mercoledì 3 marzo 2010

Un lustro di Benedetto XVI

Marco Bongi ci invia questa sua riflessione. Noi abbiamo una particolare venerazione per Benedetto XVI ed è quindi difficile, dal nostro punto di vista, ogni confronto con i suoi predecessori. Ma l'analisi è interessante.


Si avvicina il termine del quinto anno di pontificato di S.S. Papa Benedetto XVI felicemente regnante. Cinque anni sono un nulla nella storia bimillenaria della S. Chiesa e anche se si considerano le dimensioni temporali di taluni papati, come quello del predecessore Giovanni Paolo II, possono apparire un periodo del tutto insufficiente per un giudizio storico.

Ritengo tuttavia che un lustro possa bastare, in un ottica puramente umana, ad abbozzare una prima analisi delle continuità e differenze che stanno caratterizzando lo stile ed il governo dei due ultimi successori di Pietro. Proverò dunque, nelle poche righe che seguono, a proporre alcune linee di lettura lasciando comunque, subito dopo, ad analisti ben più autorevoli del sottoscritto, il compito di tirare le conclusioni più appropriate.

Tutti sanno che Benedetto XVI e Giovanni Paolo II si conoscevano molto bene prima della scomparsa del secondo. Si dice anzi che fossero molto amici e che esistesse fra di loro una assoluta sintonia di sentimenti ed ispirazioni. Ma nessuno è uguale ad un'altra persona ed anzi... spesso le discontinuità si manifestano maggiormente laddove meno ce lo si sarebbe potuto aspettare.

Azzardando dunque un sintetico parallelismo fra i due più recenti Vicari di Nostro Signore Gesù Cristo vorrei esordire da una differenza assolutamente centrale e fondamentale che non sempre è adeguatamente valutata dagli osservatori. Benedetto XVI si rende conto della grave crisi che ha colpito la Chiesa dopo il Concilio Vaticano II mentre Giovanni Paolo II sembra di no ovvero, seppure se ne sia reso conto, non ha mai manifestato esteriormente tale consapevolezza [a dire il vero è stato Giovanni Paolo II a coniare l'espressione 'apostasia dell'Europa'. E' vero anche, però, che i viaggi, le grandi adunate, i successi politici, hanno occultato la crisi; si deve inoltre dare atto a Giovanni Paolo II di aver dato inizio all'opera di ricostruzione, reprimendo gli eccessi più perversi del progressismo e cercando di nominare vescovi meno estremisti di quelli della stagione precedente].

Non si tratta di una diversità di poco conto. Tale conoscenza non significa di per sé la soluzione del problema ma ne rappresenta indubbiamente un presupposto ineliminabile. Il medico del resto, se vuole curare una malattia, deve necessariamente partire dalle cause che l'hanno determinata. Poi può anche, e purtroppo spesso accade, non riuscire a guarire il paziente ma senza la consapevolezza che esiste comunque una patologia, la speranza di successo è nulla.

Un'altra rilevante divergenza fra le due personalità sta nel livello assai diverso di sensibilità liturgica. Papa Ratzinger non solo ama la Liturgia e la sua bellezza ma più volte ha indicato nella crisi della stessa il nocciolo più profondo che è stato contemporaneamente causa ed effetto del pauroso arretramento della Fede.

Benedetto XVI appare inoltre, e non si consideri la mia affermazione irriguardosa verso Woytila, assai più ferrato in campo teologico, soprattutto sul versante dogmatico. Si può invece rilevare una piena ed assoluta sintonia nella forte difesa dei valori della morale.

L'attuale Pontefice, in altre parole, pur essendo meno "carismatico" e "profetico" (ma ciò è forse un difetto?), non disdegna il confronto, anche serrato, sul piano razionale, con il mondo contemporaneo e la teologia "critica" di matrice mitteleuropea.

Il suo linguaggio ed il suo pensiero rimangono ancora piuttosto lontani dal rigore logico del tomismo di impostazione aristotelica ma certo un notevole passo avanti è stato compiuto nella direzione di tornare a dare un significato univoco alle parole ed una semantica condivisa ai concetti ed alle proposizioni.

Questa maggiore "congenialità" teologica e filosofica porta Benedetto XVI ad essere assai più prudente nei comportamenti e nelle affermazioni in occasione di appuntamenti "ecumenici". Difficilmente si lascerebbe trasportare in iniziative oggettivamente per lo meno "ambigue" come l'incontro di Assisi, i "mea culpa" del 2000, talune liturgie eccessivamente "inculturate" come quella con le danzatrici a seno scoperto in Papua-Nuova Guinea o talune espressioni incautamente "dialogiche" con l'Islam.

Veniamo ora ad esporre alcuni punti di continuità fra i due Papi. Né l'uno, né l'altro in realtà possono essere considerati "uomini di governo".

Woytila, sembra ormai assodato storicamente almeno per gli ultimi quindici anni di regno, lasciò la conduzione pratica della barca di Pietro in mano alla Curia Romana ed, in particolare del Segretario di Stato. Anche Ratzinger credo non ami occuparsi di questioni di governo. La sua storia personale di accademico e Prefetto della S.C. per la Dottrina della Fede ce lo mostrano in tutt'altre faccende affacendato che non a dirimere complotti fra porporati o lotte per la successione in una importante Arcidiocesi. Rendendosi però conto della situazione tragica in cui versa la nave si sforza il più possibile di correre ai ripari anche su questo versante.

Ed in questo sforzo a lui poco congeniale sembra aver messo a punto una strategia "minimale" e prudente, come un generale che, sentendosi insicuro su un terreno infido e sconosciuto, avanza lentamente tenendosi le spalle coperte dai suoi ufficiali più vicini e veterani.

Egli tende così a nominare in posti chiave della Curia sue vecchie conoscenze, non certo per nepotismo, ma perché di costoro conosce bene pregi e difetti e si sente comunque in grado di controllarne i movimenti.

Così è avvenuto probabilmente con le nomine di Bertone, Levada e Canizares ma così non potrà andare avanti troppo a lungo visto che i suoi ex-collaboratori non sono infiniti.

Né Ratzinger, né Woytila inoltre, ed in ciò appaiono in assoluta continuità rispetto a Giovanni XXIII e Paolo VI, credono o mostrano di credere all'importanza del principio di "autorità" nella S. Chiesa. Credono poco o nulla al principio di Autorità in generale, tanto meno a quella monocratica attribuita da Nostro Signore al suo Vicario in terra.

Da qui l'esigenza di giocarsi tutto sul piano della "pastoralità" senza comprendere che il pastore in realtà è tale solo perché a lui è attribuita l'autorità sulle pecore. I risultati di questa deriva purtroppo si vedono da quarant'anni e i segnali di inversione di rotta appaiono ancora molto flebili.

Come accennavo sopra, un altro punto in comune fra i due ultimi Pontefici è la fermezza mostrata in materia di morale. In verità la morale rappresenta l'unica branca della teologia che, almeno a livello di Magistero papale, non ha subito arretramenti nel post-Concilio. Qualche cedimento limitato lo possiamo ravvisare forse nell'accettazione della cremazione e degli espianti d'organo a cuore battente ma per il resto la dottrina è rimasta ben salda sul piano dell'insegnamento. Nulla a che vedere a confronto delle "rivoluzioni" ecclesiologiche, liturgiche, esegetiche ed ecumeniche!

Di fatto però, con il venir meno del concetto di Autorità, anche i buoni insegnamenti spesso rimangono lettera morta. Cosa succede infatti se un fedele, un prete, un Vescovo o un Cardinale opera in netto contrasto con il Magistero? Assolutamente nulla.

Mi fermo qui. Molto si potrebbe ovviamente ancora dire. Dalle mie considerazioni probabilmente la figura di Giovanni Paolo II ne esce un po' indebolita. Sappiamo che presto egli sarà proclamato beato ma non riesco proprio ad entusiasmarmi osservando i ventisette anni del suo pontificato. Ciò ovviamente non incide minimamente sulle virtù eroiche che ci saranno sicuramente state e l'importante è che siano note a Dio.

