domenica 6 settembre 2009

Per roba di questo genere i grandi soloni ecclesiali ritennero di sacrificare il gregoriano e la polifonia

Erano gli anni immediatamente successivi al Concilio. Paolo VI regnante felicemente (almeno per quanto ciò fosse compatibile col suo mesto carattere). Il Consilium capeggiato da un onnipotente Bugnini intento a fare, e soprattutto a disfare, la liturgia della Chiesa. I vescovi olandesi impegnati col loro catechismo a demolire o svuotare dogma su dogma. Quelli brasileri, meno colti e più d'azione, entusiasti nell'abbracciare la teologia della liberazione che, ad onta del nome, di teologico - nel senso culturale e scientifico del termine - non ha pressoché niente.

In questi anni formidabili, grazie all'impegno di alcuni Beatles dei poveri, nasce la Messa beat, subito considerato il modello normativo per il futuro, lo strumento infallibile che avrebbe coinvolto e appassionato i 'ggiovani, le generazioni del futuro, i capelloni in eskimo, i seminaristi e i fedeli di domani.

Come sia andata la storia, lo sappiamo bene. E sarebbe anche stato facile prevederlo, perché non l'abbiamo coniato noi questo saggio aforisma: chi sposa le mode, è destinato a restar presto vedovo. E infatti, di quelle canzonette datate e antiquate oggi solo certi nostalgici sessantenni provano struggente ricordo. Tutti gli altri, dalle chiese, sono scappati.

Cantuale Antonianum riferisce di un articolo de La Nazione del 4 settembre, che è uno spasso leggere. Eccolo:

UNA CHITARRA, una batteria, una tastiera e un basso. Il ritmo echeggierà [sic] in un’atmosfera spirituale e sacra [resic!] e darà vita all’esclusiva messa ‘beat’. Preghiere accompagnate da sonorità elettriche; Padre Nostro, Gloria, Credo tradotti in canti e nella musica degli anni Sessanta. Domenica a Cafaggio - Prato - dopo 40 anni, torna la messa beat con i musicisti di allora. Con qualche anno in più, senza il look tipico di quel periodo, degli anni di contestazioni e cambiamenti. Ma con la stessa voglia di innovare e ricreare la ‘messa dei giovani’ [di allora, vogliamo sperare si rendan conto. Ché i giovani d'oggi considerano quella roba tanto moderna quanto il minuetto o il boogie woogie].

[..]

Per la prima volta in Italia, nel corso di una funzione domenicale veniva eseguita, il 26 gennaio 1969, la musica dei giovani: la messa beat. Oggi nelle parrocchie i canti con chitarra sono comuni ma allora, in una Chiesa che stava passando dal latino al linguaggio comune e dove il protagonista sovrano era l’organo a canne, rappresentava una assoluta novità. In pieno fermento post-conciliare, quella prima esperienza non passò inosservata. Il vescovo Fiordelli come giudicò questa novità liturgica? Per non rischiare di vedersi negato il permesso della celebrazione, don Sergio decise di comunicare al presule la volontà di celebrare la messa beat solo poche ore prima dell’inizio. Il vescovo rimase stupito della notizia ma non negò la celebrazione e inviò come osservatore il segretario della Commissione liturgica diocesana. Ma quella messa che accostava sacre scritture e musica profana, però, non fu più ripetuta.

Gli apripista del genere sono stati il complesso degli Amici di Ascoli Piceno e i sardi Barrittas che hanno eseguito le musiche di Marcello Giombini. Gli amici di Cafaggio oggi come all’epoca eseguiranno proprio la messa di Giombini. Sono emozionati i cinque musicisti fino a commuoversi quando rivedono le foto di un tempo e i ritagli dei giornali. Ora hanno anche inciso un cd e il ricavato della vendita andrà in beneficienza. «Nel 1969 quel tipo di liturgia era una novità — raccontano —. Volevamo avvicinare i giovani alla messa domenicale, serviva qualcosa di accattivante». «Quarant’anni fa certamente è stato un salto coraggioso — fa eco il parroco della parrocchia di Cafaggio, don Massimo Malinconi —. Vedere tutti quei giovani ‘capelloni’ e un po’ sopra le righe cantare al posto del solito coro era singolare. I complessi — conclude — animavano le feste del paese e non le chiese dove le fedeli entravano ancora con il velo sul capo in segno di devozione». Domenica, nell’ambito della festa paesana in onore dell’Assunta [?? Semmai la Natività di Maria... e meno male che l'abolizione del latino doveva servire ad una migliore comprensione della liturgia], la messa sarà celebrata, alle 10.30 in piazza Olmi, da don Massimo Malinconi. Sarà ancora una messa beat. Sarà di nuovo un momento singolare, parola dei musicisti.

E poi sarebbero i tradizionalisti, i nostalgici?

