mercoledì 2 settembre 2009

Ancora su Romano Amerio: due giudizi contrapposti




Un lettore ci segnala due interessanti articoli usciti ieri sul sito Avvenire.it, il sito ufficiale del quotidiano della C.E.I.
Sono molto interessanti, e se ne consiglia la lettura per intero, al seguente link


Il primo è scritto da Roberto Beretta (foto), collaboratore di Avvenire e si intitola Una critica troppo letteralista. E così si perde il senso della realtà. In esso l'autore esprime la delusione che potrebbe nascere nel lettore dei due libri di Amerio (Iota unum e Stat Veritas).
Secondo Beretta infatti sia la prima sia la seconda opera del "filoso ticinese", come lo chiama, «non riescono a tener testa al [loro] stesso mito – alimentato peraltro da personalità come Cristina Campo, Elemire Zolla, Augusto Del Noce
Per il giornalista, il difetto maggiore sarebbe il metodo condotto da Amerio per la presentazione di idee ed intuizioni alcune ottime e condivisibile altre interessanti e necessarie: quello della «critica [...] nel suo giuridicismo e letteralismo, che estrapola singole frasi dal contesto per trarne conclusioni teologiche generali e assolute; secondo un metodo di dissezione dei particolari che [...] conduce invece a perdere di vista il panorama globale, con esiti paradossali di incomprensione
Secondo l'autore il continuo puntualizzare, il rigore analitico e ed il metodo troppo formalistico rischiano di far perdere il senso della realtà e e di indurre il lettore in errore.
Sembra inoltre che Beretta non condividia nemmeno alcune delle opinioni di Amerio che definisce «solita solfa sulle idee anticonciliari [...] che potrebbero portare anche al sedevacantismo», ma su queste, come premette, non vuole esprire giudizi "ideologici.
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Il secondo articolo, invece, scritto dal critico Cesare Cavellieri (foto), ha un titolo forte "Ma la tesi resta forte: il Vaticano II non ha affatto rotto col passato". In esso, dando credito alla giusta rivalutazione del pensiero di Romano Amerio anche da parte dell'Osservatorio Romano (2007), Cavelleri ne illustra due dei più grandi meriti.
Il primo è quello «di contrastare l’interpretazione del Vaticano II come discontinuità, svolta, rottura con la tradizione, quasi che da esso fosse nata una Chiesa diversa da quella fondata da Cristo.» e di essersi erto quale «indomito paladino della continuità della tradizione, dalla consegna delle chiavi a Pietro fino alla fine dei tempi, attraverso tutti i Concili finora celebrati e quelli che seguiranno in futuro
Il secondo merito di Amerio secondo Cavalleri è quello di aver dimostrato «che il dialogo non può essere separato dall’annuncio, allo scopo di favorire la libera conversione dell’interlocutore; che una pastorale valida non può non essere teologica, e che una teologia valida non può non avere un ancoraggio metafisico.» anche secondo quanto sostenuto da S. E. Mons. Mario Oliveri (vescovo di Albenga-Imperia) in un recente profilo di Amerio pubblicato su Studi cattolici.
Amerio cerca di spiegare, infatti, che «il primato della verità sulla carità va inteso in senso ontologico, non cronologico, dato che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono coeterni e coessenziali. Nella pratica ascetica, dottrinale, pastorale, sociale, tutto si tiene, come indica Benedetto XVI nella Caritas in veritate segnalando "il bisogno di coniugare la carità con la verità non solo nella direzione, segnata da san Paolo, della veritas in caritate (Ef 4, 15)", ma anche in quella, inversa e complementare, della caritas in veritate.»
Nel concludere l'articolo, Cavallieri lodando il metodo analitico di Romano Amerio, avvisa di non correre il rischio di presentarlo come novello S. Tommaso.
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foto Roberto Beretta: Edizioni Piemme

72 commenti:

  1. Non entro nel merito della diatriba poichè non ho letto i testi di Amerio. A titolo di cronaca, è risaputo che Cavalleri è un membro dell'Opus Dei. Mi pare che Avvenire sposi una politica cerchiobottista della serie: pubblichiamo due articoli su Amerio, uno a favore e l'altro critico ... così noi di Avvenire sopravviviamo ... Alessandro

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  2. Permettete una piccola correzione: Cavalleri alla fine dice proprio che bisogna evitare "l’esagerazione di presentare Amerio come nuovo san Tommaso".

    Per il resto, aspetto di comprare (finalmente!) il libro e farne una meritoria e attenta lettura.

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  3. L'articolo di Cavalleri, a differnza del primo, almeno ha il pregio di indicare con esattezza alcuni punti chiave di lettura, con citazioni puntuali, ma molto sommarie e senza approfondimenti.

    Ovviamente non è detto che con le tesi di Amerio si debba necessariamente essere d'accordo; ma un conto è fare un dibattito serio, un conto stroncature ideologiche o troppo rapidi excursus. Quando di parla dell'opera di Amerio bisogna darsi tempi di studio e di meditato approfondimento che in genere 'pesca' in più orizzonti
    Appena possibile lo farò

    Intanto trovo positivo che ci sia occasione di dibattito all'interno del pensiero cattolico. Mi sembra importante alimentarlo e non lasciare che i soliti noti possano fare scempio anche dell 'sdoganamento' di un autore troppo semplicisticamente e superficialmente liquidato da Beretta.

    L'illazione di presentare Amerio come un nuovo San Tommaso mi pare possa definirsi frutto della fervida fantasia dell'autore ed è l'unico tocco personale che ha dato all'articolo - che è il copia-incolla di cose già note - oltre all'enfasi sulla continuità del concilio, tutta da verificare

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  4. Secondo me c'è solo una persona che può scrivere su Romano Amerio ed è il suo discepolo, Prof. E.M. Radaelli.
    Ha scritto 'Romano Amerio - della Verità e dell'Amore' ed è questo che si deve leggere prima di qualsiasi altra opinione personale.
    http://www.enricomariaradaelli.it/aureadomus/aureadomus.html

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  5. Avevo letto l'articolo di Beretta... mi fa sorridere, sorridere amaramente quel suo sarcasmo sull'aspettativa che si sarebbe creata sul testo uscito quasi clandestinamente.
    C'è poco da ridere nel costatare che per parlare di un libro uscito nel 1985 e subito reso vittima del nuovo e più tremendo indice, si sia dovuto aspettare quattro mezze dozzine d'anni....
    Andreas Hofer

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  6. Beretta continua a volersi intromettere in questioni di cui non ha la minima competenza. Se pregevoli sono alcuni suoi libri "storici" quelli religiosi sono piuttosto imprecisi. Il suo articolo è uno sfottò alla cultura e alla preparazione di Amerio (pensa di saperne più lui.. poveretto... come se, tra l'altro, il signor Beretta lo avesse davvero letto tutto). Anche il secondo articolo, quello di Cavalleri, non coglie nel segno ed è tutt'altro che favorevole alle tesi di Amerio. Per cui Avvenire si dimostra ancora un quotidiano "moderato" nel senso peggiore del termine, lontano dalla verità e privo di quel coraggio necessario per trasmetterla.