Marco Bongi

131 commenti:

  1. Se mi si permette una critica. Mi sembra che come al solito di Giovanni Paolo II si parli in termini massmediatici. E' stato il Papa più guardato e seguito ma il meno letto ed ascoltato. Basti pensare alle encicliche, alle catechesi ed alle dottrine.
    Infine, dal lato accademico, non sono paragonabili un filosofo ed un teologo. Sono, come dire, raccordabili, in continuità ma lavorano su due piani diversi. UNo metarazionale ed uno transrazionale. un punto di contatto tra i due è sicuramente l'enciclica Fides et Ratio e la dichiarazione Dominus Iesus! qui si è manifestato appieno il disegno di Giovanni Paolo II, non ancora Papa, delineato nel testo Persona ed Atto, il ritorno ai fondamenti senza dimenticare il fenomeno. Il ritorno a quel cìterreno comune, sociologico, filosofico, teologico che solo è via per una unità piena nel nome di Cristo!
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  2. chiaramente, come al solito, cercherò di essere molto memo fumoso, se non al limite dell'incomprensibile, di chi precede il mio commento; io ritengo l'analisi dell'articolosta assai equilibrata. Condivido il sostanziale riconoscimento di maggiore spessore complessivamente ed innegabilmente riconoscibile in capo all'attuale pontefice. Quest'ultimo certamente un passo in avanti rispetto al predecessore. Quanto a quest'ultimo, egli per certi aspetti è stato sicuramente un grande, dico come comunicatore, dico come testimonial della Chiesa di Roma, ma ritengo abbia alquanto sonnecchiato rispetto ad evidenti derive post conciliari e per le quali adesso ne paghiamo le conseguenze. Sulla sua santità come uomo tanto di cappello, quanto al suo essere Vicario di Cristo credo che si possa classificare tra gli appena sufficienti se non al limite dell'insufficienza come il papa buono ma non buon papa Giovanni XXIII ed il debole Paolo VI
    mi ha preceduto  

    RispondiElimina
  3. Più che un confronto, mi pare sia una bella disamina dell'"unicità" di ogni persona, fosse anche il Papa (come è in questo caso!). Non è il solito bla bla di "attacco" all'uno o all'altro Pontefice, ma uno scritto che fa vedere punti di continuità e prospettive diverse dei due. La Chiesa, in fondo, è tutto un unicum nel suo percorso storico, anche se passa attraverso cambiamenti, apparenti passi indietro e stravolgimenti di punti di vista. Si prende dal passato e si guarda al futuro, oppure si porta direttamente un' innovazione.
    Mi è sembrato di scorgere questo dato di fondo, in queste riflessioni.
    Buona giornata

    RispondiElimina
  4. Un post con tre giudizi e zero approfondimento.
    Chiarissimo, non fumuso...
    Grazie
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  5. cara Maria, a soli 5 anni dalla morte di Wojtyla è ancora incauto un confronto tra l'attuale pontefice ed il suo ingombrante predecessore. Noi ci dividiamo sui giudizi riguardo al Wojtyla. Per i più un grande papa, un santo senza se e senza ma, io forse sono un po cattivello ed un po provocatore, ma ritengo che Wojtyla sia stato un grande come uomo, ma un disastro come papa. So che attirerò molte antipatie su di me per questo mio giudizio così negativo sul Wojtyla Papa, ma è quel che penso punto. Non voglio rielencare tutte le corbellerie da lui promosse durante il suo pontificato, anche se dall'articolo ho appreso della new entry del balletto danzante delle papuane con le tette al vento al cospetto del vicario di Cristo. In ogni caso, a mente fredda, tra cent'anni, sicuramente Wojtyla sarà ricordato dai più come uno tra gli oltre cento pontefici, si smetterà di parlare sempre del suo "grande" pontificato, ed allora emergerà la verità, e credo anche la complessiva mediocrità del suo pontificato, un pontificato, guarda tu il caso, che coincide con il crollo verticale ed inarrestabile della Chiesa di Roma, che coincide con l'apostasia dilagante, che coincide con la più buia persxecuzione della bimillenaria tradizione cattolica. Questi sono i fatti, il resto è solo dettato dall'emozione e dal buonismo. E' bello ed assai facile unirsi al coro dei supporter di Wojtyla, ma i fatti son lì a testimoniare l'esatto contrario. Basta vedere in che crisi si trova la Chiesa di Roma, e per tutto questo io dico, grazie anche a Karol Wojtyla

    RispondiElimina
  6. Io penso che i mass media hanno giocato un ruolo fondamentale nel pontificato wojtyliano. Nei giorni della sua morte, molti dissero che nessuno aveva usato i media con la stessa abilità di GPII. Credo però che anche i media abbiano "usato" papa Wojtyla al punto da deformarne l'immagine presso l'opinione pubblica tanto da far credere ai più che oggi essere cattolici sia più difficile di allora. 
    Forse un paragone col salto in alto riuscirà a chiarire cosa intendo. Ai tempi di GPII l'asticella sembrava (sembrava, non era: si considera la realtà percepita non quella effettiva) fissata ad una certa altezza e molti riuscivano a saltarla anche con poco allenamento. Quelli che la saltavano si definivano "cattolici". Ora con BXVI, nella percezione generale, l'asticella si è alzata e il salto è diventato più difficile: chi saltava facilmente prima lo fa anche adesso (i "ferventi"); chi prima c'arrivava per un pelo, o si allenato di più e salta tranquillamente con l'asta più alta (i "convertiti") oppure non s'è impegnato e non supera l'asticella (i "tiepidi"). Infine chi non ce la faceva neppure prima e non ha intenzione di farcela neppure adesso (i "non praticanti" o gli apostati).
    Questo modello spiegherebbe anche perché il numero di coloro che si dichiarano cattolici è diminuito (75% nel sondaggio di MiL; 88% in uno Eurispes di 4 anni fa) ma i praticanti sono di qualità migliore rispetto a prima.  

    RispondiElimina
  7. "...iniziative oggettivamente per lo meno "ambigue" come ... i mea culpa" del 2000..."
    C'è chi pensa che questo gesto sia stato uno dei più importanti di GPII e invece scopro che è ambiguo: avrei (avremmo in molti) sperato che fosse un gesto inizale al quale sarebbero seguiti altri gesti simili e invece...comunque sono fiducioso che Bendetto XVI continui anche questo cammino di umiltà degli uomini della Chiesa...

    RispondiElimina
  8. Nobis quoque peccatoribus3 marzo 2010 13:09

    Ringrazio Marco Bongi e la Redazione per l'ineressante spunto di riflessione.

    Mi pare comunque che Marco colga la problematica sottostante alla situazione attuale, che prescinde da giudizi sui singoli pontefici.
    Il problema e' ben sintetizzato da Romano Amerio nello Iota unum. Una Chiesa che propone la Verita' senza condannare gli errori, ovvero le deviazioni da tale Verita'. E l'origine e' tutta gia' nell'allocuzione di apertura del Concilio "Gaudet Mater Ecclesia" con la famosa medicina della misericordia.
    Ricordo sommessamente che in questo caso l'ardua sentenza non sara' pronunciata dai posteri, anzi forse e' gia' stata pronunziata.

    FdS

    RispondiElimina
  9. Straquoto! Aggiungo una postilla quando giustamente parla di Papa usato dai media. Ed è questa. Fu usato per metterlo in discontinuità con chi lo ha preceduto come è fatto oggi con chi lo segue. Perchè? Semplicemente perchè un Papa, diciamo, immagine poi può essere spostato o da una parte o da un'altra. Il compito di Benedetto XVI che è stato per una ventina di anni circa al fianco di GPII sta oggi nel permettere la giusta lettura di quel Grande Pontificato che fu quello del Papa dell'est! Ed il giochino del creare opinione negando i fatti si ripropone come ai tempi immediatamente dopo la Resurrezione di Cristo. Il Diavolo non si arrende mai!
    COMPLIMENTI PER L'OTTIMA SINTESI
    Matteo Dellanoce
    PS presumo che i dati si riferiscano all'Italia o all'Europa perchè gli ultimi mi sembra che dicano di una Chiesa in crescita dell'uno per cento a livello mondiale!

    RispondiElimina
  10. Certo come c'è chi pensa che i gesti più importanti siano stati sciare sulle nevi della Val Gardena oppure baciare il Corano. Solo che nessun di questi gesti ha uno sua "specificità" cattolica: insomma potrebbero venir compiuti da chiunque di qualunque religione. I criteri per giudicare della bontà di un Papa (o di un Vescovo) evidentemente sono altri.

    RispondiElimina
  11. Il problema di Amerio è che decontestualizzava il contesto in cui si agisce!
    Mentre ha perfettamente ragione sulla questione della monotriade ed altri punti che sottolinea commette un errore strategico nell'azione. La Chiesa non può essere tacciata di essere incoerente. Se la dottrina è quella della Carità non si può scomunicare ma correggere. Indicare ai fedeli la retta via affinchè loro liberamente siano capaci di discernimento.
    Penso che questo errore strategico di Amerio sia poi ancora più evidente in Stat Veritas.
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  12. sinceramente...Giovanni Paolo secondo...non mi e' mai piaciuto....troppi spettacoli!!!!!!!!!!

    RispondiElimina
  13. Quali?
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  14. il perdono e la richiesta di perdono hanno pero' una forte specificità cristiana...

