martedì 27 aprile 2010

NON È SOLO QUESTIONE DEL LATINO MA DELLA FEDE



Pubblichiamo un "vecchio" articolo del 2007 di Antonio Socci - scritto a ridosso dell'entrata in vigore del Motu Proprio - che ci pare ancora molto interessante e attuale.


di Antonio Socci
Era il 1971 e il teologo Joseph Ratzinger – che pure era stato un uomo del Concilio – denunciò l’immane disastro "progressista" del post Concilio, indicando a chiare lettere la grave responsabilità di tanti Vescovi: "In base a queste istanze (progressiste), anche a dei Vescovi poteva sembrare ‘imperativo dell’attualità’ e ‘inesorabile linea di tendenza’, deridere i dogmi e addirittura lasciare intendere che l’esistenza di Dio non potesse darsi in alcun modo per certa (…). Per questo sono certo che si preparano per la Chiesa tempi molto difficili. La sua crisi vera e propria è solo appena cominciata". E infatti la crisi è divampata e a farla esplodere è stato innanzitutto l’attacco alla liturgia che della Chiesa è il cuore.
Da cardinale tutore della fede, nel 1997, Ratzinger scriverà: "sono convinto che la crisi ecclesiale in cui oggi ci troviamo, dipende in gran parte dal crollo della liturgia". E oggi, da Papa, egli regala alla Chiesa un giorno storico. Il 14 settembre infatti entra in vigore il Motu proprio con cui Benedetto XVI ha restituito ai fedeli la libertà di partecipare alla cosiddetta liturgia tridentina, la liturgia di sempre della Chiesa.
Attenzione: non è solo questione del latino (perché anche la riforma del 1969 ha la sua messa in latino). Né è questione che interessa solo i cosiddetti tradizionalisti. E’ molto di più: la notte dell’autodemolizione progressista e modernista della Chiesa sta finendo.
Un grande teologo come Von Balthasar -che Papa Wojtyla volle cardinale- pur essendo anch’egli uomo del Concilio scrisse: "Stranamente a causa di questa falsa interpretazione si ha la sensazione che la liturgia post-conciliare sia divenuta più clericale di quanto non fosse nei giorni in cui il sacerdote era un semplice servitore del mistero che veniva celebrato!".
Da oggi ai cristiani viene finalmente restituita la libertà di pregare (e di credere) come la Chiesa dei loro padri e dei Santi ha pregato (e creduto) per 19 secoli. Una libertà loro sottratta da Vescovi e chierici "progressisti" dispotici che prima hanno (arbitrariamente) presentato la riforma liturgica del 1969 come un’abolizione del rito tradizionale della Chiesa e poi hanno sabotato lo speciale indulto chiarificatore di Giovanni Paolo II del 1984 e del 1986.
Ora Benedetto XVI – preso atto del boicottaggio dei Vescovi – ha ordinato loro di riconoscere i diritti dei fedeli. Un passo grandioso che porterà frutti sorprendenti alla Chiesa. Ma, ancora una volta, diversi Vescovi stanno cercando di disobbedire al Papa con la ribellione esplicita o con qualche trucco dialettico. A dare il la come al solito è stato il cardinal Martini che – ormai nei panni dell’Antipapa – ha tuonato che lui non avrebbe mai celebrato nel rito tradizionale per "quel senso di chiuso che emanava dall’insieme di quel tipo di vita cristiana così come allora lo si viveva".
Così, forte del fallimento pastorale progressista (e del suo episcopato), Martini ha liquidato secoli di santità: la Chiesa dove sono fioriti i più grandi santi, da Caterina a Francesco, da Carlo Borromeo a Francesco Saverio e Teresina di Lisieux, da Massimiliano Kolbe a Padre Pio, darebbe "un senso di chiuso" rispetto alla chiesuola progressista, fatta – immagino - di cattocomunisti, ecumenisti scatenati e teologi della liberazione.
La grandiosa liturgia cattolica per la quale geni come Mozart, Michelangelo e Caravaggio hanno creato capolavori darebbe un’idea di "chiuso" rispetto agli sciamannati schitarramenti postconciliari con i più indecenti abusi liturgici. Ma subito a coda di Martini ha preso il coraggio del boicottaggio furbesco anche l’attuale Vescovo di Milano Tettamanzi (scottato dal conclave del 2005 da cui voleva uscire Papa) e altri Vescovi, tra i quali va citato quello di Pisa per la sua aperta opposizione al Papa (da monsignor Plotti aspetto ancora che mi spieghi il senso della Cattedrale a pagamento, come fosse un museo).