82 commenti:

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  4. Il Concilio, nella Sacrosanctum concilium aveva detto che la Messa è la ripresentazione del sacrificio di Cristo (n. 47); dopo il Concilio si è fatto a gara ad allontanarsi da questa splendida definizione e a cercare di trasformare la messa solo in un ricordo, solo in un banchetto, alla maniera protestante. C’è voluto Giovanni Paolo II, nella sua recente enciclica sull’Eucaristia, per ristabilire e ribadire l’insegnamento del vero Concilio. Il Concilio, nella stessa costituzione, aveva dichiarato che "la Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio, perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale" (n. 116). Aveva anche indicato che si "conservi e si incrementi con grande cura il patrimonio della Musica sacra. /.../ e che in ogni azione sacra celebrata in canto tutta l’assemblea dei fedeli possa dare la sua partecipazione attiva" (n. 114). E stato fatto? Si è assistito invece, proprio dopo il Concilio, ad una violenta eliminazione del gregoriano, per far posto a "messe beat" e a "complessini e musica rock" in Chiesa.

    Un’altra fonte di equivoci, per come e stata interpretata, è quella che riguarda, l’apertura al mondo. Nel Vangelo di Giovanni il termine "mondo" ha tre significati: 1) mondo, nel senso di creazione di Dio; 2) mondo, nel senso di umanità; 3) mondo, nel senso di mondo ostile a Dio, il mondo degli idoli, il mondo satanico (cfr. Paolo VI, Discorso 5/4/1967). Ci si apre alla persona del fratello, all’umanità, ma non ci si apre agli idoli, al male, al terzo significato del termine "mondo", alle ideologie, e agli stili di vita secolarizzati.

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  5. In parte sono d'accordo con aucellare, pero' solo in parte

    Il fatto che i quasi 3.000 Vescovi dell'ultimo concilio ecumenico abbiano votato praticamente all'unanimità di introdurre alcune modifiche alla Messa, e che il Papa abbia approvato, e' segno certo che alcune cose, nel rito gregoriano, andavano modificate

    peraltro, se si va a leggere i documenti di tale concilio, i cambiamenti deliberati erano pochi e ben circoscritti: letture in italiano, eventualmente anche qualche parte del proprio, e poco altro

    Da nessuna parte il concilio ha detto di eliminare del tutto il latino, ne di abolire il canto gregoriano, ne di celebrare sistematicamente versus populum anziche' ad orientem

    ah se questo benedetto concilio cominciassimo a leggerlo davvero anziché parlarne per sentito dire

    Ad ogni modo, se il concilio ha cosi' stabilito, godendo sicuramente di qualche ispirazione dello Spirito Santo, e poi nella pratica si e' fatto tutt'altro sconvolgendo il decreto conciliare, non dobbiamo poi stupirci se molti frutti sono stati marci, se molta gente ha abbandonato la fede ecc

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  6. Aucellare: chi, quando e perché stabilisce che i cambiamenti sono necessari?
    Nel 1970 lo ha fatto il Papa, con quali risultati?

    Che la liturgia preconciliare avesse bisogno di una revisione se n'era accorto pure il concilio. Ecco il punto: s'è fatto ciò che il concilio non voleva.

    Per quanto riguarda le storpiature del latino è un dato di fatto innegabile: c'erano.

    E oggi, con l'italiano e un livello culturale ben maggiore rispetto a 50 anni fa come vanno le cose?

    Ecco un piccolo campionario di strafalcioni in italiano, sentiti e raccolti da me personalmente:

    Adoriamo al Sacramento che Dio Padre c'inviò, nuovo pane nuovo vino, nella fede si compì; la minestra al fondamento la parola di Gesù; gloria al Padre onnipotente, gloria al Figlio redentor, lode grande sommo odore

    Durante la recita del credo:

    luce fa luce, è vero o non è vero.
    della stessa costanza del Padre.

    Fu crocifisso con noi sotto Ponzio Pilato

    e il suo regno avrà la fine.

    Credo nello Spirito Santo con signora e da la vita

    con il Padre e il Figlio è adornato e glorificato


    Processo un solo battesimo ......
    aspetto la risurrezione e la carne





    Cuore sacerdotale di Gesù:
    donaci amanti e sacerdoti

    Cuore immacolato di Maria:
    donaci tante invocazioni

    Al Sanctus:
    Rosanna nell'alto dei cieli.
    Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
    Rosanna nell'alto dei cieli.


    Ecco invece una campionatura di ritornelli al salmo responsoriale:

    Salmo responsoriale: luce di gioia signore è la tua salvezza. I fedeli rispondono: luce e noia signore è la tua salvezza

    salmo responsoriale:
    il servo fedele riceverà la vita; i fedeli hanno risposto: un servo fedele ucciderà la vita.

    salmo responsoriale:
    Ci sarà gioia alla presenza del Signore; i defeli hanno risposto:ci sarà noia alla presenza del Signore.

    salmo responsoriale:
    Grandi sono le opere del Signore; i fedeli hanno risposto:grandi sono le suocere del Signore.

    Antonello

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  7. P.S. Volevo conludere con una frase di Cesare Marchi che scrisse un libro intitolato:
    IMPARIAMO L'ITALIANO;

    sottotitolo:
    guida per conoscere la prima lingua straniera degli italiani.