    RispondiElimina
  15. Penso che Giovanni Paolo II fosse guidato da un attitudine derivata dalla sua formazione, dalla sua sensibilità e dalle sue esperienze personali. Non mi va di elencare fasi della sua vita ma tutte le vicissitudini sue personali hanno chiaramente giocato un ruolo determinante. Tra l'altro il secolo scorso è stato quello maggiormente condizionato dalla lotta, come dire, devastante tra bene e male. Non credo ci sarebbe stato molto spazio per questioni prettamente teologiche: serviva una personalità carismatica e forte quale è stata GP-II. Detto questo, precisando che personalmente sono molto legato alla figura dell'attuale pontefice, credo che siamo al cospetto di un periodo dove molte cose nella barca di Pietro devono essere affrontate con serenità ma con urgenza. Benedetto XVI sta cercando questo e lo considero la persona giusta per arrivare all'obbiettivo e la persona che, nonostante l'amicizia e la sintonia con il suo predecessore, ha molte volte dovutomandar giù bocconi pesanti.

    RispondiElimina
  16. A titolo di battuta di "spirito conciliare"...chieda a Di Segni di baciare il Corano o a Bin Laden di baciare la Bibbia...poi ne parliamo!
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  17. <span>Benedetto XVI catechesi di oggi....</span>
    <span>Cercare “appassionatamente” Cristo e cercare di conformarsi a Lui “vale per ogni cristiano, ieri, oggi e sempre” ed è stato indicato come “programma della Chiesa del III millennio” da Giovanni Paolo II....</span>
    <span>e non ditemi che GPII non è stato Vicario di Cristo nei suoi gesti, in tutti i suoi gesti! E' andato da tutti ed ha portato Cristo a tutti ed ha dimostrato ( ad esempio con le scuse) chi ha usato Cristo!</span>
    <span>Un po' di obiettività non guasta!</span>
    <span>Matteo Dellanoce </span>
    <span>Matteo Dellanoce</span>

    RispondiElimina
  18. Wojtyla era un filosofo, Ratzinger è un teologo. La differenza sta tutta qui.
    Wojtyla fu influenzato da Max Scheler e dalla sua fenomenologia.
    ratzinger è un agostiniano, anti hegeliano.
    Entrambi non sono mai stati tomisti.

    RispondiElimina
  19. <p><span>Sono abbastanza restia a questo genere di confronto</span>, da una parte abbiamo un pontificato che ha durato 27 anni e dall`altra uno che arriva sui suoi 5 anni.
    </p><p>Il confronto fra le personalità è banale tanto le differenze (e complementarità) sono evidenti, ma vorrei che si smettesse di dire che Benedetto XVI è meno carismatico e profetico di Giovanni Palo II, è semplicemnte scorretto e falso,  il Papa attuale ha lo splendido carisma della parola, delle immagini, attira MOLTI più fedeli ad ogni sua apparizione, fedeli che vengono per ascoltarlo, è profetico come lo era già da cardinale mettendo il dito sulle piaghe della Chiesa e nelle sue analisi. 
    </p><p>Che poi Benedetto XVI sia piuttosto un mediatore, un conciliatore, prima che un uomo di governo autoritario è vero,  ma è anche vero che quando vuole egli sa imporre la sua volontà, vedi FSSPX, Summorum Pontificum, Anglicani, pedofilia,  e immagino che lo faccia dopo avere preso il tempo di ascoltare molto e tutti e fare in seguito il silenzio nella preghiera .
    </p><p>Non mi pronuncio sulla sua posizione riguardo all`ecumenismo e al dialogo interreligioso, tante sono le mie domande e anche certe perplessità. Aspetto le sue parole durante la sua visita alla comunità luteriana...ho letto che taluni parlono di "concelebrazione"...
    </p><p>Condivido al 100% la conclusione di Mrco Bongi:
    </p><p>"Di fatto però, con il venir meno del concetto di Autorità, anche i buoni insegnamenti spesso rimangono lettera morta. Cosa succede infatti se un fedele, un prete, un Vescovo o un Cardinale opera in netto contrasto con il Magistero? Assolutamente nulla."
    </p><p>Con conseguente diffusione dell`errore e  moltiplicazione degli erranti 
    </p>

    RispondiElimina
  20. <span>

    <span>Sono abbastanza restia a questo genere di confronto</span>, da una parte abbiamo un pontificato che ha durato 27 anni e dall`altra uno che arriva sui suoi 5 anni.
    Il confronto fra le personalità è banale tanto le differenze, e complementarità, sono evidenti, ma vorrei che si smettesse di dire che Benedetto XVI è meno carismatico e profetico di Giovanni Palo II, è semplicemente scorretto e falso,  il Papa attuale ha lo splendido carisma della parola, delle immagini, attira MOLTI più fedeli ad ogni sua apparizione, fedeli che vengono per ascoltarlo, è profetico come lo era già da cardinale mettendo il dito sulle piaghe della Chiesa e nelle sue analisi. 
    Che poi Benedetto XVI sia piuttosto un mediatore, un conciliatore, prima che un uomo di governo autoritario è vero,  ma è anche vero che quando vuole egli sa imporre la sua volontà, vedi FSSPX, Summorum Pontificum, Anglicani, pedofilia,  e immagino che lo faccia dopo avere preso il tempo di ascoltare molto e tutti e fare in seguito il silenzio nella preghiera .
    Non mi pronuncio sulla sua posizione riguardo all`ecumenismo e al dialogo interreligioso, tante sono le mie domande e anche certe perplessità. Aspetto le sue parole durante la sua visita alla comunità luteriana...ho letto che taluni parlono di "concelebrazione"...
    Condivido al 100% la conclusione di Marco Bongi:
    "Di fatto però, con il venir meno del concetto di Autorità, anche i buoni insegnamenti spesso rimangono lettera morta. Cosa succede infatti se un fedele, un prete, un Vescovo o un Cardinale opera in netto contrasto con il Magistero? Assolutamente nulla."
    Con conseguente diffusione dell`errore e  moltiplicazione degli erranti 
    </span>

    RispondiElimina
  21. Fosse così semplice, Maggio...

    RispondiElimina
  22. Peccato che in 2000 anni, preconciliarmente, abbia corretto scomunicando ;).

    RispondiElimina
  23. Nell'esagerato ecumenismo non l'ha certo azzeccata, per esempio. Occhio ad essere idolatri, pure parlando del Papa.

    RispondiElimina
  24. Sul non essere tomisti ho qualche dubbio visto la Fides et ratio.
    Per il resto sintetico e condivisibile.
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  25. Non credo che sia corretto giudicare i Papi, decontestualizzandone le azioni e contribuendo a "metterli l'uno contro l'altro", facendo così il gioco di chi descrive strumentalmente un GPII "moderno" da contrapporre a un BXVI "oscurantista". Nessuna delle due dimensioni è corretta, infatti. Ratzinger ha contribuito all'azione di Woytila in tutto il suo lunghissimo regno e quest'ultimo è stato sicuramente un grande nel debellare dottrine, come quella comunista, che rappresentavano una grande minaccia per il Cristianesimo. Denunciò anche, ripetutamente, i danni del consumismo e dell'edonismo e cercò di opporsi ad una deriva bellicista che poi ha incendiato il mondo e scatenato odi che ora paiono fuori controllo e che si autoalimentano. Commise sicuramente degli errori "politici", come la faccenda delle scuse, ma non sappiamo chiaramente a quali condizionamenti dovette fare fronte (ad esempio, la presenza cattolica in un paese confessionale come Israele e il destino delle comunità cristiane orientali).
    Semplicemente, credo, BXVI sta cercando di fronteggiare le minacce di ora, a comunismo sconfitto, ed opera in un contesto nel quale è più facile individuare la reale dimensione dei pericoli del "modernismo".
    E credo che si muova sostanzialmente in linea con la politica di Woytila, anche in campo liturgico.

    RispondiElimina
  26. Vero Lore! Ma eravamo in un contesto monopolista per usare un eufemismo. Oggi non è più così!
    Ilm Papa può scomunicare tizio. Bene. A tizio è legato caio e sempronio. La scomunica di tizio automaticamente porterà caio e sempronio fuori. Se invece io correggo tizio, sottolineando l'errore, dò a caio e sempronio la possibilità di non essere vittima della sindrome di Panurgo che insegna benissimo Rebelais. Lasceranno ciioè solo tizio andare nel burrone! Poi se a caio e sempronio va di suicidarsi. Liberi di farlo!
    Grazie
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  27. Come la sua ultima Via Crucis...uno stupendo dono al mondo del significato di soffrire "sulla" Croce!
    Santo Subito!
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  28. Intanto ringrazio la Redazione per la presentazione al testo con queste parole sagge e prudenti: " Noi abbiamo una particolare venerazione per Benedetto XVI ed è quindi difficile, dal nostro punto di vista, ogni confronto con i suoi predecessori. " e per la sottolineatura in rosso nel testo...

    Cinque anni....come vola il tempo!!
    A me piace definire la situazione per quella che è e descritta da altri con parole che faccio mie:
    Giovanni Paolo II ebbe<span> il compito magno</span> di togliere alle piazze delle ideologie la moltitudine di giovani sbandati e confusi ed anche delusi... ora a Benedetto XVI <span>il compito magisteriale</span> di indottrinare le folle accorse....
    :)

    Mi sembra un quadro ragionevole e veriterio della situazione, evitando ogni odioso ed inopportuno paragone tra pontificati dal momento che NOI crediamo anche all'azione dello Spirito Santo nella Chiesa le cui porte degli inferi NON prevarranno!