Per avere un’idea di cosa sia la "chiesa progressista" bisogna leggere un articolo apparso l’altro ieri sulla Repubblica. Parlava dei funerali dei bimbi rom, morti in un incendio a Livorno, celebrati dal pope ortodosso nella Cattedrale cattolica della città toscana. Monsignor Razzauto, amministratore diocesano con funzioni di Vescovo, che ha concesso la cattedrale ha dichiarato: "se, per motivi speciali, o per mancanza di spazio, ne avessero bisogno non avrei alcun problema a mettere a disposizione la cattedrale anche agli islamici". Avete letto bene: la Cattedrale cattolica a disposizione per dei riti islamici.
I commenti – teologici e canonici – li lascio alle autorità vaticane. Vorrei sottolineare però che questo clero così ecumenico e aperto è lo stesso che poi, per decenni, ha negato le chiese ai fedeli cristiani per celebrare la Messa tradizionale. In un’altra città toscana un Vescovo ha negato la Cattedrale addirittura ad un cardinale perché avrebbe celebrato, com’era sua facoltà, la Messa tridentina.
Nella ribellione dei Vescovi c’è un’opposizione al Papa che viene da lontano.
Al Concilio don Giuseppe Dossetti, passato dalla politica italiana alle smanie riformatrici della Chiesa, provò a dimostrare che il Vescovo ha il potere di giurisdizione con l’ordinazione stessa, a prescindere dal fatto che lo riceva dal Papa. Se questa idea fosse stata accolta la Chiesa Cattolica si poteva trasformare in chiesa episcopaliana col Papa ridotto a coordinatore. Invece fu bocciata e Dossetti fu rimosso da Paolo VI. Ma i Vescovi progressisti non hanno mai rinunciato alle loro pretese.
Paolo VI, negli ultimi anni, era diventato una voce che grida nel deserto. L’allora patriarca di Venezia Albino Luciani fu tra i pochi che cercò si opporsi alla dissoluzione: "Sarebbe ora di affermare coraggiosamente che voler essere col Papa non è deteriore complesso di inferiorità, ma frutto dello Spirito Santo". Con Wojtyla il papato ritrovò vigore. Ma ricordo l’ottimo don Divo Barsotti che in un’intervista del 1985 mi diceva: "C’è un grande pericolo, il disgregamento dell’unica Chiesa di Cristo.
I viaggi del Papa, secondo me, esprimono questa drammatica preoccupazione. Il papato negli anni recenti era stato umiliato e isolato. Nessuno voleva più sentir parlare del Papa, soprattutto i Vescovi …". E poi aggiungeva: "ancora non si è superato questo dramma. Ci sono ancora Vescovi che resistono al Papa".
Giustamente Barsotti sottolineava che il Vescovo ha diritto di essere seguito dai fedeli, ma se è in comunione col Papa. Altrimenti fa una sua chiesuola. Lealtà vorrebbe che un Vescovo in disaccordo col Papa si dimettesse. Ma di rinunciare al loro potere clericale non vogliono sentirne parlare. Anzi, purtroppo continuano tuttora a essere nominati Vescovi di area "progressista" che promettono di continuare questa deriva. Perché la burocrazia clericale è ancora in loro potere.
Cosa temono dalla libertà? Perché vogliono impedire al popolo cristiano di pregare come la Chiesa ha pregato per due millenni? Perché nella Chiesa "lex orandi, lex credendi". La Liturgia esprime la dottrina cattolica ortodossa ed è la vera fede che affascina e attrae. Mentre la loro stagione è quella del passato, quella – come denunciò il cardinal Ratzinger – dove i cristiani erano "portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina". In quel memorabile discorso di apertura del Conclave, Ratzinger aggiungeva, amaramente: "Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero...
La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde, gettata da un estremo all’altro". Benedetto XVI ora cerca invece di ancorarla alla roccia della tradizione ortodossa. E anche se il "partito clericale" gli ha dichiarato guerra, ha con sé il popolo cristiano.