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  7. Secondo me c'è solo una persona che può scrivere su Romano Amerio ed è il suo discepolo, Prof. E.M. Radaelli.
    Ha scritto 'Romano Amerio - della Verità e dell'Amore'


    un'opera meravivliosa e appassionata, che sviluppa e chiarisce, con cristallina competenza il pensiero accolto direttamente dalle labbra e dalla mente del maestro

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  8. Tra l'altro quella che per noi è a pieno titolo damnatio memoriae - tant'è che dal 1985 (anno della prima edizione) si è dovuto attendere il 2007 prima che l'Osservatore ne parlasse - per Beretta diventa quel volume quasi fosse riservato a una scarna congrega di privilegiati o addirittura iniziati, accrescendo quindi l’appetito dei curiosi, per poi stroncare l'aspettativa sulla preannuncita riedizione con la sua incolta delusione

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  9. La critica di Beretta mi sembra assi superficiale in quanto fondata su un'ideaologia autoreferenziale che non ritiene di aver bisogno di argomenti (c.d. giuridicismo e letteralismo).

    FdS

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  10. Replico qui ciò che hpo scritto altrove:

    Non sapevo che Iota Unum fosse un mito e allora mi chiedo: se era un mito perché, in questi decenni, tutto questo silenzio nei suoi confronti da da parte della stampa cattolica?

    Iota Unum non è un mito, ma un colto, dettagliatissimo, circostanziato e inoppugnabile studio sulle variazioni della Chiesa cattolica nel XX secolo.

    Se non si è d'accordo con Amerio lo si confut;, se ci si riesce.
    Per il resto di piccolo c'è solo la recensione che ne fa Avvenire.

    Ma una recensione passa; domani non se la ricorderà più nessuno, Iota Unum invece lo ricorderanno e lo leggeranno anche dopodomani e dopodomani l'altro. Perché è la fotografia di un "lifting" (mal riuscito) che la Chiesa del XX secolo ha voluti farsi. Iota Unum ritrae la plastica facciale che col Vaticano II la Chiesa s'è voluta fare. Ma negli anni in cui se l'è fatta la chirurgia estetica era in una fase preistorica. E si vede in un volto che si voleva ringiovanire ma che invece ora appare più decrepito di prima.
    E io alle tumefazioni e alle piaghe dovute ad un lifting preferisco le rughe dovute all'età. Non foss'altro perché almeno sono naturali, e non sono ridicole.

    Antonello

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  11. Romano Amerio ha avuto il merito di squarciare il velo sulle false riforme del Vaticano II...concilio da dimenticare o perlomeno ridurlo al suo valore effettivo come il Lateranense V o altri concili irrilevanti se la Chiesa cattolica vuole sopravvivere.
    Il Vaticano II ha preteso di tirare fuori il cadavere di una presunta Chiesa primitiva...peccato che quel cadavere fosse già decomposto.

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  12. Il Vaticano II ha preteso di tirare fuori il cadavere di una presunta Chiesa primitiva...peccato che quel cadavere fosse già decomposto.

    non userei un paragone così macabro!
    in ogni caso non si è preso il cadavere ma il fanatsma della Chiesa primitiva, perché della Chiesa primitiva il DNA, quello autentico, lo abbiamo già incamerato e non c'è bisogno di rispolverarne usanze e suggestioni -oltretutto di difficile documentazione- delle quali non abbiamo bisogno per la vitalità della nostra Fede

    La Tradizione, che è VIVA, trasmette una fede VIVA. Chi si è staccato dalla Tradizione non fa che andare alla deriva.

    E' per questo che abbiamo bisogno della nostra Messa di Sempre!

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  13. Recentemente ho letto "Iota unum" e ne consiglio vivamente la lettura.
    Premetto che non sono uno "studioso" in senso stretto tuttavia l'articolo di Roberto Beretta mi sembra molto superficiale al punto che quando scrive che l'opera

    "estrapola singole frasi dal contesto per trarne conclusioni teologiche generali e assolute; secondo un metodo di dissezione dei particolari che – proprio nella sua apparenza di oggettività analitica – conduce invece a perdere di vista il panorama globale, con esiti paradossali di incomprensione."

    ho pensato si riferisse più al proprio metodo di lettura che all'opera di Amerio.

    La critica è rivolta solo ad alcuni aspetti marginali, l'articolista non tocca la sostanza che è già evidente nel sottotitolo dell'opera:"Studio sulle variazioni della Chiesa Cattolica nel secolo XX".

    Amerio insiste in particolare su due cambiamenti in ambito teologico e metafisico:
    1. anteponendo l'ortoprassi all'ortodossia;
    2. abbandonando la filosofia tomistica.

    Beretta non sfiora nessuno di questi aspetti.

    Veramente azzeccata è la citazione di don Divo Barsotti riportata nell'articolo di Cavalleri:

    "Amerio dice in sostanza che i più gravi mali presenti oggi nel pensiero occidentale, ivi compreso quello cattolico, sono dovuti principalmente a un generale disordine mentale per cui viene messa la caritas avanti alla veritas, senza pensare che questo disordine mette sottosopra anche la giusta concezione che noi dovremmo avere della Santissima Trinità".

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  14. Cito dalla postfazione di Enrico Maria Radaelli nell'Edizione Lindau di Iota unum

    .....
    1 «Disponendo di mezzi ingenti [i novatori] han potuto affidare la loro volgata del Vaticano II non a qualche bollettino parrocchiale – anche se va detto che in non pochi di questi bollettini, nel quotidiano della CEI ed in quasi tutt’i settimanali cattolici proprio questa volgata trovò le porte spalancate – bensì a case editrici di grande prestigio e di non inferiore potenza economica» (BRUNERO GHERARDINI, Il Vaticano II sotto giudizio. «La grande guerra del Concilio», in «Divinitas», anno LI, n. 3 - 2008, Città del Vaticano, p. 326).
    2 Non si sta qui a far l’elenco di tutte quelle tendenze chiamate in causa da Amerio che non vollero trovare modo alcuno per instaurare un rapporto dialogico col filosofo: basti però ricordare che, una per tutte, la cosiddetta “scuola di Bologna”, facente capo ieri a Giuseppe Dossetti, Pietro Scoppola e Giuseppe Alberigo, oggi ad Alberto Melloni e Paolo Prodi, non si peritò punto di disputarne scientificamente (metafisicamente) il pensiero, e neppure mai ne parlò.

    ..........

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  15. Per Mic 15.57
    Descrivi in modo eccellente quello che è avvenuto nella Chiesa Cattolica in questi ultimi cinquant'anni...i modernisti,eretici e falsi novatori si sono impadroniti dei cannoni, noi per combattere avevamo solo le colubrine.
    Una elite si è impadronita della Chiesa e ha tiranneggiato i fedeli col risultato che le mura sono state devastate dall'interno... si è salvato solo il Donjon della F.S.S. Pio X.
    Il tempo è galantuomo e il Santo Padre ci ha restituito la dignità e alcuni titoli.
    Come i Triarii,ultima fila di valorosi, noi dobbiamo combattere la buona battaglia e conservare la Fede. Con l'aiuto di Dio vinceremo.