    Ad multos Annos amato Benedetto XVI ed eleviamo ogni giorno un Te Deum al Signore Nostro Gesù Cristo per la pazienza santa che dimostra nei confronti di una bella fetta del suo popolo spesso superbo, prepotente in continuo conflitto contro il Sommo Pontefice suo Dolce Vicario in terra!

    RispondiElimina
  29. l'importante è fare il primo piccolo passo ... e dopo il primo anche il secondo e poi anche un terzo ... anche i bambini fanno cosi' le prime volte

    RispondiElimina
  30. <span>STRASTRASTRAQUOTO...ANCORA MEGLIO DEL PRECEDENTE! SULLA VIA DELLA PERFEZIONE!</span>
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  31. Santo subito ha riempito le piazze di giovani, Benedetto XVI le farà entrare in Chiesa!

    RispondiElimina
  32. quale Maestra, quale Misericordia ?3 marzo 2010 15:30

    <span><span>Indicare ai fedeli la retta via affinchè loro liberamente siano capaci di discernimento.     
       
    ah sì, DISCERNIMENTO ?...e mi dica, Bartimeo, come faranno i piccoli fedeli nella loro iniziale formazione a usare il discernimento, se non c'è chi glielo insegni fin da piccoli, formando la loro coscienza a distinguere il bene dal male, per scegliere il primo e fuggire il secondo ?    
    Se un padre o una madre non insegnano a un figlio PICCOLO che il fuoco brucia e può far morire, come farà quel bambino PICCOLO E INESPERTO DELLA VITA a star lontano dal PERICOLO ?    
    e' proprio necessario BRUCIARSI IN MODO più o meno grave per sapere che il fuoco porta alla MORTE ? bisogna far libere esperienze per scoprirlo, a proprie spese ?    
    NON dovrebbe bastare il giusto e ACCORTO, CIOE' PREVIDENTE INSEGNAMENTO dei grandi, che a loro volta -per millenni- hanno creduto, anche prima del Cristianesimo che "esperienza è madre di scienza", "historia mgistra vitae" ecc....ad evitare ai cristiani in cammino (o crescita) di CADERE NEL MALE E FINIRE NELLE STRADE SBAGLIATE ?    
       
    Ora dunque lei, Bartimeo, come tanti super-ottimisti fans del Concilio sta tralasciando del tutto  la gravissima novità che è intervenuta nella storia della civiltà occidentale (vorrei dire con l'Italia buontempona innanzi a tutti i popoli...):    
    che dai mitici anni '60<span> si è smesso di insegnare alle nuove generazioni </span>PROPRIO IL DISCERNIMENTO DEL BENE DAL MALE,    
    perchè la Chiesa, FIN DAL CONCICLIO, HA RINUNCIATO ALLA SUA IMPORTANTISSIMA FUNZIONE DI MAESTRA che indica gli errori, al precipuo scopo di non farvi cadere le anime: LA CHIESA HA VOLUTAMENTE RINUNCIATO ALLE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE, in particolare le prime 3, impoertantissime perchè i fedeli imparassero a seguire la retta Via, fuggendo il PECCATO e gli sbandamenti (le inclinazioni al male, che sono innate nell'anima ferita e indebolita dal peccato originale), pericoli sempre in sulla via di chi si mette a seguire Cristo:    </span></span>
    <span><span>

    <span>1. Consigliare i dubbiosi. 
    2. Insegnare agli ignoranti. 
    3. Ammonire i peccatori. </span>

    <span></span>

    </span>...anche le altre 4, ma soprattutto queste prime 3, sono diventate fuori moda, subito dopo il Concilio : è stata una vera epocale FALSIFICAZIONE DELLA MISERICORDIA !    
       
    O pensiamo anche, qual è quell'insegnante che rinuncia a segnalare l'errore, per una falsa pietà o falso rispetto dell'alunno, pensando che egli lo sappia riconoscere DA SOLO e si corregga spontaneamente ?    
     
    A che servirebbe la scuola, se gli uomini si sapessero autocorreggere, fin dalla più tenera età, e dunque non avessero bisogno di nessuno che indichi loro la RETTA VIA,    
    lodandoli se fanno bene, ammonendoli e CORREGGENDOLI SE FANNO MALE,    
    SOLO E SEMPRE PER IL LORO VERO BENE  ?    
    ?  </span>

    RispondiElimina
  33. Scusate l'OT ma sono eccitatissima :)
    Fra un'ora e mezza inizia la consacrazione della nuova chiesa della FSSP in Nebraska.
    Ci saranno 3 vescovi e 1 cardinale e mio figlio è l'assistente di S.E. il Vescovo Finn ... lo vedrò su EWTN.

    RispondiElimina
  34. C`è chi dice che Giovanni Paolo II non ha dato molta importanza alla Liturgia, fidandosi di Piero Marini...
    Poi vedo che ha pubblicato la Ecclesia de Eucharistia,la Redemptionis Sacramentum, e vedo anche che sono restate lettera morta, purtroppo.
    Benedetto XVI è perfettamente consapevole degli abusi e delle derive,lo era già da cardinale, pubblica la Sacramentum Caritatis, che a sua volta resta lettera morta, con le sue parole e con i suoi gesti indica la sua volontà di ridare sacralità e dignità e bellezza alla Liturgia, liberalizza il Rito Romano Antico,ma poi...?
    Il Summorum Pontificum è contestato  e impedito di applicazione dai vari ribelli...formalmente uniti al Papa e malgrado la loro promessa di obbedienza e fedeltà... sono richiamati all`ordine, sono sanzionati? Non mi sembra.
    Un movimento approvato due anni fà, continua a diffondere il "rituale" creato dal suo iniziatore, ivi compreso nei suoi seminari, malgrado le difformità, è corretto? Non mi sembra, anzi è lodato .
    I vari creatori liturgici continuano ovunque nel mondo a seminare confusione e divisione, ma come nel passato, non vedo l`autorità intervenire, in questo senso c`è continuità.

    RispondiElimina
  35. Beh! Mi son beccato del fan del concilio ! Non male! Da sinistra mi prendo dell'oscurantista da destra mi prendo del modernista, mi sembra di essere messo bene!
    Comunque non capisco perchè fa questo papello a me! E cosa ci posso fare io se ci sono genitori atei, mussulmani, buddisti o quant'altro. Facciamo così: un bel cartello esposto fuori San Pietro. Chi non è cattolico è scomunicato e brucerà nella Genna ( cosa che io ritengo assolutamente vera) e poi mi dirà quanta gente soltanto avrà voglia di avvicinarsi ad un prete, alla Chiesa o ad un movimento!
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  36. Paolo VI era debole con i forti e forte coi deboli.

    RispondiElimina
  37. Pure gli apostoli lanciavano anatemi.

    RispondiElimina
  38. Mah! L'Humanae vitae è stata una mazzata per i forti!
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  39. Parlavano anche tutte le lingue...
    Matteo

    RispondiElimina
  40. Si come no, sono disposti pure a pagare il biglietto.

    RispondiElimina
  41. << <span>Beh! Mi son beccato del fan del concilio ! Non male! Da sinistra mi prendo dell'oscurantista da destra mi prendo del modernista, mi sembra di essere messo bene! >></span>

    Sei sulla buona strada per essere anche tu ......................Santo subito !!!!

    RispondiElimina
  42. <span>" Noi abbiamo una particolare venerazione per Benedetto XVI ed è quindi difficile, dal nostro punto di vista, ogni confronto con i suoi predecessori. " 
     
    Una cosa giusta Paolo VI l'aveva  detta: << Non si deve amare un papa, ma........ Il Papa >> 
     
    Grazie a Paolo VI non possiamo più farlo.</span>

    RispondiElimina
  43. ma che stai dicenne???3 marzo 2010 16:43

    catarì, catari, che vvene a dicere

    RispondiElimina
  44. Secondo me fare paragoni fra Pontefici è un esercizio interessante anche soggettivamente oltre che oggettivamente.
    Su questo sito frequentato da tradizionalisti, gli articolati interventi mostrano le sfaccettature di chi si riconosce nel cattolicesimo di sempre.
    Per quanto mi riguarda, cinque anni fa ho accolto cum gaudio et speme l'elezione di Benedetto XVI e oltretutto la ho vissuta come un segno di gioia in un momento per me buio. Quindi oltre alle speranze destate dalla sua azione nutro un vero affetto e rispetto per la sua persona.

    Detto ciò ritengo che - come per tutti i Successori di Pietro - anche l'elezione di GPII sia stata ispirata dallo Spirito Santo, ed anche lui abbia avuto il suo ruolo nel Disegno Divino.

    Avete mai pensato che il Concilio che ha eletto BXVI era formato in maggioranza da Cardinali nominati dal suo predecessore?

    Io penso che con la Chiesa nelle condizioni in cui l'aveva trovata non avrebbe potuto fare di più.

