Con il sinodo sui giovani dal titolo "discernimento vocazionale" il Papa vuole arrivare a

mercoledì 21 ottobre 2009

21 Ottobre, BEATO CARLO D’ASBURGO


di Vincenzo Pitotti (vedi l'articolo qui)


Molte volte sentiamo ripetere da più parti che la politica è una cosa sporca, un ambiente dal quale tenersi lontani in quanto insudicia chi la frequenta. Il Magistero della Chiesa ha smentito questo errato luogo comune, insegnando che si può diventare santi anche impegnandosi in politica, e sovente ci ricorda quanto sia invece indispensabile la coerenza tra fede e impegno politico.
Il Papa Benedetto XVI lo ha ricordato ultimamente sia lo scorso 6 settembre – durante l’omelia pronunciata nella valle Faul di Viterbo – che in occasione del suo viaggio apostolico nella Repubblica Ceca. Il giorno 28 settembre, durante l’omelia della Messa celebrata a Starà Boleslav, nella ricorrenza liturgica di S. Venceslao patrono della nazione, ha detto: “(…) C’è bisogno di persone che siano credenti e credibili, pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la loro azione. (Essi) non devono guardare al loro interesse egoistico, bensì al bene comune.”
La Chiesa venera, tra le schiere dei Santi, uomini e donne che con il loro generoso impegno, profuso nelle attività politiche e di governo, hanno dato gloria a Dio e servito il prossimo. Ne ricordiamo solo alcuni: S. Luigi IX re dei francesi, S. Enrico Imperatore, S. Stefano re d’Ungheria, S. Margherita regina di Scozia, S. Elisabetta regina del Portogallo, S. Tommaso Moro, proclamato patrono di governanti e politici e, non ultimo, il Beato Carlo I d’Asburgo ultimo imperatore d’Austria e Re d’Ungheria, elevato agli onori degli altari il 3 ottobre del 2004 dal compianto Pontefice Giovanni Paolo II.
La Chiesa ne fa memoria il 21 ottobre, giorno delle sue nozze (celebrate nel 1911) con la principessa Zita di Borbone-Parma (1892-1989), dalla quale ebbe otto figli.
Alla morte dell’Imperatore Francesco Giuseppe (1830-1916), suo prozio, Carlo ascese al trono imperiale, all’età di ventinove anni, e nel dicembre 1916 fu incoronato a Budapest re apostolico d’Ungheria, con la corona di S. Stefano. Regnò due soli anni, durante il sanguinoso e terribile periodo della Prima Guerra Mondiale.
Da uomo di pace qual era, cercò in diversi modi di porre fine al conflitto, definito dal Papa Benedetto XV (1914-1922) inutile strage e suicidio dell’Europa civile.
In un proclama indirizzato ai suoi popoli prima dell’incoronazione, l’imperatore scrisse: “(…) Intendo fare tutto il possibile per bandire, nel più breve tempo, gli orrori e i sacrifici della guerra e restituire ai miei popoli le benedizioni della pace.”
In politica interna pose mano ad un ampia ed esemplare legislazione sociale, ispirata alla Dottrina Sociale della Chiesa, e cercò di riorganizzare l’impero secondo un modello federalista.
Durante gli ultimi mesi di guerra, di fronte alle sempre più drammatiche difficoltà di approvvigionamento, il Beato Carlo si prodigò in tutti i modi per alleviare le sofferenze del suo popolo, in particolare organizzò cucine da campo, impiegò i cavalli di guerra per il rifornimento del carbone a Vienna, combatté senza mezzi termini corruzione e usura, donando ed elargendo più di quanto gli permettevano i suoi mezzi.
Oltre ad esser stato esemplare uomo politico, che con la sua azione dimostrò come si possano concretamente trasfondere i principi cristiani in ogni ambito della propria vita, anche in campo politico, Carlo fu un amorevole e fedele marito, nonché premuroso padre di otto figli, che egli educò costantemente e personalmente, nonostante i numerosi impegni militari e politici, che lo costringevano a stare lontano da loro.
Il Beato Carlo aveva un’altissima opinione della santità del matrimonio, non solo quale sacramento che istituisce la famiglia, ma anche quale strumento di perfezione personale e comunitaria. Qualche anno dopo la morte del marito, l’imperatrice Zita, di recente proclamata serva di Dio, ebbe a dire: “Con l’imperatore Carlo condividevamo tutto, gioie e dolori, timori e preoccupazioni, speranza e felicità. I duri colpi ci ferivano insieme, li sopportavamo in due”. E, in un’altra occasione: “Durante il nostro periodo di fidanzamento egli mi disse una volta: noi ora dobbiamo aiutarci vicendevolmente ad andare in Paradiso. Per lui questo proposito era assolutamente serio.”
Giovanni Paolo II, nell’omelia tenuta durante la celebrazione eucaristica per la beatificazione, disse: “Fin dall’inizio, l’Imperatore Carlo concepì la sua carica come servizio santo ai suoi popoli. La sua principale preoccupazione era di seguire la vocazione del cristiano alla santità anche nella sua azione politica. Sia un esempio per noi tutti, soprattutto per quelli che oggi hanno in Europa la responsabilità politica!”
I numerosi fatti ed episodi della sua vita sono stati raccolti nei due volumi della Positio super virtutibus da cui si deduce che, sulla via della santità, non è stato ostacolato dal ruolo pubblico che ricopriva, anzi si è santificato proprio perché svolse bene il gravoso e difficile compito di imperatore. All’Occidente, e in particolare all’Europa di oggi, in profonda crisi di identità per avere reciso le radici cristiane sulle quali è stata fondata, Santa Romana Chiesa propone il Beato Carlo quale autentico operatore di pace, fulgido esempio di uomo politico che si batté per la giustizia e l’armonia tra i popoli, e cercò in ogni modo di trasfondere, con ammirabile coerenza, i principi cristiani nelle leggi e nelle decisioni politiche.
Dopo una serie di vicissitudini e di continui scontri con l’intransigenza degli ambienti politici laicisti di quel tempo, che già prima della guerra avevano deciso l’annientamento della monarchia austro-ungarica, il Beato Carlo calunniato, tradito e sconfitto, fu costretto all’esilio dalle potenze vincitrici insieme alla sua famiglia, dapprima in Svizzera e in seguito nell’isola atlantica di Madera (Portogallo). Ridotto in povertà e costretto a vivere in un ambiente malsano e umido, si ammalò gravemente di polmonite. Dopo una lunga serie di patimenti e sofferenze, sopportati senza lamenti e accettati come sacrificio per la pace e l’unità dei popoli, fra le braccia della moglie e lo sguardo rivolto al Santissimo Sacramento, si spense il 1° aprile 1922 a soli trentaquattro anni.