Fonte: Libero 19-9-2007

24 commenti:

  1. Nella ribellione dei Vescovi c’è un’opposizione al Papa che viene da lontano.

    BRAVISSIMO SOCCI!
     e su questo filo rosso su cui ha puntato l'occhio sagace, risalendo alla sua lontana origine, io penso che è giunta l'ora di cominciare a fare piena luce !

    RispondiElimina
  2. Un grande Socci la cui Fede è messa a dura prova dalla Figlia Caterina ancora in coma... ricordiamoci di lei e della sua Famiglia nelle preghiere...

    Grazie Socci, e non mollare, sii forte e saldo nella fede, ti siamo vicini!

    RispondiElimina
  3. Sì, il Signore gli ha chiesto una prova grande; e lui continua a testimoniare con fede rinnovata e gli siamo vicini con tutto il cuore, come dice Caterina

    RispondiElimina
  4. Rutilio Namaziano27 aprile 2010 19:40

    Dobbiamo passare attraverso la grande tribolazione e rendere candide le nostre vesti nel sangue dell'Agnello. E' vero per la Chiesa, è vero per Antonio Socci, è vero per ciascuno di noi, in modo diverso.

    RispondiElimina
  5. Nelle intenzioni della riforma , doveva essere cancellato il ritualismo e il clericalismo: la partecipazione dell’Assemblea (non semplice appendice del corpo sacerdotale) e inculturazione delle parole e dei gesti (soprattutto nella struttura mentale secolare dell’uomo d’oggi). Il SEGNO di questa rivoluzione, è stato il sovvertimento delle pregresse priorità nella disposizione degli spazi per le funzioni celebrative:  
    1. primo soggetto è l’Assemblea,  
    2. infatti i singoli spazi funzionali sono comunque propaggini dell’Assemblea, quindi  
    3. l’ambone e la mensa non sono clericalmente “ad Deum”, ma per il popolo e verso il popolo  
    4. ciò che non è funzionale alla comunità nell’esercizio del suo ministero celebrante (tabernacolo in primo luogo) sta al di fuori del perimetro assembleare  
    5. il ministero presidenziale incarna i 3 ministeri di Gesù e guida l’Assemblea: per queste funzioni DEVE essere sovraordinato anche materialmente (forma, dimensioni, altezza rispetto al pavimento):  
    ecco perché è giusto che la SEDE sia preminente; ancora di più deve esserlo se trattasi di CATTEDRA EPISCOPALE.  
    Questo rappresenta indubbiamente una acquisizione del Concilio, che in effetti -nonostante la reazione clericale abbia prodotto la famigerata "nota esplicativa previa"- riabilita il Ruolo Episcopale uscendo dalle secche tridentine che facevano del papa una specie di super-vescovo!

    RispondiElimina
  6. Scusa, sei anglicano?

    RispondiElimina
  7. Caro mercenaro..... nelle intenzioni di CHI?
    Non fu volontà DEL Concilio nè della Sacrosanctum Concilium che sulla Liturgia cita più volte perfino il concilio di Trento, stabilisce che nessuno, neppure il prete può modificare la Messa e sostiene che il latino resta la lingua Madre nella Liturgia....ergo, nelle e dalle intenzioni di chi si apportò invece la riforma abusiva che abbiamo subito?

    Se di autentica riforma da parte del Concilio si vuole parlare, questa della Messa l'ha messa in pratica solo 40 dopo Benedetto XVI... è quella che celebra lui la Messa detta riformata...tutto il resto fu ed è spazzatura nella quale abbiamo mischiato un povero Cristo, nel vero senzo della parola, che ci sopporta e pazientemente attende che correggiamo questi orrori....