    La buon'anima del cardinal Siri non a caso disse che per riparare i danni del CVII ci sarebbero voluti 80 anni.

    Detto ciò, (e se la redazione lo ritiene opportuno lo deve doverosamente cancellare), mi pare significativo quanto segue.
    Il mio defunto padre, cresciuto nella tradizione (dei Gesuiti di una volta, non di quelli di adesso) mi ha educato nella tradizione; e di ciò - arrivato quasi alla mezza età gli sono consapevolmente grato - soleva sintetizzare così il giudizio sui Papi della sua vita.

    "Pio XI era un gran Papa"

    "Pio XII è stato un buon Papa, ma qualcosa ha cominciato a manomettere". Si riferiva essenzialmente alla modifica dei riti della Settimana Santa ed in particolare alla riduzione del rito dei Sepolcri (Diceva che "prima" era l'unica occasione dell'anno in cui si vedeva la massa dei Cattolici, fuori dalle chiese, per le vie delle città.

    "GXIII era un uomo buono , ma soprattutto un buon uomo" perchè aveva convocato il Concilio con le migliori intenzioni, poi non lo aveva saputo dominare. Poi purtroppo era morto.

    Il giudizio su PVI non lo metto nemmeno, tanto la redazione lo rimuove.

    "GPII fa il turista in giro per il mondo invece di stare a Roma a rimettere in riga certa gente."

    Mio padre ha purtroppo assistito dal Purgatorio all'elezione di BXVI. Credo che ne abbia gioito. Anche se al catechismo mi hanno insegnato che colà non vi è vera gioia per la provvisoria lontananza da Dio.

    Mi chiedo comunque spesso che cosa ne direbbe.   

    RispondiElimina
  45. @Ospite: " ... ora, a comunismo sconfitto ,,, "
    _________________________________

    Se mi permette, nei fatti, questa sconfitta del comunismo, purtroppo, io proprio non la vedo; se mai, tale dottrina continua oggi nella propalazione dei suoi errori, agendo non più direttamente, ma, bensì, attraverso succedanei (filantropismo, buonismo, condivisione sociale - o socialistica - generico umanitarismo solidale, etc. etc.), ciò anche all'interno delle strutture ecclesiastiche formalmente cattoliche.

    RispondiElimina
  46. :-D :-D :-D :-D :-D :-D :-D  Caterina non è d'accordo.Mi candida solo per la berretta rossa!
    Ma occhio....poi io scomunico!!!!!!!!!!!!!!!
    Matteo

    RispondiElimina
  47. Condivido...sono anzi dell'idea che noi simao in piena escatologia marxista!
    Relativismo culturale giuridico e centralismo economico capitalistico!
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  48. Andrea Carradori3 marzo 2010 17:43

    Filippo non sei l'unico ad essere attaccato dalle due parti...
    Coraggio !!!
    Tornando alla nostra discussione, che fine ha fatto l'osannato ossequio verso quel famoso “popolo di Dio”, in nome del quale tanti disastri si sono perpetrati?
    Dov'è finito il rispetto per la democrazia, per la volontà popolare?
    Non erano stati proprio i Vescovi e le Conferenze Episcopali ad abdicare in favore dei consigli presbiteriali, dei consigli pastorali, delle assemblee democratiche?
    <p><span>Eccoli sconfessati:quando il popolo non si lascia guidare, occorre tornare alle maniere forti, all'autorità , alle sanzioni canoniche, alle sospensioni </span>a divinis<span>, alle scomuniche. </span>
    </p><p><span>Non nei confronti di chi si ribella alla Chiesa, alla sua legge o alla sua dottrina, no! </span>
    </p><p><span>Le sanzioni vengono fulminate contro coloro che, a sola lode di Dio, per senso di devozione e di amore per la Chiesa vogliono rendere più belle le liturgie abbellendole con il Messale del 62 e con tutto quello quel venerando Messale porta : canto gregoriano, paramenti dignitosi, postura e raccoglimento .</span>
    </p><p><span>Ecco allora che i fedeli vengono maleducatamente dal prete solo quando invocano dal loro pastore più devozione  mentre il parroco, che celebra nella </span>forma straordinaria,<span> viene catapultato tra i monti, con i genitori anziani e non autosufficienti al seguito. </span>
    <span>Abuso di  autorità ! </span>
    </p><p><span>C'è chi si appella con impudenza al dovere di obbedienza dei sudditi, minaccia i chierici, strepita contro i laici, confabula con i confratelli, organizza la fronda, fomenta discordia e calunnie. </span>
    </p><p><span>Questo avviene, purtroppo, ancora nell'anno del Signore 2010.</span></p>

    RispondiElimina
  49. Complimenti a Marco Bongi per l'ottima e condivisibile riflessione.

    RispondiElimina
  50. Non comprenso questo ragionamento. Chiunque erra in maniera grave viene scomunicato. E oggi invece siamo intossicati dalla medicina della misericordia.

    Dellanoce, legge questo blog e non se ne è ancora accorto? Ma lo vede a che conseguenze ha portato la sua "correzione dell'errore"?

    RispondiElimina
  51. Dio ci salvi dalla canonizzazione da massa urlante...

    RispondiElimina
  52. Su Dellanoce! Ora mi fa anche discorsi da cattocomunista! :)

    RispondiElimina
  53. In risposta a Francesco, son contento di pensarla allo stesso modo con cui la pensava tuo padre! Quanto meno dal papa buono al santo subito passando per quel paolo VI in riferimento al quale, prima di essere censurato, preferisco autocensurarmi

    RispondiElimina
  54. DANTE PASTORELLI3 marzo 2010 18:45

    Diciamo che parlavano una sola lingua e tutti capivano nella loro. Perché era la Parola di Dio che doveva diffondersi presso tutti i popoli.. Anche oggi, se i successori degli apostoli parlassero una sola lingua, nella sostanza, intendo, sarebbero compresi da tutti, consenzienti e dissenzienti. Il fatto è che spesso non parlano la lingua di Dio e creano confusione  provocando errori e smarrimento.

    Ieri s'era in un clima monopolistico, oggi siamo in una Chiesa liberale e democratica? E perché mai Giov. P. II così "carismatico" anche se non parlava tutte le lingue come i fanatici di certi movimenti, scomunicò Lefebvre e Castro Mayer,  Thuc, e Guerard des Lauriers mettendo insieme nomi diversi e diverse posizioini fra loro non paragonabili? Monopolista!

    RispondiElimina
  55. dire che sono d'accordo con la parabola dell'asticella è poco!

    RispondiElimina
  56. DANTE PASTORELLI3 marzo 2010 18:58

    Un Papa, per essere un buon Papa, non può solo combattere il comunismo, del resto già condannato, o la guerra. Deve governare la Chiesa, salvaguardarla dai nemici interni ed esterni, difendere la vera dottrina, condannare le eresie, le profanazioni eucaristiche ecc.
    E ringraziamo il card. Ratzinger per l'Ecclesia de Eucharistia e la Redemptionis Sacramentum che,  com'è stato rilevato più volte, anche in quualcuno dei  commenti a questo post, dai preti e dai vescovi sono state cestinate. Chi non sa correggere i vescovi e i preti, anche colpendone alcuni per raddrizzarne molti, vien meno al suo precipuo dovere perché lascia i semplici fedeli in balìa del male.

    RispondiElimina
  57. DANTE PASTORELLI3 marzo 2010 19:07

    Ma Cristo cosa predicava? Parlare di Amore, ch'è doveroso, senza inquadrarlo nell'intero contesto della nostra Fede, è sviare le menti e le anime: tanto Dio è amore e salva tutti. E, si sa, dovrà salvarsi anche il povero Lucifero, alla fine.

    RispondiElimina
  58. DANTE PASTORELLI3 marzo 2010 19:08

    Non tanto bene. Un vecchio adagio recita: chi siede fra due sedie il cul per terra!

    RispondiElimina
  59. DANTE PASTORELLI3 marzo 2010 19:13

    Per piacere, lo ripeto ancora una volta, evitate di usare l'espressione "santo subito" che suona dispregiativa per Giov. P. II. In fondo non s'è proposto da sé alla canonizzazione!

    RispondiElimina
  60. Mi mancava anche del cattocomunista!!!!
    :-D :-D :-D :-D

    RispondiElimina
  61. E chi lo fa?
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  62. Sono assolutamente d'accordo con l'articolista. Se c'è una cosa che effettivamente dopo il Concilio è venuta a mancare, questa è il concetto di autorità. Ad esempio, Paolo VI era un pontefice debole, assolutamente incapace di governare la Chiesa e, con il suo atteggiamento remissivo, consentì i peggiori abusi e aprì le porte alle peggiori eresie. Giovanni Paolo II, non è stato in grado di invertire la rotta, anzi, direi che con la scomunica di Lefebvre ha peggiorato ancora di più le cose, perchè i vescovi progressisti, si sono sentiti ancora di più legittimati ad andare avanti con i loro abusi liturgici. Benedetto XVI, invece, è indiscutibilmente il miglior pontefice dai tempi di Pio XII e, pur tra mille difficoltà, sta cercando di rimettere ordine nella Chiesa, dopo i disastri del post-Concilio. Il fatto che abbia liberalizzato la messa in latino, è un evento enorme nella storia della Chiesa, perchè dopo il Concilio Vaticano II, era praticamente scomparsa. Inoltre, ha revocato la scomunica ai vescovi consacrati da Lefebvre 22 anni fa e, stà cercando in tutti i modi di attaure una piena riconciliazione tra la S.Sede e la FSSPX. Che il Signore lo protegga e lo conservi a lungo alla guida della Chiesa!  