43 commenti:

  1. Gli Asburgo si sono estinti con dignità regale non come altre dinastie cialtrone e chiassose che ostentano anelli blasonati e vantano titoli

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  2. Parte dei figli del Beato Carlo sono ancora vivi e collaborano con la GebetsLiga che è la confraternita per la canonizzazione del Beato.
    La Liga si riunisce almeno una volta all'anno in una delle città dell'impero. Parecchi anni fa partecipai ad una di questi incontri a Merano, con la presenza di 25 tra figli e nipoti di Carlo.
    E' sepolto a Madera mentre la moglie Zita è tumulata alla Cripta dei Cappuccini a Vienna (consiglio a tutti la lettura de "La Cripta dei Cappuccini" di Joseph Roth).

    Devotissimo alla S. Messa e al SS. Sacramento dell'Altare.

    Luigi C

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  3. Dire che si sono estinti e' irrealistico, la famiglia del beato Carlo, prossimo alla canonizzazione e di sua moglie la serva di Dio Zita di Borbone Parma,visse in situazioni rischiose e drammatiche specie dopo l'esilio. Il sovrano consacro' se stesso e la famiglia al
    Sacro Cuore. Oggi dai suoi 8 figli, alcuni dei quali ancora vivi, come l'Arciduca Otto, si e' sviluppata una bella famiglia di circa 100 discendenti.

    Oggi ho pensato a lui, perche' sono di lombardo, e la Lombardia era una terra con capitale a Vienna, e per la miseria che si respira ogni volta che si guarda cosa fa' la politica vedi in Campania o pare l'imminente nuova ondata di tangentopoli (regionale) in Lombardia.

    La politica haime' e' veramente un campo di battaglia per persone senza scrupolo. Carlo poteva guardare in alto, per formazione, per fede, e perche' in fondo era li' per diritto di nascita.

    Grazie per averlo ricordato.

    Ricordate anche sua moglie. le loro spoglie sono ancora separate Carlo a Madeira e Zita a Vienna con tutti gli altri sovrani.

    Solo i due cuori sono stati ricongiunti in una piccola urna in una abbazia svizzera vicino a Zurigo, dove riposano i primi membri della casa Asburgo

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  4. PS: consiglio, per approfondire il volume di Sanguinetti e Musajo:
    http://www.identitanazionale.it/rece_7022.php
    http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/I_guerra_mondiale/carlo_I_d_asburgo/
    http://www.beatocarloabrescia.it/index.php?do=publ1
    http://www.beatocarloatrieste.it/pubblicazioni/un-cuore-per-la-nuova-europa.html
    AMDG
    Luigi C

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  5. Ci tengo anche a sottolineare anche la fermissima opposizione di Carlo alla Massoneria che due volte gli offri' di nuovo un trono a condizione di approvare leggi contro la Chiesa ect.

