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lunedì 8 luglio 2024

Orrori architettonici… e dove trovarli #196 a Seveso (MB)

Chiesa parrocchiale della Beata Vergine Immacolata in San Clemente dell’arch. Vittorio Gregotti (progetto dell’anno 1991; edificazione terminata nell’anno 2003).

Dopo aver guardato con raccapriccio i risultati degli investimenti economici anche dell’Arcidiocesi di Milano, ribadiamo la domanda: se lo meritano l’otto per mille?

Lorenzo

Descrizione del progetto: La chiesa viene realizzata come un volume privo di decorazioni e da una forma geometrica a T rovesciata. Insieme agli altri edifici costruiti è rivestita in serizzo ghiandone, una pietra lombarda di colore grigio chiaro, mentre i bordi sono rifiniti in metallo bronzato per catturare la luce e contornare la superficie in modo astratto. La facciata si presenta prevalentemente liscia con due significative variazioni: nella parte destra è visibile un’insenatura dovuta allo spazio circolare che all’interno ospita il fonte battesimale; nella parte centrale viene ritagliata un’apertura in corrispondenza dell’entrata lasciando emergere la penombra dell’atrio interno.
La chiesa è composta da una sola navata con tagli orizzontali che corrono a terra lungo i muri perimetrali: queste fasce vetrate, oltre che alleggerire le facciate laterali, hanno un ruolo importante nella ventilazione dell’aula. Lo spazio viene illuminato principalmente dal lucernario della lama centrale che corre fino alla zona di celebrazione: qui due colonne circolari sostengono le spesse travi in cemento, tra le quali è inserito un divisorio dello stesso materiale per creare, dietro all’altare, un’ultima porzione di luce autonoma. Ai lati dell’ingresso è presente il fonte battesimale: questo è formato da una mezza sfera di marmo di Carrara. A sinistra invece sono collocati i confessionali e la scala a chiocciola che conduce al livello superiore. Il presbiterio viene realizzato con estrema semplicità e rigore. A fianco dell’altare infatti sono posizionati la sede per il celebrante a destra e il leggio a sinistra. La prima è in legno di ciliegio dipinto ed è collocata nell’angolo in ombra; il secondo invece è un elemento autonomo ed esposto all’intera comunità. Il volume, sede dell’annuncio del messaggio cristiano, è rivestito da quattro lastre di marmo di Carrara su cui sono incise citazioni dorate del Vangelo. Oltre a questo si intravede la cappella feriale che chiude la composizione dell’ambiente interno e custodisce il tabernacolo: l’altare minore è collocato proprio dietro al muro del presbiterio e idealmente inquadrato dalle due colonne. Esso è illuminato direttamente dal lucernario del campanile e si sviluppa di traverso rispetto alla navata, dividendo lo spazio terminale con la sagrestia. Infine sono presenti due ingressi laterali collocati di fianco alla zona del presbiterio, mentre il tetto piano viene ritmato dalle piccole travi in legno chiaro che aumentano l’effetto di luminosità.
La struttura dell’edificio prevede l’uso del cemento armato con pilastri non visibili e travi in evidenza; la copertura è sostenuta da travi in legno lamellare, con una struttura speciale ad X per il corpo centrale, mentre le pareti esterne sono in laterizio rivestito in pietra.
Lo spazio viene pensato per valorizzare il ruolo centrale dell’altare: il percorso di luce che attraversa la navata per arrivare al luogo della celebrazione inizia idealmente dal fonte battesimale. I fedeli infatti sono chiamati ad un incontro di purificazione verso il Mistero Divino, presentato come un luogo semplice ed essenziale che può essere immaginato come sede sacrificale o come mensa conviviale. Inoltre l’organizzazione ad unica navata favorisce una partecipazione maggiore, mentre la presenza della cappella feriale nella parte terminale suggerisce la presenza di un “altrove” che stimola il cammino della fede.

Descrizione tratta dalla pagina chiesecontemporanee.chiesadimilano.it.

Fotografie degli esterni:


















Fotografie degli interni:

















16 commenti:

  1. Non avete visto quelle di Quarto Oggiaro e Gratosoglio... danè tra via!

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  2. Di primo acchito, l'esterno pare il progetto per un istituto penitenziario riciclato come chiesa perché troppo giudicato orrendo dal Ministero della Giustizia

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  3. E' solo una mia impressione o il fonte battesimale assomiglia ad un bidet? (absit iniuria verbis)

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  4. Quella torre con la M in cima mi ha fatto pensare agli anni ruggenti....

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  5. A prima vista sembra massonica, con qualche segno in alto. Dalla seconda foto, sembra una pennetta. Il resto mi parla di cimitero e quella con la porta nera una cappella privata. E, per 'variare'... Appare la fissazione del Modernismo con il MOVIMENTO nell'architettura nel RITMO del tetto... (?!). Almeno c'hanno pensato alla ventilazione, in queste chiese di solito ci si soffoca, in entrambi i sensi, fisico-spirituale.
    L'interno? No, grazie, resto fuori!

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  6. Dentro non è male. Fuori è orribile.

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  7. Se il moderatore di MIL lo permettera' questo e' cio' che d'acchito appare ai miei occhi relativamente alla prima immagine in apertura dell' articolo : un dito medio puntato verso il cielo. Il resto, un inutile spreco di conglomerato cementizio. Quale il fine? Lo stesso fine delle Cattedrali gotiche? O togliere l'ultimo refolo di fede?

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  8. Mancano solo il filo spinato e le guardie sulle torrette con il mitra

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  9. L'organo a canne a "2 dimensioni" (leggi: tromp l'oeil) è unico nel suo genere... che è l'horror, ovviamente!

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  10. Inoltre la croce rovesciata o tau rovesciata ha un solo significato!
    C'era bisogno di un architetto ? Forse bastava un geometra.

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  11. Stavolta non esistono parole per difenderla...è proprio brutta

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  12. Grazie per aver postato un set completo fotografico. Non riesco a trovare il tabernacolo. Il buon Vittorio ha fatto un buon progetto, rigorosamente modernista, cioè nello stile in cui viviamo da 80 anni tutti noi, compresi i commentatori. I riferimenti sono a Giuseppe Terragni sicuramente uno degli architetti italiani più interessanti, che ha lavorato molto sotto il fascismo ma che se ne diacosse in tempo per poi morire purtroppo giovane a 39 anni. L'architettura, indice di civiltà, sorge limpida, elementare, perfetta quando è espressione di un popolo che seleziona, osserva e apprezza i risultati che, faticosamente rielaborati, rivelano i valori spirituali di tutte le genti.» Sua citazione. Il progetto di Gregotti non delude, anzi mi sembra uno dei più riusciti degli ultimi decenni nel poverissimo panorama architettonico religioso italiano soprattutto cattolico. Grazie ancora per l'ampio servizio fotografico. PS la facciata laterale è veramente un omaggio a Terragni.

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    1. Il tabernacolo non si vede perché non è stato fotografato. Hanno preferito i muri.
      Probabilmente sarà ubicato in una cappella del Ss. Sacramento come da norme vigenti. Una sistemazione che, personalmente, amo molto. Un ambiente piccolo e raccolto in cui fare adorazione giova particolarmente alla vita spirituale.

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  13. Questo vince di sicuro l'IKEA AWARD 2024

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