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  16. A Peva vorrei dire che Avvenire è lo specchio della chiesa odierna, quella del susistit in e non dell'EST.Che cosa ci si può quindi attendere dalla cosidetta cultura cattolica se oggi ancora non è risolto l'arcano di cosa sia la chiesa cattolica? Peter

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  17. Inizia a piacermi Avvenire.
    Lo leggerò spesso.

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  18. Definirei l'articolo di Beretta un'oscenità che avvenire, se fosse un giornale serio, avrebbe dovuto gettare come spazzatura.

    I casi sono due: o Beretta non ha mai letto nemmeno il 1° capitolo di Iota unum, o è in mala fede.

    Amerio afferma espressamente nel suo studio sulle variazioni della chiesa che si è basato non su documenti peregrini, ma su quelli ufficiali: «Per sfuggire all'accusa che ci si potrebbe muovere di avere in tanta mole di prove e di documentazioni operato una selezione, abbiamo fissato questo criterio. Dovendo provare le variazioni della Chiesa, abbiamo fondato il nostro discorso non su una qualunque parte della quasi infinita pubblicistica ad esse attinente, bensì soltanto su documenti che più certamente annunciano la mente della Chiesa. Le nostre allegazioni sono di testi conciliari, di atti della Santa Sede, di allocuzioni papali, di dichiarazioni di cardinali e vescovi, di pronunciati di Conferenze episcopali, di articoli dell'"Osservatore romano". Ci sono nel nostro libro le manifestazioni ufficiali o ufficiose del pensiero della Chiesa gerarchica...»

    Penso che, dopo decenni di ostracismo, Amerio meritasse almeno una critica del livello del suo argomentare e non la solita pappa preconcetta a cui ci hanno abituato i neoterici.

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  19. Mi è rimasta nel mouse la citazione di Beretta che accusa Amerio in questi termini: «Ma il modo di procedere del libro risulta nel complesso formalistico; la scelta delle fonti mescola documenti ufficiali a brani giornalistici (e spesso del quotidiano di Lugano, dove lo studioso viveva, o al massimo di ambiente francofono)...»

    Potete confrontarla con la citazione di Iota unum pp.3-4 fatta nel post precedente

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  20. E dunque, dopo tanti anni di oblio e censure, Romano Amerio niente meno che su Avvenire. Prima di interessare i due illustri studiosi e coinvolgerli per un commento, un loro pensiero sull'opera di Amerio e pubblicare su un quotidiano nazionale, siamo sicuri che i taaaanti lettori di Avvenire hanno letto Amerio? Un invito forse ad acquistare un'operetta del grande pensatore innamorato della Chiesa? Per quale ragione?
    Ad esempio: Iota Unum era introvabile fino a qualche mese fa, poi la provvidenziale ristampa di una pregevole casa editrice e recentemente ancora un'altra. Eppure qualcuno accusò Amerio di - estremismo -, capite, estremismo. Come ha fatto don Guido Todeschini ieri pomeriggio su Tele Pace commentando una bella e documentata lettera di uno spettatore molto critico verso alcuni Salesiani che troppo alla leggera si servono del - Maghetto Potter - per coinvolgere i giovani, e sappiamo molto bene ciò che si cela dentro questo tipo di narrativa destinato ai giovani e non solo. Ecco, estremismo. Capite? C'è una volontà a nascondere la verità, anzi a non dirla perchè dà fastidio e si è subito pronti a puntare il dito: TACI TU CHE NON HAI CAPITO NULLA! Ad Amerio accadde questo. Si difende ciò che è corretto, mite, non arrogante, in pratica, ciò che non urta la sensibilità altrui, specialmente del clero e dei vescovi.

    Consiglierei comunque, oltre che all'ottimo Romano Amerio, anche Brunero Gherardini e in modo particolare il suo ultimo - Conc. Vat.II, Un discorso da fare. E ancora, ma non so se si trovano in libreria, dello stesso autore uno o due trattati di Ecclesiologia: capolavori!

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  21. Don Gianluigiha ragione: Amerio merita ben altro delle piccole critiche destinate a restare in vita 24 ore e che sono quindi senza "avvenire".

    Mentre l'avvenire di Amerio è grande. Per capirlo basti pensare che il suo pensiero è riuscito ad emergere dalla tomba dove il silenzio neoterico lo chiuse fin da subito decine di anni fa.

    Amerio farà aprire gli occhi a molti cattolici.

    Antonello.

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  22. Per capire lo spirito di Amerio bisogna leggere la Theologia di Tommaso, ma non Tommaso d'Aquino, bensì Tommaso Campanella, al cui sistema teologico Amerio ha dedicato buona parte della sua ricerca, con pagine magistrali: era un uomo capace di leggere l'ortodossia in filigrana. Era un "cane da trifola" della spiritualità. Avercene! Avercene! Avercene!

    Sullo

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  23. Sinceramente, a me basta il Vangelo.

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  24. Premetto che ho il libro qui da un mese e mezzo, ma per varie ragioni non ho potuto iniziare a leggerlo.
    Ho letto però alcuni commenti qua e là.
    Di Iota Unum ho letto finora solo il capitoletto dedicato al concetto di "dialogo" pubblicato da UnaVox.
    Ottimo pezzo.

    Mi concentrerei sul secondo pezzo.
    Quello diciamo "favorevole".


    -Favorevole però non si capisce a cosa.

    -Da alcuni commenti ad Amerio che leggo qua e là, sembra infatti quasi che il teologo svizzero scriva un Libro che è la continuazione del famoso discorso sull' "ermeneutica della continuità"(che, come chiede Mons.Gherardini ha da esser dimostrata, per poter esser compresa) del 22 dicembre 2005.
    Addirittura "fede e cultura" parlò di "unica edizione fedele al Papa", al punto che mi fece dubitare che avessero fatto dei tagli o aggiunte.
    Allo stesso modo sembra fare questo cavalleri


    -Inutile dire invece che il buon Amerio, lungi dal rappresentare la dimostrazione della valenza del famoso discorso di BXVI, rappresenta la replica a quel discorso.
    Una replica che dice "Ok...beatissimo Padre. Lei dice che questo è in continuità con quest' altro.Ma io noto questi problemi. Mi potrebbe dare una spiegazione?"
    Lungi da rappresentare dunque il Problema per il progressismo Cattolico, Amerio rappresenta anzitutto un problema per i fautori a cuor leggero(ossia senza ragioni) dell' "ermeneutica della continuità".