    Carlo gia' in esilio e povero, oppose fermi rifiuti allontanando questi Sigg. Alla moglie riferi di questi contatti, specificando che in avanti la sua posizione sarebbe divenuta ancora piu' triste e debole.

    Probabilmente ne fu una vittima.

    Ricordiamoci che cosa e' la massoneria (buona o cattiva).....e quali sono le risposte da dargli.

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  6. eh ragazzi, ma fate sul serio?
    con tutto il rispetto per il beato Carlo e la sua storia, trovo interessanti e anche edificanti le notizie che avete indicato; ma avete davvero tutta l'aria di nostalgici.
    Non che la Lombardia e l'Italia tutta navighino in acque decenti e non nego che l'impero asburgico sia stato un grande impero; ma per bacco, siamo nel 2009!!!
    Non sarete di quei tradizionalisti lì, con la puzza sotto il naso, per caso?

    E comunque evviva gli Asburgo, compresi quelli ancora viventi :)

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  7. Se si pensa alla croce pesantissima che Carlo porto' con sua moglie se ne deduce che:

    fu un perfetto cristiano;
    conobbe la sofferenza e le umiliazioni piu' profonde, la morte in poverta', esilio ect..
    fu un esempio di marito e sposo fedele..... pensate a quanto e' in crisi oggi la famiglia. pensate a quei cuori uniti....
    pensate che Zita vedova a 28 ai credo, porto' sino alla morte quasi centenaria il lutto, anche ai matrimoni.

    un esempio di amore proiettato nell'eternita'.....

    non dovrei esserne ammirato?

    Lo ammiro tanto piu' quanto piu' leggo i quotidiani di oggi scandali in Campania e Lombardia di quest'ultima pare sia coinvolto anche chi dovrebbe dare una testimnianza di fede in politica.... almeno parole ce ne sono tante...

    Approfondite la sua vicenda e poi vedrete c'e' veramente di che rimanerne ammirato.

    E' di una attualita' notevole...

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  8. ho letto con interesse i commenti sull' IMPERATORE CARLO D' ASBURGO ........

    non capisco che c' entra voler sottolineare che siamo nel 2009 e la nostalgia !?!?! ......

    piuttosto non sono esempio di vita per tutti , nonostante una stirpe regale pluricentenaria !!!

    sono sopratutto da paragonare con i nostri i politici che non sanno nemmeno dove sia il galateo della politica e senza approfondire troppo .....

    e gia perchè chi di gallina nasce , convien che ruspi .....
    se non si hanno i cromosomi , hai voglia a voler imitate LUIGI XIV ....... c è solo l' altezza fisica in comune ............
    per qualcuno !!!!!!!!!!!

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  9. se ben ho capito, guai allora a venerare i santi del passato. I fedeli devoti di sant'antonio, san francesco, san domenico, santa rita, santa chiara: tutti nostalgici!

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  10. Boni, state boni... Adesso qualcuno può saltar sù a dire che i tradizionalisti sono fautori dell'impero austroungarico. Personalmente, per me quell'impero sta bene dove sta. E a scanso di equivoci, W Trento e Trieste italiane.

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    1. Caro anonimo, quel W Trento e Trieste italiane, te le puoi risparmiare! Sia a Trento sia Trieste, come in altre zone dell'Impero finite sotto le sgrinfie dei Savoia e dei loro seguaci, iniziarono deportazioni e omicidi di tutti coloro che non parlavano italiano, o che non si riconoscevano nell'etnia del nemico. La storia parla da sé, senza bisogno di propaganda e retorica pseudo-nazionalista

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  11. se ben ho capito, guai allora a venerare i santi del passato. I fedeli devoti di sant'antonio, san francesco, san domenico, santa rita, santa chiara: tutti nostalgici!

    ma no, ma no non c'entra nulla, non è proprio a me che potete fare un appunto del genere perché questo tuipo di 'nostalgia' per tutti i santi del passato e del presente ce l'ho anch'io

    la trovavo solo una enfasi esagerata sugli Asburgo, pur condividendo la esemplarità e la grandezza della persona.

    Beato Carlo, prega per le nostre famiglie!

    Tutto qui. E qui chiudo

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  12. Il Beato Carlo. Magnifico esempio di monarca cattolico. Ancora piu' grande se paragonato all'imperatore' attuale,con i suoi lussi sfrenati,i suoi miliardi,le sue mantenute (con i soldi nostri),le sue plurime famiglie, e la grandissima miseria morale della nostra societa'.

