martedì 5 maggio 2009

Messa antica in diocesi di Reggio Emilia.

Un fedele reggiano ci comunica questa lieta novità

DEO GRATIAS!

Con decreto del 19 marzo 2009, il nostro Vescovo della diocesi di Reggio Emilia - Guastalla S.E. Mons. Adriano Caprioli, ha dato disposizioni per la celebrazione, finalmente nella nostra diocesi, della Messa nella forma straordinaria, secondo il Messale del 1962. Ecco qui di seguito la parte normativa del decreto in questione:

Con la lettera “Summorum pontificum” del 7 luglio 2007 Benedetto XVI concede che si celebri la Messa in latino secondo il Messale promulgato da Pio V nel 1570 e aggiornato da Giovanni XXIII (papa Roncalli) nel 1962. La concessione viene attuata nelle singole diocesi sotto la guida dei singoli vescovi su richiesta di un gruppo stabile di fedeli. E’ una forma straordinaria della Messa, mentre il rito ordinario rimane quello pubblicato da Paolo VI nel 1970 nella edizione tipica in latino, tradotta poi nelle diverse lingue.

Nella Lettera ai Vescovi di accompagnamento del Motu Proprio (intervento pontificio di propria iniziativa) “Summorum pontificum” il papa avverte: “L’uso del Messale antico presuppone una certa misura di formazione liturgica e un accesso alla lingua latina; sia l’una che l’altra non si trovano tanto di frequente”. Per quanto concerne il celebrante nella Messa secondo il Messale antico il Motu proprio aggiungeva : “I sacerdoti che usano il Messale del B. Giovanni XXIII devono essere idonei”.

Il Vescovo Adriano, dopo avere consultato diversi fedeli e i Vicari Foranei (cioè rappresentanti delle 11 suddivisioni territoriali della diocesi), ha emanato le seguenti disposizioni:

- la Messa con il rito straordinario secondo il Messale Romano del 1962 potrà essere celebrata la prima domenica del mese alle ore 16.00, nella chiesa parrocchiale di Mancasale;

- come celebrante viene designato Mons. Carlo Pasotti, Canonico Penitenziere della Cattedrale e parroco della Parrocchia di Mancasale;

- la celebrazione dovrà essere animata da un gruppo che garantisca il servizio liturgico

- si potrà utilizzare la lingua italiana per le letture, come previsto, e si dovranno tenere gli stessi giorni di precetto dell’attuale ordinamento generale della liturgia;

- Per una fruttuosa partecipazione la celebrazione nei primi tempi dovrà essere preceduta da una breve catechesi.

- la celebrazione del Rito straordinario inizierà la prima domenica di giugno 2009, Festa della SS. Trinità.

Si tratta dunque di un avvio sperimentale: una Messa mensile in una sola chiesa (Mancasale), la prima domenica del mese alle ore 16, a partire dalla prima domenica di giugno.

Il decreto del Vescovo Caprioli porta la data del 19 marzo, ma viene reso pubblico il 30 aprile, memoria di San Pio V, il quale nel 1570, ispirandosi alle indicazioni del Concilio di Trento, ha pubblicato il Messale Romano, il cui ultimo aggiornamento è stato fatto nel 1962 da Giovanni XXIII.
Si veda anche il link al sito della diocesi di Reggio Emilia: http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/vis_diocesi.jsp?idDiocesi=166

18 commenti:

  1. fra il niente e il poco è da preferire il poco, fra Caprioli e Careggio è meglio Caprioli però è una barzelletta la Messa V.O. ad experimentum, sì, una barzelletta un po' amara. Alessandro

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  2. Inoltre questo riassunto ufficiale è più restrittivo del testo che vuole riassumere. Infatti il decreto del Vescovo dice che altre funzioni oltre a quella da lui concessa devono essere prima concordate con lui. Da questo testo sembra che non possano proprio esistere. In assenza del decreto si celebrò una Messa V.O. a Correggio nella chiesa delle suore cappuccine, preceduta da una serie di conferenze sul motu proprio.

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  3. Ma di cosa hanno paura i vescovi nel concedere il VO? Che i fedeli provino, confrontino, usino il loro discernimento... Che siano cattolici adulti in altre parole. Per loro i cattolici adulti sono quelli che alla Comunione alzano le manine come bimbi dell'asilo.

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  4. diciamo che il vescovo di Reggio Emilia ha messo le mani avanti, forse aveva annusato che il virus del V.O. (più pericoloso dell'influenza aviaria) stava per diffondersi e allora magari è corso subito a costruire una diga per evitare la marea. I vescovi non devono intervenire ma fanno finta di non capirlo anche perchè l'Ecclesia Dei a sua volta fa finta di ignorare l'esistenza dei cannoni. Alessandro

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  5. per certi vescovi la promozione del laicato consiste solo nell'allevare il popolo bue e nulla più. Alessandro

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  6. Mons. Caprioli fu ordinato vescovo dal card. Martini. Certo che la presa di posizione di mons. Caprioli sul V.O. è una notevole presa di distanza da chi lo ordinò vescovo, se solo pensiamo che il card. Martini affermò che in esso si respirava aria di chiuso. Eppure anche s. Ignazio di Loyola aveva respirato quell'aria mefitica del V.O.. Nonostante ciò fondò un Ordine religioso che diede un contributo notevole ad arrestare l'avanzata del protestantesimo. Poi durante il generalato di Arrupe (1965 - 1981) l?ordine subì una debacle pari quasi a quella della soppressione avvenuta due secoli prima. Nel 1965 i Gesuiti erano 36.000, nel 2009 sono meno di 19.000. Alessandro

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  7. Trovo la notizia poco confortante e, come detto altrove, questo Vescovo sta indultizzando il motu proprio... che lasci liberi i laici di chiedere e i chierici di dare la ricchezza di Dio! Ha tanto paura della S. Messa da avocare (rectius: arrogarsi) uno stretto controllo? Da circoscriverla in ora strana, in unico luogo e una volta al mese? Da far analisi del sangue e RX a chi vi partecipa?
    Come gli fa pauuuura! Quanto poco crede nella primavera del post concilio!
    Queste miserie li travolgeranno...
    A.H.