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  25. 68 imperat-docet2 settembre 2009 19:07

    Scusate...un attimo,
    (tanto per capire chi possiede i "megafoni" che contano, per indottrinare il volgo profano e ingenuo),
    ma il sig. non Beretta è lo stesso che ha scritto:

    "Cantavamo Dio è morto. Il ’68 dei catto­lici" (ed. Piemme)
    pubblicato nel 2008?
    (testo in cui egli fa una rivisitazione dove il piano ecclesiale, con il fer­mento del post-Concilio, e quello politico, con l’influenza del marxi­smo e delle ideologie liberazioniste, si sovrappongono fino a risultare spesso inseparabil)?
    Se è sempre lui, a quanto pare, la visione sessantottina della Chiesa-rinata-col-Concilio è dura a morire, anzi vuole ancora alzare la voce, per impadronirsi di testi monumentali come quelli di Amerio, tentando di imporre ai lettori (ovviamente soprattutto ai succubi del pensiero dominante...) la SUA interpretazione, sprezzante e superficiale, prima che si faccia avanti una voce più autorevole e rispettosa del grande filosofo!
    La solita prepotenza dei catto-progressisti, che non permettono che la "cultura" sia espressa da altre provenienze che dalla loro fazione, dominante e e da 40 anni schiacciante le voci dissenzienti!
    (Quanti riescono a ricordare che secondo questi opinion leaders la cultura stava e sta "solo a sinistra"? E che ancora si insiste a inculcare questa convinzione negli studenti di ogni età, ANCHE da gran parte dei media cattolici?)
    Scusate il risentimento, ma credo che molti aspettano la liberazione da un'egemonia culturale ormai asfissiante....

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  26. W Avvenire e la suo sempre splendida parzialita' politicamente corretta....

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  27. Non ho la competenza nè dispongo dei "tempi di studio" necessari, doverosamente sottolineati da mic, per commentare Iota unum.

    Ho però letto la pagina di Avvenire, con un misto di soddisfazione (finalmente si offre una doppia lettura sempre cattolica dello stesso argomento) e di delusione: la lettura "sfavorevole" ad Amerio è ideologica (che per un cattolico è già un torto) e quella più "favorevole" è comunque sommaria.

    Concordo con chi parla di una Chiesa italiana in balia di un'elite culturalmente egemone, tanto tronfia ed autoassolvente, quanto incapace di accorgersi della fetta consistente di Chiesa, Chiesa cattolica a tutto tondo, che non comprende (in senso fisico e intellettuale).

    Queste elite hanno in mano università e centri culturali parrocchiali, Avvenire e bollettini parrocchiali, riviste come Famiglia cristiana e i consigli pastorali diocesani: vivono davvero nella "discontinuità", nel "subsistit", nel "saeculum", nel "mondo"...

    Per loro sommo disappunto si sono trovati, per uno scherzo dello Spirito Santo, il Papa Benedetto.

    Per qualche mese hanno ritenuto che fosse di passaggio, poi gli hanno gufato e remato contro, adesso iniziano ad accorgersi che tutti quelli che stanno lontano dal loro "dialogare" con i "lontani" sono stufi della loro Chiesa protestantizzante ed acculturata, sempre in difficoltà con devozioni, genuflessioni, digiuni e penitenze, così come con il coragio di parlare di peccati, demonio ed inferno, ma anche di presenza reale, sacrificio, tradizione, fede semplice...

    Sdoganiamo con la cultura di Amerio, anche tanta fede semplice: ne abbiamo bisogno, per non cadere ancora più in basso. La fede dei semplici non è sciocca: è fede! Si fida di Dio più che degli uomini, guarda all'altare ed al tabernacolo più che all'assemblea.

    Guarda all'eterno, detesta il peccato (di cui si pente) e comprende il peccatore.

    Invece c'è chi non parla più di peccato, ma punta il dito verso i peccatori (solo se di un altro partito). L'inferno? E' avere questo o quel governo...

    unosfogo

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  28. Comunque se fino a ieri era la stampa cattolica ha semplicemente ignorato Amerio, oggi ne parla; in maniera faziosa, incompleta o ideologica, ma ne parla.

    E c'è una cosa sola peggiore del far parlare di sé; ed è il non parlarne. (Oscar Wilde)


    Antonello

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  29. Da tempo Avvenire va bene tuttalpiù per pulirsi... per accendere il camino, toh. A noi pare un giornalaccio illeggibile, fonte di spaventosa confusione e di faziosa disinformazione. Quindi la recensionaccia ad Amerio l'è quel che l'è. La recensione di Cavalleri, poi, non vuol dire niente, pare il solito barcamenarsi opusiano. Tutta roba da buttare nel ce..... camino!
    Leggete Iota Unum, invece!

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  30. DANTE PASTORELLI2 settembre 2009 21:58

    All'anonimo che afferma "a me basta il Vangelo" ricordo che il presuntuoso "sola scriptura" è tipicamente protestante.
    Il Vangelo non può essere scisso dalla Sacra Tradizione che, fra l'altro, da una parte lo precede, e dall'altra lo tramanda ed interpreta e ne svela continuamente ricchezze nascoste.

    Quanto ad Amerio, non è S. Tommaso, ma conosceva benissimo S. Tommaso, e la sua opera in questione è validissima, e cadde come un mattone oltre 20 anni fa, sulla testa della gerarchia: la congiura del silenzio non valse a spegnerne la diffusione che contribuì molto a far aprir gli occhi a tanti fedeli.

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  31. Da tempo non leggo avvenire.... ho acquistato Iota unum e anche se non l'ho letto di seguito, ho letto qua e la varie parti e così mi sono fatto un'idea di tutta l'opera, l'impressione che mi sono fatta è di un libro che da voce e fiato a tanti interrogativi e a tante perplessità sulla chiesa postconciliare che mi portavo dentro fin dall'epoca del seminario. Per me è un'opera fondamentale utilissima da leggere soprattutto per i sacerdoti.
    segue....
    don bernardo

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  32. Il valore di Jota Unum sta soprattutto nella sua impostazione filosofica e nella sua struttura fatta per deduzioni logiche che lo rendono praticamente inattaccabile: tutte le verità sono concatenate tra loro e si bassano sul retto concetto di essere. Alla base di molte affermazioni del Vaticano II c'è una debole impostazione filosofica e la cosidetta "Nouvelle Teologie" che è fatta non di ragionamenti consequenziali, ma di discorsi variamente interpretabili che di fatto hanno prestato facilmente il fianco alle eresie moderniste che sono entrate nella Chiesa... Abbandonando il tomismo e abbracciando l'heghelismo (tesi antitesi sintesi) si sono distrutte le fondamenta della dottrina cattolica e questo è avvenuto benchè il Vaticano secondo a parole sottolineava il pensiero di San Tommaso e ne ribadiva la centralità. Pensiero Tomista che difatti è stato abbandonato soprattutto in germania, ma anche nei nostri seminari e università è lo stesso....
    don Bernardo

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  33. La base filosofico tomista è invece necessaria ed indispensabile per incasellare e legare come in un bellissimo mosaico tutte le tessere costituite dalla dottrina dei santi, dei Padri, dei teologi e dei biblisti (seri e umili, non protestanti)...
    Oggi manca una chiara visione d'insieme della teologia ed un ancoraggio alle verità perenni e soprattutto all'Essere che è immutabile (per San Tommaso) e non in divenire (per Heghel).
    Oggi molti falsi teologi pensano che le verità di fede siano in divenire, mentre Amerio ci ricorda che le Verità di Fede sono perenni semmai se ne approfondisce sempre più la comprensione restando ovviamente immutabili perchè Dio è Colui che è.
    Come si può evincere da queste mie impressioni i libri di Amerio sono molto, molto profondi e non possono essere liquidati con battute superficiali. Ne consiglio a tutti la lettura perchè aiutano a capire tante cose. Una lettura sorretta da preghiera e vita interiore con la fiducia che lo Spirito Santo ci libererà da questo falso cattolicesimo che da 40 anni (ma i prodromi c'erano da prima) tentano di imporci violentando le nostre anime.
    don bernardo.