    Antonello

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  8. Decisamente c`è una persona che ha una fantasia senza limiti nei suoi nick, ma ciò malgrado resta riconoscibile .
    Vedo che ha perfezionato i suoi commenti per arrivare a quello forse definitivo.
    E così dunque, nella versione definitiva, si recitava il Rosario durante la Consacrazione.....quanto è spassoso vedere questi membri di un movimento che non vuole essere chiamato movimento pontificare sul Rito antico che non conoscono, raccontare le stesse fandonie, le stesse barzellette, e spargerle su diversi siti ai quali partecipano.
    Chi il Rito antico lo conosce, chi ha maturato la sua fede grazie a lui, chi ha nutrito la sua vita di fede con lui e grazie a lui, chi ha veramente vissuto l`intensità, la profondità, la forza della preghiera, la gioia dell`incontro con il Signore nell`intimo del suo cuore, nel silenzio del suo cuore, chi ha sentito la comunione profonda con i fedeli che fa a meno di ostentati segni di pace e agitazioni varie, chi è stato nutrito, come me, da quel nutrimento spirituale sorride e scuote la testa quando legge le idiozie, scusatemi ma non trovo un`altra parola, di questi ottusi e monotoni portatori dell`ideologia postconciliare.
    Insomma amici il popolo cattolico prima del NOM era analfabeta!
    Ci son veramente delle persone che hanno imparato a memoria e in modo perfetto le menzogne di certi "istruttori", peccato per loro che ci siano ancora in vita persone che possono facilmente smentire quelle corbellerie.
    E ancor più peccato per loro che sempre più persone fra i quali moltissimi giovani si interessano al Rito Antico, senza dubbio tutti degli analfabeti!
    Luisa

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  9. Rosari durante la messa di sempre?
    Veramente io ho assistito, meno di dieci anni fa, ad un incontro tra Rinnovamento nello Spirito diocesano, e "giovane" vescovo, speranza della Chiesa (spero si noti l'ironia), in cui quest'ultimo parlava di Spirito Santo in maniera professoraluniversitaria, e la maggioranza dei fedeli supercarismatici di una certa età recitava il Rosario.
    In compenso credo che i più addottorati pensassero ai fatti loro. Ma naturalmente nella Nuova Chiesa ciò non ha lo stesso peso di chi -forse- diceva il rosario durante la messa di sempre.
    Venendo a cose tristi e profonde: proprio stamattina fresco di messa "lefebvriana" andai a trovare le mie amiche monache carmelitane. Dopo qualche chiacchiera, aggiornavo la rotàra mia coetanea sul mio ritorno alla messa latina: "Non metto in dubbio che a te dia tanto (notare il relativismo spirituale di una sposa di Cristo), ma noi siamo diverse. La Chiesa va avanti! Indietro non si torna!"
    Come presentare alle claustrali le innovazioni qui stigmatizzate, e già dimenticate? come presentare i disastri del dopo Concilio? come fare un discorso teologico a chi viene indottrinato dai padri di riferimento?
    Mi sono limitato a dire: il Signore ti farà capire.
    Naturalmente, da circa otto anni tali monache non hanno più vocazioni, e il noviziato è inesorabilmente chiuso.
    Nike

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  10. Bella codardata, comunicare il tutto poche ore prima!
    E poi si vede, al giorno d'oggi, quanti gggiovani ha attratto questa messa! E' proprio il caso di ripeterla!

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  11. Incuriosita e per arricchire il mio vocabolario italiano ho voluto conoscere il significato di "aucellare".
    Risultato, in francese, dà :
    aucellare: chasser les oiseaux.... se moquer de qualqu`un .... tromper.
    Il che significherebbe, andare a caccia di uccelli...prendersi gioco di....ingannare.
    À bon entendeur ...salut!
    Luisa

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  12. Bella la 'raccolta' di errori che si fanno anche durante le Messe ordinarie; Rosanna è notoriamente ad altezze incredibili, e svariati miei amici hanno finito il Catechismo senza sapere chi fosse questa Rosanna tanto lodata.

    Comunque anche testi in italiano possono non essere capiti bene: discutendo con degli amici ho scoperto che la Comunione dei Santi è ( ovviamente! ) una particolare forma di Comunione che possono ricevere solo le persone veramente molto buone ( non ho chiesto se in piedi o in ginocchio...).