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  8. Caro A.H., hai ragione: codeste miserie li travolgeranno. Ma dimmi: noi per quanti secoli dovremo aspettare la possibilità di celebrare senza se e senza ma il V.O.? Alessandro

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  9. A difesa (?) del Vescovo è da dire che questo provvedimento risente del peso di una pesante (soprattutto in curia) parte del clero insofferente verso il Motu proprio.
    Da segnalare, a Reggio, anche il recente adeguamento liturgico della Cattedrale, opera delle stesse anime belle (da antologia un recente articolo sul settimanale diocesano che spiegava perché è stato bene sostituire gli inginocchiatoi con le sedie).
    Per la cronaca, Caprioli era fino a qualche anno fa presidente della Commissione liturgica della CEI, se qualcuno si è mai accorto che tale commissione esistesse.
    Negli ultimi anni la reggenza del Vescovo non è molto efficace, temo anche per suoi problemi personali. Da circa due o tre anni è coadiuvato da un ausiliario dello stesso clero diocesano.
    A.G.

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  10. I cattolici fedeli al rito antico sembrano cristiani in libertà vigilata. Rispetto alle catacombe in cui fino ad un recente passato vivevano è sicuramente un miglioramento, ma....
    tempora bona veniant

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  11. don gianluigi b6 maggio 2009 00:35

    Se i laici richiedenti non avevano trovato un parroco disposto a celebrare in rito tradiz. il vescovo ha fatto bene a incaricare qualcuno a farlo, se, invece, un parroco ci fosse stato non avrebbe dovuto intervenire il vescovo, dato che il oarroco ha la facoltà dal Motu proprio stesso.

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  12. è molto grave che nella cattedrale (sede del vescovo) di Reggio E. si siano tolti gli inginocchiatoi. Molto grave, ripeto. Denota una mostruosa caduta del senso del sacro e dell'adorazione che è dovuta all'Eucaristia. Alessandro

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  13. un'altra prova che ,o ci si sveglia nel vivere sempre secondo la tradizione, o si finisce nella "riserva indiana": fedeli e sacerdoti svegliamoci, o dovremo rendere conto a Dio di aver fatto quasi niente, obbedendo ai vescovi

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  14. Anche nella Cattedrale di Parma i canonici o chi per loro, già da parecchi anni, se non sbaglio da quando era vescovo mgr. Benito Cocchi, attuale Arcivescovo di Modena, sono spariti i banchi con gli inginocchiattoi: il motivo ufficiale è stato quello dato dalla sovrintedneza ai beni artistici e culturali: per far risaltare meglio l'opera d'arte che è la cattedrale in tutti i suoi aspetti. Risultato: nessuno in cattedrale si inginocchia in alcun momnento della s. Messa; le particole consacrate da distribuire sono contenute in piatti tondi di terracotta!
    Comunque, concordo pienamente con Anonimo delle 11.33: preghiamo la SS. Vergine, lo Spirito Santo, s. Giuseppe,svegliamoci,muoviamoci,facciamo la controrivoluzione contro questi vescovi e preti modernisti che sono la quinta colonna (nemmeno tanto nacosta) del neo-modernismo e della massoneria all'interno della Santa Chiesa Cattolica: agiamo, gridiamo, riuniamoci, scriviamo a Roma per protetstare contro questi preti e vescovi modernisti per salvare la Tradizione e la nostra santa Fede Cattolica. Non possiamo restare inerti a guardare questo funerale del Cattolicesimo i cui becchini sono gli attuali preti e vescovi che hanno silenziosamente apostatato dalla Fede Cattolica (non tutti, per carità, ma,credo, un buon 90%). Un giorno anche noi dovremo rendere conto a Dio Padre se abbiamo riconosciuto e confessato che Gesù Cristo è il Signore di fronte al mondo.
    Preghiera ed azione.
    Alfredo.

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  15. Alfredo, abito lontano dall'Emilia vivo ad Alessandria) ma rimango sbalordito nell'apprendere che anche dalla cattedrale di Parma sono spariti gli inginocchiatoi. La motivazione della sovrintendenza era solo una scusa per protestantizzarvi tutti. Si, scrivete. e speriamo che a Roma qualcuno legga le vs. lettere. Alessandro

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  16. Nel Regno di Dio bisogna genuflettersi, quindi che si ripristini gli igninocchiatoi e per il resto che si faccia la volontà di Dio.
    Coraggio!

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  17. Signori, per favore, controllate il tono degli interventi. Non siamo Dante Alighieri, le invettive non ci confanno... Di qui la dolorosa censura.

    E pensiamo ai Sacerdoti che tra mille difficoltà, in una scelta di vita che, oggi, è estremamente impegnativa, si sforzano di fare il loro dovere. Sbaglieranno, come tutti sbagliamo, ma credendo di far bene, indottrinati per decenni da cattivi maestri. Non accusiamoli di apostasia o chissà cosa.

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  18. Preghiamo sempre e comunque senza assumere toni catastrofici ,anche se il v.o. è senza dubbio molto piu' sacrale

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