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  34. Gli e' che ad Avvenire questo successo di Amerio rode assai.Se sul trono di Pietro non c'era Ratzinger,avrebbe pubblicato solo la prima critica.Amerio e' un gigante tale che,anche a parlarne bene,lo si sminuisce!La damnatio memoriae di questo grande Pensatore-durata piu' di vent'anni-la dice lunga sull'onesta' di intenti, la pulizia morale e l'amore per la "liberta'"della Chiesa Conciliare!Eugenio

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  35. una citazione significativa di Romano Amerio su uno dei tanti temi su cui spesso dibattiamo; la decisione della Chiesa di NON condannare l'errore:

    “Questo annuncio del principio della misericordia contrapposto a quello della severità sorvola il fatto che, nella mente della Chiesa, la condanna stessa dell'errore è opera di misericordia, poiché, trafiggendo l'errore, si corregge l'errante e si preserva altrui dall'errore. Inoltre verso l'errore non può esservi propriamente misericordia o severità, perché queste sono virtù morali aventi per oggetto il prossimo, mentre all'errore l'intelletto repugna con un atto logico che si oppone a un giudizio falso. La misericordia essendo, secondo S. theol., II, II, q. 30, a. 1, dolore della miseria altrui accompagnato dal desiderio di soccorrere, il metodo della misericordia non si può usare verso l'errore, fatto logico in cui non vi può essere miseria, ma soltanto verso l'errante, a cui si soccorre proponendo la verità e confutando l'errore. Il Papa peraltro dimezza un tale soccorso, perché restringe tutto l'officio esercitato dalla Chiesa verso l'errante alla sola presentazione della verità: questa basterebbe per sé stessa, senza venire a confronto con l'errore, a sfatare l'errore. L'operazione logica della confutazione sarebbe omessa per dar luogo a una mera didascalia del vero, fidando nell'efficacia di esso a produrre l'assenso dell'uomo e a distruggere l'errore”. (Romano Amerio, Iota unum, Ed. Lindau Torino)

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  36. Ad Areki.Caro don Bernardo,se,come penso, Lei e' un prete(la dizione "presbitero",figlia del circiterismo neoterico,l'ho in abominio!),Le faccio i complimenti.Finche' ci sara' un prete che sappia vedere quanto e' "falso" questo "cattolicesimo" degli ultimi 40 anni,la partita non sara' chiusa!Con buona pace del Presulame modernista che ci ha omaggiato di questa avventura da INCUBO per le nostre menti e per le nostre anime.Recitiamo il Santo Rosario per il Papa.Eugenio

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  37. Grazie mic per la citazione.Iota unum e' una miniera di saggezza (cattolica):dovunque scavi caccia l'oro!E' la piu' indovinata glossa alla Summa del divino Tommaso.Il solo fatto di esistere e' un mea culpa per il conciliarismo piu' monumentale della cupola di San Pietro!Eugenio

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  38. E' una delle ragioni per cui, oggi, vediamo il cattolicesimo adulterato che si dà come obiettivo raggiungere una posizione condivisa, una mediazione, un punto di incontro, tra la Verità di Cristo e le posizioni, anticristiche, del mondo o degli eretici, arrivando perfino alla condanna delle decisioni e della pastorale della Chiesa del passato

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  39. Per questo le hanno provate tutte per dannare la memoria di Amerio.Che infami!Eugenio

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  40. La MERA diffusione dello Iota,sovradimenzionata all'effettiva leggibilita' del testo da parte di tante persone(se uno non s'e' fatto una cultura per suo conto,non puo' certo contare su un sentire cum et in ecclesia,un tempo VIVISSIMO pure presso gli analfabeti rosarianti,vista la maoistica e diabolica tabula rasa messa in atto dai neoiconomachi,come visivamente esemplata dal sistematico sacrilego sbracamento degli altari)e' un fatto PROVVIDENZIALE in senso proprio prima che analogico.Eugenio

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  41. ai "neoterici" da 40 anni e ancora non cessano dalla loro "ubriacatura" e che sono riusciti a cambiare lo "stile" della Chiesa, Amerio direbbe che lo stile è questione secondaria, nel senso che viene dopo, logicamente e non cronologicamente, perché l’Amore procede dalla Verità, e non viceversa.

    Invece col puntare l'accento dull'Amore, sul sentimento, si distoglie lo sguardo e si trascura il Logos, la Ragione, la Verità, il Fondamento dell'esserci su questa terra "per mezzo di Lui tutti le cose sono state create", col risultato di operare "la dislocazione della Monotriade" con le conseguenze di cui tutti stiamo soffrendo.

    E' un linguaggio duro, solo apparentemente difficile; ma basta soffermarsi un attimo sul Credo che tutti professiamo, ma che i 'neoterici' hanno sovvertito: noi profesiamo "credo nello Spirito Santo (L'Amore), qui ex Padre Filioque procedit". La processione ha un ordine: Il Padre genera il Figlio (il Logos) e da entrambi procede lo Spirito (l'Amore).
    Invertire l'ordine di questa processione non resta senza conseguenze...

    Notate come tutto oggi viene assoggettato al 'sentire' anziché all'essere? Questo mette in primo piano l'uomo e il suo sentire e non il Signore che ci si è Rivelato e la cui Conoscenza (in senso biblico= unione intima profonda, sponsale), genera l'Amore e permette che noi rispondiamo con l'Amore che ci viene donato a Chi conosciamo.
    Come fai ad amare chi non conosci?

    Ecco, che allora tirano fuori tante belle parole ma vuote di significato profondo e autenticamente vero: concetti fumosi e frammentari, che suggestionano il sentimento, ma non accendono la volontà, perché la volontà è accesa dal cuore, che -in senso biblico- è sede delle decisioni ultime, della coscienza. In conclusione non si dà Carità senza Verità

    E' una delle tante verità e "variazioni" della Chiesa del nostro tempo che Amerio ci 'mostra' con sapienza profonda

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  42. Attenzione a non ridurre il cristianesimo a tomismo, Areki. Mille volte meglio Tommaso del nulla di oggi. Ma la sistematicità di Tommaso, le sue formulazioni logiche e il suo impianto metafisico, che è poi quelle di Aristotile, sono soltanto umbra Revelationis. Se non è chiaro questo, e per molti tomini non lo è, ci si va a schiantare a trecento all'ora contro un muro.