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  13. Caro Nike,scommetto chele claustrali ti chiamano Naic!Non possiamo assolutamente pretendere che dilemmi del tipo:inglese o latino,pianola o violino,lìssio o balletto classico,sociologia o teologia,celentano o gregoriano,Nom o Vom,vengano decisi da maggioranze.Per supremo decreto dell'Onnipotente Iddio la quantita' e la qualita' non andranno MAI di concerto,anche perche' le cose belle(veramente belle,non semplicemente piacevoli)sono DIFFICILI.E l'uomo comune non ama le cose difficili da raggiungere,anzi le "detesta" sapendo di non esserne all'altezza,come insegna anche la Favola(la volpe e l'uva).Per questo ho sempre sostenuto che tutte queste novita'nella Chiesa non erano figlie dell'Eresia(sistema di pensiero alternativo,ma pur sempre SISTEMA) ne' tantomeno figlie del Demonio(Satana essendo troppo orgoglioso per suggerire cose cosi' banalmente nulle).Le novita',semmai,sono figlie della stessa sciatteria,dello stesso ovvio spaventoso,della stessa "cultura fai da te",che ha fatto dire ad un Cardinale(evidentemente addottorato sul traduttore automatico del p.c.)"qui sibi nomen imposuit Benedicti".Eugenio

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  14. aggiungo un'altra perla: "annunziamo la tua morte o Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nella CHIESA della tua venuta".

    Al di là degli strafalcioni, è proprio il contenuto che viene ignorato: un paio di anni fa chiesi al mio parroco che il bilancio della Messa in vernacolo si può fare verificando all'uscita dalla chiesa, quanti sarebbero in grado di dire cos'è la Messa...ovviamente, per carità di patria (e di riforma) il parroco non mi ha risposto...

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  15. Ma in fondo che volete? Nuovo rito nuova musica: è la sua musica, brutta e equivoca come lui.
    Tempo fa fui presente ad un Messa nom cantata da un ottimo coro gregoriano (c'ero andato per quel motivo): un disastro liturgico. Ti facevi innalzare dai melismi e poi il celebrante ti buttava giù con una vociaccia in italiano..

    Condivido l'interento di Luisa. Bella la serie di strafalcioni vernacoli... aggiungo:
    "O Signore non sono degna di poterci stare alla tua messa
    ma dissi tanto una parola che sarò salvata"
    Quando andavo alla Messa parrocchiale la sentivo spessissimo da un'attempata signora.

    Comunque alle Messe nom ho visto anche leggere il giornale durante la consacrazione: forse era meglio dire il Rosario (ma dubito che ciò avvenisse perché alla S. Messa, quando suona il campanello, tutti -ora come allora- sappiamo quel che succede).
    AndreasHofer

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  18. fedele esterrefatto6 settembre 2009 17:00

    nessuno ha la verita' in tasca....

    aucellare,
    lei ha mai sentito dire o letto che Gesù cristo Figlio di Dio ha detto testualmente
    "Io sono la Via, la Verità e la Vita"?
    ? ? ?

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  21. fedele esterrefatto6 settembre 2009 17:09

    Gesù Cristo Figlio di Dio,
    Unico Salvatore dell'umanità
    e fondatore della Chiesa Cattolica
    mediante la consegna a Pietro
    delle chiavi, con l'incarico di
    Suo Vicario...

    ...secondo lei, aucellare, Nostro Signore non ancora poteva informare Pietro e i dodici Apostoli
    - poveri piccoli bambini non "adulti" - circa le magnifiche progressive evoluzioni
    della Chiesa futura che sarebbe nata nel 1965, che non erano in grado di capire...
    oppure non ne era ancora al corrente
    LUI stesso?
    (perchè lo Spirito Santo ne avrebbe informato solo i fans a-critici del futuro Concilio Vaticano II, "profezia-superdogma" che tutto supera e tutto trascende e ricapitola della storia precedente e seguente...)?
    ? ? ?

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  24. cecità volontaria6 settembre 2009 17:28

    Aucellare,

    Nella sua "cognizione di causa"
    sono comprese migliaia di santi:
    da quale fonte attingevano la loro spiritualità (se quella Messa non era in grado di farli crescere consapevolmente nella Grazia...)?
    Non c'è nessun rapporto tra la Messa a cui partecipavano e la loro vita vissuta in conformazione al Sacrificio di Cristo, al quale univano la loro personale quotidiana Croce?
    Ciarpame inutile che anche i 90enni ritengono inservibile?
    Sì, io conosco dei novantenni contenti del totale cambiamento, certo! si sono adeguati eccome!
    Ma lei, con grande onestà intellettuale fa finta di non vedere o sapere dell'entusiasmo e desiderio DILAGANTE di giovani (laici o seminaristi e sacerdoti)
    per la riscoperta o SCOPERTA del VO,
    come di un Tesoro seppellito
    sotto 40 tonnellate di macerie modernista!

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  29. Io mi domando: perchè non la smettiamo di contrapporre le due forme di celebrazione eucaristica?
    Stiamo con il Papa, il quale (lo dice nel motu proprio) dice a "modernisti" e "tradizionalisti" di rispettare le diverse sensibilità nel quadro di una legittimità di forme rituali che egli ha stabilito per l'oggi della Chiesa. Perchè non fidarci del Papa?
    I Santi non dipendono dalla forma della preghiera, ma dall'assunzione del suo contenuto più profondo, che è e rimane sempre lo stesso: il culto in spirito e verità inaugurato da Nostro Signore Gesù Cristo e perpetuato dalla Chiesa in forme diverse. E tutte buone e valide quando lo afferma chi ha il potere e il dovere di confermare nella fede i suoi fratelli. Perchè continuiamo a combatterci in nome della preghiera?