    RispondiElimina
  63. Fortunatamente non ho ne sedie ne sedi quindi il cul l'ho al caldo!!
    :-D
    Matteo dellanoce

    RispondiElimina
  64. Mi manca solo di prendermi del Milingo!!!!
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  65. DANTE PASTORELLI3 marzo 2010 19:54

    Non son d'accordo, Filippo. Possiamo dissentire dal comportamento e dalle carenze di questo o di quel papa, ma il Papa, in quanto vicario di Cristo, nello svolgimento della sua funzione papale, al di là delle debolezze della sua persona, dobbiamo amarlo. E dobbiamo amare, d'amore soprannaturale, anche i papi che più ci han fatto soffrire, che han fatto soffrir la Chiesa e Cristo, ieri, l'altro ieri, secoli fa.

    RispondiElimina
  66. Il monopolio è contestuale...oggi siamo nel relativismo! Non c'entra la struttura della Chiesa, la quale da sempre ha a capo un Papa che la guida!
    Sulle scomuniche cosa vuole! Qualcuno dice che la Chiesa manca di autorità qualcuno dice che scomunicava...mettetevi d'accordo!
    Non sono un esegeta ma mi sembra che parlassero letteralmente le lingue per poter trasmettere il messaggio di Dio!
    Ma ammetto la mia impreparazione in materia.
    Matteo Dellanoce
    PS Mi sembra che tutti si chiamarono fuori consacrando vescovi senza autorizzazione. Un atto di disobbedienza. Poi Thuc non firmo tutti i documenti del VII a differenza di Lefebvre! Ma mi sembra che siano tutti accumunati dalla stessa colpa!

    RispondiElimina
  67. Pastorelli, non si dimentichi la Dominus Jesus! frutto del card. Ratzinger!

    RispondiElimina
  68. benedectinus3 marzo 2010 20:21

    Sono l'ospite delle 13.01.
    Anzitutti grazie per i complimenti. I dati sono riferiti alla sola Italia.
    Per quanto riguarda la miglior fama di GPII e BXVI nei media, penso che non dipenda solo dal volerli mettere in discontinuità (la quale dal punto di vista dottrinale ovviamente non c'è) dopo la morte del papa polacco. GPII già in vita godeva di "buona stampa", se non altro negli ultimi anni della sua malattia. Allo stesso modo al card. Ratzinger erano stati cuciti addosso prima del 2005 epiteti non certo esaltanti come Panzerkardinal o Grande Inquisitore cosicché furono molti quel 19 aprile a storcere la bocca (basti pensare alla vignetta di Vauro sul manifesto): insomma godeva già di "cattiva stampa".
    Poi i media laicisti hanno colto la palla al balzo e non hanno fatto altro che allargare il fossato che avevano già creato tra i due. Poi, si sa, che per taluni ambienti il Papa buono è sempre quello morto.  

    RispondiElimina
  69. DANTE PASTORELLI3 marzo 2010 20:53

    Proprio perché siamo nel relativismo, la Chiesa deve esser "monopolista" della Verità, della Verità integra, qual è effettivamente nella sua essenza.

    Io non devo mettermi d'accordo con nessuno. La scomunica, se meritata, va comminata. E se latae sententiae va resa esplicita, dichiarata.

    Thuc non fu scomunicato per non aver firmato i documenti del concilio, perché nessuno poteva imporgli di metter la sua firma sotto documenti non condivisi. Anche lui incorse nella scomunica per consacrazioni senza mandato pontificio, ma morì riconciliato con Roma.
    Le molte lingue in cui i credenti parlano (ATTI, 2) sono parole suggerite dallo Spirito. Ma il vero fenomeno era che gli Apostoli parlavano una lingua, certo ispirata e diversa dalla loro di Galilea, e gli uomini convenuti a Gerusalemme di varia provenienza, Parti, Medi, Egiziani, Greci ecc. udirono nel loro idioma gli apostoli mentre parlavano alla folla. E' un fenomeno forse più uditivo che espressivo. Il Manzoni scrive: l'Arabo, il Parto, il Siro in suo sermon l'udì. Vari esegeti sottolineano che questo linguaggio da tutti compreso era un linguaggio laudativo di Dio, di carattere emozionale, mistico ecc.

    RispondiElimina
  70. benedectinus3 marzo 2010 20:53

    Sono l'ospite delle 13.28.
    A Bartimeo dico che il criterio maggiore per giudicare la cattolicità di un papa è la fedeltà al depositum fidei, cioè l'ortodossia. Con ciò non intendo dire che GPII non l'abbia fatto. Non si può certo accusare di eresia il papa della "Veritatis Splendor" e della "Ecclesia de Eucharistia"! Né intendo dire che gli aspetti più mondani del suo pontificato siano anticristiani. Solo voglio far notare che tali gesti non hanno nulla in grado di discriminare chi è cattolico da chi non è: può compierli anche il Dalai Lama. Prendiamo il bacio al Corano: fatta salva la buona fede, è innegabile che quel gesto sia stato interpretato in maniera difforme dalle intenzioni del suo autore, cioè quasi a rendere l'islam alla pari del cristianesimo. E qui torniamo alla deformazione massmediatica.
    Maggio55: sul perdono hai ragione, gesto altamente cristiano. Ma la richiesta di perdono, almeno per come ci è stata presentata, è quantomeno "strana". La colpa è sempre soggettiva, come il merito, poiché ognuno è padrone (e responsabile) dei propri atti. Chiedere scusa per qualcosa commesso da altri significa attribuirsi le loro colpe, e dunque essere pronti ad espiarle.  

    RispondiElimina
  71. benedectinus3 marzo 2010 21:01

    Beh, Wojtyla è stato un tomista un po' spurio, cercando di "fondere" Tommaso con Scheler e la Stein, cioè con coloro che non avevano seguito Husserl nella sua svolta idealistica. Senz'altro non è stato neotomista, il che non è neppure un male visto che la neoscolastica dava un'interpretazione razionalistica all'Aquinate, attitudine criticata da grandi filosofi cattolici come Cornelio Fabro e Marino Gentile.   

    RispondiElimina
  72. La ringrazio!
    Ero convinto che fosse espressivo il fatto e non uditivo. Sono d'accordo anche sul resto.
    buona sera
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  73. Ri straquoto!
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  74. Concordo. Ma il Papa dell'evangelizzazione del singolo e dei popoli non poteva che avvicinarsi al singolo nella sua quotidianità e "fare il turista" nella sua attività.
    Poi condivido e riquoto!
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  75. DANTE PASTORELLI3 marzo 2010 21:10

    Ma l'uditivo non annulla del tutto l'espressivo di chi loda Dio in lingua ispirata che non conosce e di cui forse, non si rende pienamente conto.

    RispondiElimina
  76. Provo a sintetizzare. Se io converto qualcuno posso portarmi dietro i suoi. Se io scomunico qualcuno rischio di perdere i suoi. Quindi cerco di convertire e correggere per dare a tutti la possibilità di discernere in piena autonomia.
    Penso soprattutto ai protestanti. In USA ci sono 33 mila chiese. A capo di ogni Cgiesa c'è una figura carismatica. Se converto quella mi viene dietro la sua "chiesa". Cosa che già succedeva prima della tragedia ecumenico/relativista.
    Il realismo non mi fa venire meno l'ottimismo cristiano. Non di certo come quello di Martini!
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  77. DANTE PASTORELLI3 marzo 2010 21:16

    Magari avesse inquisito di più e meglio, con relativi provvedimenti!

    RispondiElimina
  78. Il problema è forse anche che oggi non solo si fanno entrare nella Chiesa persone senza averle convertite, anzi sono lasciate nei loro errori, ma che semberebbe che siano loro a volere convertire la Chiesa alle loro private dottrine e liturgie...e in certi luoghi già ci stanno riuscendo!

