in derisorum, che propriamente significa la parola ebrea derisori o sieno impostori che insegnano falsità. I settanta interpreti spiegarono: in cathedra pestium, cioè pestilente; il che in somma si riduce allo stesso significato ebreo, poiché gli empj (quali sono gli atei e gli eretici), come spiegano s. Atanasio, s. Agostino e s. Basilio, sono la peste del mondo per le false e perniciose dottrine che insegnano.

(2) S. Agostino spiega che non risorgeranno per esser giudicati, mentre sono già condannati: Non resurgent ut iudicentur, quia iam poenis destinati sunt. Qui si avverta che la parola non resurgent non significa che gli empj non risorgeranno nel giudizio finale; poiché si legge in s. Matteo c. 15. che tutti gli uomini, giusti e peccatori, avranno allora da risorgere, e più distintamente l'esprime s. Paolo: Omnes... stabimus ante tribunal Christi (Rom. 14. 10.) Ma lo stesso apostolo spiega poi come s'intenda il non resurgent del salmo; egli scrive così: Omnes quidem resurgemus, sed non omnes immutabimur (1. Cor. 15. 31.). E vuol dire che tutti gli uomini risorgeranno, ma non tutti avranno la sorte d'avere un corpo spirituale e celeste come l'otterranno i giusti, secondo antecedentemente nel verso 44. avea scritto: Seminatur corpus animale, surget corpus spiritale. E nel verso 49. avea soggiunto: Igitur sicut portavimus imaginem terreni, portemus et imaginem coelestis. E così ben si spiega la parola non resurgent col testo ebraico, che in vece di non resurgent dice non stabunt ossia non consistent, giusta la traduzione caldaica. Sicché le parole non resurgent impii in iudicio neque peccatores in concilio iustorum ora facilmente s'intendono con dire che gli empj, come polvere o paglia minuta, saranno dispersi dal vento e separati da' giusti che sono il frumento, secondo quel che scrive s. Matteo: Exibunt angeli et separabunt malos de medio iustorum (13,49).

3 commenti:

  1. Grazie davvero, da raccogliere e custodire.
    Stefano

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  2. Dio vi ricompensi lo sforzo. La vostra "testardagine" santa nel non risparmiare fatica ne mezzi per darci qualcosa di solido e veramente utile, mi incoraggia a darmi senza riserve anch'io nella vera evangelizzazione. Grazie di cuore. Scusate se ci sono errori ortografici. Non essendo italiano, faccio fatica in questa bellissima lingua...

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