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  13. comunque ........

    sempre meglio delle nostre chimere di democrazia , di parlamento ,'' che rappresentano e fanno la volontà del popolo ,, , di '' il popolo è sovrano ,, di dovere di voto per essere cittadino , di libertà di stampa .......


    .... e ............ trallallero trallalla ........

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  14. Distinguere e' importante. Carlo e' stato un giovane aristocratico, poi Imperatore.

    la modernita' del messaggio di Carlo, a mio avviso sta':
    1° nell'essere stato giovane ed esemplare padre di ben otto figli (la crisi attuale della paternita' e' ben evidenziata anche da sociologi e psicologi moderni come Rise' prof. all'Universita' Insubria);
    2° uomo di fede integra e priva di compromessi anche nell'esercizio politico;
    3° ottimo marito, affetuoso e responsabile, di una donna valorosa di cui e' stato aperto il processo di beatificazione e prego la Redazione se vorra' di occuparsene;
    4° Carlo e sua moglie Zita sono esempio di coppia cristiana e feconda nella fede anche in periodi drammatici. un po' come i genitori di Teresa di Lisieux.
    5° scelta dei valori: La Fede per prima gli onori se Dio vorra'.... NESSUN compromesso con la Massoneria
    6° Sovrano illuminato fu il primo in europa ad istituire il ministero della sanita'.
    7° attenzione ai poveri.. alla sua mensa dava l'ESEMPIO e si mangiava pane nero..........
    8° sovrano cattolico, che vedeva nel cattolicesimo una forza di stabilita' e benessere per i suoi popoli.
    9° federalista convinto.. che cerco' l'unita' dei suoi diversi popoli ma erano ormai tutti presi dal folle vento del nazionalismo causa di milioni di morti in europa.

    Credo che ci siano tanti elementi di esemplarita' e di aiuto anche per noi cristiani di oggi. pensiamo alla disastrosa caduta della fede e delle famiglie.

    Il fatto che sia stato aristocratico, nulla toglie alla sua testimonianza che anzi rifulge ancora di piu'.

    Essere aristocratici vuol dire dare l'esempio... fu fedele anche a questo suo dovere di stato.


    Trieste e Trento libere....
    libere da cosa??? l'Impero austriaco era un modello di efficienza. Aprite le pagine dei giornali e vedete a che livelli siamo scesi.
    L'impero era un modello di unione nelle diversita' con una precisa identita' cattolica.

    Era piu' avanti dei nazionalisti di ieri e di oggi.

    Piu' avanti di chi a qualsiasi livello possa lodare la magnificenza della liberta' religiosa Usa.


    Era un'altro progetto con un altro valore.

    Esso non tornera' piu', non lo rincorro nemmeno io, ma siamo sicuri che quello che ci viene proposto oggi anche a livello UE sia piu' interessante????

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  15. Infine la sua beatificazione fu riferita a Carlo Imperatore.
    Sia come uomo sposo ect ma anche come uomo di stato, sovrano consacrato, maesta' apostolica.
    Fu l'ultimo.

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  16. Arieccoci!
    Non puoi parlare di qualcosa di preunitario che ...
    Non capisco, ci si confronta quasi sempre con belle discussioni ma su questo tema si scade sovente.

    Oggi quasi nel 2010 Carlo d'Asburgo è un modello di santità nella vita privata e pubblica. E' stato il grande ultimo Imperatore di quello che fu il Sacro Romano Impero cioè l'unica, e sottolineo, unica istituzione politica che univa i popoli d'Europa.
    Oggi se preferite la bandiera celeste col girotondo di stelline sappiate che quella è l'europa del denaro e degli interessi. Se poi si vogliono Trento e Trieste unite al sacro destino della Patria si è parimenti nostalgici del romano... ma ma non sacro impero....Eddài!
    AndreasHofer

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  17. Non era un impero romano ma tedesco, e di sacro aveva solo il nome. Che poi ungheresi, cechi, slovacchi, sloveni, croati, italiani ecc. ci si trovassero bene, è un'opinione mooooooooolto personale. Può darsi però che qualcuno lo rimpianga, in Russia c'è ancora chi rimpiange Stalin.

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  18. ecco: c.v.d.!
    AndreasHofer

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  19. Per lo meno aveva una tendenza che andava verso la modernita' e la coesione delle diversita', il fatto che un cittadino di Como, era anche cittadino dello stesso impero sino nella lontana Bucovina, non puo' certamente essere letto come una poverta' o un limite anzi.....
    Di tutt'altra idea invece i nazionalismi e le loro spietate ambizioni territoriali o politiche causa di milioni di morti, con le successive ideologie.