    RispondiElimina
  79. Voi fate molte dotte disquisizioni e io imparo. Per quel che mi riguarda posso dire solo che grazie a Benedetto XVI la mia fede è rifiorita, se prima era debole e influenzata dal modernismo, ora è salda e soprattutto "combattiva" (finalmente, dopo trent'anni dalla Cresima, oso definirmi soldato di Cristo).Spero che Dio protegga e ci lasci per molti anni ancora il Santo Padre

    RispondiElimina
  80. <span>¿En qué estás pensando...?</span>

    RispondiElimina
  81. ma..per piacere...Santo Subito!!!! Ma voi sapete..che Giovanni Paolo secondo...ha proclamato beato il cardinale Stepinac.....mano destra del governo ustascia in Croazia....Grazie a lui...sono stati sterminati...migliaia di gente di nazionalita' serba!!!! Non dimentichiamo queste cose!!!!!!! E di queste cose...nessuno parla!!!!!!

    RispondiElimina
  82. Sbagliatissimo fare paragoni tra papi di cui uno è ancora in vita. Ci rivediamo tra mille anni quando anche BXVI non ci sarà più.

    RispondiElimina
  83. <span>Me domando e domando, una persona che tiene una responsabilita, inmensa in questo caso tratandosi del Pontifice, responsabilidad de comando come guida e suprema autorita, tratandosi del obligo di conservare e tramandare intatta la doctrina, la retta doctrina,se abandona questa responsabilita , puo essere dichiarato santo?</span>

    RispondiElimina
  84. La domanda è abbastanza scottante. diciamo che, a mio modo di vedere, male ha fatto Benedetto XVI a eliminare per il predecessore i classici cinque anni di attesa prima dell'apertura della causa di beatificazione. Sicuramente dopo un lustro oggi riusciamo a guardare con maggiore razionalità e meno emotività al pontificato polacco, e invece ci troviamo sull'orlo di una beatificazione dovuta più alla seconda che alla prima.

    RispondiElimina
  85. Gli atti concreti fatti in questo pontificato, ad esempio la restituzione della messa tradizionale, resteranno. Temo, invece, che gli atti apparenti woytiljani lasceranno il tempo che trovano, come già vediamo neanche 5 anni dopo.

    RispondiElimina
  86. DANTE PASTORELLI3 marzo 2010 23:18

    Citavo soltanto i documenti indicati da Luisa nel suo commento. Ma la Dominus Jesus via via vien ripresa, gli altri due testi no.

    RispondiElimina
  87. DANTE PASTORELLI3 marzo 2010 23:21

    Perché tra mille anni tu pensi d'esserci?

    RispondiElimina
  88. DANTE PASTORELLI3 marzo 2010 23:25

    Qualche seme buono è stato gettato.

    RispondiElimina
  89. << Prendiamo il bacio al Corano: fatta salva la buona fede, è innegabile che quel gesto sia stato interpretato in maniera difforme dalle intenzioni del suo autore, cioè quasi a rendere l'islam alla pari del cristianesimo. E qui torniamo alla deformazione massmediatica >> 
     
    Ma che senso ha un discorso del genere? Quale sarebbe la buona fede di cui si parla ???? Gli hanno  forse passato il Corano dicendogli che si trattava del trattato  sulla vera devozione del  Grignon de Monfort ??? 
    Un tipo una volta, pur di negare l'evidenza, mi disse: << non ha baciato il Corano, ha baciato un libro verde.....>>

    RispondiElimina
  90. Baciare un qualcosa o qualcuno, significa manifestare un sentimento positivo. Se si bacia un libro, per di più fondamento di una dottrina religiosa,  si compie un atto di venerazione. Il messaggio che è passato è solo questo: " Il papa pensa che anche il Corano sia un testo  sacro e divinamente ispirato ".
    Non credo che, ad esempio, il prof Pastorelli, quando insegnava a scuola, prima di aprire la Divina Commedia la baciasse davanti ai suoi studenti! E penso pure ,che per la lui  e non solo, quest'opera sia molto più sacra di certe encicliche papali.

    RispondiElimina
  91. er tripparolo4 marzo 2010 08:48


    nun ve ne accorgete???
    state tra e braccia der nemico.

    RispondiElimina
  92. Questo lo dici tu! Un bacio ad esempio è simbolo di stima e di rispetto! Ma è anche simbolo di tradimento.
    La valutazione che tu fai del gesto di GPII è figlia del pregiudizio che hai nei suoi confronti. Non tieni conto del contesto nel quale avviene, della necessità di unità e di dialogo tra soggetti diversi e storicamente nemici, del ruolo e del mandato evangelizzatore che Cristo ha dato alle Chiesa, del ruolo stesso del Papa a capo di oltre duemiliardi di persone e "visto" da altri 6 miliardi di persone! Vedi, te lo dico con affetto, tu ti comporti con GPII come gli ebrei si comportano con Pio XII. Loro non danno un significato al presunto silenzio di Pio XII se non in forma soggettiva, ( Pro domo... loro) tu fai lo stesso con il bacio al Corano.
    Mi spiace Filippo, stavolta, a differenza di altre volte, stai mettendo il tuo IO prima della valutazione di un comportamento il che rende soggettivo e non oggettivo ( ne oggettivabile) il tuo ragionamento, lecito, ma non intellettualmente onesto ( che non è una offesa personale. )
    Testone! :-D
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  93. Il tipo si comporta esattamente come te solo in forma difensiva.
    commettete lo stesso errore valutativo da punti di vista diversi: uno pro ed uno contro.
    Un comportamento ( altro è il giudizio sulla persona) non può essere valutato se non nel suo senso etimologico di rapportarsi con le persone e di comune azione con le stesse al fine del raggiungimento di un obiettivo oggettivo.
    Comportarsi è mettersi in realzione per costruire un terreno comune di dialogo ( non tettamanziano ne democratico relativista pannelliano boniniano obamiano) per permettere a tutti di arrivare alla salvezza della vita eterna.
    Non si può iniziare un lavoro lungo e difficile, pieno di ostacoli e di tradimenti ( da una parte e dall'altra) se nono iniziando a bussare alla porta... e poi ti sarà aperto. Il Papa dà una immagine forte della Carità ( un Papa mistico nel vero senso della parola)e differenzia la cattolicità la Chiesa per l'utilizzo di un'arma che non è un "cintura di dinamite sotto il burqa" ma Amore, servizio, per tutti. Non volontà di potenza ma volontà di servizio.
    Matteo

    RispondiElimina
  94. Caro nike,
    permettimi! cadi nell'inganno di chi vuol far apparire a tutti i costi come veritiero il concetto di discontinuità nella Chiesa. se si vuole( impersonale e non rivolto a te) essere veramente utile al prossimo, a mio modo di vedere,  si deve evidenziare la conitnuità di sempre nella Chiesa e correggere le ambiguità che possono essere usate in maniera distorta dal "signore del mondo" sempre nella logica della coninuità. Altrimenti si farà il gioco di chi vuol separare e non unire.
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  95. in effetti ho letto un libro su padre Stepinac ed era da far venire i brividi. Tuttavia con il senno di poi devo anche dire che non sempre i libri sono obiettivi. In ogni caso la pulizia etnica perpretrata dai croati in danno dei serbi durante il secondo conflitto mondiale è un fatto storico innegabile anche se rimosso

    RispondiElimina
  96. Beh! Nike, una tesi poco difendibile la tua.
    Potrei dirti che per 3/4 di pontificato GPII è stato affiancato dall'attuale pontefice. Quindi chi meglio di Lui poteva essere garante della sua Santità?
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  97. <span><span></span></span>
    <span><span>Ricordo che Lei in un altro post parlava di inferno vuoto. A sostegno della sua giusta e condivisibile tesi le posto questo aforisma di un poeta diabolico!</span></span>
    <span><span></span></span>
    <span><span>“La più grande astuzia del diavolo è quella di far credere al mondo che non esiste”.</span><span></span></span>
    <span>Charles Baudelaire.</span>
    <span></span>
    <span>Matteo Dellanoce</span>

    RispondiElimina
  98. benedectinus4 marzo 2010 10:40

    Avrei dovuto scrivere "fatte salve le buone intenzioni" e sarebbe stato più corretto. Ciò che intendo è che l'intenzione wojtyliana non era quella di venerare il Corano al pari del Vangelo. Il gesto poi è stato interpretato in maniera difforme dalle intenzioni. Probabilmente una di queste poteva essere mostrare al mondo islamico come i cristiani non sono loro nemici, anche a fronte delle persecuzioni che essi subiscono in dar al-islam.

    RispondiElimina
  99. ah sì? e tu 'ndo stai?
    e poi chi sei pe' pote' di' 'ndo stamo noi?

    RispondiElimina
  100. er tripparolo4 marzo 2010 12:22

    ammazzà'aò
    ma pecchè ce la riavete cor sor Bartimeo?
    er sor bartimeo
    e io lo apprezzo
    je da fastidio, e giustamente
    che state sempre a sparà bordate
    contro li sor papi e li altri.
    ma n'do stà sta discontinuita? io nun la vedo.
    sempre a demolì, sempre a creticà
    aò e dateve na carmata!
    e ccià ragione er sor bartimeo
    vio fate er gioco d'avversario: dividete!

    invece de sparà bordate
    accontentateve solo de sparà ...... opinioni (e come di sennò ......)

    dateve na carmata
    e na sciacquatina de bocca
    con un bon vino de li castelli

    RispondiElimina
  101. la Chiesa è una comunità, una unità di fede attraverso i secoli, per questo, penso che sia corretto aver chiesto perdono per le iniquità (innegabili nei molti periodi bui della storia terrena della Chiesa) commesse dai cristiani. Questo non significa doversi prendere le responsabilità di crimini commessi da altri ma significa riconoscerli e impegnarsi affinchè non succedano mai più nel futuro. Il male commesso dai cristiani fu spesso motivato anche "dottrinalmente" e quindi è corretto  che non sia "soggettivo".