    Sul resto concordo, l'aberrazione avvenuta fu questa:
    1) il soggetto non è più Cristo, ma l'assemblea;
    2) infatti c'è chi ha cancellato il presbiterio per far diventare l'altare quadrato una sorta di immenza tavolata da ristorante dove consumare un abbondante PASTO...
    3) il che ha fatto del popolo e dell'assemblea il soggetto principale dell'adunata...
    4) esatto, meglio se il Tabernacolo sia del tutto sfrattato dalla Chiesa e posto in CAMERE SEPARATE...è come aver imposto  agli sposi, da oggi VIVETE IN CAMERE SEPARATE...
    5) vi è infatti una contraddizione nelle intenzioni di chi ha voluto interpretare il Concilio in modo così diabolico perchè, se questi sosteneva che bisognava eliminare il ritualismo e il clericalismo, ora, con la poltrona messa AL POSTO DEL TABERNACOLO, AL CENTRO, di fatto non è l'Alter Christi, MA SOSTITUISCE CRISTO, il quale lo si lascia di lato o peggio fuori del Talamo nuziale.....

    Una sottolineatura: il concilio di Trento non ha mai elevato il Papa a super Vescovo, egli è IL PAPA... circa la sua posizione rispetto ai Vescovi e ai Cardinali i quali gli dovevano obbedienza, lo chiariva già santa Caterina da Siena nella fine del 1300...

    RispondiElimina
  8. ........questi signori....preti...vescovi...hanno paura celebrare la messa tridentina perche' dovrebbero guardare Dio....!!!Hanno il terrore a guardare Gesu' sul crocifisso.....ci..vuole l' umilta' per guardarlo....ma tanti sono arroganti...prepotenti!!!! Avevano ragione le mie nonne..quando dicevano che con l'attuale messa i preti mangiano e bevono come in osteria!!!!!Peggio ancora..nella nostra cara chiesa di san Michele a Gimino in Istria....sono riusciti far sparire la bellissima balaustra.....dall'altare Grande hanno tolto la tela barocca....per mettere un dipinto del Santo....che assomiglia al carnevale....mi fanno orrore!!! Schifo!!!! Domenica scorsa...sono andato ad ascoltare un concerto d' organo nella chiesa di S.Massimiliano Kolbe a Varese!!! Si presenta il prete in borghese....con la camicia aperta..da spiaggia...dalla tasca dei pantaloni gli uscivano un mazzo di chiavi!!!!!Che vergogna!!!!!Bel esempio!!! Povero Cristo!!!!

    RispondiElimina
  9. Mercenaro è in pieno delirio modernista. Antropocentrismo spinto che ha estromesso il Soprannaturale da cui proviene la VITA VERA !!!
    Questa appare la 'nuova Chiesa'; ma non praevalebunt!

    RispondiElimina
  10. ......caro....mercenario...sei..fuori di testa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    RispondiElimina
  11. fossi anglicano, mi offenderei ;)

    RispondiElimina
  12. ma lasciatelo perdere questo provocatore da quattro soldi... sicuramente leggendo i vostri commenti si starà godendo tante risate!!!

    RispondiElimina
  13. Prego per la figlia di Socci.

    Ma faccio una domanda.
    I vescovi della Fsspx, sospesi a divinis come i sacerdoti, ma che abitualmente esercitano il loro ministerio, quindi disobbediscono, vanno seguiti?.

    RispondiElimina
  14. Peter Moscatelli28 aprile 2010 09:09

    Istriano, ti dispiacerebbe chiamarmi al 3466623644?

    RispondiElimina
  15. Ma la questione della Fede è legata alla corretta nozione di TRADIZIONE: Socci ha un'enormità di meriti...lo seguo da trent'anni, dai tempi del glorioso "Sabato", quando pubblico "trent'anni della nostra storia". Una cosa gli manca...ancorare il semplice "obbedire al Papa" al fondamento, che è la Tradizione: ciò che la Chiesa ha sempre insegnato non può cambiare...la questione della Messa è QUI, e non altrove, nel rapporto problematico Papa- Vescovi.