    Infine un conto e' la nostalgia per versi sentimento negativo, un conto e' il riconoscere valore la' dove ve ne e'. Non ne vedo il male.

    Voglio semplicemente dire che tra l'Europa dei nazionalismi e quella federalista di Carlo d'Austria, la ragione o le ragioni erano di quest'ultimo. (troppo in anticipo sui tempi??).

    L'Europa di oggi non va' verso un sistema federalista????
    Gli Asburgo siedo a Strasburgo al parlamento europeo e hanno cercato di aprire l'Europa anche a Est.
    Il fatto che essi siano li' conferma una certa continuita' del progetto, anche se ovviamente non e' lo stesso.

    Detto questo l'Europa di oggi ha dei limiti enormi, tant'e' che il Papa deve sempre intervenire per ricordare l'esigenza delle sue radici. Alcuni dicono che sia il piu' grande progetto statalista dopo quello comunista sovietico.

    Scusate, ma Stalin appartiene ad un altra scuola....!!!!!! quella dei miserabili.

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  20. Josip Stalin non era un miserabile: era il peggior criminale mai apparso sulla terra. Scusate, ma voi cercate di dare uno spessore spirituale a un organismo politico che non ne aveva affatto. Diamo a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. Quell'impero era una prigione di popoli che si reggeva sulla coercizione. Mai sentito parlare dello Spielberg? Quanto a Carlo D'Asburgo, che è il tema del thread, era un santo, ma non è che questo automaticamente santifichi le strutture statali che si è trovato a governare senza fra l'altro averlo nemmeno voluto.

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    1. Hai perfettamente ragione.

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  21. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  22. ....... pensiamo piuttosto alle vergognose vicende del nostro risorgimento e derivati ........

    e qui chiudo !!!!!!

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  23. Infatti dopo la caduta degli Asburgo e' venuta la PACE.......per tutti.
    Nessuno santifica l'impero, ma si vuol dire che vi erano molti elementi di maggiore avanzamento sociale e politico rispetto ai folli nazionalismi che lo circondavano.

    Credo di aver fatto un discorso chiaro, con riferimento anche alla motivazione della presenza degli Asburgo al Parlamento europeo.

    Una presenza che ha un significato nella continuita' di un ideale di unita' nella differenza.

    E' cosi' difficile da capirlo?????

    O siamo ancora fermi ai tempi di Cuore del De Amicis...

    Per tutto il resto rimando, al libro di Angela Pellicciari: risorgimento da riscrivere, prefazione di Buttiglione...

    Non e' che forzando le cose si crea un paese....

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  24. caro anonimo, lo Spielberg era un carcere come ce ne sono in tutti gli Stati..
    meglio lo spielberg che i lager, i gulag, i laogai, i campi di sterminio dei savoia "liberatori"..

    G. Mandis

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  25. caro ANONIMO .....

    ho messo un pò di tempo per riprendermi .....

    ah sicchè dopo la caduta dell' IMPERO ASBURGICO è venuta la pace per tutti ......

    insomma ci dobbiamo convincere che i decenni che sono venti dopo di loro è stato un camminare su un tappeto di fiori ........
    non so che controbattere ------
    quanto a libri sul risorgimento , tanti ne ho letti ma mi rifiuto di farlo per quelli che hanno solo una prefazione di avanzo di DC come lo è BUTTIGIONE ........

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  26. non è che forzando le cose si crea un paese .....


    ed infatti ecco un ITALIA ......

    ....... '' TUTTA FRATELLI D' ITALIA ,,

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  27. caro Vittorio,

    la mia era una provocazione, l'Impero ha evitato i danni che sono poi stati manifesti e durante la guerra (Carlo si rifiuto a differenza di altre forze belligeranti di usare i massacri piu' vergognosi per strappare posizioni al nemico) e dopo.

    Comunismo e dittature di ogni specie... sino alle guerre balcaniche forse ancora in atto.

    IL testo della Pellicciari e' invece di una durezza estrema perche' e' un saggio che e' costruito solo su fonti depositate negli archivi di stato italiano.. parlamento di torino, firenze e poi Roma.

    Nessuno puo' contestarlo.

    Il fatto che un democristiano lo abbia prefato, indica che non rischiava proprio nulla....... Lo sai meglio di me, evidentemente, come sono fatti.

    quindi quello che ha scritto e' la realta'.

    Leggilo. Risorgimento da riscrivere di Anna Pellicciari.

    L'Italia nacque dalla violazione dei diritti naturali piu'elementari a carico di soggetti pubblici e privati, ordini religiosi ect.