    RispondiElimina
  102. Maggio. Non fare confusione. GPII parlò esplicitamente di alcuni cristiani....poi sottolineò il ruolo dei molti cristiani. Altrimenti sembra che 2000 anni di Chiesa hanno prodotto solo dei Milingo!
    Se parli di male commesso dottrinalmente stai parlando dei protestanti. Il male di cui parla GPII non è dottrinale ma "pratico" è stato un tradimento verso la Chiesa opposto ma se vuoi identico a quello dottrinale dei protestanti. In sintesi il Papa chiedeva scusa per le colpe di chi nel nome della Chiesa agiva come o un protestante o un modernista!
    Non fare il relativista! sei stato dotato di materia grigia ( ed a mio occhio non di poco conto) non massificarla.
    Ciao
    Matteo

    RispondiElimina
  103. Quasi quasi lo quoto! :-D :-D :-D :-D
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  104. e....sapete....che quando Giovanni Paolo secondo ha visitato Sacro Monte di Varese...si sono spesi 4 miliardi di lire all'epoca..per la sua sicurazza!!!!! Anch'io vorrei essere santo come Lui...!!!!

    RispondiElimina
  105. scusami se mi sono espresso male: ho scritto dottrinalmente fra virgolette per intendere che alle azioni inique e malvagie fu spesso dato il carattere ufficiale (come se Cristo comandasse che si facesse cosi'...) cioè nel senso che le direttive culturali e reali erano "confortate" da una serie di concetti e idee che "sembravano" dottrina. Il male commesso non fu sempre un atto isolato di qualche bischero o esaltato ma il risultato di momenti "culturali" sicuramente poco consoni con le Parole di Cristo 

    RispondiElimina

  106. ma n'ce lo sai quanno spennono li politici e li capi delle nazioni tra sicurezza, e fasti vari?

    eppure, magari, e dicce a verità sù
    de quarcuno de questi che te aripiacciono
    sei pronto a gridà
    santo subito!!!
    dì a verità su daje!

    aò a sor istriano!
    se te trovi zona castelli viié da me
    basta chiedere der tripparolo
    te ce faccio arifà a bocca
    con po de vinello bono

    RispondiElimina
  107. DANTE PASTORELLI4 marzo 2010 15:20

    C'è sempre tempo.

    RispondiElimina
  108. A tripparolo me lo traduci in romanesco?
    Sai....a qualcuno calza a pennello!
    Matteo Dellanoce
    <span><span>“C’e’ qualcosa piu’ pesante del piombo?</span></span><span>
    <span><span>Certo, e ce lo ha scritto in fronte: lo stupido!</span>
    <span>Trasportare sabbia, blocchi di sale e sbarre di ferro</span>
    <span>e’ piu’ facile che sopportare uno che non ragiona”.</span></span></span>
    <span></span>
    <span>Siracide 22, 14-15.</span>

    RispondiElimina
  109. Confido contro ogni speranza!
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  110. e chi sarebbe tra i presenti da qualificare "uno che non ragiona" ?

    RispondiElimina
  111. bartimeo, è meglio che eviti di dare dello stupido a chi non la pensa come te, credo che a parte er tripparolo sei l'unico a pensarla come te ahhahahah

    RispondiElimina
  112. <p> 
    </p><p>All`epoca c`erano i "bouffon" del re, "les "fous du roi"personaggi comici che facevano ridere, spesso insolenti, maneggiavano l`arte della satira, distraevano gli invitati durante i banchetti, specchi grotteschi, talvolta erano anche consiglieri, uomini di spirito lungi dall`essere degli stupidi.
    </p><p>Forse la REDAZIONE considera che il tripparolo è una specie di buffone, forse apprezza il suo humour, personalmente lo considero solo una specie di troll, sostanza =zero, finezza=zero, comicità=zero, humour=zero.
    </p><p>Ma forse sono i miei limiti linguistici che non mi fanno apprezzare le sue prestazioni...ed è solo la mia opinione... 
    </p>

    RispondiElimina
  113. I buffoni possono essere anche simpatici, ma se fanno  autentica  ironia e   sorridere un po' chi li legge. E poi "el tripparolo ",in Quaresima , dovrebbe chiuder bottega ?!?

    RispondiElimina
  114. << <span>Il 14 maggio sono stato ricevuto dal Papa insieme con una delegazione composta dall’imam sciita della moschea di Khadum e il presidente sunnita del consiglio di amministrazione della banca iracheno-islamica. Alla fine dell’udienza il Papa si è chinato sul libro sacro dei musulmani, il Corano, presentatogli dalla delegazione e lo ha baciato come segno di rispetto.>>     Dichiarazione pubblica di un testimone oculare di questo episodio,  il Cardinale Raphael I, Patriarca della Chiesa Cattolica Caldea.</span>

    RispondiElimina
  115. Non è un simbolo di tradimento ! Il tradimento può avvenire in seguito. Il bacio è un gesto d'affetto o di venerazione, a prescindere che tale atto sia sincero o meno. Siccome Giovanni Paolo II non conosceva quel determinato libro, non poteva provare affetto per esso....ergo il suo gesto è più assimilabile alla dulia. Io penso che se ne sia anche pentito dopo, penso che abbia agito senza riflettere. I miei non sono pregiudizi, stiamo riflettendo a posteriori su fatti concreti, non su pettegolezzi. Io amavo Giovanni Paolo II, mi capitava pure di sognarlo e provavo anche  una  certa emozione. Lui però ha fatto troppi pasticci. Se un qualunque vescovo o cardinale avesse baciato il Corano, tu stesso, caro Matteo, lo avresti bollato come apostata.

    RispondiElimina
  116. Perchè dovrebbero baciare qualcosa per cui provano repulsione ???? Non ne hanno nessuna voglia.

    RispondiElimina
  117. DANTE PASTORELLI4 marzo 2010 23:44

    Non solo in Quaresima.

    RispondiElimina
  118. DANTE PASTORELLI4 marzo 2010 23:52

    Aspetta la consacrazione episcopale.

    RispondiElimina
  119. er tripparolo5 marzo 2010 00:52

    a sora Luisa, nun disperate
    che ce arista speranza pure ppè voi
    solo che avete un pò da impegnavve
    che ne sò.....
    quarchè commentino in meno.....
    querchè SarveRegina in più
    un pò meno a cresta arzata
    un pò de rosso bono a gargarismi
    e colla aiuto der Bon Dio
    sse po ffà, nte disperà

    RispondiElimina
  120. Ti sei sentito chiamato forse in causa? Ho fatto  nomi e cognomi? stavo per caso discutendo con qualcuno? Semplicemente trovandomi a Roma per una tavola rotonda ed avendo a che fare con un paio di filosofi dell'entifilosofia volevo per sdrammatizzare farmi tradurre in romanesco un passo della Sacre Scitture.
    Poi, come si dice da noi, caro Eraclio, il Farmacista el dà via del so'!
    Buona giornata
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  121. Io bollo per apostata quei Vescovi che fanno della Chiesa una ONG!
    I vescovi che relativizzano il messaggio!
    Non di certo un Vescovo che si accosta come ha fatto GPII con le religioni e le culture del mondo!
    Come lo spieghiamo il bacio di Giuda?
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  122. Chi lo nega?
    Matteo Dellanoce
    Segno di rispetto per il testo o per gli ospiti?

    RispondiElimina
  123. Attendo il via libera di Caterina!
    Matteo

    RispondiElimina
  124. DANTE PASTORELLI5 marzo 2010 20:59

    Avrebbe potuto abbracciare gli ospiti.

    RispondiElimina
  125. DANTE PASTORELLI5 marzo 2010 21:01

    Non l'avrai.

    RispondiElimina
  126. DANTE PASTORELLI5 marzo 2010 23:19

    Mi sa che col rosso ci dai sotto e gli esiti si vedono.

    RispondiElimina
  127. per favore ritorniamo all'argomento iniziale dell'articolo di Marco Bongi?

    RispondiElimina
  128. Filippo, inutile parlare del bacio, un mesetto fa ci provai anch'io con Bartimeo, ma nonostante le parole profuse non volle capirla. conta di più salvare il papa a prescindere, anche quando i gesti sono oggettivamente indifendibili. fai prima a lasciar perdere. 

    RispondiElimina
  129. Temo che nessuno possa essere garante della santità, a parte Dio solo!

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.