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  43. Con la scusa dell 'leggibilità' e della comporensione da parte di tutti si è banalizzata e 'castrata' nei sui punti più significativi e profondi una Liturgia frutto della fede di millenni e si è 'sovvertita' la realtà delle cose: si centralizzza l'attenzione sul protagonismo dell'Assemblea che celebra, e si è messo da parte il vero celebrante: Cristo Gesù Signore e il Suo Sacrificio ri-presentato al Padre per la salvezza dei molti: i presenti e i "communicantes" che sono l'intera Chiesa (trionfante, purgante e militante: noi) senza limiti di spazio e di tempo... da dove colgono i fedeli di oggi questa realtà così grande, l'UNICA vera?

    Io sto semplicifando molto, ma ci sarebbe molto altro da dire a questo riguardo. Pur limitandomi all'essenziale, per questo non mi stanco di ripotere

    Ridateci la nostra messa! Io dico che -forti del motu proprio del nostro Papa- in molte situazioni difficili e insieme ai nostri sacerdoti fedeli dovremmo tirar fuori in coraggio di riprendercela

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  44. Attenzione a non ridurre il cristianesimo a tomismo, Areki. Mille volte meglio Tommaso del nulla di oggi.

    Anonimo, il cristianesimo non è solo tomismo. La mens tomista aiuta non poco ad acquisire le strutture portanti; ma poi abbiamo la ricchezza tuttora penso non completamente esplorata, i filoni auriferi dei Padri e dei Dottori (non solo l'Angelicus), da cui Chiesa da sempre ha attinto i suoi insegnamenti. Altrimenti cos'è la Tradizione?

    Abbandonare S. Tommaso per sostituirlo con Hegel, con le conseguenze chiaramente illustrate da Areki è una iattura!

    E le ricordo che il vaticano II considera genricamente la Tradizione "come un deposito divino affidato alla Sposa di Cristo" (DS 3020); è vero, ma dice tutto e non dice niente. Questo lascia nell'ombra e alla fine espunge quelli che Mons. Gherardini chiama "i diretti e qualificati canali della trasmissione ecclesiale"

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  45. perfino alla condanna delle decisioni e della pastorale della Chiesa del passato...

    Ma allora, anche in questa contraddizione con la pastorale precedente plurisecolare assistiamo al concretizzarsi delle angosciose previsioni di Papa Pio XII:
    "La Chiesa proverà rimorso per il suo passato storico..." ?
    ...dopo che si sono da tempo già avverate quelle circa la "demolizione della sacra cappella" con la mortificazione e il nascondimento dei Tabernacoli col SS.mo spesso introvabile, quasi ospite scomodo della chiesa antropocentrica!

    Franco

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  46. Mica abbiamo detto di abbandonare Tommaso! Abbiamo detto di non ridurre il cristianesimo al tomismo, cosa che molti, specie quelli che hanno mentalità da burocrate o da giurisperito, fanno, e fanno con fanatismo.

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  47. Ma anziché blaterare su Hegel leggetelo e soprattutto cercate di capire quel che leggete!!!

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  48. Ma anziché blaterare su Hegel leggetelo e soprattutto cercate di capire quel che leggete!!!

    credi che qui si facciano citazioni nozionistiche e si parli di ciò che non si conosce? E' evidente che non cogli il 'succo' di quel che si è affermato. Mi chiedo se non vuoi o non puoi per ideologismo spinto.

    Se lo ritieni tanto valido e così misconosciuto da noi (dai noteroi purtroppo no), sei tu a doverci dimostrare in cosa e perché andrebbe 'sposata' la filosofia di Hegel

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  49. a proposito di Hegel e dell'applicazione pratica di tesi-antitesi-sintesi, riporto questo post di qualche ora fa:

    E' una delle ragioni per cui, oggi, vediamo il cattolicesimo adulterato che si dà come obiettivo raggiungere una posizione condivisa, una mediazione, un punto di incontro, tra la Verità di Cristo e le posizioni, anticristiche, del mondo o degli eretici, arrivando perfino alla condanna delle decisioni e della pastorale della Chiesa del passato.

    Dimostrazione evidente di cosa accade nel 'forzato' dialogo col mondo. Infatti, se:

    - nella 'Tesi' mettiamo le Verità della Rivelazione Apostolica
    - nella 'Antitesi' consideriamo le pseudoverità e gli pseudovalori del mondo
    - dalla 'sintesi' non può che venir fuori un pateracchio perché viene fuori la Verità mescolata con l'errore; il che è esattamente il contenuto di tanti insegnamenti pseudocattolici di oggi. Personalmente ho presenti quelli di un certo movimento che non è un movimento, ma anche tante omelie e scritti di sacerdoti (presbiteri mi piace di meno) e vescovi modernisti

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  50. Mica abbiamo detto di abbandonare Tommaso! Abbiamo detto di non ridurre il cristianesimo al tomismo, cosa che molti, specie quelli che hanno mentalità da burocrate o da giurisperito, fanno, e fanno con fanatismo.

    non ce ne stiamo occupando, Anonimo. E inoltre noi non ne facciamo parte!

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  51. l'unico burocrate e giurisperito, con l'aggravante della superficialità e dell'evidente viscerale - e quindi irrazionale-avversione, presente in questa riflessione è il giornalista Beretta, mi sembra!

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  52. E' stato un piacere leggervi per un quarto di ora.
    Vi saluto, ho da fare le faccende domestiche e preparare il pranzo.
    Un altro quarto di ora libero lo avrò stasera, e vi rileggerò.
    tanti saluti

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  53. Rutilio Namaziano3 settembre 2009 11:21

    Sono davvero felice che anche le casalinghe leggano questo sito, particolarmente questa discussione su Renato Amerio! E' forse un segno della prossima alba, perchè tutti noi siamo sentinelle che aspettiamo l'aurora, il ritorno dell'aurora in una Chiesa che non si vergogni di Gesù Cristo e delle sue parole, di tutte le sue parole.
    Chissà quali pensieri turbinano nella mente di Inopportuno e di tanti come lui!

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  54. Questi discorsi, che facciamo tra noi, cara Casalinga, non sono discorsi da iniziati, ma di persone che voglione essere consapevoli, approfondire e comprendere. E' ovvio che quando si parla con la casalinghe -che reputo molto più aperte e intelligenti di certi novatori- non si usa il linguaggio filosofico o teologico, ma quello colloquiale.

    Oppure, perché no? A prescindere dal grado di istruzione della casalinga (che può essere superiore al mio) o di qualunque persona anche molto semplice e non acculturata, facente parte della variegata realtà ecclesiale, non crede che un certo linguaggio, anche teologico, se intriso di Verità e porto con semplicità possa toccare il cuore e lasciar 'passare' la Verità, che ha un Nome: Gesù Signore?