    Non mi meraviglia che dopo 150 sia in mano ancora a gente di questo rango.

    Carlo appare un esempio luminoso..


    Carlo

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  28. Se volete parlare di storia, cercate prima di documentarvi un po', se no vi tirate pure la zappa sui piedi. E' vero che lo stato italiano incamerò i beni degli ordini religiosi, e che questa non fu una buona azione. Ma cosa credete che abbia fatto, molto prima peraltro, l'impero austroungarico? Sapete cosa fece l'imperatore Giuseppe II con i beni degli ordini religiosi? Ve lo spiega qualunque manuale scolastico. E non è che i suoi successori abbiano detto "scusate, siamo dispiaciuti, era un cattivone, adesso ve li restituiamo".

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  29. caro CARLO ..... adesso ci siamo .....

    mi risulta che gli ARCHIVI SEGRETI riguardanti il RISORGIMENTO , siano ancora sotto il vincolo del segreto di stato da parte del MINISTERO degli INTERNI ..... e questo dopo 150 anni da quel di !!!!!!!

    quando come regola se ne dà autorizzazione e l' acceso per gli studiosi dopo 50 .....

    c' è da pensare non credi ......

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  30. caro anonimo delle 22,22

    .... dobbiamo documentarci altrimenti ci diamo la zappa sui piedi .....

    ma che dire di CARLO V allora ....... il sacco di ROMA non ti dice nulla .....

    e qui chiudo ,

    siamo ampiamente fuori campo ormai ....

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  31. Gli atti, per'altro ben citati dalla Pellicciari, sono gli atti del Parlamento italiano che aveva sede a Torino, Poi Firenze, ora a Roma. Ora raccolti a Roma

    Lo so benissimo cosa fece Giuseppe II°, quello che voglio dire e' che da quello che la Pellicciari illustra con tanto di atti, in nota citati, non e' solo il furto di beni ecclesiastici, ma la violazione sistematica di elementari diritti civili. Sulla proprieta' e non solo. LO stato liberale nasceva violando quello che avrebbe dovuto tutelare.

    Era lo scontro totale tra due concezioni di societa'. E' stato il trionfo della menzogna.

    leggere per credere...

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  32. E' mai possibile che si prenda ancora per oro colato quello che i vincitori hanno scritto sui libri di storia? Siamo ancora sotto l'influsso della sindrome da statua di giardino pubblico? Ma non avete mai letto i libri della prof. Pellicciari o di Antonio Socci? Vi ricordate la lapidazione di Messori quando si permise di criticare Garibaldi? Crediamo ancora alla favoletta del Risorgimento fatto per liberare l'Italia dallo straniero? Che i cosiddetti padri della Patria fossero tutti massoni è una coincidenza? Che cosa avevano in comune gli abitanti degli Stati pre - unitari se non la fede cattolica? E cosa avevano in comune il monarca sabaudo, il primo ministro giansenista, il bombarolo ligure e il mercenario eroe dei due mondi? Solo l'odio per la Chiesa. Per i napoletani era più straniero Francesco II di Borbone che parlava in napoletano, o Vittorio Emanuele II che parlava in francese? Cosa aveva, e cos'ha, di italiano il sud Tirolo che ci ostiniamo a chiamare Alto Adige se dopo 91 anni parla ancora in tedesco? Vogliamo dar retta a quel ballerino di Emanuele Filiberto di Savoia, sedicente principe di Piemonte, che vuole i danni dalla repubblica perchè gli ha confiscato il Quirinale dimenticando che il suo quadrisnonno lo ha rubato al Papa?Quelli che criticano l'Impero Asburgico ed esprimono riserve sul suo Beato ultimo imperatore sono gli stessi cui venne l'orticaria quando fu beatificato Pio IX, e chi proprio vuol far quadrare il cerchio dice che queste beatificazoni non centrano niente con i ruoli politici che essi hanno ricoperto in vita. Si dimentica che le beatificazioni presumono l'esercizio eroico delle virtù, sia quelle teologali sia quelle cardinali, quindi Carlo d'Asburgo, e Giovanni Maria Mastai Ferretti, sono stati eroicamente prudenti, giusti, forti e temperanti. Non si può essere contemporaneamente beati per la fede e inetti, fallaci o sciagurati nelle cose del mondo. E questo non signifia voler ritornare all'Impero o allo Stato Pontificio. Significa semplicemente che non si può credere in Cristo e in babbo natale.

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  33. Datevi una calmata. Nessun post ha messo in dubbio la sanitità di Carlo D'Asburgo, e nessuno ha detto che il Risorgimento italiano è stato opera di gigli immacolati. Solo, non conoscete la storia e avete un'idea dell'impero austroungarico formatasi sui filmoni di Sissi con Romy Schneider. Mi spiace deludervi, ma avete mai sentito parlare di Mayerling? Sapete cos'è successo in quella località? No, tanto per capire...