    RispondiElimina
  16. Rutilio Namaziano28 aprile 2010 10:17

    <span>"L'ambone e la mensa non sono <span>clericalmente</span> “ad Deum”, ma per il popolo e verso il popolo": è una contraddizione in termini clamorosa! Se è </span><span>“ad Deum”, non può essere clericale!
    </span>

    RispondiElimina
  17. rispondo a C.C. Io ti suggerisco di seguirli, se ami la tradizione preferisci seguire chi ha pagato personalmente per la difesa della tradizione negli anni bui dei pontificati montini wojtyla, o chi non ha mai mosso un dito per difendere la tradizione dalla persecuzione compiuta in suo danno? traduco, se credi che il vescovo della sua diocesi ti dia più garanzie della FSSPX segui pure il tuo vescovo, io nei fatti per celebrario Gesù devo andare in una stanza di albergo, devo ringraziare un sacerdote della FSSPX che si spara 500 km per noi fedeli tradizionalisti relegati nelle catacombe dai cari vescovi non sospesi a divinis 

    RispondiElimina
  18. zia paddoria ha sempre qualcosa da dire

    RispondiElimina
  19. <p><span><span><span>Per rilanciare il pieno gaudium veritatis della comprensione e cura dell’uomo, l’unica via efficace sta nel ricuperare in modo più consapevole le sue dimensioni rivelate costitutive, fondamentali, quelle che lo qualificano e accompagnano sempre, quelle che ora la cultura moderna e post moderna stimola e pone in crisi; visione rivelata del nativo umano, che tiene presente l’inquinamento del peccato originale, superato dalla Croce gloriosa di Cristo, che ancora ci invita, per la grazia sovrabbondante del Redentore, ad un impegno di conversione, serena lotta spirituale.</span></span></span></p>

    RispondiElimina
  20. Ma è proprio qui il punto amico mio eraclio...
    Io frequento la FSSPX oramai da 2 anni, quindi seguo già il tuo consiglio, ma non in virtù del libero esame come sembra che lo poni tu. Se ti piace il vescovo diocesano lo segui altrimenti no.
    Il vescovo va seguito sempre, in condizioni normali, così come il Papa.
    Dirò di più. Al Papa si deve essere obbedienti "COME CADAVERI".(cit. Sant' Ignazio)
    La sola cosa che permette alla fsspx di disobeddire abitualmente ad una autorità legittima che la considera tuttora sospesa a divinis, è la situazione dell' autorità stessa, la quale da 40 anni a questa parte pare negare il principio di non contraddizione. E tutto questo non significa giudicare l' autorità, bensì prendere atto della contraddizione logica dei suoi atti. Di fronte alla retta ragione non c' è alcuna autorità se non la ragione stessa. E' l' unico aspetto in cui vi è uguaglianza tra uomini...

    RispondiElimina
  21. bravissimo C.C. Hai perfettamente centrato l'obiettivo. obbedire non significa fare i pecoroni. obbedire alla nostra fede o all'autorità? se l'autorità devia come è accaduta a seguito del diabolico concilio, allora è dovere di chi vuole essere fedele alla propria fede quello di non obbedire ai pastori che ciechi trascinano il gregge negli abissi delle eresiarche

    RispondiElimina
  22. CONCORDO CON TE ERACLIO A PARTE QUANDO GIUDICHI IL CONCLIO COME DIABOLICO... E' STATO DIABOLICO CHI LO HA MALIZIOSAMENTE INTERPRETATO MALE GETTANDO LA CONFUSIONE E IL PANICO TRA LE PECORELLE DEL GRAGGE DI CRISTO... QUESTI PERFIDI CONCUBINI DI satana AVREBBERO COMUNQUE FATTO DEL MALE ALLA CHIESA ANCHE SE NON CI FOSSE MAI STATO IL CONCILIO E ATTUALMENTE AVESSE REGNATO PIO XII...

    RispondiElimina
  23. salve mi chiamo fabio vi chiedo scusa posso farvi una domanda ,ma  nella messa con il rito tridentino si può aiutare il fedele con delle traduzioni in italiano vi ringrazio

    RispondiElimina
  24. salve sono fabio vi chiedo scusa un altra domanda ma se la messa antica non fosse stata cambiata ma solo tradotta  nelle lingue nazionali voi tradizionalisti vi sareste opposti comunque o no ?vi ringrazio

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.