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  30. Perchè non fidarci del Papa?

    già...perchè non fidarci?
    allora facciamo una bella petizione
    firmata da 1000 e più fedeli ai
    cari Vescovi che si fidino finalmente
    del Papa e non impediscano più la celebrazione della Messa Gregoriana!
    Ma...
    PERCHE' questi benedetti Vescovi non si fidano del Papa?
    Non riesco a capire!
    (sono troppo tonto...)

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  31. Avverto la gentile redazione che aucellare è lo stesso che sotto diversi nick ha già nel passato"invaso" il blog con la stessa tecnica.
    Evito di dire a quale gruppo appartiene, anche se è intessante sapere da quale fonte ben informata e ben "formata" vengono certe lezioni.

    Luisa

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  33. Ad Andreas Hofer:concordo:talis doctrina(informis),talis missa(mobilis),talis musica(turpis).Ad Aucellare.Pio XII voleva fare il Concilio ma non l'ha convocato.Dubito FORTEMENTE che avrebbe introdotto tutte queste novita',e non solo per motivi dogmatici(il rispetto per la tradizione e' rispetto per UNA delle DUE FONTI della RIVELAZIONE,e non la meno importante).Comunque le novita' non avrebbero sicuramente avuto,almeno in campo liturgico,quel marchio di volgare banalita'(anche linguistica e non solo)che contraddistingue il nuovo "rito".E questa mia non e' un'ipotesi,ma ha la sua controprova.Infatti il Nuovo Salterio ed il Triduo Pasquale,editi dal Pacelli,pur assai criticati,sono li' a dimostrare la cura della forma che il Servo di Dio dedicava al Culto Divino.E badiamo bene,c'era gia' in giro tal Bugnini....ma,come si dice da secoli a Napoli,"o pesce fete da' capa".Eugenio

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  35. Seguito per Aucellare.Concilio o non Concilio.Io proprio non ce lo so vedere il Papa della Mystici Corporis(sulla Chiesa) e della Humani Generis(contro il Neomodernismo) promulgare certi deliberati conciliari,con o senza notae previae!Figuriamoci poi,con la sua mentalita' tomistica e la sua formazione neoscolastica,avallare quel famigerato "subsistit",talmente chiaro che ha fatto versare un Rio delle Amazzoni di inchiostro!Eugenio

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  36. Per la Redazione6 settembre 2009 18:57

    ma proprio non avete riconosciuto il troll neocat in aucellare????

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  39. Sarebbe proprio ora di finirla con il locus classicus del Rosario durante la Consacrazione!Come?Dicendo la verita'!E' vero che molti sgranavano il Rosario durante la Consacrazione,ma lo facevano in ginocchio,recitando (questa era la consuetudine)i misteri dolorosi,ben consci che sull'Altare-mistico Golghota-si rinnovava la Passione di Nostro Signore Gesu' Cristo.Tanto il prete pregava sottovoce e nessuno-io meno di tutti-ci vedo niente di male.Meglio il Rosario in ginocchio che il cellulare all'orecchio e la chewing gum in bocca,in piedi o seduti,a sentire la solita filastrocca che ha abbassato il piu' sacro e tremendo dei riti(ben fanno tutte le Chiese Orientali a chiudere le tende del Santuario)ad un cicaleccio da comari.Eugenio
    P.S.E' di stamane,manco a farlo apposta!Alla Messa "solenne" delle 10,00 in San Giovanni,celebrava un prete delle parti di De Mita,donde:"Badre veramende sando a de la lode d'ogni greadura.........".Che poesia!

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  40. Caro aucellare e compagnia bella, non si sopravvaluti, personalmente non ho tempo da perdere, ne ho già speso fin troppo a rispondere qui e altrove ai suoi monotoni e ripetitivi commenti.
    Comunque desideravo solo avvertire la redazione e mi fermo qui.
    Luisa

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  41. Ti ricordo ancora che sempre Pio XII°ristabili'la veglia Pasquale notturna (di origine apostolica)mentre fino ad allora la Pasqua si celebrava di sabato mattina.riformo' il triduo Pasquale riporatndolo a come era nella Chiesa primitiva.Questo diede il la a quello che sarebbe stato sviluppato nel Vaticano II° e al concetto di "Mistero Pasquale".

    Perché prima del Vaticano II il "mistero Pasquale" cos'era?

    e lo scempio della liturgia dovrebbe avere l'avallo anche di Pio XII che si starà rivoltando nella tomba?

    E di secondaria importanza, rispetto ai contenuti, ma vogliamo imparare una volta per tutte che quando si usa la numerazione romana per gli ordinali il senso ° non serve?