    Non c'è mica bisogno di metodi umani per raggiungere le persone: i metodi umani possono arrivare a ingenerare fascinazione, e quindi a coartare. Anche il Signore affascina, ma per liberare e formare e far continuare a crescere in Lui

    Altrimenti si cade nell'errore modernista e di un movimento che non è un movimento che per raggiungere le persone dicono ci sia bisogno di parlare al loro livello, dando per scontato, con molto poco rispetto per le persone, che il loro livello debba essere per forza tale da dover banalizzare il contenuto per renderglielo accessibile.
    Anche S. Paolo parla di "latte" per i principianti e di "cibo solido" per i proficienti; ma quando si parla della Verità e lo si fa dal cuore e con semplicità, è la Verità a farsi riconoscere da sola e ad agire in chi ha orecchie per intenderla= cuore aperto e disponibile.

    Buon pranzo ;)

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  55. Caro mic,non vorrei ripetermi,ma una vecchietta analfabeta rosariante di 70 anni fa'(forse che ce ne sara' ancor oggi?)conosceva benissimo,per sensum se non proprio per intellectum,cosa E' chiesa e cosa NON E' Chiesa,meglio MOLTO meglio di tanti Mitrati magniloquenti ed autoreferenti logorroici in cioese(vernacolo talmente datato che ha fatto la fine del latino anche presso drogati ed anarchici bombaroli!),che in luogo di concetti logici ti sproloquiano circiterismi che fanno raggrinzire per dispetto le parti mobili di organi poco nobili.Eugenio

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  56. Caro mic,non vorrei ripetermi,ma una vecchietta analfabeta rosariante di 70 anni fa'(forse che ce ne sara' ancor oggi?)

    caro Eugenio, ho la tua stessa convinzione; anzi, a questo termine di "rosarianti" -di qualunque estrazione-, attribuisco la prerogativa di essere tra le 'pietre vive' con cui il Signore costruisce la Sua Casa

    alla faccia dei neoteroi che usano proprio la metafora, ormai stantìa, delle vecchiette per delegittimare la Messa di Sempre

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  57. Non vorrei sbagliarmi, se dico cose inesatte per favore corregetemi. Ho letto da qualche parte che il bilancio del Vaticano è di molte volte inferiore a quello della CEI e che questa sopperisce alle insufficienti risorse del Vaticano con aiuti finanziari condizionandolo. Mi si è accaponata la pelle!

    Ecco la ragione per cui la CEI con questa montagna di soldi comanda il Vaticano, governa di fatto le carriere dei prelati e diventa essa stessa quella che veramente è, un'associazione di... vescovi che remano contro il Papa! Altro che, la nostra Messa di sempre in parrocchia!!

    I vescovi italiani forti delle entrate madornali dell'8 x1000 e dei lasciti dei fedeli alle diocesi, dispongono di una valanga di soldi tale che non importa loro se la presenza dei fedeli diminuisce costantemente e che i seminari si vuotano.
    Con la CEI così ricca, Cristo conta molto poco: ma fino a quando il Signore può sopportare questo abbominio?

    Vieni, Signore Gesù! Perdona i nostri peccati, non ci abbandonare, salva la nostra Chiesa, facci essere degni del tuo amore.
    PaoloD.

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  58. Oooh, spezzo due lance in favore della Casalinga. Brava casalinga. Leggi, scrivi e dilettati con noi. La ricetta, come vedi, è semplice: un bell'impasto di sana Tradizione, severità liturgica, senso del sacro , del mistero e del bello e lealismo benedettiano, con, a piacere, un pizzico di dommatismo tomista (ma chapeau al doctor angelicus) o, più raramente, di dommatismo hegeliano (ma chapeau al filosofo della manica nel piatto), un grosso spicchio di aglio antiprotestantico e una spruzzata di spezie anticattoprogressiste. Per la cottura puoi scegliere, tra gli zero gradi C.C e i 2000 gradi à la petits bergers. Servire comunque a temperatura ambiente.

    Sullo

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  59. Paolo D., se hai ragione alla prossima denuncia dei redditi il mio 8x1000 andrà altrove.

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  60. Sì, approfondiamo 'sta cosa: in alcuni casi si è più vicini al cuore se si tocca il portafoglio...
    Qualcuno ha notizie certe?
    AndreasHofer

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  61. DANTE PASTORELLI3 settembre 2009 18:16

    E l'alro saccente burocrate anonimo dà dell'ignorante a chi il pensiero di Hegel l'ha studiato e magari lo insegna o l'ha insegnato ai suoi allievi anche universitari.

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  62. A mic.Concordo sulla definizione dei rosarianti come pietre vive(tutti meno uno,il sottoscritto,e non per blague!).Il Santo Rosario ha una forza ex se davvero inspiegabile per chi non possiede la fede cattolica-quella VERA non quella adulterata-.Quando incontro un ecclesiastico porto SEMPRE,con finta inavvertenza,il discorso sul rosario.Da questa prova non sono rimasto mai deluso.Ti diro' una mia piccola eresia:io credo che GPII e' stato un VERO Papa non da studi canonici sulla regolarita' dell'elezione et similia ne' da dettami dogmatici che,per essere imposti alla coscienza,devono PUR SEMPRE passare il vaglio dell'intelletto(?),ne' dai pubblici comportamenti del Woytila(che di eresie "materiali" ne colleziono' alquante,Assisi docet in primis)(!),quanto dal suo grande amore per il Rosario(e per il Santo Scapolare!).Se vuoi,ti autorizzo a pensare che questa e' una "ragione del cuore",ma,pur dilettandomi di studi tomistici,so bene,per esperienza "pascaliana",che il cuore,appunto,non mente mai.Eugenio

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  63. Ed e' il cuore,una cum intellectu,che mi dice quanto adulterata e' la Fede,come intrinsecamente adulterata ne e' la sua pubblica espressione orante!Eugenio

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  64. ho avuto più di un quarto di ora per leggere, ed ho letto gli articoli precedenti e le opinioni dei lettori.
    Ero capitata qui per caso.
    Purtroppo non mi rispecchio nella opinione della maggioranza dei lettori. Il Rosario io lo dico.
    Spero lo dicano anche i lettori.
    Non so come si concili il Rosario con certe opinioni sulla chiesa e sui vescovi. Ringrazio il signor mic per le parole a me indirizzate, ma mi trovo distante e molto anche dalle sue opinioni.
    sinceramente l'avere letto a fondo mi ha messo un poco di inquietitudine addosso.

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  65. Non so come si concili il Rosario con certe opinioni sulla chiesa e sui vescovi. Ringrazio il signor mic per le parole a me indirizzate, ma mi trovo distante e molto anche dalle sue opinioni.

    mi compiaccio. Una casalinga che pensa con la sua testa!