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  34. Per favore.... Sissi e' un bel sceneggiato.... per bambini.
    Credo un po' di storia di averla letta, e proprio sulla base di quella rivendico, la modernita' del progetto che l'Impero portava in se'...

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  35. Per Anonymous, Trento e Trieste sono in ostaggio di una matrigna che non le ha mai amate!
    W Trento e Trieste LIBERE dalla schiavitù italica!

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  36. Concordo. Io scrivo dall'antico Regno di Sardegna che, nel primo '700, passò per breve tempo sotto le insegne asburgiche. Onoro e rispetto la santità del Beato Carlo, e la devozione di tanti suoi illustri predecessori, ma non vedo motivo di glorificare una dinastia che, al pari di tante altre, ha alternato quarantanove luci a cinquantuno ombre. 

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  37. Avete presente la scena manzoniana dei capponi in mano a Renzo? Ma possibile che persino in un sito come questo si riesca a litigare su dettagli ingigantiti dal proprio particolarismo ossessivo-compulsivo?
    Siamo riusciti a litigare su un Santo! E vabbè ... contenti voi. Posso dare un sommesso consiglio?
    Fare tutti un passo indietro, umilmente, contemplare la figura di questo Santo, la cui imperiale dimensione è proporzionata alla sua gigantesca umiltà, e.... pregare e fare sacrifici.
    Nello spirito della Gebets-liga. La quale NON è solo una confraternita per la beatificazione del Beato Carlo.
    E' molto, ma molto, e ancora molto di più.

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  38. @Ospite: "una dinastia che, al pari di: tante altre, ha alternato quarantanove luci a cinquantuno ombre..." secondo la retorica dei massoni nazionalisti italiani, senza dubbio. Aggiungo alcune loro amenità per rafforzare la cultura di Opsite: "distruggere la dinastia degli Asburgo, dinastia di delinquenti... si sostiene che l'Italia non sia mai stata in possesso di Trieste, niente di più falso...  l'Austria ebbe Trieste con un'espediente nel 1382 ma la popolazione si ribello già 2 anni dopo e costantemente per tutto il medio evo...." queste facezie compaiono in un libello del 1917 per convincere il Senato americano a distruggere la casata degli Asburgo.
    "E a scanso di equivoci, W Trento e Trieste italiane..." peccato che solo il 2% della popolazione fosse d'accordo, peccato che la maggior parte dei superstiti dei cittadini originari (a Trieste furono espulsi dal 1918 aglli anni settanta, circa 80-90 cittadini originari per fare posto a coloni di provata fede patriottica) hanno almeno una foto di Franz in casa, non partecipano ai festeggiamenti del 17 marzo, festeggiano il 18 agosto el genetliaco di Franz eccetera. Quest'anno sono ricomparse le bandiere giallo-nere a molte finestre, in fabbirca di bandiere triestina ne erano state ordinate di più di quelle italiane e il giornalista Rumiz se ne lamentò in un suo articolo.
    "la trovavo solo una enfasi esagerata sugli Asburgo...." lo può dire solo chi non conosce la loro storia e la storia d'Austria, chi conosce solo la versione italica della storia, come gli esempi riportati qui sopra.
    "Che poi ungheresi, cechi, slovacchi, sloveni, croati, italiani ecc. ci si trovassero bene, è un'opinione mooooooooolto personale" non è un'opinione, è un dato di fatto se solo il 2% delle "terre irredente" era irredentista, se ci furono più volontari per l'Austria piuttosto che per l'Italia, sia a Trento che a Trieste. Gli ungheresi mantennero la Corona fino a dopo la 2° guerra mondiale, di che cosa era "reggente" l'amm. Horty? I Cechi erano divisi, tutti i reparti cechi tornarono intatti a Praga e non si spararono tra di loro perchè nel frattempo la monarchia era caduta. Non così per i Boemi, che tentarono fino all'ultimo di tenere in piedi la monarchia. Degli slovacchi non so. Gli sloveni erano tra i combattenti più accanniti contro l'invasione italiana del 1915. Subirono fucilazioni di civili da parte del Regio Esercito ed ogni sorta di angherie nei territori occupati. La loro opinione pubblica si modificò solo nell'autunno del 1917, dopo la formazione del Regno SHS a Corfù. E non così per gli sloveni sotto le armi, che continuarono a combattere contro l'Italia con la solita determinazine, fino all'ottobre del 1918, quando si verificarono le prime diserzioni.

    Lo stesso vale per i croati, sempre fino all'estate del 1918.