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  42. Se posso permettermi, per la Redazione, pregherei di por fine alla logorrea di aucellare

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  43. Refuso: non "senso", ma segno ° a proposito della numerazione ordinale pletorica

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  44. Caro Aucellare,se,come tu dici,la nom e' tutta ok(prima schifavano letteralmente Pacelli ora,chissa' com'e',cercano di legittimarsi con asseriti "prodromi" pacelliani)come mai tutto questo casino?E' colpa di quattro gatti di tradizionalisti?Come mai il Papa stesso ha sempre criticato la Riforma liturgica?Come mai il Papa sta pensando ad una riforma della riforma?Ma soprattutto:se la "messa" montiniana e' sicura del suo pedigree,donde tutta questa paura per la vecchia Messa?E' meno bella della nuova?Visto il mobilismo liturgico che contraddistingue il panorama del nom,che fastidio vi da se noi la vogliamo celebrare?Eugenio

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  50. Interrompere una tradizione viva e immemoriale creando dal nulla dell'erudizione storico-filologica una artefatto conativo è un assassinio. La riforma consumata tra fine anni Sessanta-inizio anni Settanta è stata un CRIMINE LITURGICO.

    Questo vale per tutte le tradizioni, tanto più per quella cattolica. Non rendersi conto di questo significa avere smarrito cuore, scienza, ragione e coscienza. Non ci sono né se né ma, e ogni discussione in merito è pleonastica.

    Sullo

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  51. Sento olezzo di verbena(profumazione in gran voga agli happenings di un noto movimiento con la febbre del sabato sera.Ole'!).Eugenio

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  52. L'essenza di verbena mi puo' procurare lo shock anafilattico,quindi esco.Eugenio

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  54. Aucellare tu parli della messa tradizionale senza averla vissuta e quindi senza cognizione di causa.

    Ti posso assicurare che la partecipazione dei fedeli dipendeva dalla preparazione del parroco. Nella mia parrocchia non ho mai visto recitare il rosario durante la messa, anzi le parti fisse della messa domenicale erano cantate da tutta l'assemblea che conosceva a memoria circa 6 messe gregoriane. Quella era la vera riforma liturgica, già iniziata da decenni nel nord Europa e da noi con Pio XII, non c'era proprio bisogno di massacrare la sacra Tradizione con una nuova Messa.

    Anche la riforma di Pio XII del Triduo pasquale non è immune da imperfezioni che, infatti, sono state ignorate nel NO, come le litanie dei santi della veglia che erano divise in due parti e oggi sono ritornate unite. Questo perché anche quella riforma fu realizzata senza la dovuta cura.

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  55. "e' evidente che ignori la storia e la tradizione della Chiesa e dell'Eucarestia"

    Lupus in fabula. Eccolo qui, lo storicista della domenica, non senza l'immancabile saggetto di papalatria (del sottogenere paolosestolatria).

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  58. DANTE PASTORELLI6 settembre 2009 21:35

    E chi ha detto ad Aucellare che la Sacrosanctum Concilium è una costituzione dogmatica?
    Se è dommatica, come mai non è stata rispettata in tante sue proposte da Paolo VI e dai suoi liturgisti novatori?
    Già altrove ho parlato dell'accettazione delle osservazioni di quella
    Costituzione nel Messale del 1965 e non mi ripeto.

    Pio XII non convocò il Concilio non per via della guerra, ma perché andava preparato bene. E lui non visse tanto a lungo ed in buona salute da poterlo preparare e convocare.
    Gli schemi preparati dalle apposite commissioni, ed approvati da Giovanni XXIII, furono ribaltati e rigettati, ad opera dei teologi consiglieri dei vescovi del centr'Europa.
    Dunque, il Papa aveva preparato male il concilio?

    Se il rito di Paolo VI doveva sostituire il rito di S. Pio V perché l'attuale Papa ha dichiarato che mai è stato abrogato (cosa che si sapeva già da 40 anni)?

    Cari amici, ma vi siete accorti di come questo uccellatore affastelli argoementi su argomenti in modo che non gli si possa rispondere con ordine? E' il metodo tipico di certi cammini che non son sono movimenti.
    Ricordo che durante un'udienza Giov. Paolo II diceva: il movimento neocatecuenale, e la bella Carmencita lo rinbeccava: non è movimento, è un cammino. Per più d'una volta, alla fine il Papa in tono duro rispose: non conosco un cammino che non si muova.

    Ecco, è bene lasciar perder questo uccellatore che si muove in modo scoordinato. Prima o poi sbatte la faccia in terra.

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  63. Tanti nick ma sempre un solo e unico monotono ritornello.
    Aucellare( vi ho messo sopra il significato di questo nick...vogliamo proprio essere degli uccelli da prendere in giro ?), ....zunbla...positivo....soft....lara....tanto rumore per nulla...alea iacta est....tanti nick per un catechista che, se ha una buona memoria, dovrebbe ricordarsi che ha già postato il suo commento su Paolo VI e che gli è stato ampiamente risposto, vada a cercare nella sua memoria o in quella del suo computer e la troverà e sopratutto che ne faccia tesoro, anche se lo cambia un pò dalla prosa alla quale è abituato e sopratutto gli eviterà di ripostare commenti che ormai conosciamo a memoria, al meno gli habitués di questo spazio.
    O forse, ripostando sempre gli stessi commenti, anche sbizarrendosi sui nick, pensa che c`è forse un uccello da aucellare!
    Temo per lui che su questo sito la caccia sia vana.
    Luisa

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  64. FRA' LAMPREDONE (attr.)6 settembre 2009 22:17

    A uc[c]ellar con mente insana
    non celicolo si piglia
    ma vulgare granchio o triglia
    che agra esalazion promana.