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  66. DANTE PASTORELLI3 settembre 2009 22:34

    Il rosario si concilia benissimo con le opinioni sulla Chiesa e sui vescovi.
    Quando, cara casalinga, leggi alcune critiche alla Chiesa, devi sempre interpretare "agli uomini di Chiesa": la Chiesa è santa, perché il suo Capo è Cristo e su di Lui è fondata, perché è nata dal sangue dei martiri, perché possiede essa sola i Sacramenti che sono i mezzi di santificazione ecc.
    Gli uomini di Chiesa, invece, son peccatori, come tutti noi. Ma con certi loro comportamenti immorali danno, purtroppo, il cattivo esempio e causano dubbi nel semplice fedele.
    Ancor più gravi le colpe degli uomini di Chiesa (cardinali, vescovi, preti ecc) quando espongono opinioni personali come se fossero espressione del Magistero contro cui, al contrario, il più delle volte cozzano. E non solo contro il Magistero del Papa attuale, ma anche contro tutto il Magistero da Gesù in avanti che è il Deposito della Fede.
    Questi uomini di Chiesa vanno richiamati e pubblicamente ripresi: è preciso dovere del cattolico ammonire coloro che minano la Chiesa nella sua essenza e nella sua dottrina, ed è doveroso impedire che insegnamenti perniciosi per la Fede siano spacciati per profonda teologia. Il tutto per la salvezza delle anime.
    Quando preti come Santoro, Farinella, Gallo e tanti altri sostengono, sotto l'egida di Martini e compagni di gerarchia, posizioni opposte alla morale ed alla sana dottrina cattolica come definita dalla Chiesa, il
    rimprovero è necessario per mettere in guardia chi ingenuamente può loro prestar fede, anche perché la stampa disgraziatamente fa da cassa di risonanza alle voci che voglion distruggere la Chiesa come Cristo l'ha costituita.
    Proprio in questi giorni la S. Sede ha invitato i vescovi, a cominciar da Bagnasco, a prender provvedimenti contro quella quarantina di preti che han firmato un pubblico documento che contrasta con la dottrina morale cattolica e l'insegnamento del pontefice attuale. Ne parlan oggi i quotidiani.
    Noi da anni combattiamo contro le false idee e le eresie che costoro propalano.
    Quindi non vedere in noi malanimo, ma solo preoccupazione per la salvezza delle anime che passa attraverso la purezza della Fede.
    Accanto al pubblico richiamo di preti, vescovi e cardinali sviati e svianti, non manca la preghiera per il loro ravvedimento.
    In questa preghiera, ma anche in questa sacrosanta battaglia - preghiera e battaglia che son espressione della più alta Carità - vorremmo che tu ci fossi vicina.

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  67. Dante Pastorelli e' l'unico che sappia descrivere-con somma precisione-il nostro pensiero e la nostra passione.Grazie!Eugenio

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  68. Certo, cara casalinga, Rivelazione e Salvezza, ma poi la stessa vita spirituale, non sono un teorema in cui tutto è rigorosamente dedotto e deducibile, perché il mistero trascende le umane sistematizzazioni. Non si faccia dunque l'idea che tutti qui dentro bramino di professare un solo tetragonico, inerte blocco di dottrina organizzata. Il microcosmo del tradizionalismo cattolico è assai più variegato di quel che a prima vista potrebbe sembrare. Ci sono pasionari e appassionati, guerrieri e contemplatori, entusiasti e melanconici, nostalgici e profeti. Provi a dare un'occhiata, e vedrà che ci son meno spunti d'inquietudine di quelli che spesso si possono trovare in un ordinario ambiente parrocchiale.

    Sullo

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  69. mi è stata ricordata questa citazione di F. Colafemmina, che condivido con voi

    "Come fa notare lo stesso venerando teologo luganese, buona parte delle modifiche intercorse nella dottrina cattolica grazie al Vaticano II, sono modifiche di senso, modifiche della logica aderenza delle parole ai fatti salienti della dottrina.
    Separare le espressioni linguistiche dal loro corrispettivo ontologico, inventare nuove parole per identificare concetti ambigui e vaporosi, adattare parole antiche a nuove interpretazioni spiritualiste e vagheggianti: questo è stato negli ultimi quarant'anni l'impegno attivo di una parte della Chiesa, intenta alla realizzazione di una "nuova religione", come il teologo la definisce con cristallina coerenza.
    "

    la fotografia del linguaggio ecclesiale degli ultimi 40 anni

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  70. Romano Beretta è autore di libri come "Una, santa, cattolica e... voltagabbana", in cui si nega l'immutabilità del dogma. Ecco uno stralcio dell'introduzione:

    "Infallibile, perfetta, immutabile: chi ha detto che la Chiesa cattolica è proprio così? Dogmi intoccabili, tradizioni millenarie, liturgie antichissime... Eppure la storia documenta anche il contrario: fin dall'inizio della sua vicenda, infatti, la Chiesa ha saputo modellare molti dei suoi insegnamenti, mutandoli, addirittura capovolgendoli se necessario."

    Tra gli altri suoi scritti:

    "Chiesa padrona. Strapotere, monopolio e ingerenza nel cattolicesimo italiano".

    "Peccato non farlo. Tutto quello che volevate sapere sul sesso e la Chiesa non ha (quasi) mai osato dirvi".

    "Gli undici comandamenti. Equivoci, bugie e luoghi comuni sulla Bibbia e dintorni".

    "Le bugie della chiesa. Equivoci, errori e luoghi comuni sulla fede e dintorni".

    Alcune chicche dalla presentazione di quest'ultimo: "E immaginavate che qualche volta è permesso non confessare i propri peccati al prete, che si può celebrare la messa col vino rosso (anzi sarebbe meglio) e che il battesimo non solo non purifica dal peccato originale, ma può essere amministrato da un laico, anche ateo o eretico…?".

    Una bibliografia del genere parla da sola. Da rammentare anche l'allucinante recensione, pubblicata su Avvenire, del "Compendio di Liturgia pratica" di L. Trimeloni, da me confutata in questo articolo:

    http://www.rinascimentosacro.com/2008/02/sulla-recensione-di-r-beretta-al.html

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  71. Caro Antonello,solo ora mi sono imbattuto in un tuo intervento del 2 c.m..(Purtroppo il colesterolo mi concede lucidita' ad intervalla insaniae).Leggo in esso di "lifting (mal riuscito) della Chiesa del XX secolo".Complimenti,e' una definizione degna di Amerio(che Iddio l'abbia in gloria).Un caro saluto.Eugenio

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  72. ho finito di leggere Iota Unum e il suo seguito Stat Veritas: consiglio vivamente la loro lettura a tutti, in particolare a coloro che troppo sbrigativamente hanno liquidato i due lavori di R. Amerio.
    Riservo una preghiera di suffragio e di ringraziamento al grande ticinese e, perché no?, di riparazione per le cattiverie e le disonestà che colpirono il prof. Amerio in vita: Dio giusto giudice lo ricompensi per il lavoro fatto, l'amore nutrito per la Chiesa, nonostante tutto e per l'umiltà dimostrata accettando ogni critica con serenità e 'non aprendo la sua bocca' particolarmente nei confronti di 'uomini di Chiesa'... una preghiera anche per la conversione dei peccatori

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