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venerdì 16 febbraio 2024

Echi tridentini (in letteratura). Il Mercoledì delle ceneri (Ash Wednesday) di T.S. Eliot (1930)

 Anche quest'anno, nella settimana di inizio quaresima, riproponiamo questa eco tridentina: parliamo del poema di Thomas Stearns Eliot (St. Louis 1888 - Londra 1965) che al di là del titolo (Mercoledì delle Ceneri) é intriso di molti riferimenti alla liturgia (per forze di cosa tridentina) e citazioni di preghiere. 

Di seguito il testo tratto dal sito La Cooltura. Qui il testo inglese con italiano a fronte, leggendo il quale saltano subito all’occhio sia il tono solenne molto vicino o alla preghiera, sia le citazioni e il lessico ecclesiastico.

Roberto


Il 1930 è un anno cruciale nella carriera letteraria di Thomas Stearns Eliot. È infatti l’anno di pubblicazione di Ash Wednesday (Mercoledì delle ceneri), lungo componimento poetico composto da sei sezioni che comincia ad allontanarsi dalla desolazione e dalla sterilità spirituale della Waste Land. Con Ash Wednesday si apre, nell’universo poetico ed esistenziale di Eliot, una speranza rivolta al superamento e alla trascendenza del mondo materiale.

Il mercoledì delle ceneri nella tradizione cristiana
Il titolo è inequivocabilmente religioso: il mercoledì delle ceneri, ricorrenza fondamentale nel calendario cristiano, segna l’inizio della Quaresima, il periodo di preparazione alla Pasqua che implica il silenzio della riflessione e della meditazione richieste dalla sacralità dell’evento culminante. Nel primo giorno di Quaresima, i fedeli sono richiamati alla consapevolezza della
caducità della vita umana dal segno della croce disegnato dal prete sulla loro fronte con la cenere e dalla celebre frase tratta dalla Genesi “Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris” (“Ricorda uomo che polvere sei e polvere tornerai”). Questi presupposti svelano già una traccia interpretativa della lunga poesia, in cui si pone con insistenza un problema che acquisterà maggiore forza nei successivi Four Quartets: il problema del rapporto tra materia e spirito, tra le gabbie della prima e la libertà del secondo.

[…]
Ash Wednesday è considerata la poesia di conversione di Eliot, bollato da allora in poi come conservatore e reazionario. Tuttavia, non bisogna pensare che il poeta ormai inglese, che aveva nei versi precedenti cantato la sterilità e la nullità del mondo a lui contemporaneo, avesse trovato la soluzione ai problemi esistenziali suoi e della sua epoca tramite il rifugio nella fede cristiana: ancora presente è infatti la percezione di crisi della realtà. La differenza è da rintracciare nel bisogno intenso di una dimensione altra che riesca a oltrepassare i limiti dell’esperienza materiale. Ci sono dei barlumi di luce che, se non danno una speranza certa, fanno almeno presagire una dimensione dell’aldilà che possa diventare anche uno spazio poetico.

L’intertestualità

L’elemento dell’intertestualità e delle topiche del passato non viene abbandonato da Eliot, sebbene le opere riprese siano di natura completamente diversa: il raggio delle fonti letterarie si restringe al campo degli autori inglesi, anglicani e dei trecentisti italiani. Perciò un gran numero di citazioni e riferimenti proviene dal lessico religioso ecclesiastico.
Lo stile del componimento

Anche lo stile della poesia risulta profondamente modificato rispetto alla produzione degli anni precedenti. La varietà di The Waste Land e l’ironia di The Hollow Men lasciano spazio a un tono riflessivo, che nel corso della lettura si schiude verso l’esterno, verso un referente assente che esclude l’autoreferenzialità tipica della poesia romantica. La voce del poeta assume inoltre una cadenza sempre più solenne, quasi predicatoria, molto vicina a quella della preghiera e della liturgia. I molteplici personaggi dialoganti vengono invece assorbiti da una sola voce, che sembra farsi carico di un destino collettivo. Il ritmo, che non è più quello franto e conflittuale della Waste Land, si distende: assomiglia più a quello cadenzato della liturgia o dei salmi, o a quello fluido dei nessi associativi.

3 commenti:

  1. T.S. Eliot non era cattolico, ma anglicano del movimento Anglo-Catholic, quindi da un punto di vista liturgico era sicuramente cattolico come tradizione. Ancora adesso tante parrocchie Anglo-Catholic hanno una liturgia che ricorda il Vetus Ordo più di quanto lo ricordi il Novus Ordo.

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    1. Che cosa vuol dire "Anglo-Catholic"?

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    2. Praticamente mettono su una liturgia con bei paramenti, incenso e musiche…ma sempre anglicani sono.

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La Redazione