    A piscar con intelletto
    manco, istrano o ver gagliosco*,
    non di mare e fiume obietto
    si trarrà, ma uccel di bosco.

    ________________

    * Il codice BA n.i A-SKO legge "gaglioffo", variante che la recente ricognizione ecdotica respinge per istanza di rima.

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  69. DANTE PASTORELLI6 settembre 2009 23:48

    Per prima cosa all'uccellator accecato dalla presunzione, che vede persino il latino dove non c'è, ricordo che non sono ingegnere, benché niente abbia contro cotesta benemerita categoria di professionisti.
    Poi ricordo anche lo sgomento di un Ratzinger ormai maturo (non il professorino ancor sotto l'influsso dei Kung e dei Rahner che gridava: finalmente abbiamo il controsillabo!) per la rottura della tradizione liturgica espresso con forza in una lettera al prof. Valdestein.

    Quanto all'infallibilità dei documenti conciliari l'uccellator scordone si rilegga la nota del card. Felici (allora monsignore).

    Se la Sacrosanctum Concilium è dogmatica, il tradimento del Concilio perpetrato su molti punti dalla riforma paolina è da considerarsi eresia.

    Questo non sa di che parla, cinguetta civettuolo come i suoi augellini e crede di ragionare.

    "L’adozione del nuovo “ Ordo Missae ” ...cita da Paolo VI il nostro fantasioso discettator del vento. O non aveva solennemente affermaoto che era errato parlar di Novus Ordo Missae? Ha sbagliato anche Paolo VI? Solo lui dice "il giusto". Che sia Kiko in persona?

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  70. E anche per oggi il troll neocatecumenale è respinto con perdite.

    Se non fosse afflitto da oligofrenia indotta dalle manipolazioni kikiane, il nostro amico/a dalle mutevoli identità, ma dall'inconfondibile stile petulante e logorroico, si renderebbe conto di rendere un pessimo servizio ai suoi profeti iberici, mostrando di che pasta son fatti i loro apologeti.

    Caso unico, i commenti sono stati e sarannno tutti cancellati "a prescindere", come si dice: pefino se si limitasse a scrivere 'credo in unum Deum'. Questo, fino a quando non avrà imparato le regole civili delle discussioni, prima tra tutte quella di esporre le sue tesi in modo puntuale e in un numero ragionevole di commenti.

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  71. "cultura fai da te",che ha fatto dire ad un Cardinale(evidentemente addottorato sul traduttore automatico del p.c.)"qui sibi nomen imposuit Benedicti"

    Chiamasi "genitivo epesegetico", non frequente ma corretto:
    http://liberarespublica.altervista.org/genitivus.htm

    Del resto anche il Card. Pericle Felici, la cui conoscenza della grammatica e sintassi latina non poteva certo essere messa in dubbio, il 16/10/1978 proclamò "qui sibi nomen imposuit Ioanni Pauli"

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  72. antonello, il suo intervento è da incorniciare, mi ha fatto tanto ridere che non ricordo più da quanto. le devo dare ragione e se provassi io a scrivere quello che mi tocca sentire durante la messa n.o. (purtroppo anche da molti giovani), ci sarebbe da scappare. La Carità m'impone di tacere ma pensi a me all'altare mentre sento certe risposte dall'assemblea "ADULTA" (non si dice così oggi?). Da nord a sud c'è l'imbarazzo della scelta.
    E poi stendo un velo su ciò che accadeva negli anni in cui si iniziava la riforma liturgica, noi frati sacerdoti ci siamo trovati davanti al fatto compiuto. I più giovani esultavano per le novità, gli adulti soffrivano per il n.o.
    I primi e in gran numero lasciarono il saio alle ortiche dell'orto conventuale, i secondi han perseverato. Dubito che il Messale v.o. bisognasse di riforme o ritocchi e ve lo dice uno che non si sente un nostalgico, perchè io la Messa v.o. l'ho sempre celebrata. E vedere giovani, bravi, volenterosi e timorati di Dio innamorarsi della Messa v.o. è il dono e il segno più bello del Signore. Ne sono convinto.
    fr guglielmo
    (scusate il mio italiano ma scrivo da un pc in prestito da un parente)

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  73. Ioannis Pauli (scusate, mi era rimasta una "s" nella tastiera..."

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  74. Il mpapa potrebbe emanare una disposizione che permetta la recita del Canone, nella messa tradizionale, a voce alta o per lo meno comprensibile. Nel Canone romano sono contenute preghiere bellissime che farebbero ancor più apprezzare il vecchio rito, o è forse per questo che vale il detto quieta non movere?