    Italiani: a parte il fatto che non è accettabile definire come "italiani" gli italofoni d'Austria. A parte qualche centinaio di irredentisti, gli altri preferivano senza alcun dubbio l'Austria, nel trentino di furono migliaia di volontari contro forse 700 che disertarono per andare in Italia. Centinaia di loro furono perseguitati dopo la guerra, gli ufficiali più valorosi dovettero rifugiarsi a Vienna, i soldati che tornavano a casa con l'uniforme asburgica venivano picchiati dalle truppe italiane d'occupazione. Nel 1919 la Camera di Commercio di Trieste e tutti i sindacati chiedevano l'autonomia come dagli accordi del 1915 tra Salandra e l'Austria, come voluto da Wilson che voleva TS come Danzica. Durante l'occupazione alleata (c'erano francesi, inglesi ed americani) tra il 1918 ed il 1921, c'erano disordini quotidiani, mentre i cittadini con cognomi di origine slovena o tedesca venivano perseguitati e licenziati, e gli arditi tiravano [...]

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  39. <span><span>La mia stima per questa grande casata degli Augsburg cresce di giorno in giorno.</span></span>
    <span><span>Ad eccezione di alcune pessime figure come Giuseppe II, libertino, anticristiano e colluso con la massoneria del tempo, noi tutti, agli ASBURGO dobbiamo rispetto e riverenza per aver salvato, in varie occasioni, la Cristianità dalle orde turche.</span></span>
    <span><span>Mentre i confini dell'impero erano difesi da questi col sangue e sforzi economici, la Francia di Francesco I, Card. Richelieu etc etc passava informazioni utili ai nemici della fede......chi tradisce una volta tradisce sempre........</span></span>
    <span><span>e, nonostante tutto, sono riusciti a proteggerci.</span></span>
    <span><span>L'ultimo imperatore, il beato Carlo I fece del tutto, già dal 1916, per far terminare la guerra....ma gli ordini di scuderia dell'alta massoneria americana (ebraica) e quella europea (suddita della prima) non vollero.</span></span>
    Il<span><span> fine della I guerra mondiale fu il rovesciamento dell'impero cristiano zarista e ci riuscirono; purtroppo, si aggiunse anche il collasso di quello asburgico...ahimé</span></span>
    <span><span>Col trattato di parigi del 1919 si aggirarono solo losche figure di lussuriosi al comando degli stati vincenti, con vergognosi aneddoti (dopo 10 mesi di permanenza nella capitale francese non riuscivano a trovare un intesa, ma se la ridevano al calare della luce).</span></span>
    N<span><span>on vado avanti...sono schifato per come trattarono il grande Beato Carlo I</span></span>

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  40. <span><span><span>La mia stima per questa grande casata degli Augsburg cresce di giorno in giorno.</span></span>  
    <span><span>Ad eccezione di alcune pessime figure come Giuseppe II, libertino, anticristiano e colluso con la massoneria del tempo, noi tutti, agli ASBURGO dobbiamo rispetto e riverenza per aver salvato, in varie occasioni, la Cristianità dalle orde turche.</span></span>  
    <span><span>Mentre i confini dell'impero erano difesi da questi, col sangue ed ingenti sforzi economici, la Francia di Francesco I, Card. Richelieu etc etc passava informazioni utili ai nemici della fede......del resto, chi tradisce una volta tradisce sempre........</span></span>  
    <span><span>e, nonostante tutto, sono riusciti a proteggerci !!</span></span> 
    <span><span>L'ultimo imperatore, il beato Carlo I fece del tutto, già dal 1916, per far terminare la guerra....ma gli ordini di scuderia dell'alta massoneria americana (ebraica) e quella europea (suddita della prima) non vollero.</span></span>  
    Il<span><span> fine della I guerra mondiale fu il rovesciamento dell'impero cristiano zarista e ci riuscirono; purtroppo, si aggiunse anche il collasso di quello asburgico...ahimé</span></span>  
    <span><span>Col trattato di Parigi del 1919 si aggirarono solo losche figure di lussuriosi al comando degli stati vincenti, con vergognosi aneddoti (dopo 10 mesi di permanenza nella capitale francese non riuscivano a trovare un'intesa, ma se la intendevano molto bene al calare della luce con festini ed altro).</span></span>  
    N<span><span>on vado avanti......sono talmente schifato per come trattarono il grande Beato Carlo I.</span></span></span>

    <span><span>Se doveste capitare a Barcellona, nella bellissima chiesa patronale di Nossa Senora de la Mercé (vicino al porto e alle Ramblas) ci sono le reliquie (ex ossibus) del beato Carlo I</span></span>

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