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  75. All'Anonimo delle 16,35.Il genitivo epesegetico serve ad indicare la specie di un nome comune:flos rosae,arbor mali.Serve cioe' a specificare di che genere di fiore o di albero si tratti.Nomen regge il genitivo solo in caso di nome comune:mihi dederunt nomen poetae.In caso di nome proprio non si ha mai il genitivo,ma,nelle frasi tipo nomen nobis dederunt,nomen mihi dabo,ecc.,si puo' avere o l'accusativo,che concorda con nomen o il dativo che concorda con nobis o mihi.Mai il genitivo(vedi www.latinovivo).Non mi risulta che il carissimo Pericle Felici-che ho avuto il piacere di frequentare,e per lungo lasso di tempo-abbia mai vinto alcuna edizione del certamen ciceronianum.Ad attenuante di questi errori,va detto che il latino e' una lingua estremamente difficile.Durante i miei anni di ginnasio,il mio professore mons.Daniele Longhi,canonico liberiano e glottologo insigne,ci fece vedere una cartolina ricevuta dal grande Bacci.Erano sei parole in latino,c'erano due errori.Evidentemente la "prescia" aveva tradito la precisione.Eugenio

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  76. Per puro amore di precisione,si hanno casi singolari in cui la regola non viene seguita.In Giustino(III sec.d.C.)con "Cyri nomen",in Virgilio(Aen.I,247)con "urbem Patavi",in Velleio Patercolo(I sec.d.C.)con "Felicis nomen adsumpsit".In Cicerone il costrutto nomen habere di costruisce raramente col genitivo e solo con nomi comuni,come sapientis(Lael.)e audaciae(Off.).E' piu' che naturale,in ogni lingua non artificiale(tipo l'esperanto),trovare bizzarie,costruzioni peregrine,solecismi.E non solo in poesia.Ce n'e' in italiano,lingua che conta ottocento anni di letteratura.Ce n'e' tantissimi in Greco,vuoi per le derivanze dialettali,vuoi per il notevolissimo arco temporale in cui si svolge la relativa letteratura.Ce n'e' quindi anche in Latino,lingua che copre un lasso temporale di ben 2500 anni circa.Il Thesaurus Latinitatis offre casistiche,flessive e sintattiche,di strabiliante eterogeneita'.Permane,al di la' di cio',una Lingua Normativa-modellata su Cesare e Cicerone-che dovrebbe essere guida nel linguaggio ufficiale,specie in occasioni solennissime come l'elezione di un Pontefice.Sulla decadenza della latinita' nella Curia Romana si diffonde,con la consueta serieta' ed il noto spessore scientifico,anche lo Iota Unum di Romano Amerio.Eugenio

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  77. Settima riga: si e non di

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  78. Iustitiam colui,certamina longa,labores

    ludibria,insidias,aspera quaeque tuli.

    At fidei vindex non flectar:pro grege Christi

    dulce pati ipsoque in carcere dulce mori.


    La Redazione mi perdonera' questo F.T.(fuori tema).Parlare di latino mi ha allargato il cuore:era d'obbligo un piccolo carme (De se ipso)dell'immortale Pontefice Leone XIII.Eugenio

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  79. DANTE PASTORELLI7 settembre 2009 21:10

    Non è raro l'uso del genitivo epesegetico o dichiarativo o esplicativo.
    "Per correr miglior acque alza le vele / omai la navicella del mio ingegno...": sono i primi versi del Purgatorio dantesco.
    Anche nel linguaggio parlato diciamo comunemente: quel cretino di Mario ecc.
    Si usa anche in latino per esempio: "arbor abetis"; e addirittura ricordo in Cicerone "oppidum Antiochiae" ed in Virgilio "urbs Troiae".
    E Plinio scrive "situs Caniculae".
    Con i nomi di persona si preferisce
    la costruzione classica.
    (Ma vedo che Eugenio m'ha preceduto: avevo lasciato a meà il commento per la cena.)

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  80. Frate Guglielmo,grazie per l'espressione"non credo che il v.o. abbisognasse di riforme e di ritocchi",perche' mi permette di aggiungere,del mio,"ed anche se cio' fosse?".E che!Dei riti plurisecolari e sacrosanti-sia pel significato sia per quanto e quante volte ed a chi furono significanti-devon esser scorciati,tradotti,rabberciati e,se cio' non bastasse,ulteriormente ad libitum ed in variegatissimo modo riacconciati di volta in volta per "rispondere" alle "istanze" di questo o quel "contesto" fortunosamente congregato?E' forse,la Santa Messa,una lozione multiuso per capelli da dover essere adattabile,a mezzo di acconcio congegno accluso in confezione, a peli negri o fulvi o rossicci?Questa paralogica(molto para e punto logica)si autodetermina sullo "share"?Ad utilitatem?Piu' mi sforzo,a mente coattamente serenata,di riflettere sulla ratio reformandi,piu' mi convinco sulla fondamentale,essenziale empieta' di tale mostruosissimo costrutto.

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